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June 02

GRAZIE KAKA'
Nome: Ricardo Izecson dos Santos Leite Soprannome: Kaká Padre: Bosco Izecson Pereira Leite - ingegnere civile Madre: Simone Cristina dos Santos Leite - insegnante Fratello: Rodrigo Izecson dos Santos Leite - calciatore Fidanzata: Caroline Celico Ragazza ideale: di Dio, deve essere scelta da Dio Particolari interessi: tennis, vedere film e videogames Nel tempo libero: famiglia, amici, chiesa, stare con mio fratello Musica preferita: gospel Gruppo preferito: Renascer Praise Cantante: Aline Barros Attrice: Regina Duarte Film: "A espera de um milagre" Libro: la Bibbia Colore: bianco Bibita: acqua Esempio da seguire: Gesù Piatto preferito: picanha all'aglio e olio di sua madre e Churrasco (barbecue) Profumo: Calvin Klein e Hugo Boss Un bell'uomo: io Religione: Evangelica Chiesa: Renascer em Cristo Saudade: della famiglia Un giorno speciale: finale Rio-SP (esordio nel São Paulo FC) Ispirazione: preghiera Migliore allenatore: ho imparato da tutti, anche se Gesù e il miglior allenatore Non ti piace assolutamente: la droga Verso della Bibbia indimenticabile: "Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica"
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Kaká è nato a Brasilia il 22 aprile 1982, ma già da piccolo si è trasferito a San Paolo, nel quartiere residenziale di Morumbi. La storia di Kaká non è la solita favola del ragazzino che mangia riso e fagioli con qualche dramma familiare alle spalle. Il contrario. La famiglia appartiene alla media borghesia. Il padre di Kaká è un ingegnere civile, il signor Bosco Izecson Pereira Leite, mentre la mamma Simone Cristina dos Santos Leite è una professoressa. Non hanno avuto problemi nel mettere insieme il pranzo con la cena, anzi da ragazzo Kaká si poteva permettere anche qualche maglietta firmata ed alcuni videogame all'avanguardia. E siccome nelle giovanili del San Paolo con lui c'erano tanti ragazzi poveri, spesso dopo l'allenamento tutta la garotada (espressione brasiliana che indica un gruppo di adolescenti festosamente rumorosi) andava a casa Leite a fare merenda: 1400 metri a piedi per sgranocchiare le ciambelle di mamma Simone Cristina. Forse proprio per queste origini borghesi, in Brasile non hanno mai avuto certezze sul suo futuro.Di buon carattere e famiglia solidissima, crede alle tradizione ed è religiosissimo. Kaká è sicuro di essere stato graziato da Dio quando nell'ottobre del 2000 ebbe un incidente che avrebbe potuto lasciarlo paralizzato. Kaká batte infatti la testa sul fondo di una piscina e si ruppe una vertebra del collo. Da allora, ogni volta che segna una rete, mentre la gente lo acclama e i compagni gli si buttano addosso, si ricorda di quel momento e alza gli occhi al cielo.
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Nel gennaio del 2001 la squadra juniores del San Paolo fu protagonista della Coppa San Paolo di calcio giovanile, l'equivalente del Torneo di Viareggio. Ma Kaká era in panchina, non giocava mai. Il 7 marzo dello stesso anno, la prima squadra del San Paolo giocava contro il Botafogo la finale della Copa Rio-Sao Pãulo, torneo che non aveva mai vinto. Al 14' del secondo tempo l'allenatore Oswaldo Alvarez lo mise in campo al posto di Fabiano scatenando la reazione scandalizzata dei commentatori radiotelevisivi: "Incredibile! Alvarez està louco, Alvarez è pazzo, ha buttato in campo una riserva delle giovanili". Quel giorno Kaká segnò 2 gol in poco più di 2 minuti, regalando il trofeo alla sua squadra. E Oswaldo ricorda quel giorno con il sorriso sulle labbra: "La gente non sapeva che Kaká arrivava da una lunga convalescenza. Nel 2000 si era rotto la sesta vertebra sbagliando un tuffo in piscina in un parco acquatico. Ma io sapevo che era fortissimo". Quei 2 gol non bastarono per convincere tutti. Non ci credevano tanto, se è vero che nei quarti di finale del campionato brasiliano del 2001 contro l'Atletico Paranaense, dopo essere stato inseguito per tutto il campo dal randellatore Cocito, costrinse il suo allenatore a sostituirlo al 39' del primo tempo. Kaká uscì piangendo a dirotto e la critica lo stroncò: "E' bello da vedere, ma non può giocare partite importanti". Quelle lacrime disperate lo resero ancora più simpatico alle ragazzine, che in Brasile in questi anni hanno fondato numerosissimi fan club dedicati a lui. Troppo bello per essere vero dicevano. L'unico che ha sempre creduto in lui è Carlos Alberto Parreira. Lo affrontò la prima volta e gli fece i complimenti, lo affronto la seconda volta e disse : "Quel Kaká diventerà un fenomeno" ...
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CURIOSITA'
I compagni di squadra lo chiamano "Ricky". Ronaldo lo chiama "Kakito" per sottolineare il fatto che ai mondiali del 2002 era una specie di mascotte della squadra. Per le riviste brasiliane di informazione è "O queridinho da galera", che vuol dire "Il più amato della compagnia". Le ragazzine gli hanno affibiato migliaia di altri soprannomi vezzeggiativi: il più comune è "anjinho", cioè angioletto. Ma per noi è il "bambino d'oro" ..
Ha un braccialetto di metallo con la scritta "Jesus" e un nastrino di stoffa con le lettere "OQJF" ("O que Jesus faria?", cioè "Cosa farebbe Gesù al mio posto?"). Ha fatto personalizzare le sue scarpe da calcio dall'Adidas con la frase "Dio è fedele". Sulla porta della sua stanza a San Paolo c'era scritto "Un bambino felice ha Gesù nel cuore". E la sua segreteria telefonica dice: "Sono Kaká. Al momento non posso rispondere. Grazie. Dio ti benedica. Ciao".
Gioca con le lenti a contatto per una leggera miopia e di notte deve usare l'apparecchio per i denti. Usa shampoo alla camomilla per schiarire i capelli. Non frequenta molto le discoteche e non è un maniaco del Carnevale, a differenza di molti suoi connazionali. E diventa rosso quando una giovane fan gli porta un regalo.
Esordio nel Milan:
01.09.2003
Vittorie:
1 Champions League 2006/2007
1 Mondiale per Club 2007
1 Campionato Italiano 2003/2004
2 Supercoppe Europee 2003, 2007
1 Supercoppa Italiana 2004
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Kaká è ufficialmente un nuovo Pallone d'Oro. Il premio è stato consegnato al brasiliano del Milan nella cerimonia di Parigi, che ha sancito l'incoronazione del fantasista rossonero, sesto giocatore della società meneghina a ricevere questa onorificenza dopo Rivera, Gullit, Van Basten, Weah, Shevchenko. "E' stato un anno eccezionale - commenta il verdeoro - e questa giornata lo corona degnamente. Grazie al Milan". L'emozione è di quelle capaci di togliere il respiro, di far incurvare le sopracciglia e inumidire il viso anche a chi sembra il ritratto della serenità. Ricky, come lo chiamano a Milanello e non solo, è arrivato a Parigi con la certezza di aver vinto il premio più bello, ma il palco l'ha commosso, l'ha catapultato in una realtà che devi assaggiare per capirne il sapore. Vestito griffato, sorriso d'ordinanza, ma la sensazione di essere entrato a far parte di una storia gloriosa, pallonara e rossonera. Infatti, a parte la compagnia dei vari fenomeni che hanno baciato la sfera dorata in questi 51 anni, Kaká emula cinque campionissimi milanisti, capaci di mettere insieme sette trofei. Rivera, Gullit, Van Basten (che fece tripletta) , Weah e Shevchenko.
Kaká sentirà nostalgia del 2007, anno in cui ha messo il mondo ai suoi piedi. Soprattuto con la maglia del Milan, il brasiliano ha conquistato titoli e premi, consolidando la sua posizione di idolo nel calcio mondiale. Anche fuori dal campo Kaká ha segnato i suoi gol. Il più bello è stato l'annuncio che sarà padre per la prima volta. Ma è in campo che Kaká ha mostrato il suo talento e ha incantato gli amanti del calcio. Ha aiutato il Milan a vendicarsi tanto nella Champions League quanto nel Mondiale per Club. Nella competizione europea è stato il leader della squadra nella campagna che ha avuto il culmine con la vittoria per 2 a 1 sul Liverpool, come rivincita del 2005. E in Giappone ha condotto la squadra nella goleada sul Boca Juniors ( 4 a 2), facendo dimenticare alla sua tifoseria della traumatica sconfitta contro gli argentini nel 2003, ai rigori, dopo il pareggio per 1 a 1 al 90esimo. Ma i gol e le belle azioni non hanno portato solo titoli. Il brasiliano ha conquistato nel 2007 niente meno che sette premi individuali. La lista comincia ancora nel primo semestre, con l'eccellente impegno nella Champions League, competizione che fu prioritaria per il Milan (la squadra fu punita dalla Federazione Italiana e aveva iniziato il campionato con otto punti in meno di quelli della maggioranza degli avversari). Nella maggiore competizione d'Europa, Kaká ha conquistato il premio di Miglior Attacante e Miglior Giocatore. Ha anche terminato come capocannoniere con dieci gol. Nella finale è stato uno dei distacchi, nonostante non aver fatto tremare la rete. Dai suoi piedi sono uscite le giocate principali, compreso l'assist per uno dei due gol di Inzaghi. Lo show del brasiliano è continuato nel secondo semestre, nonostante la campagna irregolare del Milan nel Campionato Italiano. La squadra dell'allenatore Carlo Ancelotti era in vista del Mondiale per Club e si è preparata per quello. E' arrivata con due settimane di anticipo in Giappone, si è allenata duramente e ha preso la competizione molto seriamente. Anche così ha trovato delle difficoltà per superare i suoi avversari. Nel frattempo, c'era un Kaká ispirato. E il brasiliano infatti è quello che ha deciso. Con la sua oggettività ha condotto il Milan nella semifinale contro l'Urawa Reds e nella finale contro il Boca Juniors. Ha fatto gol, ma ha brillato soprattutto servendo i compagni. E' stato eletto il miglior giocatore della finale, e dopo il migliore della competizione. L'eccellente e decisivo impegno in Giappone è stata la ciliegina sulla torta. Il giorno dopo Kaká è stato eletto il Migliore del mondo dalla Fifa. E bisogna ricordare che il brasiliano aveva già ricevuto il Pallone d'Oro dalla rivista France Football e il premio della Federazione Internazionale dei Calciatori Professionisti (FIFPro).
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I PREMI DI KAKA NEL 2007 Miglior Attaccante della Champions League 2007 Miglior Giocatore della Champions League 2007 Pallone d'Oro 2007 Miglior Giocatore del Mondiale per Club della FIFA 2007 Miglior Giocatore della final del Mondiale per Club FIFA 2007 Fifa World Player 2007 Miglior Giocatore del Mondo per la Federazione Internazionale di Calciatori Professionisti (FIFPro) Miglior Straniero Oscar del Calcio AIC 2007 Miglior Giocatore Oscar del Calcio AIC 2007
June 01
PAOLO MALDINI
GRAZIE UNICO GRANDE CAPITANO!
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Giuanluigi Buffon: al mio debutto nel parma, io non ero molto a mio agio, ma mi ricordo ancora, che lui mi fece un sorriso quasi fraterno e mi disse: in bocca al lupo, mi raccomando. E lì si capisce lo spessore della persona.
Roberto Donadoni: quando uno più vecchio riesce ad apprendere qualcosa da uno più giovane, questa è la dimostrazione che il giovane è già un grande.
Kakà: la cosa che mi piace di più è che ogni volta che qualcuno segna lui va ad abbracciare il compagno da qualsiasi parte del campo si trovi.
Salvatore Bagni: tu lo vedevi giovane ma già grande e con personalità, non ti faceva toccare la palla, è elegante, calmo e non ti da mai la soddisfazione anche se innervosito dall'avversario.
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Paolo Maldini ha legato la sua intera carriera al Milan, squadra della sua città che l'ha visto crescere e maturare come uomo e come professionista. Nella squadra rossonera milita dal suo provino del 1978 e ha ricoperto principalmente il ruolo di terzino sinistro o di difensore centrale. È stato utilizzato anche da terzino destro, a dimostrazione della sua grande duttilità tattica.
Ha debuttato in Serie A con Nils Liedholm il 20 gennaio 1985, ancora sedicenne, in un match contro l'Udinese (1-1) subentrando a Sergio Battistini. Già la stagione successiva, a soli 17 anni, diventò titolare nella formazione rossonera, con la maglia numero 3 di terzino sinistro. Segna il primo dei suoi 29 gol in Serie A il 4 gennaio 1987 in Como-Milan (0-1). In Europa, invece, il battesimo del gol arriva il 21 ottobre 1992 in Slovan Bratislava-Milan (0-1). Dalla stagione 1997-1998 è il capitano del Milan, avendo ereditato la fascia da Franco Baresi al termine della sua carriera. Lo stesso passaggio di testimone era già avvenuto nel 1994 nella Nazionale italiana, quando Baresi aveva lasciato al terzino la fascia di capitano dopo il mondiale statunitense. Alla 28ª giornata del campionato 2002-2003, nel derby Inter-Milan, Maldini viene sostituito per una frattura al setto nasale dopo la gomitata involontaria da parte di Christian Vieri. Nelle partite successive al derby, Maldini indosserà per circa un mese una maschera facciale protettiva.
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Il 28 maggio 2003, all'Old Trafford di Manchester, ha sollevato la UEFA Champions League a 40 anni esatti di distanza dal giorno in cui proprio suo padre Cesare si laureò campione d'Europa, anch'egli come capitano del Milan e anch'egli in Inghilterra (a Londra). Quel trofeo è stato inoltre il primo trofeo materialmente sollevato da Paolo Maldini in qualità di capitano. Nella stagione 2005-2006 ha segnato anche una doppietta contro la Reggina in campionato; la prima e unica nella sua lunghissima carriera.
Il 16 dicembre 2007, aggiudicandosi la Coppa del Mondo per club dopo che il Milan ha battuto in finale il Boca Juniors, ha conquistato il 26° trofeo della sua carriera, il 13° in ambito internazionale. È stato inoltre il primo capitano di una formazione del vecchio continente ad alzare questo trofeo. Il 16 febbraio 2008, nella gara contro il Parma al Tardini, entrando in campo a partita iniziata al posto di Jankulovski ha raggiunto così il traguardo delle 1.000 partite da professionista. di cui 861 con il Milan, 12 con l'Under-21, 1 con l'Olimpica e 126 con la Nazionale maggiore. In campo europeo solo Peter Shilton, portiere inglese, ha totalizzato più presenze, 1.390 tra il 1966 e il 1997. Ha giocato la sua ultima partita in Champions League il 4 marzo 2008 a San Siro contro l'Arsenal nella sconfitta interna per 2 a 0 che ha sancito l'eliminazione del Milan dalla Champions League 2007-2008 agli ottavi di finale.
Dopo alcune voci che avevano ventilato un suo possibile ritiro dopo la Coppa del Mondo per club 2007 Maldini aveva annunciato che avrebbe appeso le scarpe al chiodo alla fine della stagione 2007-2008, ma dopo l'eliminazione in Champions League contro l'Arsenal Maldini stesso non aveva escluso la possibilità di rimanere in rossonero anche per la stagione seguente e il 6 giugno 2008 ha prolungato ancora il suo contratto di un altro anno fino al 30 giugno 2009. |

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Quando lascerà il calcio, il Milan ha deciso di ritirare la maglia numero 3, per anni indossata da Maldini, come già accaduto solo per la maglia numero 6 di Franco Baresi. Le uniche persone a cui potrebbe essere assegnata tale maglia sono i suoi figli Christian, che nel settembre 2005 è stato tesserato per le giovanili del Milan, e Daniel, avuti con la moglie Adriana Fossa, nel caso in cui arrivino a giocare in Serie A con i rossoneri.
Maldini ha collezionato 647 presenze in Serie A, record assoluto, con 29 gol realizzati. La storica soglia delle 600 partite è stata conseguita in occasione di Catania-Milan del 13 maggio 2007 (1-1), che, contando anche lo spareggio per l'accesso alla Coppa UEFA del 1987-1988 giocato contro la Sampdoria a Torino, è la sua 601ª presenza con la maglia del Milan in gare di campionato e relativi spareggi. Il 16 maggio 2009 ha disputato la 900ª partita ufficiale in maglia rossonera, scendendo in campo contro l'Udinese al Friuli, lo stesso stadio dove aveva esordito in Serie A e festeggiato i 20 anni da calciatore professionista.
Dopo alcune voci che avevano ventilato un suo possibile ritiro dopo la Coppa del Mondo per club 2007 Maldini aveva annunciato che avrebbe appeso le scarpe al chiodo alla fine della stagione 2007-2008, ma dopo l'eliminazione in Champions League contro l'Arsenal Maldini stesso non aveva escluso la possibilità di rimanere in rossonero anche per la stagione seguente e il 6 giugno 2008 ha prolungato ancora il suo contratto di un altro anno fino al 30 giugno 2009. Quando lascerà il calcio, il Milan ha deciso di ritirare la maglia numero 3, per anni indossata da Maldini, come già accaduto solo per la maglia numero 6 di Franco Baresi. Le uniche persone a cui potrebbe essere assegnata tale maglia sono i suoi figli Christian, che nel settembre 2005 è stato tesserato per le giovanili del Milan, e Daniel, avuti con la moglie Adriana Fossa, nel caso in cui arrivino a giocare in Serie A con i rossoneri. |
Maldini ha collezionato 647 presenze in Serie A, record assoluto, con 29 gol realizzati. La storica soglia delle 600 partite è stata conseguita in occasione di Catania-Milan del 13 maggio 2007 (1-1), che, contando anche lo spareggio per l'accesso alla Coppa UEFA del 1987-1988 giocato contro la Sampdoria a Torino, è la sua 601ª presenza con la maglia del Milan in gare di campionato e relativi spareggi. Il 16 maggio 2009 ha disputato la 900ª partita ufficiale in maglia rossonera, scendendo in campo contro l'Udinese al Friuli, lo stesso stadio dove aveva esordito in Serie A e festeggiato i 20 anni da calciatore professionista.
Il 24 maggio 2009, Maldini ha giocato per l'ultima volta a San Siro nella sconfitta subita dalla sua squadra per 3-2 contro la Roma. La cerimonia d'addio si è svolta con la consegna di album di figurine e sciarpe commemorative. Inoltre la squadra rossonera ha indossato per l'occasione la nuova divisa 2009-2010. Durante il giro di campo finale il difensore è stato contestato da pochi tifosi della Curva Sud che hanno intonato cori a favore di Franco Baresi ed hanno esposto striscioni sempre favorevoli al ex difensore, ritenuto l'unico grande capitano dell'era Berlusconi e critici contro Paolo, in relazione ad alcune considerazioni del capitano milanista sul tifo organizzato, rovinando così in parte il suo addio allo stadio milanese. Secondo Carlo Ancelotti però la contestazione è stata solo una goccia d'acqua in un oceano pieno d'affetto.
Detiene anche altri record: primato assoluto di stagioni in Serie A con la stessa squadra, con 25 campionati consecutivi al Milan, di cui è il primatista di presenze con 902 partite ufficiali disputate; marcatore più veloce in una finale di Champions League (52'' contro il Liverpool nel 2005). Insieme a Francisco Gento, è l'unico calciatore ad aver disputato 8 finali della Coppa dei Campioni/Champions League vincendone 5 (contro le 6 di Gento). Dalla sua prima all'ultima Coppa dei Campioni/Champions League vinta, sono passati ben 18 anni, record assoluto della competizione. Grazie alla lunga militanza nel Milan, ha totalizzato il record di stracittadine milanesi giocate, essendo sceso in campo in ben 56 derby. Per anzianità in campo, è il secondo giocatore del Milan nella storia, essendo sceso in campo in occasione di Fiorentina-Milan 0-2 del 31 maggio 2009 a 40 anni, 11 mesi e 5 giorni; solo Alessandro Costacurta (41 anni e 26 giorni) ha disputato una partita ufficiale con un'età maggiore della sua. Inoltre, segnando il gol del definitivo 1-2 nella partita Milan-Atalanta del 30 marzo 2008, è diventato il quarto giocatore più vecchio in assoluto a segnare un gol in Serie A. Meglio di lui hanno fatto solo Pietro Vierchowod, Silvio Piola e Alessandro Costacurta.
La Nazionale
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Con gli Azzurri ha disputato gli Europei 1988 (eliminazione nelle semifinali da parte dell'URSS, 4 presenze su 4 partite disputate), i Mondiali 1990 (3° posto, 7 presenze su 7 partite disputate), i Mondiali 1994 (2° posto, sconfitta in finale con il Brasile dopo i rigori, 7 presenze su 7 partite disputate) gli Europei 1996 (eliminazione al primo turno, 3 presenze su 3 partite disputate), i Mondiali 1998 (eliminazione ai quarti da parte della Francia dopo i rigori, 5 presenze su 5 partite disputate), gli Europei 2000 (2° posto, sconfitta in finale con la Francia dopo i supplementari, 6 presenze su 6 partite disputate) e i Mondiali 2002 (eliminazione agli ottavi da parte della Corea del Sud dopo i supplementari, 4 presenze su 4 partite disputate).
Nei campionati del mondo ha collezionato 23 presenze (seconda prestazione di sempre dopo le 25 partite di Lothar Matthäus), in queste ha stabilito il record assoluto per i minuti giocati: 2.216 (Matthäus ha giocato più partite ma in alcune di queste è stato sostituito o è subentrato ad un compagno, totalizzando un numero inferiore di minuti in campo). Si è ritirato dall'attività con la Nazionale a 34 anni, dopo il Mondiale del 2002. Con la maglia azzurra ha disputato 126 partite (record assoluto), realizzando 7 gol. Detiene inoltre il record per il numero di gare con la fascia da capitano: 74. |
August 23
..il ritorno.. 
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VENTO DI PASSIONE IN ARRIVO!
Andriy Mykolayovic Shevchenko è un calciatore ucraino che ha giocato nel Milan fino nella stagione 2005/2006 e nella nazionale ucraina. Shevchenko possiede formidabili doti tecniche e grande senso del gol, qualità che ne hanno fatto un campione acclamato. È vincitore di un Pallone d'Oro, assegnatogli nel dicembre del 2004.
Carriera - Chiamato familiarmente dai suoi tifosi con il diminutivo Sheva, ha giocato fino all'età di ventidue anni nella Dinamo Kiev, con la quale ha vinto 5 Campionati ucraini, 4 Coppa d'Ucraina e la classifica cannonieri in 5 anni (1994-1999).
Gli esordi - Andriy aveva nove anni all'epoca del Disastro nucleare di Chernobyl (aprile 1986). Anche il suo villaggio, non lontano da Chernobyl, fu colpito dalla tragedia, così c'era anche la sua tra le migliaia di famiglie costrette ad abbandonare le loro case e a trasferirsi lungo la costa per sfuggire agli effetti della contaminazione.
Gli anni alla Dinamo Kiev - Nello stesso anno Andriy non riuscì a superare un test di dribbling per l'ammissione a una scuola sportiva specialistica di Kiev, dato che aveva una malformazione al piede. Cionostante attirò l'attenzione di un talent-scout della Dinamo Kiev mentre giocava in un torneo giovanile, e fu così che approdò alla più importante squadra dell'Ucraina. Nel settore giovanile mise subito in luce le sue straordinarie qualità. Nel 1990 con la squadra under-14 della Dinamo Kiev Andriy giocò la Coppa Ian Rush in Galles e conquistò il titolo di capocannoniere del torneo. Andriy fu premiato da Ian Rush in persona con un paio di scarpe da lui indossate quando giocava nel Liverpool. Nel 1993/1994, Andriy fu il capocannoniere della squadra B della Dinamo Kiev con dodici gol, riuscendo anche, l'anno dopo, a fare una presenza nella lista della prima squadra. Il debutto di Shevchenko in campionato con la maglia della Dinamo è datato 28 ottobre 1994, a Donetsk, in Shakhtar Donetsk-Dinamo Kiev 1-3. Sulla panchina della Dinamo c'era Yozef Szabo. Segnò il primo gol in campionato nella vittoria per 4-2 contro il Dnipro il 1 dicembre 1994. Quello fu l'unico gol di Shevchenko in campionato in quella stagione, ma nella stessa annata Andryi mise a segno un'altra rete in due presenze in Champions League. Fu così che si guadagnò l'esordio con la nazionale ucraina (vedi La Nazionale). La fantastica capacità di convertire in gol tutte le occasioni che gli si presentavano è chiaramente dimostrata l'anno successivo, quando Shevchenko segna 16 gol in sole 31 partite di campionato, guidando la Dinamo alla seconda vittoria consecutiva nel torneo. Nella stagione 1996/1997 Shevchenko vince ancora il campionato con la Dinamo, realizzando 6 gol in 20 partite. È però nelle stagioni 1997/1998 e 1998/1999 che Shevchenko esplode definitivamente. Si impone all'attenzione europea con una tripletta realizzata al Camp Nou nello spazio di un tempo, il primo, nella partita Barcellona-Dinamo Kiev 0-4 (UEFA Champions League 1997/1998). Alla fine totalizza 19 gol in 23 partite di campionato e 6 gol in 10 incontri di Champions, vincendo l'ennesimo tiolo nazionale. Nel 1998/1999 Andriy segna 28 gol tra campionato e coppa, trionfando ancora nella classifica marcatori del campionato ucraino con 18 gol. Nello stesso anno con la Dinamo raggiunge sorprendentemente la semifinale di UEFA Champions League, dove la squadra è eliminata dal Bayern Monaco (4-3 per i tedeschi il punteggio tra andata e ritorno). Shevchenko ha vinto cinque campionati ucraini consecutivi, cioè in tutti gli anni in cui ha giocato con la Dinamo Kiev. Sotto la guida di Valeri Lobanovski, l'allenatore della Dinamo dal gennaio 1997 al maggio 2002 (il suo terzo periodo come allenatore della squadra), il talento di Shevchenko sbocciò come uno dei più puri nella storia della squadra.
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Il Milan
Nell'estate 1999 Shevchenko è acquistato dal Associazione Calcio Milan, fino ad allora 5 volte Campione d'Europa, che lo paga ben 26 millioni di dollari. È ancora oggi uno dei giocatori più forti della squadra. Shevchenko debutta in serie A il 28 agosto 1999 a Lecce, segnando anche un gol nella partita Lecce-Milan 2-2. Alla fine la stagione si rivela particolarmente positiva dal punto di vista personale: con 24 gol in 32 partite di campionato ottiene il titolo di capocannoniere al suo primo anno in Italia, secondo straniero dopo Michel Platini a realizzare un'impresa simile. Nelle stagioni 2000/2001 e [[2001]/2002 Shevchenko realizza rispettivamente 34 gol in 51 partite ufficiali (ancora 24 in campionato) e 17 gol in 38 partite ufficiali, ma il Milan non riesce a conquistare nessun trofeo. Nella stagione 2001/2002 Shevchenko segna un gol meraviglioso alla Juventus, con un tiro potentissimo da posizione defilata (appena dopo la trequarti), dopo un dribbling su tre avversari.
La delusione per le due stagioni passate è, però, cancellata nell'annata 2002/2003. Dopo essere rimasto diversi mesi lontano dai campi di calcio a causa di un infortunio (solo 5 gol in 24 presenze in campionato), Shevchenko conquista con il Milan la UEFA Champions League e la Coppa Italia. Nella stagione che sancisce il ritorno della squadra ai vertici del calcio continentale, Andriy segna il rigore decisivo nella finale di Champions giocata allo stadio Old Trafford di Manchester contro i rivali storici della Juventus. È stato il primo ucraino a vincere il trofeo. Tre giorni dopo Shevchenko conquista anche la Coppa Italia. Nell'agosto dello stesso anno vince la Supercoppa europea, grazie al suo personale gol di testa nella partita Milan-Porto giocata a Montecarlo e terminata con il risultato di 1-0 per i rossoneri.
Nel 2003/2004 Andriy arricchisce il proprio palmares vincendo lo scudetto, cui si aggiunge la conquista del titolo di capocannoniere della serie A con 24 gol in 32 partite. Per il Milan è il primo titolo nazionale dopo 4 stagioni di diguno, per l'ucraino è il secondo successo nella classifica marcatori dopo quello conseguito nel 1999/2000. A coronamento di una stagione esaltante, nell'agosto 2004 Shevchenko vince anche la Supercoppa italiana, realizzando una tripletta nella vittoria del per 3-0 contro la Lazio. Nel dicembre 2004 Shevchenko vince il Pallone d'Oro come miglior giocatore europeo, dopo che a marzo 2004 era stato inserito da Pelé nella lista dei 125 migliori calciatori viventi. Sempre nel 2004 Shevchenko viene premiato con la più alta onorificenza dell'Ucraina, il titolo di Eroe di Ucraina, dall'ex presidente ucraino Leonid Kuchma. Nel 2004/2005 il Milan termina il campionato al secondo posto, anche grazie ai 17 gol di Shevchenko. Il giocatore segna anche 6 gol in 10 partite di Champions League 2005, competizione in cui il Milan raggiunge la finale contro il Liverpool. Gli ottimi risultati della stagione, però, sono dilapidati con un'incredibile sconfitta. Dopo che il Milan era in vantaggio per 3-0 alla fine del primo tempo, la partita contro gli inglesi finisce 3-3 dopo i tempi supplementari e si decide ai calci di rigore. Per uno strano scherzo del destino, come nella finale del 2003 è ancora Shevchenko a tirare il rigore decisivo. Questa volta, però, l'ucraino sbaglia e consegna la coppa agli avversari. Durante l'estate 2005 continue voci di calciomercato riportavano una presunta offerta di Roman Abramovich, proprietario del Chelsea, per strappare Sheva al Milan. Il magnate russo avrebbe offerto ai rossoneri 50 milioni di sterline e il cartellino di Hernán Crespo (già al Milan in prestito) pur di assicurarsi l'ucraino. Il Milan, però, rifiutò di riscattare Crespo dal Chelsea. Cionostante, nuovi rumors riferivano che Abramovich, determinato ad acquistare Shevchenko, avesse avanzato un'altra offerta record di 85 millioni di sterline e avesse proposto ad Andriy uno stipendio record di 225.000 sterline a settimana. Anche questa proposta è stata tuttavia respinta.
Nella stagione 2005/2006 Shevchenko ha segnato 19 gol nelle 22 partite sinora giocate in campionato, cui si aggiungono 8 gol in 7 partite di Champions League. Il 23 novembre 2005, nella partita della prima fase contro il Fenerbahçe, Shevchenko ha segnato quattro gol, diventando il quinto giocatore dopo Marco van Basten, Simone Inzaghi, Dado Pršo e Ruud van Nistelrooy ad aver realizzato quattro reti in una partita della competizione. A febbraio 2006, nella partita contro il Treviso, Shevchenko è diventato il secondo miglior marcatore nella storia rossonera, dietro alla leggenda degli anni '50 Gunnar Nordahl. Il 12.05.2006 Sheva, dopo che Berlusconi aveva, come si dice in gergo, "messo la pulce nell'orecchio ai tifosi rossoneri" parlando con una scolaresca della volontà di Sheva di andare a giocare in Inghilterra, ha indetto una conferenza stampa dove ha confermato in buona sostanza che sta pensando di lasciare il Milan a fine stagione. Sheva ha precisato che la decisione non e' ancora sicura e che e' soprattutto sua moglie Kristen Pazik a spingerlo verso un trasferimento appunto in Inghilterra.
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Dopo un incontro durato piu di un'ora avvenuto in data odierna, 26 maggio 2006, Shevchenko e Galliani, amministratore delegato del Milan, hanno annunciato che Shevchenko non resterà al Milan.
31.05.2006 Ufficiale: Shevchenko al Chelsea - L'ucraino ha siglato un quadriennale - Andriy Shevchenko è un nuovo giocatore del Chelsea. Dopo aver detto addio al Milan, il bomber ucraino si è sottoposto alla visite mediche nella giornata di mercoledì e ha siglato con i londinesi un contratto quadriennale. Le cifre dell'accordo non sono state rese note. "Sono giunto qui al momento giusto - le prime parole di Sheva - Lascio un grande club per andare in un altro. La Champions è un nostro obiettivo". E' stato il sito del Milan ad annunciare per primo l'accordo con il Chelsea, anche se i termini economici dell'operazione non sono stati resi noti (si parla di circa 50 milioni di euro). "L' A.C. Milan comunica di aver ceduto a titolo definitivo le prestazioni sportive del calciatore Andriy Shevchenko al Chelsea Football Club. L' A.C. Milan ringrazia Shevchenko, uomo e attaccante straordinario, per le molteplici emozioni trasmesse nelle sette stagioni in cui ha indossato la maglia rossonera. Le sue 173 reti - secondo cannoniere nella storia del Milan - hanno contribuito in maniera determinante alla conquista di uno scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa di Lega, una Champions League e una Supercoppa Europea". Il giocatore è sbarcato a Londra nella giornata di mercoledì, si è sottoposto a Stamford Bridge alle rituali visite mediche e ha siglato con i Blues un contratto di quattro anni. "Sono qui perché volevo provare l'emozione di giocare in Premier League - ha detto Sheva - Vengo da un grande club e arrivo in un altro grande club. Penso di essermi unito al Chelsea al momento giusto. La Champions League deve essere un obiettivo raggiungibile per la prossima stagione. Voglio vincere ogni partita che gioco". Sul nuovo tecnico Shevchenko ha avuto parole di stima. "Ho seguito la carriera di Jose Mourinho molto attentamente negli ultimi anni e sono stato subito impressionato da come allena - ha detto l`attaccante - Pone prima l`etica del gruppo all`espressione delle individualità, e questa credo sia la maniera giusta di allenare. Se fossero stati solo i soldi a spingermi, sarei rimasto a Milano. Ringrazio il Chelsea per aver concluso prima dei Mondiali, cosi` potrò andare in Germania con le idee ben chiare sul mio futuro`. Il tecnico Mourinho punta molto su Sheva: "Oggi è il giorno in cui un sogno diventa realtà. Andriy è sempre stata la mia prima scelta per il Chelsea fin da quando sono arrivato. Prima non era possibile, adesso questo è realtà - ha detto il tecnico portoghese - Il Milan è un grande club, un grandissimo club, è stato difficile per loro lasciarlo andare".
La Nazionale - Shevchenko ha esordito con l'Ucraina il 25 marzo 1995 a Zagabria nella partita Croazia-Ucraina 4-0, all'età di 19 anni e 177 giorni. Ha segnato la sua prima rete in nazionale nel maggio 1996, in un'amichevole contro la Turchia giocata a Samsun. Nel marzo 2000 Valeri Lobanovski diventa commissario tecnico dell'Ucraina, con il compito di qualificare la squadra ai Mondiali 2002. Shevchenko segna 10 gol nelle qualificazioni, ma laa sua squadra non riesce nell'impresa, perdendo lo spareggio contro la Germania (sconfitta che coincide con l'esonero di Lobanovski). Nell'ottobre 2005 l'Ucraina ottiene la sua prima e storica qualificazione ad un Mondiale (Germania 2006), vincendo il suo girone di qualificazione con sette vittorie, 4 pareggi e 1 sola sconfitta. Shevchenko è stato il capitano e il leader della squadra, segnando 6 gol dei 18 totali dell'Ucraina. L'attaccante potrà così partecipare per la prima volta ad una competizione per nazionali.
Il Chelsea - Shevchenko si è unito alla sua nuova squadra dopo il Mondiale 2006. L'allenatore del Chelsea José Mourinho ha confermato che: «Shevchenko avrà la sua adorata maglia numero 7». Shevchenko debutta con il Chelsea nella partita valida per l'assegnazione della Community Shield, la Supercoppa d'Inghilterra, il 13 agosto 2006. A Cardiff realizza il gol dell'1-1 contro il Liverpool, che si aggiudica però il trofeo vincendo per 2-1.
Mondiali 2006 - L'attaccante ha preso parte per la prima volta ad una competizione per nazionali. Nel torneo, Shevchenko ha realizzato 2 gol: contro l'Arabia Saudita e contro la Tunisia. L'Ucraina si è qualificata come seconda agli ottavi di finale, dove ha sconfitto la Svizzera dopo i calci di rigore. Nei quarti di finale è stata sconfitta per 3-0 ed eliminata dall'Italia.
Stagione 2006/2007 - Sheva non ci impiega molto ad ambientarsi nella nuova realtà inglese. Peccato però che dopo 3 partite in Inghilterra abbiano già avuto il buon senso di criticarlo, dandogli del porta-sfortuna. In effetti potrebbe sembrare cosi: tre partite giocate (due di campionato e una di supercoppa) con due sconfitte nonostante due suoi gol.
Curiosità
Andriy ha sposato la modella statunitense Kristen Pazik in una cerimonia privata su un campo da golf a Washington nel luglio 2004. La coppia ha un figlio, Jordan, nato il 29 ottobre 2004. Shevchenko ha festeggiato l'evento il giorno dopo, segnando nella partita contro la Sampdoria (vinta in trasferta dal Milan per 2-1). Tra i suoi modelli calcistici ci sono Pelè, Zico, Platini, e Romário. Ammira anche la squadra della Dinamo Kiev che vinse la Coppa delle Coppe nel 1986. È un caro amico di Giorgio Armani, per il quale ha sfilato vestendo una giacca dello stilista. È stato proprio durante una festa successiva ad una sfilata di moda che Shevchenko ha incontrato la sua attuale moglie. Shevchenko e Armani hanno aperto insieme un Armani Store a Kiev. Tra i suoi soprannomi ci sono anche Vento di Passione (assegnatogli dal telecronista Carlo Pellegatti) e Re dell'Est (per la curva rossonera).
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23/08/08 MILANO - Adriano Galliani è intervenuto alle 19.00 in diretta su Milan Channel su Sheva: "Dopo una serie di frenetiche telefonate durate per tutta la giornata odierna, abbiamo raggiunto l'accordo con il Chelsea. Andriy torna in rossonero, domani sarà a Milano, lunedì si sottoporrà alle visite mediche, poi firmerà il contratto e da martedì sarà a disposizione di Carlo Ancelotti. Siamo riusciti a riportare a casa il giocatore che negli ultimi 50 anni ha fatto più gol con la nostra maglia. Il presidente Berlusconi ed io siamo felici, lo è anche il nostro allenatore e credo debbano esserlo anche i nostri tifosi. Credo che il Milan sia l'unico Club al mondo ad avere tre Palloni d'oro in squadra. Sì, Andriy è tornato a casa e ne sono felice. Sono un tifoso del Milan e sono molto contento. Andriy l'ho sentito 48 volte nelle ultime tre ore... I contenuti dell'accordo sono molto riservati. Entro domani sera Andriy sarà a Milano e ricomincia la sua vita da giocatore del Milan. Andriy ha sbagliato ad andar via e credo che da due anni a questa parte abbia capito che questa è la sua casa. Adesso ha fatto i suoi sacrifici economici ma a questo punto l'unica cosa che conta è che lui torna con noi".
July 31
seedorfCLARENCE SEEDORF seedorf
Clarence Seedorf è uno dei calciatori più di successo al mondo. La sua storia, nonostante ciò, cominciò molto prima che lui raggiungesse quello status. Cresciuto in Suriname, egli apprese molto presto cosa significava sperare e sognare. Egli desiderava eccellere nello sport, malgrado gli avessero assicurato che non sarebbe mai riuscito a raggiungere i suoi obiettivi a causa dei suoi polmoni deboli. Con suo padre dall’altra parte dell’oceano in Olanda che lavorava per dare una vita migliore ai suoi cari, egli sognava l'abbraccio di un uomo troppo lontano per abracciarlo. Fu allora che egli iniziò a capire di essere un ragazzo fortunato. Attorniato da una famiglia affettuosa, fu ben nutrito ed ebbe opportunità davanti a lui…e capì che c’erano molti altri nel mondo che non le avevano. Attraverso una combinazione della sua determinazione e dinamismo, oggi Clarence è una fonte d’ispirazione per molti nel mondo. Fermamente convinto che gli atleti di massimo livello dovrebbero usare la loro figura per il bene della società, Clarence approda ad una serie di progetti che coincidono con la sua prospettiva, dinamismo, e senso del dovere sociale. Ed ha sempre creduto nei suoi mezzi. Per questo motivo, egli continua a dare se stesso – sul campo, fuori del campo e nella vita. Questo è ciò che rende Clarence Seedorf unico – la sua capacità e impegno di fare la differenza su larga scala, dentro e fuori del campo.
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Clarence Clyde Seedorf irrompe sulla scena nei primi anni ’90 come centrocampista laterale destro nell’Ajax, in cui debutta ad appena 16 anni e 242 giorni. Ad oggi, resta il più giovane giocatore di sempre ad aver giocato nella prima squadra dell’Ajax. Da allora si è sempre distinto come la vera icona del calcio olandese ed internazionale. Emerso dai ranghi della leggendaria “Youth Academy” dell’Ajax, Clarence svolge un ruolo di primo piano nella squadra che vince il titolo Eredivisie nel 1993 e 1995, ed il suo contributo viene riconosciuto dai compagni, che lo votano miglior giovane emergente dell’anno sia nel 1993 sia nel 1994. Durante la stagione 1994/95, Clarence è un uomo chiave per l’Ajax che vince la Champions League, sconfiggendo il Milan, sua attuale squadra, per 1-0. Nell’estate del 1995, l’alto livello delle sue prestazioni durante tutto l’arco della stagione gli fa guadagnare il passaggio in serie A, nelle file della Sampdoria. Un anno dopo, nel 1996, si trasferisce di nuovo, entrando a far parte dei giganti spagnoli del Real Madrid. Durante la sua prima stagione al Bernabeu, aiuta la squadra a vincere di nuovo il titolo nazionale. La stagione seguente si laurea per la seconda volta campione d’Europa, battendo per 1-0 la Juventus in finale di Champions League. Le “Merengues” colmano così un vuoto durato 32 anni. Tra le varie imprese della sua carriera, Clarence annovera un gol incredibile da quasi 40 metri durante il derby contro i tradizionali rivali dell’Atletico Madrid. Proprio quel gol lo porta all’attenzione dell’Inter, squadra desiderosa di tornare ai fasti del passato, che lo ingaggia per la stagione 1999/2000. Clarence torna così in Italia, nelle file nerazzurre. Dopo due stagioni all’Inter, nel 2002 Clarence passa al Milan. La stagione seguente aiuta i rossoneri a sollevare la Coppa Italia per la prima volta dopo 26 anni. Ma si tratta solo del preludio ad un successo ancor più grande. Un mese dopo, porta nella sua bacheca personale il terzo titolo di Champions League, aiutando il Milan a superare la Juventus in una finale tutta italiana. In tal modo, diventa l’unico giocatore nella storia della competizione ad averla vinta con tre squadre diverse. Nella stagione 2003/04, Clarence svolge ancora una volta un ruolo fondamentale portando il Milan, dopo il successo in Champions, anche alla vittoria in campionato. Si tratta del quarto titolo nazionale per l’olandese, dopo due campionati vinti con l’Ajax ed uno con il Real Madrid. Nel luglio 2006, Clarence dismette la maglia numero 20 del Milan per indossare l’agognata numero 10. Il 12 novembre di quell’anno, le sue prestazioni gli fanno guadagnare la riconvocazione nella nazionale olandese. Il 2007 è un altro anno di trionfi per Clarence anche a livello di club, perché ancora una volta aiuta il Milan a conquistare la gloria in Champions League, questa volta battendo per 2-1 il Liverpool ad Atene. Tale vittoria porta a quattro la sua personale collezione di successi europei.Nella storia della competizione lo supera solo il suo compagno di squadra Maldini. Nel 2004, all’età di 28 anni, Clarence raggiunge un notevole risultato personale, ovvero la 73ma convocazione in nazionale, eguagliando il suo idolo dell’infanzia, Frank Rijkaard. Nel 2007 ricopre un ruolo fondamentale per la qualificazione dell’Olanda ad Euro2008. Con il 2008, raggiunge il totale di 86 convocazioni. Ad oggi, oltre ai suoi quattro titoli di Champions League, l’inesauribile bacheca di Clarence comprende due successi di Coppa del Mondo per Club, una Supercoppa europea, quattro titoli nazionali, due coppe nazionali, tre supercoppe nazionali…in sostanza, nessun altro giocatore olandese possiede un carnet di successi come il suo. Durante la cerimonia del 10° UEFA Club Football Awards, Clarence è premiato come “Miglior Centrocampista Europeo”. Lo stesso anno riceve il Premio Torretta come “Miglior Atleta Europeo”.
La prova del ruolo ricoperto da Clarence a livello nazionale, sta nella sua presenza nella lista redatta dal leggendario Pelé, che lo ha incluso nel 2004 tra i 125 migliori giocatori viventi. La lista era stata commissionata dalla FIFA. Clarence Seedorf ha superato Frank de Boer come giocatore olandese dal più alto numero di partite per club giocate a livello europeo, raggiungendo quota 130 il 20 febbraio 2008, in occasione del match tra Milan e Arsenal.
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Con il rinnovo del contratto al Milan fino al 2011, ci sarà ancora molto da scrivere sulla storia di Clarence Seedorf…seguiamolo!

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"Seedorf è uno dei calciatori migliori e più sottovalutati che
l'Europa abbia visto negli ultimi quindici anni." Der Standard (quotidiano tedesco)
"Perfetto, semplicemente perfetto. Ha il miglior punteggio: 10 ". Silvio Berlusconi, presidente del Milan
"Seedorf è un campione di caratura internazionale.
In questo momento non c'è nessuno che regga il confronto ". Sir Alex Ferguson, allenatore del Manchester United
"Per il Milan è essenziale che Clarence giochi. Con lui in campo siamo al massimo livello.
E’ stato incredibile contro il Bayern Monaco [nel 2007, quarti di finale di Champions League
e contro il Manchester United [in semifinale] è stato assolutamente fantastico.
Se uno riesce a fare questo, allora è un grande giocatore ". Kaka, compagno di squadra nel Milan e Miglior Giocatore Mondiale FIFA nel 2007
“Clarence, hai ragione. Tu sei il vero n. 10” . Zvonimir Boban, ex giocatore del Milan
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LO SAPEVI CHE...?
Nel 2004, il mitico Pelè ha inserito Clarence nella sua lista dei 125 migliori calciatori ancora in attività. La lista era stata commissionata dalla FIFA.
Clarence ha fatto il suo “debutto” in una finale europea nel lontano 1992, all'età di 16 anni… come raccattapalle! La partita in questione è stata quella interna tra Ajax e Torino valida per la conquista della Coppa UEFA. "Ero molto emozionato dall’atmosfera che si respirava nello stadio", ricorda Clarence. "E 'stato un onore essere un raccattapalle, soprattutto in una finale europea."
Clarence ha due fratelli più giovani, Chedric e Jürgen che hanno anche loro iniziato nel vivaio dell’Ajax e sono diventati calciatori professionisti. Chedric milita attualmente nella squadra dell’Ostenda, Rahmlee gioca nel Den Bosch in Olanda e Jürgen, che ha giocato nell’Ajax, NAC Breda e Graafschaap, adesso è un musicista professionista. Il cugino di Clarence, Stefano, anche lui calciatore professionista, ha iniziato con l'Ajax e attualmente milita nel Veria FC in Grecia.
Il suo goal preferito è quello con la maglia del Real Madrid contro l'Atletico Madrid nel 1997
Il suo eroe preferito è Nelson Mandela. Ho avuto il privilegio di incontrarlo di persona e spero di collaborare con lui in maniera più stretta in futuro.
PASSATEMPI PREFERITI: Trascorrere bene il tempo con mia moglie e i miei figli. Apprezzo molto le opportunità che abbiamo per condividere i momenti di gioia che aiutano la mia testa a distrarsi dalle responsabilità quotidiane con il Milan e i tifosi. Per me è meraviglioso veder crescere i miei figli e cerco di essere d’esempio per loro. D’altro canto, i miei figli e i bambini in genere, mi insegnano anche di più di quanto io abbia insegnato loro. Attraverso le domande difficili e innocenti che mi fanno, stimolano continuamente la mia creatività e mi aiutano a prendere le migliori decisioni possibili per il loro futuro e il loro bene. In pratica, i bambini tirano fuori il meglio di me stesso!!
MUSICA PREFERITA: Mi piace la musica che si ricollega alle mie radici latine e africane, i suoni e i ritmi che attraggono il mio lato migliore! Ma sono molto aperto a tutti i generi musicali – dallo zen alla musica classica al rock. L’unico genere che non mi piace è la musica techno.
LIBRO PREFERITO: Mi piace qualunque libro che mi aiuti a comprendere meglio la gente, che mi porti più vicino ai loro problemi, alle loro difficoltà e alle loro coscienze. Mi piace leggere di spiritualità, psicologia e crescita personale.
July 29
Alexandre Rodrigues da Silva
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Alexandre Rodrigues da Silva detto Pato è nato a Pato Branco il 2 settembre 1989, che significa papero bianco e da cui prende quindi il suo soprannome. Il suo piede preferito è il destro ma usa il sinistro con disinvoltura e potenza. Pato inizia sin da piccolo a giocare a calcetto. Presto le sue abilità divengono note in tutto lo Stato del Paraná. Nel 2000, quando Alexandre si sottopone a radiografia per un osso rotto, viene individuato un tumore che i medici fortunatamente rimuovono. Nel 2002 si trasferisce a soli 13 anni a Porto Alegre, Rio Grande do Sul, per entrare nelle giovanili dell'Internacional. Dopo aver firmato un contratto che aumentò il salario di Pato da 3.000 a 25.000 real, esteso fino al 2009 con una clausola rescissoria di 20 milioni di dollari, Pato fu considerato finalmente pronto a debuttare nel Brasileirão. Pato esordì contro il Palmeiras il 26 novembre 2006 segnando una rete, colpendo una traversa e fornendo 3 assist ai suoi compagni. Nel dicembre 2006 si mostra al mondo con la sua prima squadra, l'Internacional di Porto Alegre, conquistando il mondiale per club e la Toyota Cup e diventando col suo gol in semifinale il più giovane marcatore della competizione, a soli 17 anni e 102 giorni, battendo il precedente record che apparteneva a Pelè. Ha partecipato ai mondiali under-20 in cui ha realizzato 5 reti. |
Il Milan per acquistare il giocatore ha speso la cifra di 22 milioni di euro, record storico per un giocatore minorenne. Al suo debutto in amichevole contro la Dynamo Kiev segna il suo promo gol nel Milan. Aspettando il mese di Gennaio 2008 per poter finalmente scendere ufficialmente in campo si allena e fa crescere l'attesa nei suoi confronti. Attesa che viene pienamente ripagata il 13 Gennaio 2008, quando viene mandato in campo come titolare nella 17^ giornata di Serie A contro il Napoli, ed ancora una volta segna al debutto. Altri 2 gol contro il Genoa ancora a S.Siro il 27 Gennaio 2008, mentre sembra soffrire le trasferte. Si sblocca però a Firenze nell'importante partita contro la Fiorentina il 3 febbraio 2008, entra al posto di Seedorf e segna l'1-0 decisivo. Purtroppo subito dopo si infortuna: distorsione alla caviglia, per fortuna i legamenti non sono toccati. Rientra a Londra contro l'Arsenal, per il debutto in Champions League, in campo dal primo minuto il 20 febbraio '08.
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L'INTERVISTA
Che Pato ritroveranno i tifosi del Milan? «Il solito ragazzo semplice, questo è sicuro: non sono mica cambiato. Però sono cresciuto, ho imparato che cosa significa giocare a calcio in Italia e posso garantire che migliorerò. Non avete ancora visto il vero Pato».
Quali difficoltà ha incontrato? «La più dura da affrontare è stata di natura tecnica. In Brasile io ero abituato, da attaccante, a scattare sempre in profondità in attesa del lancio di un compagno. Qui no, Ancelotti mi chiede un movimento diverso: devo andare incontro al pallone e poi correre nello spazio. Adesso ho imparato, era ora...».
Lo sa che Ancelotti pensa di insegnarle a fare la prima punta? «Benissimo, sono pronto. Se lui mi vede così, io non ho problemi. Sono giovane e ho voglia di apprendere tante cose, tanti segreti. Ho segnato 9 gol in metà campionato, ma so che posso fare di più. Molto di più».
E' una promessa? «Lo è. Io sono contento di come sono andate le cose alla prima stagione in Italia, però il Milan non è riuscito a centrare la qualificazione in Champions League e questo mi ha fatto molto arrabbiare. Ora voglio aiutare la squadra a tornare in quella competizione, è il mio chiodo fisso».
Più forte Dinho o Kakà? «Tutt'e due sono importanti per il Milan, però sono diversi come tipo di gioco. Ronaldinho sta più sull'esterno. Kakà e Dinho ai lati, palla per me: gol! Facile no?».
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July 16
Ronaldo de Assis Moreira Gaucho
Nome: Ronaldo de Assis Moreira Gaucho Ronaldinho Data di nascita: 21 marzo 1980 Luogo di nascita: Porto Alegre Brasile Ruolo: Attaccante Altezza: 182 cm Peso: 76 kg Piede preferito: destro
Ronaldinho, noto anche per i suoi caratteristici denti in fuori, ha iniziato la sua carriera professionistica in Patria con il Gremio Football Porto Alegrense. In quattro anni ha disputato 36 partite di campionato e messo a segno 13 gol. Nel 2001 si è trasferito tra le polemiche ai francesi del Paris Saint-Germain. 2002: La sua permanenza a Parigi non è stata caratterizzata da grandi conquiste in quanto a trofei. Ronaldinho è stato però di gran lunga il miglior giocatore di un PSG piuttosto mediocre. In due stagioni nella capitale francese ha disputato più di 50 partite e messo a segno 17 reti. Nel luglio 2003 Ronaldinho diventa l'acquisto più costoso del Barcellona che per lui sborsa 30 milioni di euro dopo trattative molto laboriose.
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Il notevole investimento del club catalano si è comunque rivelato più che positivo. Nella sua prima stagione in Spagna il brasiliano ha messo a segno 22 reti, trascinando il Barça al secondo posto nella Liga. Nell'estate 2004 ha firmato un nuovo, e migliore, contratto con una clausola rescissoria che sarebbe pari a 150 milioni di euro. Nella stagione 2004/05 viene votato Miglior Giocatore FIFA dell'Anno e delizia gli spettatori in Champions League con una fantastica rete all'ultimo minuto contro il Milan. La fase a giorni viene quindi superata in bellezza. Agli ottavi pero, nonostante un gol impossibile segnato contro il Chelsea l'8 marzo, il Barça conclude il suo cammino in coppa a causa del risultato complessivo di 5-4 per gli inglesi. I blaugrana si consolano comunque con la conquista del campionato spagnolo.
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Protagonista di brillanti prestazioni alla Coppa Giovanile FIFA del 1997 e capocannoniere alla Coppa delle Confederazioni FIFA del 1999, l'attaccante brasiliano ha consentito alla sua nazionale di qualificarsi di misura per la fase finale della Coppa del Mondo FIFA 2002. Al torneo in Corea/Giappone è stato eccezionale, andando in gol contro la Cina e mettendo a segno la rete della vittoria contro l'Inghilterra nei quarti di finale con gran tiro di punizione. Ha contribuito in maniera determinante alla conquista del quinto titolo mondiale. Non è stato impiegato nella Coppa America 2004 ma è stato tra i protagonisti della qualifcazioni alla Coppa del Mondo 2006. Ha segnato nella finale di Confederations Cup 2005 in cui il Brasile ha sconfitto l'Argentina per 4-1. Considerato uno dei giocatori più entusiasmanti e pericolosi, Ronaldinho è altrettanto bravo come suggeritore o come goleador, può giocare in qualunque ruolo dell'attacco ed è pericolosissimo sui calci di punizione. Il 17 maggio 2006 ha vinto con il Barcellona la Coppa dei Campioni battendo in finale l'Arsenal.
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Ronaldinho è un giocatore del Milan: l'asso brasiliano lascia gli spagnoli del Barcellona e firma un contratto con i rossoneri valido fino al 30 Giugno 2011. E' andata così in porto una trattativa lunga e più volte sembrata per sfumare nonostante la volontà dell'attaccante e del Milan di giungere ad un accordo. Il Barcellona ha infatti mollato la presa per una cifra che, secondo le indiscrezioni, si aggirerebbe intorno ai 20 milioni di euro, più eventuali incentivi in base ai risultati ottenuti dalla squadra. Nulla da fare per il Manchester City, la cui offerta sarebbe stata superiorie a quella formulata dai rossoneri, ma non tale da convincere Ronaldinho ad accettare la scommessa inglese. Ora la prassi vuole che ''Dinho'' si sottoponga alle visite mediche, poi sarà a tutti gli effetti un giocatore rossonero. I tifosi non vedono l'ora di ammirarlo al fianco di Kakà per quello che sarà un Milan a tutto samba.
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Mondiali 2006
Non è riuscito ne a segnare ne a lasciare il segno nell'ultima edizione dei Mondiali di calcio Germania 2006, dove il suo Brasile è uscito, contro ogni pronostico, ai quarti contro la Francia.
Carriera da giocatore
Grêmio (1998-2001) Paris Saint-Germain (2001-2003) Barcellona (dal 2003)
Successi internazionali
Campione del mondo juniores 1997 Coppa América 1999 Coppa del Mondo 2002 Confederations cup 2005
Successi con la propria squadra
Campionato Gaúcho 1999 e 2001 (Grêmio) Liga spagnola 2004-2005, 2005-2006 (Barcellona) Supercoppa spagnola 2005-2006, 2006-2007 Coppa dei Campioni 2006 (Barcellona)
Trofei personali
Capocannoniere della confederations cup 1999 Miglior giocatore della confederations cup 1999 Miglior giocatore straniero nella Liga spagnola '04 Miglior attaccante d'Europa 2004/2005 Miglior giocatore della Champions League '06 FIFA World Player 2004 e 2005 Pallone d'oro 2005
Lo sapevi che..?
Nel marzo 2004, mentre girava uno spot televisivo, Ronaldinho ha rotto una finestra della cattedrale di Santiago de Compostela, costruita nel dodicesimo secolo.
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Effetto Ronaldinho sui tifosi: 3000 abbonamenti in un'ora!
Non e' ancora arrivato a Milano, non ha firmato il contratto, non ha nemmeno effettuato le visite mediche.
Ma al Milan e' gia' effetto Ronaldinho. I tifosi del Milan non se lo sono fatti dire due volte e di primo mattino si sono affrettati ad accaparrarsi un posto fisso allo stadio Meazza per la prossima stagione: 3.000 nuovi abbonamenti in poco meno di un'ora.
E sono previsti numeri in impennata appena il brasiliano sara' ufficializzato. Nel frattempo centinaia di tifosi lo aspettano al centro sportivo di Milanello, mentre altri si stanno radunando all'aeroporto della Malpensa, dove il giocatore atterrera' intorno alle 12:15.
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May 09
Impariamo dal passato..
per costruire il nostro futuro!
Marco Van Basten classe 1964, è stato probabilmente uno degli attaccanti più forti e soprattutto completi dell'intera storia del calcio. L'olandese, infatti, percorre i cento metri in meno di undici secondi, ha dribbling, scatto, tecnica, acrobazia, precisione e visione di gioco. Nel suo repertorio di gol non manca nessuna soluzione e la sua classe cristallina lo porta spesso a "danzare" sul manto erboso come un ballerino (da qui il famoso soprannome di "Cigno di Utrecht"). Al Milan giunge nella stagione 1987/88 e conquista subito il primo Scudetto dell'era Berlusconi. Nel Milan di Sacchi diventa immediatamente un punto di forza insostituibile. Gioca con i rossoneri 147 partite in campionato, realizzando 90 reti e 54 partite nelle Coppe firmando 34 gol. Vince 4 Scudetti, 3 Coppe dei Campioni (disputa la sua ultima Finale di coppa il 23 maggio 1993 a Monaco di Baviera) e 2 Coppe Intercontinentali. A testimonianza del suo valore vince anche per tre volte il Pallone d'Oro. Purtroppo i problemi alla caviglia, che già lo avevano fermato nella sua prima stagione italiana, ritornano nel dicembre 1992. Dopo un lungo calvario nel quale va incontro a tre diverse operazioni, Marco Van Basten, nell'agosto del 1995, in una San Siro imbandierata e commossa, tra le lacrime dà il suo addio al calcio giocato.
George Weah il "diamante nero", il "re leone" rossonero giunge a Milano nell’estate del 1995 all'età di trent'anni, ottenendo subito il Pallone d'Oro e conquistando lo Scudetto. Weah è un centravanti molto potente e fantasioso, dotato di forza fisica strepitosa, veloce e tecnico al contempo. Autore di reti di straordinaria fattura, come quella realizzata contro il Verona a San Siro, quando partì dalla propria area di rigore e, scartando mezza squadra avversaria, concluse a rete. Il liberiano è stato molto amato da giocatori e tifosi, sia del Milan, sia di calcio in generale e si è più volte impegnato fuori dal campo di gioco con attività umanitarie e contro il razzismo. Con i rossoneri vince due campionati, disputa 147 partite realizzando 58 reti. Una carriera brillante che ha fatto del "re leone" il giocatore africano più famoso al mondo.
Ruud Gullit assieme a Van Basten, nella stagione 1987/88 giunge nella squadra rossonera un altro straordinario olandese: Ruud Gullit. Nato ad Amsterdam nel 1962, Gullit viene prelevato dal PSV Eindhoven, dove inizia a giocare come libero per finire attaccante. E' sicuramente il più imprevedibile dei giocatori dello scacchiere sacchiano, capace di imprese mirabolanti, sorretto anche da una struttura fisica imponente. Straordinario nel colpo di testa, in progressione e nel dribbling in velocità, Gullit conquista lo Scudetto nel suo primo anno rossonero. Pur perseguitato dagli infortuni ai menischi e al ginocchio, riesce ad aggiudicarsi altri due Scudetti e numerose coppe, fra cui due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Gullit conquista il Pallone d'Oro nel 1987, dedicato dal fuoriclasse rossonero a Nelson Mandela, a riprova del suo impegno antirazzista. Abbandonata la carriera da calciatore, ha intrapreso la carriera di allenatore.
Andriy Shevchenko era forse dagli anni di Marco Van Basten che il Milan non annoverava nella sua rosa un attaccante straniero così forte come l'ucraino Andriy Shevchenko. Giunto a Milano nella stagione 1999/2000 dopo cinque campionati disputati con la Dinamo Kiev, Sheva si è subito ben inserito nell'organico rossonero. A dimostrazione di ciò, nella sua prima stagione in Serie A ha conquistato il titolo di capocannoniere con 24 reti, impresa riuscita a pochi stranieri appena giunti in Italia. Scattante, quasi imprendibile quando parte in velocità, straordinario nell'elevazione di testa, ambidestro e micidiale nei tiri piazzati: l'attaccante dispone di un'infinità di soluzioni balistiche che lo portano a superare con facilità le difese avversarie. Nel 2003 vince da protagonista la UEFA Champions League in un'indimenticabile Finale tutta italiana con la Juventus: i tifosi rossoneri avranno sempre nella mente il suo ultimo, vincente, tiro dal dischetto che ha significato la vittoria rossonera. L'anno successivo è tra i protagonisti della cavalcata Scudetto degli uomini di Ancelotti: anche questa volta, suo è il gol decisivo nello scontro diretto contro la Roma del 2 maggio. Proprio i successi ottenuti in queste due stagioni gli valgono il Pallone d'Oro nel 2004. L'attaccante resterà nella storia rossonera per essere il secondo goleador rossonero di tutti i tempi, secondo soltanto a Nordahl.

Arrigo Sacchi sotto la nuova dirigenza di Silvio Berlusconi, nella stagione 1987/88 approda al Milan uno degli allenatori che più hanno cambiato la storia di questa squadra: Arrigo Sacchi. La sua importanza va al di là dei meriti e trionfi conquistati con il Milan: Sacchi ha rivoluzionato il modo di intendere il calcio. Fautore del gioco a zona, l'allenatore nato a Fusignano, in provincia di Ravenna, crea una squadra ricca di fuoriclasse che pratica un gioco fatto di trame di squisita fattura e movimenti sincronizzati a ritmi elevatissimi. Conquista lo Scudetto alla sua prima stagione, dopo un lungo e avvincente inseguimento al Napoli. L'anno successivo stravince la Coppa dei Campioni, con una squadra che non conosce rivali e spesso si aggiudica le partite con goleade. Nel 1989/90 vince la Coppa Intercontinentale, la Supercoppa Europea e nuovamente la Coppa dei Campioni. Nel 1990/91, il suo ultimo anno del primo periodo milanista, conquista ancora una Coppa Intercontinentale. Dopo una parentesi che lo vede impegnato in qualità di commissario tecnico della Nazionale italiana, con cui raggiunge, perdendo poi ai rigori, la Finale di Coppa del Mondo 1994 contro il Brasile, torna al Milan ancora per una stagione, nel 1996/97, per risollevare, senza grande successo, una squadra da rifondare.

Gianni Rivera è senza ombra di dubbio uno dei calciatori più rappresentativi della storia rossonera. Fa il suo esordio in Serie A con l'Alessandria all'età di 15 anni e subito il Milan di Viani lo segue e lo osserva con particolare interesse, portandolo a Milano per la stagione 1960/61. Al fianco di giocatori del calibro di Trapattoni, Sani, Altafini e con Rocco in panchina, Rivera conquista il suo primo Scudetto all'età di 19 anni. Nella stagione successiva, quella del 1962/63, conquista la Coppa dei Campioni. Il "Golden Boy", così sarà ribattezzato, per circa vent'anni, fino alla stagione 1978/79, sarà protagonista della storia rossonera in campo e fuori. In campo dimostra di avere un'intelligenza e una classe fuori dal comune: gran goleador (diventa anche capocannoniere del campionato), Rivera è soprattutto un assist man. Le sue soluzioni di gioco per mettere i compagni in condizione di segnare sono praticamente illimitate. Se ne va nel 1978/79 vincendo ancora uno Scudetto, quello della stella. In totale vince in rossonero tre Scudetti, quattro Coppe Italia, due Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale. Nel 1969, primo italiano nella storia del calcio, viene insignito del Pallone d'Oro.
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