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25 November UEFA CHAMPIONS LEAGUE: Milan - MarsigliaUn punto solo, mentre il Real Madrid vola a dieci ipotecando la vittoria nel girone. Il Milan non va al di là dellì1-1 contro il Marsiglia rimandando notizie sulla sua qualificazione all'8 dicembre quando affronterà fuori casa lo Zurigo. Risultato a conti fatti da accettare senza rimpianti, dopo il finale al fulmicotone dei francesi che sfiorano la vittoria con tanto di palo. Un risultato che è figlio dell'impostazione voluta da Leonardo con giocatori che sanno garantire la loro efficacia solo in fase offensiva, rischiando poi l'inverosimile in quella difensiva. TORNA NESTA — Squadra folle e vincente infatti non si cambia. Leonardo si sta divertendo. L'ossessione del Brasile '82 ormai si è così impossessata di lui da non poterne più fare a meno. Al Marsiglia di Didier Deschamps oppone la stessa formazione che ha battuto il Cagliari, ma con una variante fondamentale: Nesta al posto di Kaladze. Per i francesi un avversario ben diverso da quello che vinse al Velodrome con una doppietta di Inzaghi. Ma Deschamps non bada a spese e rilancia con gli stessi crismi: velocità, pressing, raddoppi. Squadra alta e spesso sbilanciata, affida le sue giocate a un 4-3-3 con un tridente composto da Abriel, Brandao, Niang. BUONE PREMESSE — Ma ad aprire le danze al 6' è il Milan con un'azione devastante. Bella la proiezione in area di Zambrotta che incontra sulla sua strada Mandanda; sulla respinta arriva Boriello, ma Diawara devia in angolo il violento tiro del centravanti. Bel biglietto da visita dopo alcuni minuti dedicati allo studio degli avversari. E' il Milan che piace a Leonardo. Così offensivo e sfacciato da trovare sull'onda dell'entusiasmo il gol del vantaggio. Borriello, che sembrava destinato alla panchina per lasciare posto a Inzaghi, irrompe in area al 10', si mangia Heinze e di piatto sinistro infila fra le gambe di Mandanda. Lo splendido gol meriterebbe ben altra considerazione da parte dei compagni rossoneri che, ben presto, spezzano l'equilibrio fra attacco e difesa. DURA POCO — Chiedere a Niang: una saetta. Apre i corridoi; ci si infila dentro che è una bellezza; arma letale per la fragile retroguardia rossonera. L'allarme lo lancia e al 16', dopo avere saltato Oddo, spara dentro. Dida devia come può, ma sui piedi di Lucho che sfonda e pareggia. Al 19' ancora Lucho cerca la prodezza dalla distanza. Alto di pochissimo. E al 24' Dida para in due tempi il botto di Niang. Insomma c'è più Marsiglia, mentre il Milan ha l'affanno e deve anche sostituire Oddo per infortunio. E' il 28', tocca ad Abate. Abili le mosse di Deschamps che piazza i suoi come pedine su una scacchiera. Pato e Ronaldinho non trovano spazi, anche se Thiago Silva mette sui piedi di Borriello una palla strepitosa che va a sbattere su Mandanda, senza dimenticare al 38' il pallonetto di Pato che sfiora la traversa con la porta vuota. RIPRESA — Stessi uomini. E cuore in gola. Il Marsiglia può permettersi di attendere e sfruttare le sue ali veloci nel contropiede, sfruttando la mancanza di collegamento fra i reparti rossoneri. Il Milan che ha bisogno dei tre punti come il pane per conquistare la leadership in classifica, alza il baricentro e affida il suo destino ai piedi di Ronaldinho. Il Gaucho macina gioco, dispensa palle, ma avrebbe bisogno dell'aiuto di altri solisti. Ma non è serata per Seedorf, tantomeno per Pirlo: flosci e poco ispirati. Magico al 16' il tacco splendido di Dinho che pesca Borriello: sinistro radente, ma poco potente che si perde a lato. E' il momento migliore dove occorre capitalizzare. Ma il Marsiglia impiega poco a capovolgere il fronte e al 20' sfiora il vantaggio con Brandao che scheggia la traversa da posizione ravvicinata. Deschamps al 21' cambia: dentro Konè per Lucho; mentre al 28' scocca il minuto di Ben Arfa (fuori Niang). Leonardo non si adatta e sbaglia. Il Marsiglia ci prova e spaventa San Siro. Il Milan invece è più sporadico, ma al 37' getta via la palla del 2-1. Al 38' il cross del solito Ronaldinho viene smorzato di testa dall'ariete per eccellenza Borriello; un errore pazzesco. Dietrofront ed è Abate a fare il miracolo spedendo in angolo la palla che Koné sta per calciare a rete. Ma arriva anche il palo di Diawara, a dimostrazione di quanto sia facile arrivare a Dida. Ma finisce 1-1. A Zurigo servirà usare la testa. 24 November 13^ GIORNATA DI CAMPIONATO
08 November 12^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2009/10
Sensazioni opposte sulle due panchine, Ballardini è in bilico come un equilibrista su un filo interdentale mentre Leonardo si gode il magic moment della sua squadra. Il Milan è in periodo positivo, la Lazio in crisi nera e alla prima palla goal i rossoneri passano con Thiago Silva. La reazione della Lazio è legata alle invenzioni di Zarate, spesso devastante in dribbling ma sfortunato nelle conclusioni. Al colpo del ko laziale ci pensa così Pato con uno stacco perentorio per il raddoppio ai padroni di casa non basta buttare il cuore oltre l’ostacolo nella ripresa e arriva solo il goal della bandiera per il definitivo 1-2. In campo – Davide Ballardini cerca di stabilizzare la propria traballante panchina tornando al collaudato 4-3-1-2 con Matuzalem alle spalle della coppia Zarate – Rocchi per cercare una vittoria che manca da troppo tempo. Leonardo risponde con lo schieramento della rinascita rossonera, Ronaldinho e Pato sulla trequarti dietro il ritrovato Borriello. Si gioca – Piove a dirotto sul campo da gioco, la Lazio prova ad approfittare della presunta difficoltà dei tecnici giocatori rossoneri e spinge sull’acceleratore, Rocchi però mette inmostra ancora una volta le sue polveri bagnate e calcia malamente sul fondo. Il Milan rimane guardingo e al 21’ punisce; Lichtsteiner fa uno stupido fallo su Zambrotta e sulla punizione susseguente di Pirlo arriva prima di tutti di Thiago Silva per lo 0-1. Pochi minuti dopo Pato fa le prove generali del raddoppio ma il suo tiro cross viene intercettato da Muslera. I biancocelesti sono poca cosa, tutto il gioco è affidato alle magie di Zarate che è costretto a scartare mezza squadra avversaria per avvicinarsi alla porta. L’argentino sfiora il pareggio su calcio di punizione ma Dida è prontissimo, al 35’ invece il Milan non perdona; cross di Ronaldinho dalla solita zona bucata di Lichtsteiner e stacco di testa di Pato su Kolarov per lo 0-2 di fine primo tempo. Nella ripresa c’è Cruz al posto di Mauri, Lazio a trazione anteriore. I padroni di casa spingono di continuo, Kolarov sale spesso e su un suo cross basso Cruz non trova la porta da pochi metri. Zarate è il giocatore più temuto dai rossoneri e al 19’ da una sua iniziativa nasce l’autogoal di Thiago Silva per l’ 1-2. Passa meno di un minuto e l’infermabile argentino salta tutti ma sul suo destro potente c’è ancora Dida! Sempre i biancocelesti alla ricerca disperata del pareggio, Meghni appena entrato centra per Rocchi che tutto solo mette a lato di testa coronando una prestazione disastrosa. Il Milan agisce ormai di rimessa e va vicino più volte alla terza rete. Flamini prova un gioiello al volo di rara bellezza, ma ancora meglio è la risposta con la mano di riporto di Muslera. Lo stesso portiere uruguagio spazza definitivamente le critiche recenti volando ancora su un destro di Pato destinato all’incrocio, doppio bel gesto tecnico che mette la parola fine alla partita. La chiave – La differenza di qualità a centrocampo tra le due squadre sposta clamorosamente gli equilibri a favore del Milan. La regia di Pirlo è sempre sapiente e tatticamente perfetta, Ambrosini chiude i varchi nella corsia di Ronaldinho mentre Seedorf cuce e ricama con lucidità. L’esatto contrario è il trittico di metà campo dei capitolini, Baronio passeggia, Brocchi corre quasi sempre a vuoto mentre Mauri è un ectoplasma… La chicca – Flamini entrato da poco s’ inventa un destro al volo sensazionale da 20 metri, la palla velocissima vola verso il sette della porta laziale ma Muslera decolla letteralmente a togliere la palla dal sacco con la mano di riporto per una parata da copertina. Top&Flop – Nella Lazio Zarate brilla su tutti, i subentranti Meghni e Cruz regalano una marcia in più ai compagni e raggiungono la sufficienza. Bene Muslera e Radu, disastrosi Mauri, Brocchi e Rocchi. Nei rossoneri migliori in campo Pirlo e Pato, Borriello non ne becca una mentre Zambrotta e Oddo si fanno troppo schiacciare nella ripresa. 03 November UEFA CHAMPIONS LEAGUE: Milan - Real MadridSi accendono le luci a S.Siro per la sfida simbolo del calcio europeo: le 16 Coppe dei Campioni in campo tra il Milan e il Real Madrid dicono tutto. Le due squadre sono pronte a darsi battaglia dopo il sorprendente 2-3 dell'andata in favore dei meneghini.E' la gara del ritorno dell'indimenticato Kakà a Milano, della voglia di Ronaldinho di tornare protagonista in Europa, del possibile riscatto di Dida dopo l'incredibile papera di Madrid, dell'orgoglio di Pellegrini, allenatore del Real. In palio, ovviamente, tre punti fondamentali per proseguire il cammino in Champions. Molto bella, finalmente, la coreografia del tifo rossonero su entrambe le curve, con scritte in inglese ad incitare il "Devil" a combattere in questa notte. Leonardo conferma il 4-3-3, modulo rischioso ma che sta portando molti punti nell'ultimo mese: Borriello è il centravanti (Inzaghi e Huntelaar in panchina), affiancato da Pato e Dinho. In difesa torna Nesta titolare, dopo l'infortunio contro il Napoli. Pellegrini si gioca la sua permanenza sulla panchina dei blancos con scelte "pericolose": fuori l'idolo Raul, per far posto a Higuain. Out per infortunio Ronaldo, Marcelo è spostato a centrocampo, con Arbeloa a coprire in difesa. Diga solita con Diarra-Alonso. L'allenatore cileno recupera per la panchina Van Nisterlooy, reduce da un grave infortunio.
Al 2' si fa vedere Ronaldinho con un lancio in area, ma troppo lungo per gli attaccanti. L'inizio del Milan è discreto, con buon possesso palla e tentativi di giocate singole. Al 4' si rischia la prima "Didata", col portiere brasiliano che svirgola il rinvio di piede, ma Benzema è defilato e non rende pericolosa l'azione. Il grande ex Kakà si dimostra subito in giornata e gioca in posizione molto centrale, con licenza di svariare per tutto il campo, come faceva con la casacca rossonera. Il Pallone d'Oro 2007 prova la conclusione al 5', tiro respinto. Poco dopo ci prova Benzema, il cui tiro è deviato da Oddo e poi in angolo da Dida. Il Real cresce notevolmente e controlla il gioco. Al 7' conclusione di Higuain dopo un'ottima azione sulla fascia sinistra, Dida para a terra. I blancos appaiono più attenti e determinati rispetto all'andata, il Milan soffre. Al 10' travolgente azione di Kakà sulla sinistra, palla in mezzo, dove Thiago Silva (meglio di Nesta finora) spazza in angolo. Al 12' ennesimo brivido per i tifosi milanisti: tiro di controbalzo di Sergio Ramos, vicinissimo al palo. Il Milan fa molta fatica a trovare Borriello, mentre sono più frequenti le verticalizzazioni lunghe alla ricerca del movimento di Pato, sempre bravo a tagliare dalla fascia verso il centro dell'area. Al 17' proprio un gran lancio di Dinho trova Pato, la difesa Real rischia il pasticcio, ma si salva. Poco dopo Benzema scarica un gran destro dal limite, fuori di non molto. Al 24' prima vera occasione da gol per i padroni di casa: Seedorf, libero, serve Pato che entra in area, scarta Pepe e conclude, ma Casillas para con un bell'intervento. A metà tempo, possesso palla 56%-44% in favore degli spagnoli, più attivi a centrocampo. Nel Milan sotto tono Pirlo, mentre Ambrosini è un leone. Al 29' il vantaggio, meritato, per le merengues: Kakà accelera alla sua maniera, tiro respinto centralmente da Dida e Benzema insacca da posizione laterale l'1-0 per il Real Madrid. Il Milan però non si trovare impreparato e reagisce subito. Tre minuti dopo, Zambrotta entra bene in area, scivolata e tocco di mano, probabilmente involontario, di Pepe. L'arbitro, molto all'inglese, in questo caso però è fiscale e concede il rigore. Ronaldinho conosce Casillas e lo batte con un tiro potente e perfetto. 1-1 e palla al centro.
La partita ora diventa bellissima e si infiamma ancora dopo pochi minuti, quando l'arbitro annulla un gol stupendo di Pato, per uno stop di mano o per una carica sul difensore, non si capisce bene. Tra il 40' e il 42' Kakà, scatenato, ci prova per due volte con tiri dalla distanza: il primo è altissimo, il secondo è centrale e viene parato dal portiere milanista. Il primo tempo si conclude con un duro duello di scorrettezze tra Borriello e Pepe: l'arbitro non caccia cartellini e manda le squadre al riposo sul punteggio di 1-1. La ripresa parte con un'azione insistita e di prepotenza di Seedorf contro Diarra sulla fascia destra: l'olandese guadagna un corner, battuto da Pirlo, ma senza effetti. Al terzo minuto cross largo di Ronaldinho per Borriello, la partenza del Milan è ancora una volta positiva. Madrileni più in difficoltà in difesa. Al 53' si fa vedere Sergio Ramos con una bella azione offensiva sulla destra, cross fuori misura. Un minuto dopo ammonizione per Pato, prima della gara, per stop di braccio su assist di Dinho, in un'azione molto simile a quella del gol annullato nel primo tempo. Il Real poi pareggia il conto dei gialli, con Marcelo che ferma irregolarmente Zambrotta lanciato da un tacco favoloso di Ronaldinho. Il primo quarto d'ora del secondo tempo scivola via con un Milan rinfrancato e più sicuro di se'. Al 61' tiro a giro di Benzema, alto sulla traversa, dopo una quasi impercettibile deviazione rossonera. Ronaldinho e Seedorf danno spettacolo con un'azione incredibile fatta da colpi di classe intorno al 63', ma l'olandese non riesce ad arrivare sul fondo per il cross. 65': punizione di Pirlo, Thiago Silva stacca altissimo, ma il suo colpo di testa viene deviato in calcio d'angolo, poteva essere una buona azione per un Milan decisamente più convincente rispetto al primo tempo. Gli uomini di Leonardo prestano particolari attenzioni, come ci si aspettava, a Kakà, con frequenti chiusure e contrasti di Ambrosini, Nesta e Pirlo. Il brasiliano prova il tiro da lontanissimo, rasoterra e a lato di poco. Al 71' altra ottima apertura di Ronaldinho, che serve Borriello: il centravanti prova l'acrobazia impossibile, Casillas controlla. Poi ci prova il positivo Marcelo, ma Dida para centralmente. La gara si mantiene estremamente viva ed equilibrata, anche se meno spettacolare rispetto ai primi 45 minuti di gioco. A un quarto d'ora dal termine del match, Pellegrini si gioca la carta Raul, al posto di Higuain: un grande pericolo per il Milan la freschezza del bomber spagnolo, autore della bellezza di 66 reti in Champions League. E' quasi naturale la risposta di Leonardo che inserisce Pippo Inzaghi (68 gol internazionali per lui) al posto di Borriello, autore di una partita tutta lotta e muscoli. All'83' bellissima palla in mezzo di Pato, liscio clamoroso di Pepe, Inzaghi non se lo aspettava e non riesce a mettere dentro la porta il pallone. Il centravanti di Piacenza ci prova anche un minuto dopo con un tiro da posizione defilata, palla sull'esterno della rete. Real quasi nullo in questo secondo tempo. All'88' Oddo lascia troppo spazio a Marcelo che tira violentemente verso la porta, Dida respinge d'istinto verso il centro area. Pochi secondi dopo, pericolosissimo Raul, il portiere milanista salva con una parata miracolosa a mano aperta. La partita si chiude col Milan in attacco e l'arbitro fischia il risultato finale, 1-1. Risultato tutto sommato giusto e grande soddisfazione per il Milan che esce imbattuto e con 4 punti dalla doppia sfida contro i galattici del Real, squadra costruita a suon di milioni di euro per conquistare la 10.a Champions. Ottima partita per Thiago Silva, Ronaldinho e Pato, nel Real bene Marcelo, Diarra e Kakà, ma solo nel primo tempo. Ora la situazione del girone è la seguente: Milan e Real 7 punti (con i rossoneri in vantaggio negli scontri diretti), Marsiglia 6, Zurigo 3. I francesi hanno disintegrato con 6 gol gli svizzeri, incredibilmente vittoriosi a San Siro solamente un mese fa. |
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