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    23 December

    BUONE FESTE POPOLO ROSSONERO..!!!

     

    BUON NATALE TIFOSI ROSSONERI

    La storia della nostra squadra.. di quante luci è composta quest'avventura.. quanti traguardi rendono unica questa fede.. ma quante stelle hanno composto questo albero per arrivare a quella più grande, bella, preziosa..

    Tra le stelle di questo magnifico albero scopriamo anche le nostre storie.. quelle che ci hanno fatto sorridere, piangere, esultare, sognare, commuovere e disperare.. Perchè solo chi non si è arreso mai è riuscito a rendere il suo albero di stelle unico al mondo come la nostra fede rossonera!

      Buon Natale e buon 2009 dal Cuore Rossonero!

     

     

    Levrax90 - Ciao a te simo e a tutto il popolo rossonero...La mia fede milanista incominciò in un giorno di primavera avanzata della stagione calcistica 98/99 (destino ha voluto ke era l'anno del centenario) quando in una partita di campionato vidi il Milan di Zaccheroni. La cosa ke mi fece scattare questa mia scintilla  "rossonera" fu la grande intesa offensiva ke c'era tra il mitico George Weah e quella roccia di Oliver Bierhoff (anche se il mio idolo rimane indiscussamente il leggendario Franco Baresi!). Non a caso quell' anno Zac & Co. ci portarono a casa il sedicesimo scudetto, con il quale ricominciò l'ascesa del potere milanistake ci ha portati ad essere la squadrà più titolata al mondo...ora e sempre... FORZA MILAN!!!

     

     
     
    Free84mix - Bellissima domanda allora. Quando ero piccolo (4-5 anni intendo) tifavo x la squadra ke vinceva, lo so è brutto ma era così. Ho tifato Juventus. Poi ho cominciato ad avere strane simpatie (Empoli e Fiorentina, non so come). Nel 1998 la Lazio stava vincendo lo scudetto (che poi vinse il Milan)… avevo trovato la squadra dei miei sogni. Per quanto riguarda la mia prima squadra, e cioè l'Avellino, fino al 2002 non la seguivo perché stava in C. Dalla promozione del 2003 ho iniziato a seguirla e l'ho seguita in tutti questi anni e la seguirò per sempre anche in D.... In poche parole da quando ho trovato le mie squadre (1998, 2002) non le lascio più.....

    Live84milan - Ricordo che avevo 8 anni e si giocava il trofeo Berlusconi,tutti i miei amici erano milanisti e quella partita il milan la vinse anche. Da allora mi è entrata nel sangue questa passione,si può dire che ho il sangue rossonero. Inoltre anche in classe mia tutti tifavano milan e solo 5 juve, addirittura l’anno scorso da Ancona sono andato più di 10 volte a vedere il milan a San Siro. IL MILAN FA PARTE DELLA MIA VITA, ANZI E’ LA MIA VITA

     
    Renoit90 - Io non seguo molto il calcio peró ho sempre avuto una squadra nel cuore. Il Milan. Non so per certo come mi é entrata nel cuore ma ricordo solo che all'etá di 4 anni circa mentre tutta la mia famiglia guardava la partita, mio fratello che aveva 11 anni a quell'epoca gridava MILAN, MILAN, MILAN e io che cercavo di imitarlo dicendo ILA ILA ILAA.. he he...
     
     

    Mil94vox - Tutti nella mia famiglia hanno sempre tifato milan, e ho cominciato anche io a tifare milan... anche se la passione per il mitico milan mi è venuta durante la finale di champions league del 94 contro il Barcellona nettamente umiliato. Hai ragione anche per me il cuore è rossonero, è la mia vita...

    Flymil988 - Perché nelle mie vene scorre il sangue rossonero e il mio cuore batte solo per il Milan... perché il Milan è passione, è poesia, e un emozione che cresce giorno dopo giorno e che mi fa piangere di gioia e di delusione.. il Milan mi fa soffrire ti fa gioire.. io cresco insieme al Milan. Perché il Milan mi da la certezza che ogni volta che cade si rialza e torna più forte prima... PERCHE’ IO NON TIFO IL MILAN... IO AMO IL MILAN… Questi sono solo alcuni dei motivi che mi spingono a tifare il Milan... Perché sono innumerabili e indescrivibili proprio come le emozioni che mi fa vivere il Milan...

    21 December

    17^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
    logo-acm-milan sfnero 5    MILAN - UDINESE    1
     

    ..spettacolo, magie e cinque goal a San Siro.. 

    La scorpacciata natalizia è già iniziata in quella che per molti doveva essere serata di vacche magre. Il Milan distratto dall'arrivo di David Beckham, il Milan che a fatica riesce a stilare una rosa di 18 giocatori, il Milan degli infortunati alla fine è una vera e propria ira di dio. Se n'è accorta l'Udinese di Marino che tutto si aspettava dal Milan decimato fuorchè  una serata da bagordi. Cinque gol per i rossoneri, doppiette di Pato e Kakà, gol di Seedorf e tanto tanto spettacolo a San Siro sotto gli occhi divertiti del divino David. Merito di un Milan, caricato a bordocampo dalla grinta di Rino Gattuso, veloce, aggressivo, con tanta voglia di attaccare gli spazi. Quella contro l'Udinese è stata una partita a senso unico, con i ragazzi di Carlo Ancelotti reattivi in ogni zona del terreno di gioco, compatti, sempre vicini al portatore di palla per favorire ntriangolazioni palla a terra.

    In questo contesto tattico è uscita, e non poteva essere altrimenti, la rapidità di Pato che nei primi minuti della sfida è diventato subito mattatore. Al 5' minuto il baby brasiliano è andato subito in gol. Favalli lanciato da Jankulovski ha crossato dalla sinistra e per Patinho è stato un gioco da ragazzi depositare la palla in rete con un preciso colpo di testa. Ma Alexandre Pato non è solo sinonimo di gol, in lui c'è infatti tutta la verve creativa di un giocatore desideroso di giocare per la squadra, di fino e di sponda. Al 12' infatti dopo una grande parata di Abbiati su D'agostino Pato ha trovato anche il modo, assolutamente stiloso, di mandare in rete il compagno Kakà. Fuga sulla sinistra, tocco morbido d'esterno e largo al 2-0 con Ricky che appoggia in rete.

    La reazione friulana è durata solo un lampo, quello di Di Natale che di potenza ha battuto Abbiati al 17' con un diagonale preciso. L'Udinese infatti per tutto il resto della gara è rimasta in balia delle triangolazioni rossonere: Ronaldinho, Pato, Kakà Jankulovski, un dinamismo che non ti aspetti. E così il Milan ha giocato il calcio che più preferisce, quello ragionato e intuitivo di Andrea Pirlo che al 18' ha pescato Antonini con un lancio preciso per poi osservare divertito ancora una volta Pato anticipare la difesa avversaria sulla sponda del terzino. Un Andrea Pirlo che ha sancito la sua crescita di condizione tornando a calciare con precisione e potenza anche a palla ferma. Le punizioni erano il suo regno e il bresciano al 42' l'ha ricordato a tutti con una calcio preciso su punizone che ha trovato sfortunatamente solo il palo ad opporsi, ma successivamante anche la ribattuta precisa di Seedorf per il 4-1.

    Ma nel Milan esagerato non poteva mancare la firma prestigiosa di Kakà. Troppo poco il gol servito su un piatto d'argento da Pato, troppo poco per quello che solo un anno fa alzava al cielo il pallone d'oro. Ecco allora al 52' la conclusione meravigliosa di Ricky dal limite dell'area, quella che nasce dalla sua classica finta, dalla sua ideale pattinata nel cielo stellato di Milano.

    18 December

    COPPA UEFA: MILAN - WOLFSBURG

    uefa_cup_wide
     
     2 Wolfsburg - Milan 2 Milan
     
    ..il Milan secondo, si attendono le rivali di champions..
     
    Nella quarta gara del gruppo E della Coppa Uefa, il Milan ha pareggiato 2-2 contro i tedeschi del Wolfsburg. In virtu' di questo risultato, i rossoneri si qualificano al secondo posto del girone, lasciando la prima piazza proprio ai tedeschi. Passati in vantaggio al 15' con Ambrosini, i milanisti sono stati raggiunti al 10' della ripresa da Zaccardo; 1' piu' tardi Pato ristabilisce il vantaggio mentre al 36' il neo-entrato Saglik fissa il punteggio finale sul 2-2 approfittando di qualche sbandamento della difesa. La gara del Milan inizia subito in discesa: il tempo di prendere le misure e il Milan passa in vantaggio con un colpo di testa imperioso di Ambrosini. Il Wolfsburg accusa il colpo ma non riesce ad abbozzare una reazione. Nella ripresa, al 10' e all'11' due gol, uno per parte. Prima Zaccardo che di piatto sinistro in corsa da dentro l'area fulmina Dida, poi Pato che ristabilisce il vantaggio milanista. Al 36' su corner il Wolfsburg pareggia con Saglik, appena entrato. Nel finale, e' ancora Dida a salvare il risultato, che premia i tedeschi primi nel girone mentre il Milan rimane al secondo posto.

     
    14 December

    16^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
     4   JUVENTUS - MILAN   2 logo-acm-milan sfnero
     
      
    ..la Juve si aggiudica il big match, tra assenze ed errori milan a -9 dalla vetta..
     
    La Juventus diventa prima avversaria dell’Inter dopo la vittoria maturata a Torino sul Milan. Sotto la pioggia battente, Del Piero e compagni danno prova di forza e concretezza, concedendo poche opportunità agli avversari e finendo per dominare nella seconda parte. Ancelotti, privo di Gattuso, deve rinunciare anche a Flamini e Kakà, e schiera l’albero di Natale con Pato unica punta.
     

    Grande ritmo fin dalle prime battute di gioco. Milan prova ad essere subito aggressivo, ma quando la Juve torna in possesso di palla riparte molto velocemente. Al quarto d’ora Del Piero viene imbeccato appena dentro l’area di rigore rossonera, alle sue spalle interviene Jankulowski che nel tentativo di anticipo entra in contatto con l’avversario. Rizzoli decreta il rigore che lo stesso Del Piero trasforma in modo impeccabile quando il cronometro segna il 16’. Immediata la reazione del Milan che ha l’occasione per pareggiare al 18’ con Ambrosini che, solo davanti alla porta di Manninger, raccoglie un cross di Seedorf ma il suo colpo di testa finisce alto sulla traversa. Due minuti dopo ci prova Pirlo su calcio di punizione, Manninger è ben piazzato e respinge. Le due squadre giocano in spazi molto stretti, ma danno spettacolo. Alla mezz’ora Nedved lascia il posto a De Ceglie. 30” dopo il Milan trova il gol del pareggio con Pato servito sotto misura da Ronaldinho. La Juventus non si abbatte e riparte all’assalto. A tradire il Milan, però, è una palla inattiva. Al 33’ Chiellini riporta in vantaggio la Juve con un impetuoso stacco di testa al centro dell’area su corner di Del Piero. La squadra di Ranieri si galvanizza e la spinta in avanti del Milan crea molti spazi per i contropiede dei bianconeri. Al 40’, su cross di De Ceglie, Amauri prende il tempo a Kaladze e di testa schiaccia alle spalle di Abbiati. Ad inizio di ripresa Ancelotti manca in campo Shevchenko al posto di Emerson, apparso in difficoltà.

     

    Il Milan a due punte, sostenute da Ronaldinho, non riesce a pungere. De Ceglie imperversa sulla fascia sinistra e nei primi minuti un tiro di Marchisio sibila di poco sopra la traversa, poi Abbiati deve allungarsi per deviare una conclusione di Sissoco. La Juve chiude gli spazi esercitando una pressione costante sui portatori di palla rossoneri. Mentre i bianconeri sembrano controllare la gara, all’11 Ambrosini arriva al limite dell’area e scaglia un tiro che, deviato da Chiellini, diventa imprendibile per Manninger. Accorciate le distanze il Milan si ricombatta, la gara sale di intensità e i duelli diventano più vigorosi. Al 20’ su ennesima ripartenza juventina, Marchisio opera una splendida apertura per De Ceglie che punta verso l’area rossonera, ma viene steso alle spalle da Zambrotta. Per il difensore del Milan secondo cartellino giallo e Juve in superiorità numerica. Al 24’ azione travolgente di Amauri che scambia con Sissoco, elude il controllo di Jankulowski e scaraventa alle spalle di Abbiati il pallone del 4-2. E’ il decimo gol in campionato per Amauri. Un minuto dopo Del Piero si libera in area ma centra il palo. Nell’ultimo quarto d’ora Pippo Inzaghi sostituisce Pato ricomponendo la storica coppia d’attacco con Shevchenko, ma la Juve non concede opportunità, va vicina al quinto gol con Iaquinta e vince meritatamente mantenendosi a 6 lunghezze dall’Inter. Il Milan resta a -9 in compagnia del Napoli.

     

    07 December

    15^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
    logo-acm-milan sfnero 1    MILAN - CATANIA    0 
     
     

    ..Kakà fa tornare il sorriso al diavolo.. 

    Quando Kakà gira e segna il Milan va. E’ questa la sintesi di uno spettacolare Milan-Catania. Si, spettacolare, nonostante il risultato di misura le due squadre si sono affrontate a viso aperto ed hanno regalato ad i cinquantamila di S. Siro una splendida partita con emozioni da una parte e dall’altra. Il goal del brasiliano Kakà fa rimanere il Milan agganciato al secondo posto, in compartecipazione con la Juventus vittoriosa a Lecce.

    In campo – Carlo Ancelotti privo di Ronaldinho, Seedorf, Pirlo, Ambrosini e chi più ne ha più ne metta schiera dal primo minuto l’oggetto misterioso Shevchenko a far coppia con Pato in avanti. Entrambi supportati dal nervoso Kakà che ritorna nel suo ruolo di trequartista. Centrocampo da inventare viste le assenze. Spazio dal primo minuto a Flamini ed Emerson che agiscono con il rientrante Gattuso. In difesa la coppia centrale è formata da Kaladze e Maldini, sugli esterni Zambrotta e Jankulovski. Il Catania recupera in difesa Terlizzi che fa coppia con Stovini. Sardo e Silvestri sulle fasce, mentre centrocampo tutto muscolare con Ledesma, Biagianti e Carboni. In avanti l’unica punta Paolucci è supportata da Mascara.

    Si gioca – Il Milan parte subito forte e già al 5’ sfiora in vantaggio con Shevchenko, il cui colo di testa esci di poco alto sopra la traversa. Al 12’ ancora Milan pericoloso, ma questa volta con Maldini la cui girata viene deviata da Bizarri. Due minuti dopo la prima occasione per il Catania. Mascara scocca il tiro dal limite che viene appena deviato da Abbiati prima di finire la sua corsa sul palo. L’azione seguente è Kakà a timbrare il palo con un tiro dal limite appena deviato da Bizarri. Nel primo quarto d’ora la partita è stata spumeggiante e spettacolare con occasioni da una parte e dall’altra. Ma poi la partita tende ad addormentarsi un po’ con un Milan apparso svogliato e poco reattivo. Al 37’ pazzesca palla goal per il Milan con Shevchenko che non riesce a mettere in mezzo per Pato e Kakà liberi di battere a porta sguarnita. Finisce in pratica qui la prima frazione di gioco. La ripresa inizia con la confusione della seconda parte del primo tempo. Milan rinunciatario e privo di idee, mentre il Catania attendista cerca di ripartire in contropiede. Ma ad accendere di nuovo la partita ci pensa il solito Kakà che al 65’ realizza la rete del vantaggio con un colpo di testa appena deviato da Stovini. A quel punto la partita s’infiamma. Il Catania si scopre un po’ ed il Milan colleziona a ripetizione diverse palle goal. La più clamorosa avviene al 70’ con un tiro di Flamini a botta sicura deviato dalla schiena di Stovini che mette in angolo. Due minuti dopo brivido sulla schiena dei tifosi e giocatori rossoneri. Cross dalla sinistra per la testa di Mascara che, lasciato inspiegabilmente da solo in area di rigore, colpisce di testa ma Abbiati è prodigioso nella deviazione. Poi la partita vive di fiammate ed inizia la classica girandola delle sostituzione. Nei minuti di recupero da segnalare un vistoso tocco di mano di Kaladze su tiro di Plasmati all’interno dell’area rossonero. Ai più sembra calcio di rigore, tranne per Gervasoni che fa continuare e dopo due minuti fischia la fine delle ostilità facendosi accerchiare dai calciatori del Catania inferociti per la dubbia decisione.

    05 December

    COPPA ITALIA: MILAN - LAZIO

     

    Milan  1 Milan - Lazio 2  
      
    Milan e Lazio hanno chiuso i tempi regolamentari sul risultato di 1-1. Le due squadre vanno ai tempi supplementari. Succede tutto nella ripresa. Al 77’ il risultato si sblocca. Shevchenko, fino a quel momento impreciso sotto porta, batte Muslera con un sinistro a rientrare dal limite dell’area che sorprende Muslera: il portiere della Lazio si allunga sulla sua destra ma non ci arriva. Dieci minuti prima il Milan era rimasto in dieci a causa dell’espulsione di Emerson (doppia ammonizione). La Lazio pareggia all’87’. Ayroldi concede un penalty punendo un fallo di Favalli su Pandev, dal dischetto trasforma Zarate., entrato in campo da pochi minuti.
     

    14^ GIORNATA DI CAMPIONATO

     
      3    PALERMO - MILAN    1  logo-acm-milan sfnero  
     
     

    ..passo falso, tutto da rifare, ma Ronaldinho continua a segnare.. 

    La prima vera fuga del campionato arriva alla 13esima giornata: l'Inter centra contro il Napoli la quinta vittoria consecutiva, per di più in una parte di calendario non certo agevole, e si porta a +6 sulle prime inseguitrici Juventus e Milan, quest'ultimo uscito con le ossa rotte dalla trasferta di Palermo. La squadra di Ancelotti si conferma vulnerabile quando rientra dalle trasferte del giovedì in coppa Uefa, ma soprattutto quando in campo mancano gli uomini 'di sostanza' Kakà e Gattuso. 

    La banda di Mourinho, con i primi 25' da leccarsi i baffi, vola sul 2-0 contro il Napoli grazie agli splendidi gol di Cordoba e Muntari, che con un delizioso colpo di tacco bissa la rete messa a segno sabato scorso contro la Juventus. Il Napoli accorcia le distanze sul finire del primo tempo con un super gol di Lavezzi, ma nel secondo tempo non riesce quasi mai a rendersi pericolosa dalle parti di Julio Cesar. I nerazzurri si confermano così la squadra da battere, e danno un chiaro segno di avvertimento a Juventus e Milan che inseguono ora a sei punti. 

    Ma se il Milan è quello visto ieri sera a Palermo, Mourinho può dormire sonni tranquilli. I rossoneri devono mettere Kakà e Gattuso sotto una campana di vetro, perché quando mancano loro due il Milan non corre, e quando corre lo fa male. Emblematica la partita di ieri sera, dove il Palermo ha costretto sulla difensiva i rossoneri per 80 minuti, e solo sul 3-0 per i rosanero il Milan si è svegliato con Seedorf e Ronaldinho, segnando il gol del 3-1 solamente grazie al secondo calcio di rigore della partita, visto che il primo era stato fallito dallo stesso Ronaldinho a metà primo tempo. Un Milan inguardabile per gran parte del match, incapace di rendersi pericoloso con azioni manovrate e soprattutto di mettere una pezza ai fraseggi del Palermo in mezzo al campo. Applausi comunque a Ballardini che ha fatto giocare ai suoi una partita pressoché perfetta.

    Stessi punti ma diverso morale per la Juventus, che grazie al sonoro 4-0 rifilato alla Reggina nell'anticipo del sabato sera si porta in seconda posizione insieme allo stesso Milan. I bianconeri riprendono sotto la neve del Delle Alpi la marcia trionfale degli ultimi tempi, interrotta solamente dalla sconfitta rimediata contro l'Inter a San Siro sabato scorso. La Reggina si difende bene e sfiora il gol nel primo tempo, ma si sbriciola dopo la rete di Camoranesi che schioda il match dallo zero a zero. 

    Nelle altre partite brusco stop dell'Udinese, sconfitta in casa dal Chievo (Di Natale espulso), e la Roma torna a fare capolino nella parte sinistra della classifica grazie al ritrovato Totti che sigla il gol dell'1-0 finale contro la Fiorentina, che non sembra essersi ripresa dall'eliminazione in Champions League. Non smettono di stupire il Siena, che batte il Torino 1-0, e il Cagliari vittorioso con lo stesso punteggio sulla Sampdoria. Quarto 1-1 consecutivo per Mihajlovic sulla panchina del Bologna, che va stretto comunque ai rossoblu, unica squadra fino ad oggi capace di fare punti a 'Marassi' contro il Genoa. L'Atalanta stende 2-0 una Lazio in crisi di identità, mentre termina 1-1 il match tra Catania e Lecce.