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    02 October

    COPPA UEFA: ZURIGO - MILAN

     
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    brand  0    Zurigo - Milan   1  logo-acm-milan sfnero

     

    Festa-Sheva e il Milan va..

    L'AC Milan si qualifica per la fase a gironi di Coppa UEFA battendo 1-0 l'FC Zürich allo stadio Letzigrund grazie al gol di Andriy Shevchenko. Carlo Ancelotti concede un turno di riposo a Kakà e Pato e schiera un tridente d'attacco formato da Clarence Seedorf, Ronaldinho e Shevchenko; in porta si rivede Dida. Al 25' della ripresa torna finalmente al gol nel milan, dopo più di due anni, Shevchenko: grande assist di Ronaldinho, l'ucraino non si fa pregare e con un tunnel supera Leoni - per il rossonero è festa grande.

    28 September

    5^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
    logo-acm-milan sfnero 1     MILANINTER     logo_inter
     

    ..Milano è solo rossonera!!! A colorarla è Dinho questa sera!!!..

     
     Il Milan si aggiudica il derby battendo 1-0 l’Inter nella 5.a giornata di Serie A. Carlo Ancelotti si gioca la carta Ronaldinho. Il modulo torna ad essere un 4-3-2-1 nel quale il trio d’attacco e` composto dall’ex Barcellona, Kaka` e Pato. A centrocampo, invece, Gattuso e Ambrosini fiancheggiano un Seedorf in versione Pirlo. Mourinho risponde con un modulo speculare nel quale Burdisso prende il posto di Cordoba al centro della difesa, Chivu fa il terzino sinistro e il duo Quaresma-Mancini supporta Ibrahimovic. In mediana largo a Vieira e Zanetti con Cambiasso a fare da schermo davanti alla difesa. Inizia la partita e subito il Milan prova a imporre la forza del possesso palla. L’Inter, invece, resta bassa ma corta e prova la ripartenza veloce. Ronaldinho si accende a sprazzi, come al 10’ quando prova servire Pato con un lob sul quale salva Materazzi. Ibrahimovic risponde subito e all’11’ impegna Abbiati con un tiro-cross. Al 14’ e` invece Zambrotta a provarci dalla distanza, con un sinistro che finisce alto. La sfida si gioca su pochi metri e a farla da padroni sono Gattuso da una parte e Vieira dall’altra, entrambi capaci di sradicare palloni a destra e manca.

    Al 17’ Maicon rompe gli schemi tagliando dentro e servendo Ibrahimovic in profondita`. La difesa del Milan e` battuta, Abbiati no. E il portiere rossonero salva in uscita. Al 19’ un’azione elaborata dei rossoneri porta Pato alla conclusione, ma a salvarsi questa volta e` Burdisso. La partita e` bloccata e pare potersi decidere solo con un errore o una prodezza. Al 26’ ne fa una Kaka`, che scappa a Maicon e serve Ronaldinho con l’aiuto di un rimpallo. Quest’ultimo va alla conclusione, Julio Cesar salva in corner con un intervento memorabile. La partita si gioca soprattutto sull’out di destra interista, quello sinistro del Milan. Li` dove Maicon spinge e Ronaldinho prova a partire largo per tagliare dentro. Al 30’ e` invece Pato ad essere bloccato per un fuorigioco millimetrico su lancio di Zambrotta. L’Inter finalmente esce dal guscio e con una serie di calci piazzati si instaura nella trequarti rossonera a partire dal 34’. Al 36’ Ibrahimovic scalda ancora le mani ad Abbiati. Sul contropiede Ronaldinho apre per Kaka`, tenuto in gioco di un millimetro da Materazzi. Il numero 22 rossonero mette dentro un cross al bacio per Dinho stesso che svetta di testa e insacca nel sette alla sinistra di Julio Cesar. E’ il piu` clamoroso dei vantaggi. E San Siro esplode. La partita si accende. L’Inter reagisce e Gattuso si prende un giallo per un intervento durissimo ai danni di Quaresma. Poi il mediano milanista viene redarguito con le cattive da Ancelotti. Al 43` pero` sono ancora i rossoneri ad andare vicini al gol in contropiede, con Pato che si allunga il pallone in piena area. E` l`ultima vera emozione. Il primo tempo si chiude sull`1-0.

    Inizia la ripresa e il Milan continua ad attaccare. Al 48’ Kaka` calcia alto un tiro impossibile tentato dopo un cambio di campo di Ronaldinho. Passa un minuto e Maicon sradica un pallone ad Ambrosini per poi servire Ibrahimovic in area. Abbiati vede ed esce salvando tutto. Al 51’ Jankulovski tira un’altra mazzata a Quaresma e si guadagna un giallo meritatissimo. Due minuti dopo Pato viene fermato ancora una volta in fuorigioco per una questione di centimetri. L’Inter pare alle corde. A centrocampo Seedorf ruba palloni e imposta indisturbato, impostando prevalentemente sulla destra, li` dove Chivu stringe troppo lasciando spazio al primo controllo di Kaka` o di chi di turno. Mourinho capisce che cosi` non puo` andare. In un colpo solo, cosi`, mette Adriano e Cruz per Materazzi e Mancini (59’). Il modulo diviene un vero 4-2-3-1 con Zanetti che arretra in difesa e Chivu che si sposta in mezzo. La trequarti, invece, e` composta da Quaresma, Cruz e Adriano.

    Inizia una nuova partita, molto piu` fisica e muscolare. L’Inter inizia a crossare e lanciare dentro. Burdisso, Vieira e Quaresma vengono ammoniti nel giro di cinque minuti per tre interventi su Pato, Kaka` e Seedorf. La prima occasione arriva al 71’, quando Cruz approfitta di uno sbandamento della retroguardia milanista calciando da fuori. Il pallone finisce a lato. Passa un minuto e Ibrahimovic fa altrettanto. Ripartenza veloce, tiro di punta dal limite dell’area e pallone che esce di poco. Ancelotti si gioca il primo cambio. Al 73’ entra Flamini. Non al posto di un dolorante Gattuso (nuovi problemi alla mano), ma in luogo di Pato. Il modulo diventa un 4-4-2, nel quale l’attacco e` composto da Kaka` e Ronaldinho. Cambio molto difensivo, che toglie anche Seedorf dal cuore del gioco, li` dove si stava esaltando, per posizionarlo sull’out mancino. L’Inter inizia a dominare. A mettere i bastoni tra le ruote a Mourinho e` pero` Burdisso, che si prende il secondo giallo al 76’ per fallo su Kaka` in ripartenza.

    Il Milan ritorna in avanti. Al 78’ Kaka` ci prova dalla sinistra ma Julio Cesar salva senza impicci. Mourinho prova l’ultima carta mettendo Stankovic per Vieira (80’). Il nuovo entrato tira una gran botta da fuori, Abbiati interviene con i pugni e Adriano calcia fuori sulla respinta. Nel frattempo, pero`, Flamini ha tirato una gomitata non sanzionata al brasiliano. Il clima si scalda ancora di piu`. Zanetti viene ammonito per proteste, mentre Materazzi (in panchina) rimedia un rosso. Nel momento cruciale Ancelotti mette anche Shevchenko al posto di Ronaldinho, che si guadagna cosi` la standing ovation (83’). Stankovic aggancia Kaka` in ripartenza con un calcione e viene ammonito. L’Inter e` in piena sofferenza.

    Il Milan si instaura nella trequarti difesa dai nerazzurri. Shevchenko spreca una buona chance all’88’, calciando fuori da buona posizione. Ancelotti ne approfitta per togliere anche Gattuso inserendo Bonera e Shevchenko va ancora al tiro all’89’, Julio Cesar si salva in corner con un buon intervento. Subito dopo Zambrotta si immola per salvare la porta difesa da Abbiati, al termine di un’azione avvolgente dell’Inter. Al 93’ Maicon mette dentro per Adriano, che di testa da solo in area manda fuori, sprecando una clamorosa occasione. L’ultima del match. Finisce 1-0. Il Milan vince il secondo derby consecutivo, il terzo match di fila e va a 9 punti. Mourinho incassa il primo ko e resta fermo a 10. In testa resta la Lazio. Grazie a Ronaldinho. Quello ‘speciale’ stasera e` stato lui.
     
    24 September

    4^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
    Reggina_calcio 1    REGGINA  -  MILAN    logo-acm-milan sfnero
      

     ..il Milan soffre, ma trova la vittoria a Reggio Calabria..

     
    Il Milan vince soffrendo contro la Reggina e strappa i tre punti al Granillo. Ancelotti cambia qualcosa rispetto alla partita contro la Lazio. In difesa ci sono Bonera e Favalli al posto di Maldini e Jankulovsky. A centrocampo parte Flamini mentre Ambrosini e` in panchina. Ancora in panchina Shevchenko e Ronaldinho. Nella Reggina Corradi unica punta con Vigiani e Brienza in appoggio. Il Milan parte subito all`attacco. Al 6’ Kaka` prende palla sulla destra, si accentra e dal limite lascia partire un destro che si spegne sul fondo senza creare pericoli. Al 10’ bel destro rasoterra su punizione di Carmona, Abbiati si accartoccia e para. I rossoneri si svegliano al 24’ grazie a Borriello: il centravanti rossonero porta in vantaggio i rossoneri con un colpo di testa su calcio di punizione di Kaka`. Al 32’ Borriello manca il raddoppio ancora su invito di Kaka`, ma l’ex bomber del Genoa incespica sul pallone e Campagnolo lo ferma in uscita. Al 39’ chance per il pari dei padroni di casa con Corradi: lungo cross di Brienza, Lanzaro la spizza per Corradi sul secondo, ma e` bravo Abbiati a impedire la conclusione a rete. Due minuti dopo gran palla di Barreto per Brienza in area, la punta invece di tirare cerca un assist al centro per Corradi, ma Bonera anticipa la torre amaranto.

    La ripresa inizia con il Milan che si limita a controllare, mentre l`iniziativa e` della Reggina, che non riesce ad affondare. Al 59’ problema muscolare per Borriello, al suo posto dentro Shevchenko. Pochi secondi dopo Corradi realizza sottomisura il gol del pareggio per i padroni di casa. I rossoneri sono spenti e non brillano in attacco, ma basta un guizzo dei suoi campioni per trovare nuovamente il vantaggio. Kaka` al 73’ scatta sulla destra e mette in mezzo per Pato, che batte facilmente Campagnolo. Negli ultimi minuti, complice la stanchezza, la Reggina cala visibilmente e il Milan avanza il proprio baricentro. Al 90’ l’ultima occasione del match con Seedorf, che in contropiede sbaglia clamorosamente il colpo del 3-1.
     
     
    21 September

    3^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
    logo-acm-milan sfnero 4     MILANLAZIO     lazio
     

    ..il Milan batte 4 colpi: Lazio ko e prima vittoria di campionato..

     
     Il Milan si rialza e batte 4-1 la Lazio nella terza giornata di campionato: gol di Seedorf, Zambrotta, Pato e Kaka`. Ancelotti conferma il 4-3-1-2 visto all’opera in Coppa Uefa contro lo Zurigo. In attacco, pero`, insieme a Kaka` e Pato va Borriello e non Shevchenko. In mediana si rivede Gattuso davanti alla retroguardia (out Flamini), mentre la coppia centrale difensiva e` composta da Maldini e Kaladze. Delio Rossi risponde con un modulo speculare nel quale Mauri supporta il duo Pandev-Zarate. In mediana spazio al grande ex Brocchi. L’avvio e` subito spettacolare, con il Milan che sfiora il gol con Ambrosini di testa (2’). Al 6’ il ceco attiva Kaka`, che mette in mezzo per Borriello. Il centravanti ci prova di tacco, ma Carrizo salva senza problemi. Passano due minuti e Seedorf si inventa l’1-0. Prende palla al limite dell’area, triangola involontariamente con Ledesma che con una carambola lo libera in mezzo all’area. Il tocco di destro e` un gioco da ragazzi che vale l’1-0. L’olandese festeggia come nelle grandi occasioni e con lui si congratula Ronaldinho.

    La Lazio pero` resta in partita. Al 12’ Pandev salta un incerto Kaladze e serve Zarate in area. In extremis salva tutto Maldini. Sette minuti dopo Kolarov viene invece bloccato sul filo del fuorigioco. Al 22’ sfonda Zarate che crossa basso ma e` Abbiati a salvare con sicurezza. La Lazio insiste a destra ma alla fine pareggia in contropiede. Al 26’ il Milan si addormenta su un corner a proprio favore. Gli ospiti ripartono in fretta, Zambrotta prova il fuorigioco a palla scoperta in solitaria e Zarate brucia tutti compreso Abbiati, battuto sul primo palo per l’1-1. La reazione e` affidata a Pato, che al 28’ salta Kolarov e conclude spaventando un comunque sicuro Carrizo, e a Kaka`, che al 32’ si accende e sfiora il 2-1 con un sinistro che termina a lato dopo una serpentina eccezionale. Alla fine pero` ci pensa Zambrotta, che si fa perdonare l’errore in difesa in occasione del pareggio laziale battendo Carrizo con un destro potentissimo dai 31 metri al 36’. Gli uomini di Delio Rossi tornano in avanti, ma per pareggiare di nuovo non basta. E a fine primo tempo e` 2-1.

    La ripresa inizia e subito il Milan fa 3-1. Azione prolungata da destra a sinistra, Jankulovski mette dentro per Pato che al 48’ di testa brucia Siviglia e Rozenhal segnando il secondo gol in una settimana. La Lazio non si demoralizza e al 53’ chiede un calcio di rigore per un intervento di Zambrotta ai danni di Mauri in piena area. Episodio dubbio, ma l’arbitro lascia correre. Il Milan ritorna in avanti e al 58’ Kaka` sfiora il 4-1 con un tiro a giro meraviglioso che viene salvato da un prodigio di Carrizo. E’ la prova tecnica del gol. Passa un minuto e Kaka` batte Carrizo con un tiro molto simile ma scagliato dai 30 metri. E’ 4-1 e questa volta Carrizo non pare impeccabile. Carlo Ancelotti capisce che puo` bastare e al 64’ mette Flamini al posto di Seedorf. Delio Rossi risponde con Meghni per Matuzalem (68’) dopo aver inserito Foggia per Mauri al 63’.

    Il Milan, pero`, non smette di giocare. Al 71’ entra Ronaldinho per Pato. Il brasiliano si toglie subito lo sfizio di mettere Borriello davanti a Carrizo con un passaggio ‘no look’ da sogno. Il centravanti pero` si fa ipnotizzare da Carrizo. Altrettanto fa Abbiati con Pandev al 76’, salvando a una mano una bella conclusione del centravanti ospite. Resta tempo solo per qualche giocata individuale rossonera e gli ultimi tentativi di una Lazio che ha se non altro il merito di provarci sino in fondo. Ma alla fine gli uomini di Delio Rossi incassano il primo ko stagionale dopo due vittorie di fila. Quelli di Ancelotti fanno l’esatto contrario. Rialzandosi dalle macerie di due ko con la prima vittoria in campionato.
     
    18 September

    COPPA UEFA: MILAN - ZURIGO

     
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    logo-acm-milan sfnero 3   Milan - Zurigo   1  brand

     

    Milan, tre calci alla crisi: lo Zurigo finisce ko..
     
    Ci voleva l`atmosfera familiare dell`Europa per ridare il sorriso al Milan. A San Siro, nell`andata del primo turno di Coppa Uefa, i rossoneri battono 3-1 uno Zurigo di certo non irresistibile grazie ai gol di Jankulovski (45`), Pato (56`) e Borriello (74`), danno un calcio alla crisi e possono ora preparare con piu` tranquillita` il delicatissimo match di campionato di domenica sera con la Lazio. Per lo Zurigo gol di Diuric al 78`.

    14 September

    2^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
    logo%20genoa 2    GENOA  -  MILAN    logo-acm-milan sfnero
      

     ..profondo rossonero, Sculli e Milito affondano la squadra di Ancelotti..

     
    Il Genoa supera 2-0 il Milan nella 2.a giornata di campionato. I rossoblu' si schierano con un 4-4-2 con Sculli in appoggio a Milito in attacco, mentre i rossoneri rispondono con un 4-3-2-1 con Kaka' e Ronaldinho che agiscono dietro all'unica punta Shevchenko.

    Parte forte la squadra di casa: prima al 6' ci prova Sculli da fuori, palla in agolo, e subito dopo e' bravo Gasbarroni (tra i piu' veloci e reattivi in campo), ma Abbiati blocca a terra. Al 15' un gran tiro di Mesto finisce fuori di poco. La squadra di Ancelotti si vede poco e appare troppo ferma e statica, cercando con kaka' e Pirlo direzioni del pallone troppo prevedibili. Al 30' passa cosi' il Genoa grazie a Sculli, su preciso assist di petto di Milito, e pallone che si insacca nell'angolo basso alla destra di Abbiati per un'azione non molto dissimile da quella che porto' in vantaggio il Bologna a San Siro due settimane fa. La squadra rossonera non accusa il colpo, ma nemmeno reagisce, sterile nella sua leziosita' costruttiva, incapace di sfruttare quelle fasce unica sorgente di cross per l'attacco.

    Nella ripresa Ancelotti toglie Ronaldinho e Shevchenko, inserendo Seedorf e Borriello, quest'ultimo grande 'ex' rossoblu'. La squadra rossonera appare piu' decisa, ma ancora lontanissima da una accettabile dose di pericolosita'. Il Genoa non si affanna piu' di tanto a respingere gli assalti dei milanesi, e anzi al 63' prima Modesto impegna Abbiati con un cross dalla sinistra, poi Sculli in contropiede a tu per tu con il portiere milanista si fa respingere il tiro da due passi. Per il Milan solo un tiro 'telefonato' di Borriello che trova pronto Rubinho a rispondere. Al 69' Pato rileva Flamini e si rende subito pericoloso, ma le corsie laterali del Milan sono inesistente e i liguri, accentrandosi, bloccano qualsiasi tentativo di sfondamento degli ospiti. Solo il finale e' di marca rossonera: prima Pato trova pronti i riflessi di Rubinho da distanza ravvicinata, poi sulla respinta la rovesciata di Borriello termina fuori. Quindi, dopo un tiro 'telefonato' di zambrotta dalla distanza, arriva il raddoppio genoano su calcio di rigorie, concesso per un ingenuo fallo di Maldini su Milito. Lui stesso si incarica della trasformazione al 90', facendo esplodere 'Marassi' e bagnando con un gol il suo ritorno a Genova. E' proprio cosi', per il Milan e' tutto da rifare.
     
     
    31 August

    1^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
    logo-acm-milan sfnero 1    MILAN  -  BOLOGNA    logo_bologna
      

     ..doveva essere la giornata di Ronaldinho e invece é spuntato Valiani..

     
    Il Milan stecca l`esordio casalingo in campionato perdendo 2-1 al cospetto di un Bologna che con umilta` ha saputo rintuzzare gli attacchi, reiterati, della squadra di Ancelotti ed ha saputo colpire nel momento opportuno. Ronaldinho ha incantato la platea di San Siro specialmente nella ripresa con giocate, colpi di classe e assist incredibilmente non sfruttati dai compagni. Un Milan rinnovato negli uomini presenta gli stessi problemi: la cronica difficolta` ad aprire varchi nelle difese di squadre accorte e ben schierate. Se a cio` si aggiunge la perdurante sterilita` sottoporta ecco che la sconfitta appare giustificata nella sua essenza. Ronaldinho, dicevamo, non e` bastato, Sheva ha pagato l`emozione del ritorno, Inzaghi ha fallito almeno tre buone occasioni e Pato non e` riuscito a incidere sulla gara.

    Primo tempo che si apre su ritmi blandi, Milan compassato e Bologna pronto a chiudere tutti i varchi e a sfruttare gli spazi concessi dai rossoneri. Dopo una prima fase di studio e` Ronaldinho a tentare, al 13`, il colpo da `futsal` senza ottenere il risultato sperato. Ma al primo affondo il Bologna passa, bella triangolazione Di Vaio-Amoroso con il primo che riceve in area e trafigge l`incolpevole Abbiati al 18`. Il gol subito scuote i rossoneri che provano a vivacizzare il gioco attraverso le invenzioni di Ronaldinho. E` proprio il brasiliano a sfiorare il pari con un colpo di testa neutralizzato d`istinto da Antonioli. Le azioni pericolose dei rossoneri traggono ispirazione dall`ex Barcellona che con una scucchiaiata imbecca Inzaghi che supera l`estremo bolognese ma conclude a lato. Il Milan e` in costante proiezione offensiva e ci provano, a turno, Zambrotta prima e Flamini poi dalla distanza, ma il tiro del primo termina alto mentre sulla conclusione del francese Antonioli si supera. Il gol e` nell`aria e, come consuetudine nei primi 45`, e` Ronaldinho a pennellare un assist perfetto per la testa di Ambrosini che pareggia al 41`.

    La seconda frazione di gioco riparte con uno Sheva (accolto dall`ovazione di San Siro) in piu` nella formazione di Ancelotti, e con un Ronaldinho salito notevolmente di livello. Il brasiliano pennella in avvio, in serie fotocopiata due assist al bacio che prima Seedorf e poi Sheva non sfruttano a dovere. Dinho accende la luce, fa sparire il pallone e quando la sfera riappare Sheva manda il tap-in vincente sulla gamba di richiamo di Antonioli che devia miracolosamente in angolo. Lo show del brasiliano prosegue, l`ex blaugrana cerca in tutti i modi di far segnare i compagni e questa volta l`assistenza e` per Inzaghi che di testa conclude troppo centrale favorendo l`intervento dell`estremo rossoblu`. Il Bologna prova a reagire ed e` Di Vaio a far correre i brividi sulla schiena di Abbiati al 67`: tiro di prima intenzione e palla di poco alta. Ancelotti prova a mischiare le carte e inserisce Pato al posto di Inzaghi. Proprio il brasiliano tenta uno slalom con servizio in mezzo ma la palla e` deviata in extremis dalla difesa bolognese. Al 70` i rossoneri reclamano un rigore per un fallo di mano in area rossoblu`, ma il direttore di gara lascia proseguire.

    Proprio nel momento migliore del Milan, pero`, al 78` arriva la doccia fredda: Valiani si inventa un gol da cineteca e da fuori area batte imparabilmente a rete. Il forcing finale del Milan non produce il pareggio, risultato minimo da ottenere in un esordio che doveva tramutarsi in un sogno da cavalcare e che, troppo presto, e` diventato un incubo da scacciare immediatamente.

     
    23 August

    ANDRIY SHEVCHENKO

     

    shevchenko2 ..il ritorno.. shevchenko2

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    VENTO DI PASSIONE IN ARRIVO!
    Andriy Mykolayovic Shevchenko  è un calciatore ucraino che ha giocato nel Milan fino nella stagione 2005/2006 e nella nazionale ucraina.
    Shevchenko possiede formidabili doti tecniche e grande senso del gol, qualità che ne hanno fatto un campione acclamato. È vincitore di un Pallone d'Oro, assegnatogli nel dicembre del 2004.

     
    Carriera - Chiamato familiarmente dai suoi tifosi con il diminutivo Sheva, ha giocato fino all'età di ventidue anni nella Dinamo Kiev, con la quale ha vinto 5 Campionati ucraini, 4 Coppa d'Ucraina e la classifica cannonieri in 5 anni (1994-1999).

    Gli esordi - Andriy aveva nove anni all'epoca del Disastro nucleare di Chernobyl (aprile 1986). Anche il suo villaggio, non lontano da Chernobyl, fu colpito dalla tragedia, così c'era anche la sua tra le migliaia di famiglie costrette ad abbandonare le loro case e a trasferirsi lungo la costa per sfuggire agli effetti della contaminazione.

    Gli anni alla Dinamo Kiev - Nello stesso anno Andriy non riuscì a superare un test di dribbling per l'ammissione a una scuola sportiva specialistica di Kiev, dato che aveva una malformazione al piede. Cionostante attirò l'attenzione di un talent-scout della Dinamo Kiev mentre giocava in un torneo giovanile, e fu così che approdò alla più importante squadra dell'Ucraina. Nel settore giovanile mise subito in luce le sue straordinarie qualità. Nel 1990 con la squadra under-14 della Dinamo Kiev Andriy giocò la Coppa Ian Rush in Galles e conquistò il titolo di capocannoniere del torneo. Andriy fu premiato da Ian Rush in persona con un paio di scarpe da lui indossate quando giocava nel Liverpool.
    Nel 1993/1994, Andriy fu il capocannoniere della squadra B della Dinamo Kiev con dodici gol, riuscendo anche, l'anno dopo, a fare una presenza nella lista della prima squadra. Il debutto di Shevchenko in campionato con la maglia della Dinamo è datato 28 ottobre 1994, a Donetsk, in Shakhtar Donetsk-Dinamo Kiev 1-3. Sulla panchina della Dinamo c'era Yozef Szabo. Segnò il primo gol in campionato nella vittoria per 4-2 contro il Dnipro il 1 dicembre 1994. Quello fu l'unico gol di Shevchenko in campionato in quella stagione, ma nella stessa annata Andryi mise a segno un'altra rete in due presenze in Champions League. Fu così che si guadagnò l'esordio con la nazionale ucraina (vedi La Nazionale). La fantastica capacità di convertire in gol tutte le occasioni che gli si presentavano è chiaramente dimostrata l'anno successivo, quando Shevchenko segna 16 gol in sole 31 partite di campionato, guidando la Dinamo alla seconda vittoria consecutiva nel torneo. Nella stagione 1996/1997 Shevchenko vince ancora il campionato con la Dinamo, realizzando 6 gol in 20 partite.
    È però nelle stagioni 1997/1998 e 1998/1999 che Shevchenko esplode definitivamente. Si impone all'attenzione europea con una tripletta realizzata al Camp Nou nello spazio di un tempo, il primo, nella partita Barcellona-Dinamo Kiev 0-4 (UEFA Champions League 1997/1998). Alla fine totalizza 19 gol in 23 partite di campionato e 6 gol in 10 incontri di Champions, vincendo l'ennesimo tiolo nazionale. Nel 1998/1999 Andriy segna 28 gol tra campionato e coppa, trionfando ancora nella classifica marcatori del campionato ucraino con 18 gol. Nello stesso anno con la Dinamo raggiunge sorprendentemente la semifinale di UEFA Champions League, dove la squadra è eliminata dal Bayern Monaco (4-3 per i tedeschi il punteggio tra andata e ritorno). Shevchenko ha vinto cinque campionati ucraini consecutivi, cioè in tutti gli anni in cui ha giocato con la Dinamo Kiev. Sotto la guida di Valeri Lobanovski, l'allenatore della Dinamo dal gennaio 1997 al maggio 2002 (il suo terzo periodo come allenatore della squadra), il talento di Shevchenko sbocciò come uno dei più puri nella storia della squadra.
     
     
     
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    Il Milan

    Nell'estate 1999 Shevchenko è acquistato dal Associazione Calcio Milan, fino ad allora 5 volte Campione d'Europa, che lo paga ben 26 millioni di dollari. È ancora oggi uno dei giocatori più forti della squadra. Shevchenko debutta in serie A il 28 agosto 1999 a Lecce, segnando anche un gol nella partita Lecce-Milan 2-2. Alla fine la stagione si rivela particolarmente positiva dal punto di vista personale: con 24 gol in 32 partite di campionato ottiene il titolo di capocannoniere al suo primo anno in Italia, secondo straniero dopo Michel Platini a realizzare un'impresa simile. Nelle stagioni 2000/2001 e [[2001]/2002 Shevchenko realizza rispettivamente 34 gol in 51 partite ufficiali (ancora 24 in campionato) e 17 gol in 38 partite ufficiali, ma il Milan non riesce a conquistare nessun trofeo. Nella stagione 2001/2002 Shevchenko segna un gol meraviglioso alla Juventus, con un tiro potentissimo da posizione defilata (appena dopo la trequarti), dopo un dribbling su tre avversari.

    La delusione per le due stagioni passate è, però, cancellata nell'annata 2002/2003. Dopo essere rimasto diversi mesi lontano dai campi di calcio a causa di un infortunio (solo 5 gol in 24 presenze in campionato), Shevchenko conquista con il Milan la UEFA Champions League e la Coppa Italia. Nella stagione che sancisce il ritorno della squadra ai vertici del calcio continentale, Andriy segna il rigore decisivo nella finale di Champions giocata allo stadio Old Trafford di Manchester contro i rivali storici della Juventus. È stato il primo ucraino a vincere il trofeo. Tre giorni dopo Shevchenko conquista anche la Coppa Italia. Nell'agosto dello stesso anno vince la Supercoppa europea, grazie al suo personale gol di testa nella partita Milan-Porto giocata a Montecarlo e terminata con il risultato di 1-0 per i rossoneri.

    Nel 2003/2004 Andriy arricchisce il proprio palmares vincendo lo scudetto, cui si aggiunge la conquista del titolo di capocannoniere della serie A con 24 gol in 32 partite. Per il Milan è il primo titolo nazionale dopo 4 stagioni di diguno, per l'ucraino è il secondo successo nella classifica marcatori dopo quello conseguito nel 1999/2000. A coronamento di una stagione esaltante, nell'agosto 2004 Shevchenko vince anche la Supercoppa italiana, realizzando una tripletta nella vittoria del per 3-0 contro la Lazio.
    Nel dicembre 2004 Shevchenko vince il Pallone d'Oro come miglior giocatore europeo, dopo che a marzo 2004 era stato inserito da Pelé nella lista dei 125 migliori calciatori viventi. Sempre nel 2004 Shevchenko viene premiato con la più alta onorificenza dell'Ucraina, il titolo di Eroe di Ucraina, dall'ex presidente ucraino Leonid Kuchma.
    Nel 2004/2005 il Milan termina il campionato al secondo posto, anche grazie ai 17 gol di Shevchenko. Il giocatore segna anche 6 gol in 10 partite di Champions League 2005, competizione in cui il Milan raggiunge la finale contro il Liverpool. Gli ottimi risultati della stagione, però, sono dilapidati con un'incredibile sconfitta. Dopo che il Milan era in vantaggio per 3-0 alla fine del primo tempo, la partita contro gli inglesi finisce 3-3 dopo i tempi supplementari e si decide ai calci di rigore. Per uno strano scherzo del destino, come nella finale del 2003 è ancora Shevchenko a tirare il rigore decisivo. Questa volta, però, l'ucraino sbaglia e consegna la coppa agli avversari.
    Durante l'estate 2005 continue voci di calciomercato riportavano una presunta offerta di Roman Abramovich, proprietario del Chelsea, per strappare Sheva al Milan. Il magnate russo avrebbe offerto ai rossoneri 50 milioni di sterline e il cartellino di Hernán Crespo (già al Milan in prestito) pur di assicurarsi l'ucraino. Il Milan, però, rifiutò di riscattare Crespo dal Chelsea. Cionostante, nuovi rumors riferivano che Abramovich, determinato ad acquistare Shevchenko, avesse avanzato un'altra offerta record di 85 millioni di sterline e avesse proposto ad Andriy uno stipendio record di 225.000 sterline a settimana. Anche questa proposta è stata tuttavia respinta.

    Nella stagione 2005/2006 Shevchenko ha segnato 19 gol nelle 22 partite sinora giocate in campionato, cui si aggiungono 8 gol in 7 partite di Champions League. Il 23 novembre 2005, nella partita della prima fase contro il Fenerbahçe, Shevchenko ha segnato quattro gol, diventando il quinto giocatore dopo Marco van Basten, Simone Inzaghi, Dado Pršo e Ruud van Nistelrooy ad aver realizzato quattro reti in una partita della competizione. A febbraio 2006, nella partita contro il Treviso, Shevchenko è diventato il secondo miglior marcatore nella storia rossonera, dietro alla leggenda degli anni '50 Gunnar Nordahl.
    Il 12.05.2006 Sheva, dopo che Berlusconi aveva, come si dice in gergo, "messo la pulce nell'orecchio ai tifosi rossoneri" parlando con una scolaresca della volontà di Sheva di andare a giocare in Inghilterra, ha indetto una conferenza stampa dove ha confermato in buona sostanza che sta pensando di lasciare il Milan a fine stagione. Sheva ha precisato che la decisione non e' ancora sicura e che e' soprattutto sua moglie Kristen Pazik a spingerlo verso un trasferimento appunto in Inghilterra.

     

    Dopo un incontro durato piu di un'ora avvenuto in data odierna, 26 maggio 2006, Shevchenko e Galliani, amministratore delegato del Milan, hanno annunciato che Shevchenko non resterà al Milan.

    31.05.2006 Ufficiale: Shevchenko al Chelsea - L'ucraino ha siglato un quadriennale - Andriy Shevchenko è un nuovo giocatore del Chelsea. Dopo aver detto addio al Milan, il bomber ucraino si è sottoposto alla visite mediche nella giornata di mercoledì e ha siglato con i londinesi un contratto quadriennale. Le cifre dell'accordo non sono state rese note. "Sono giunto qui al momento giusto - le prime parole di Sheva - Lascio un grande club per andare in un altro. La Champions è un nostro obiettivo". E' stato il sito del Milan ad annunciare per primo l'accordo con il Chelsea, anche se i termini economici dell'operazione non sono stati resi noti (si parla di circa 50 milioni di euro). "L' A.C. Milan comunica di aver ceduto a titolo definitivo le prestazioni sportive del calciatore Andriy Shevchenko al Chelsea Football Club. L' A.C. Milan ringrazia Shevchenko, uomo e attaccante straordinario, per le molteplici emozioni trasmesse nelle sette stagioni in cui ha indossato la maglia rossonera. Le sue 173 reti - secondo cannoniere nella storia del Milan - hanno contribuito in maniera determinante alla conquista di uno scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa di Lega, una Champions League e una Supercoppa Europea".
    Il giocatore è sbarcato a Londra nella giornata di mercoledì, si è sottoposto a Stamford Bridge alle rituali visite mediche e ha siglato con i Blues un contratto di quattro anni. "Sono qui perché volevo provare l'emozione di giocare in Premier League - ha detto Sheva - Vengo da un grande club e arrivo in un altro grande club. Penso di essermi unito al Chelsea al momento giusto. La Champions League deve essere un obiettivo raggiungibile per la prossima stagione. Voglio vincere ogni partita che gioco". Sul nuovo tecnico Shevchenko ha avuto parole di stima. "Ho seguito la carriera di Jose Mourinho molto attentamente negli ultimi anni e sono stato subito impressionato da come allena - ha detto l`attaccante - Pone prima l`etica del gruppo all`espressione delle individualità, e questa credo sia la maniera giusta di allenare. Se fossero stati solo i soldi a spingermi, sarei rimasto a Milano. Ringrazio il Chelsea per aver concluso prima dei Mondiali, cosi` potrò andare in Germania con le idee ben chiare sul mio futuro`.  Il tecnico Mourinho punta molto su Sheva: "Oggi è il giorno in cui un sogno diventa realtà. Andriy è sempre stata la mia prima scelta per il Chelsea fin da quando sono arrivato. Prima non era possibile, adesso questo è realtà - ha detto il tecnico portoghese - Il Milan è un grande club, un grandissimo club, è stato difficile per loro lasciarlo andare".

    La Nazionale - Shevchenko ha esordito con l'Ucraina il 25 marzo 1995 a Zagabria nella partita Croazia-Ucraina 4-0, all'età di 19 anni e 177 giorni. Ha segnato la sua prima rete in nazionale nel maggio 1996, in un'amichevole contro la Turchia giocata a Samsun. Nel marzo 2000 Valeri Lobanovski diventa commissario tecnico dell'Ucraina, con il compito di qualificare la squadra ai Mondiali 2002. Shevchenko segna 10 gol nelle qualificazioni, ma laa sua squadra non riesce nell'impresa, perdendo lo spareggio contro la Germania (sconfitta che coincide con l'esonero di Lobanovski). Nell'ottobre 2005 l'Ucraina ottiene la sua prima e storica qualificazione ad un Mondiale (Germania 2006), vincendo il suo girone di qualificazione con sette vittorie, 4 pareggi e 1 sola sconfitta. Shevchenko è stato il capitano e il leader della squadra, segnando 6 gol dei 18 totali dell'Ucraina. L'attaccante potrà così partecipare per la prima volta ad una competizione per nazionali.

    Il Chelsea - Shevchenko si è unito alla sua nuova squadra dopo il Mondiale 2006. L'allenatore del Chelsea José Mourinho ha confermato che: «Shevchenko avrà la sua adorata maglia numero 7». Shevchenko debutta con il Chelsea nella partita valida per l'assegnazione della Community Shield, la Supercoppa d'Inghilterra, il 13 agosto 2006. A Cardiff realizza il gol dell'1-1 contro il Liverpool, che si aggiudica però il trofeo vincendo per 2-1.

    Mondiali 2006 -
    L'attaccante ha preso parte per la prima volta ad una competizione per nazionali. Nel torneo, Shevchenko ha realizzato 2 gol: contro l'Arabia Saudita e contro la Tunisia. L'Ucraina si è qualificata come seconda agli ottavi di finale, dove ha sconfitto la Svizzera dopo i calci di rigore. Nei quarti di finale è stata sconfitta per 3-0 ed eliminata dall'Italia.

    Stagione 2006/2007 - Sheva non ci impiega molto ad ambientarsi nella nuova realtà inglese. Peccato però che dopo 3 partite in Inghilterra abbiano già avuto il buon senso di criticarlo, dandogli del porta-sfortuna. In effetti potrebbe sembrare cosi: tre partite giocate (due di campionato e una di supercoppa) con due sconfitte nonostante due suoi gol.

     
     
    Curiosità
    Andriy ha sposato la modella statunitense Kristen Pazik in una cerimonia privata su un campo da golf a Washington nel luglio 2004. La coppia ha un figlio, Jordan, nato il 29 ottobre 2004. Shevchenko ha festeggiato l'evento il giorno dopo, segnando nella partita contro la Sampdoria (vinta in trasferta dal Milan per 2-1). Tra i suoi modelli calcistici ci sono Pelè, Zico, Platini, e Romário. Ammira anche la squadra della Dinamo Kiev che vinse la Coppa delle Coppe nel 1986. È un caro amico di Giorgio Armani, per il quale ha sfilato vestendo una giacca dello stilista. È stato proprio durante una festa successiva ad una sfilata di moda che Shevchenko ha incontrato la sua attuale moglie. Shevchenko e Armani hanno aperto insieme un Armani Store a Kiev. Tra i suoi soprannomi ci sono anche Vento di Passione (assegnatogli dal telecronista Carlo Pellegatti) e Re dell'Est (per la curva rossonera).

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    23/08/08 MILANO - Adriano Galliani è intervenuto alle 19.00 in diretta su Milan Channel su Sheva: "Dopo una serie di frenetiche telefonate durate per tutta la giornata odierna, abbiamo raggiunto l'accordo con il Chelsea. Andriy torna in rossonero, domani sarà a Milano, lunedì si sottoporrà alle visite mediche, poi firmerà il contratto e da martedì sarà a disposizione di Carlo Ancelotti. Siamo riusciti a riportare a casa il giocatore che negli ultimi 50 anni ha fatto più gol con la nostra maglia. Il presidente Berlusconi ed io siamo felici, lo è anche il nostro allenatore e credo debbano esserlo anche i nostri tifosi. Credo che il Milan sia l'unico Club al mondo ad avere tre Palloni d'oro in squadra. Sì, Andriy è tornato a casa e ne sono felice. Sono un tifoso del Milan e sono molto contento. Andriy l'ho sentito 48 volte nelle ultime tre ore... I contenuti dell'accordo sono molto riservati. Entro domani sera Andriy sarà a Milano e ricomincia la sua vita da giocatore del Milan. Andriy ha sbagliato ad andar via e credo che da due anni a questa parte abbia capito che questa è la sua casa. Adesso ha fatto i suoi sacrifici economici ma a questo punto l'unica cosa che conta è che lui torna con noi".

    31 July

    CLARENCE SEEDORF

     
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    Clarence Seedorf è uno dei calciatori più di successo al mondo. La sua storia, nonostante ciò, cominciò molto prima che lui raggiungesse quello status. Cresciuto in Suriname, egli apprese molto presto cosa significava sperare e sognare. Egli desiderava eccellere nello sport, malgrado gli avessero assicurato che non sarebbe mai riuscito a raggiungere i suoi obiettivi a causa dei suoi polmoni deboli. Con suo padre dall’altra parte dell’oceano in Olanda che lavorava per dare una vita migliore ai suoi cari, egli sognava l'abbraccio di un uomo troppo lontano per abracciarlo. Fu allora che egli iniziò a capire di essere un ragazzo fortunato. Attorniato da una famiglia affettuosa, fu ben nutrito ed ebbe opportunità davanti a lui…e capì che c’erano molti altri nel mondo che non le avevano. Attraverso una combinazione della sua determinazione e dinamismo, oggi Clarence è una fonte d’ispirazione per molti nel mondo. Fermamente convinto che gli atleti di massimo livello dovrebbero usare la loro figura per il bene della società, Clarence approda ad una serie di progetti che coincidono con la sua prospettiva, dinamismo, e senso del dovere sociale. Ed ha sempre creduto nei suoi mezzi. Per questo motivo, egli continua a dare se stesso – sul campo, fuori del campo e nella vita. Questo è ciò che rende Clarence Seedorf unico – la sua capacità e impegno di fare la differenza su larga scala, dentro e fuori del campo.
     

     

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    Clarence Clyde Seedorf irrompe sulla scena nei primi anni ’90 come centrocampista laterale destro nell’Ajax, in cui debutta ad appena 16 anni e 242 giorni. Ad oggi, resta il più giovane giocatore di sempre ad aver giocato nella prima squadra dell’Ajax. Da allora si è sempre distinto come la vera icona del calcio olandese ed internazionale. Emerso dai ranghi della leggendaria “Youth Academy” dell’Ajax, Clarence svolge un ruolo di primo piano nella squadra che vince il titolo Eredivisie nel 1993 e 1995, ed il suo contributo viene riconosciuto dai compagni, che lo votano miglior giovane emergente dell’anno sia nel 1993 sia nel 1994.

    Durante la stagione 1994/95, Clarence è un uomo chiave per l’Ajax che vince la Champions League, sconfiggendo il Milan, sua attuale squadra, per 1-0. Nell’estate del 1995, l’alto livello delle sue prestazioni durante tutto l’arco della stagione gli fa guadagnare il passaggio in serie A, nelle file della Sampdoria.
    Un anno dopo, nel 1996, si trasferisce di nuovo, entrando a far parte dei giganti spagnoli del Real Madrid. Durante la sua prima stagione al Bernabeu, aiuta la squadra a vincere di nuovo il titolo nazionale. La stagione seguente si laurea per la seconda volta campione d’Europa, battendo per 1-0 la Juventus in finale di Champions League. Le “Merengues” colmano così un vuoto durato 32 anni.

    Tra le varie imprese della sua carriera, Clarence annovera un gol incredibile da quasi 40 metri durante il derby contro i tradizionali rivali dell’Atletico Madrid. Proprio quel gol lo porta all’attenzione dell’Inter, squadra desiderosa di tornare ai fasti del passato, che lo ingaggia per la stagione 1999/2000. Clarence torna così in Italia, nelle file nerazzurre. Dopo due stagioni all’Inter, nel 2002 Clarence passa al Milan. La stagione seguente aiuta i rossoneri a sollevare la Coppa Italia per la prima volta dopo 26 anni. Ma si tratta solo del preludio ad un successo ancor più grande. Un mese dopo, porta nella sua bacheca personale il terzo titolo di Champions League, aiutando il Milan a superare la Juventus in una finale tutta italiana. In tal modo, diventa l’unico giocatore nella storia della competizione ad averla vinta con tre squadre diverse.

    Nella stagione 2003/04, Clarence svolge ancora una volta un ruolo fondamentale portando il Milan, dopo il successo in Champions, anche alla vittoria in campionato. Si tratta del quarto titolo nazionale per l’olandese, dopo due campionati vinti con l’Ajax ed uno con il Real Madrid. Nel luglio 2006, Clarence dismette la maglia numero 20 del Milan per indossare l’agognata numero 10. Il 12 novembre di quell’anno, le sue prestazioni gli fanno guadagnare la riconvocazione nella nazionale olandese.

    Il 2007 è un altro anno di trionfi per Clarence anche a livello di club, perché ancora una volta aiuta il Milan a conquistare la gloria in Champions League, questa volta battendo per 2-1 il Liverpool ad Atene. Tale vittoria porta a quattro la sua personale collezione di successi europei.Nella storia della competizione lo supera solo il suo compagno di squadra Maldini. Nel 2004, all’età di 28 anni, Clarence raggiunge un notevole risultato personale, ovvero la 73ma convocazione in nazionale, eguagliando il suo idolo dell’infanzia, Frank Rijkaard. Nel 2007 ricopre un ruolo fondamentale per la qualificazione dell’Olanda ad Euro2008. Con il 2008, raggiunge il totale di 86 convocazioni.

    Ad oggi, oltre ai suoi quattro titoli di Champions League, l’inesauribile bacheca di Clarence comprende due successi di Coppa del Mondo per Club, una Supercoppa europea, quattro titoli nazionali, due coppe nazionali, tre supercoppe nazionali…in sostanza, nessun altro giocatore olandese possiede un carnet di successi come il suo. Durante la cerimonia del 10° UEFA Club Football Awards, Clarence è premiato come “Miglior Centrocampista Europeo”. Lo stesso anno riceve il Premio Torretta come “Miglior Atleta Europeo”.

    La prova del ruolo ricoperto da Clarence a livello nazionale, sta nella sua presenza nella lista redatta dal leggendario Pelé, che lo ha incluso nel 2004 tra i 125 migliori giocatori viventi. La lista era stata commissionata dalla FIFA. Clarence Seedorf ha superato Frank de Boer come giocatore olandese dal più alto numero di partite per club giocate a livello europeo, raggiungendo quota 130 il 20 febbraio 2008, in occasione del match tra Milan e Arsenal.

     
     Con il rinnovo del contratto al Milan fino al 2011, ci sarà ancora molto da scrivere sulla storia di Clarence Seedorf…seguiamolo!
     
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    "Seedorf è uno dei calciatori migliori e più sottovalutati che
    l'Europa abbia visto negli ultimi quindici anni."
    Der Standard (quotidiano tedesco)


    "Perfetto, semplicemente perfetto. Ha il miglior punteggio: 10 ".
    Silvio Berlusconi, presidente del Milan


    "Seedorf è un campione di caratura internazionale.
    In questo momento non c'è nessuno che regga il confronto ".
    Sir Alex Ferguson, allenatore del Manchester United


    "Per il Milan è essenziale che Clarence giochi. Con lui in campo siamo al massimo livello.
    E’ stato incredibile contro il Bayern Monaco [nel 2007, quarti di finale di Champions League
     e contro il Manchester United [in semifinale] è stato assolutamente fantastico.
    Se uno riesce a fare questo, allora è un grande giocatore ".
    Kaka, compagno di squadra nel Milan e Miglior Giocatore Mondiale FIFA nel 2007


    “Clarence, hai ragione. Tu sei il vero n. 10” .
    Zvonimir Boban, ex giocatore del Milan

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    LO SAPEVI CHE...?

    Nel 2004, il mitico Pelè ha inserito Clarence nella sua lista dei 125 migliori calciatori ancora in attività. La lista era stata commissionata dalla FIFA.

    Clarence ha fatto il suo “debutto” in una finale europea nel lontano 1992, all'età di 16 anni… come raccattapalle! La partita in questione è stata quella interna tra Ajax e Torino valida per la conquista della Coppa UEFA. "Ero molto emozionato dall’atmosfera che si respirava nello stadio", ricorda Clarence. "E 'stato un onore essere un raccattapalle, soprattutto in una finale europea."

    Clarence ha due fratelli più giovani, Chedric e Jürgen che hanno anche loro iniziato nel vivaio dell’Ajax e sono diventati calciatori professionisti. Chedric milita attualmente nella squadra dell’Ostenda, Rahmlee gioca nel Den Bosch in Olanda e Jürgen, che ha giocato nell’Ajax, NAC Breda e Graafschaap, adesso è un musicista professionista. Il cugino di Clarence, Stefano, anche lui calciatore professionista, ha iniziato con l'Ajax e attualmente milita nel Veria FC in Grecia. 

    Il suo goal preferito è quello con la maglia del Real Madrid contro l'Atletico Madrid nel 1997

    Il suo eroe preferito è Nelson Mandela. Ho avuto il privilegio di incontrarlo di persona e spero di collaborare con lui in maniera più stretta in futuro.
     

    PASSATEMPI PREFERITI: Trascorrere bene il tempo con mia moglie e i miei figli. Apprezzo molto le opportunità che abbiamo per condividere i momenti di gioia che aiutano la mia testa a distrarsi dalle responsabilità quotidiane con il Milan e i tifosi. Per me è meraviglioso veder crescere i miei figli e cerco di essere d’esempio per loro. D’altro canto, i miei figli e i bambini in genere, mi insegnano anche di più di quanto io abbia insegnato loro. Attraverso le domande difficili e innocenti che mi fanno, stimolano continuamente la mia creatività e mi aiutano a prendere le migliori decisioni possibili per il loro futuro e il loro bene. In pratica, i bambini tirano fuori il meglio di me stesso!! 

    MUSICA PREFERITA: Mi piace la musica che si ricollega alle mie radici latine e africane, i suoni e i ritmi che attraggono il mio lato migliore! Ma sono molto aperto a tutti i generi musicali – dallo zen alla musica classica al rock. L’unico genere che non mi piace è la musica techno. 

    LIBRO PREFERITO: Mi piace qualunque libro che mi aiuti a comprendere meglio la gente, che mi porti più vicino ai loro problemi, alle loro difficoltà e alle loro coscienze. Mi piace leggere di spiritualità, psicologia e crescita personale.

    29 July

    ALEXANDRE PATO

     

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    Alexandre Rodrigues da Silva detto Pato è nato a Pato Branco il 2 settembre 1989, che significa papero bianco e da cui prende quindi il suo soprannome. Il suo piede preferito è il destro ma usa il sinistro con disinvoltura e potenza. Pato inizia sin da piccolo a giocare a calcetto. Presto le sue abilità divengono note in tutto lo Stato del Paraná. Nel 2000, quando Alexandre si sottopone a radiografia per un osso rotto, viene individuato un tumore che i medici fortunatamente rimuovono. Nel 2002 si trasferisce a soli 13 anni a Porto Alegre, Rio Grande do Sul, per entrare nelle giovanili dell'Internacional. Dopo aver firmato un contratto che aumentò il salario di Pato da 3.000 a 25.000 real, esteso fino al 2009 con una clausola rescissoria di 20 milioni di dollari, Pato fu considerato finalmente pronto a debuttare nel Brasileirão.
    Pato esordì contro il Palmeiras il 26 novembre 2006 segnando una rete, colpendo una traversa e fornendo 3 assist ai suoi compagni.
    Nel dicembre 2006 si mostra al mondo con la sua prima squadra, l'Internacional di Porto Alegre, conquistando il mondiale per club e la Toyota Cup e diventando col suo gol in semifinale il più giovane marcatore della competizione, a soli 17 anni e 102 giorni, battendo il precedente record che apparteneva a Pelè. Ha partecipato ai mondiali under-20 in cui ha realizzato 5 reti.

    Il Milan per acquistare il giocatore ha speso la cifra di 22 milioni di euro, record storico per un giocatore minorenne. Al suo debutto in amichevole contro la Dynamo Kiev segna il suo promo gol nel Milan. Aspettando il mese di Gennaio 2008 per poter finalmente scendere ufficialmente in campo si allena e fa crescere l'attesa nei suoi confronti. Attesa che viene pienamente ripagata il 13 Gennaio 2008, quando viene mandato in campo come titolare nella 17^ giornata di Serie A contro il Napoli, ed ancora una volta segna al debutto. Altri 2 gol contro il Genoa ancora a S.Siro il 27 Gennaio 2008, mentre sembra soffrire le trasferte.  Si sblocca però a Firenze nell'importante partita contro la Fiorentina il 3 febbraio 2008, entra al posto di Seedorf e segna l'1-0 decisivo. Purtroppo subito dopo si infortuna: distorsione alla caviglia, per fortuna i legamenti non sono toccati.  Rientra a Londra contro l'Arsenal, per il debutto in Champions League, in campo dal primo minuto il 20 febbraio '08.

     

    L'INTERVISTA

    Che Pato ritroveranno i tifosi del Milan? «Il solito ragazzo semplice, questo è sicuro: non sono mica cambiato. Però sono cresciuto, ho imparato che cosa significa giocare a calcio in Italia e posso garantire che migliorerò. Non avete ancora visto il vero Pato».

    Quali difficoltà ha incontrato? «La più dura da affrontare è stata di natura tecnica. In Brasile io ero abituato, da attaccante, a scattare sempre in profondità in attesa del lancio di un compagno. Qui no, Ancelotti mi chiede un movimento diverso: devo andare incontro al pallone e poi correre nello spazio. Adesso ho imparato, era ora...».

    Lo sa che Ancelotti pensa di insegnarle a fare la prima punta? «Benissimo, sono pronto. Se lui mi vede così, io non ho problemi. Sono giovane e ho voglia di apprendere tante cose, tanti segreti. Ho segnato 9 gol in metà campionato, ma so che posso fare di più. Molto di più».

    E' una promessa? «Lo è. Io sono contento di come sono andate le cose alla prima stagione in Italia, però il Milan non è riuscito a centrare la qualificazione in Champions League e questo mi ha fatto molto arrabbiare. Ora voglio aiutare la squadra a tornare in quella competizione, è il mio chiodo fisso».

    Più forte Dinho o Kakà? «Tutt'e due sono importanti per il Milan, però sono diversi come tipo di gioco. Ronaldinho sta più sull'esterno. Kakà e Dinho ai lati, palla per me: gol! Facile no?».

     

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    16 July

    RONALDINHO

     
    Ronaldo de Assis Moreira Gaucho

     
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    Nome: Ronaldo de Assis Moreira Gaucho Ronaldinho
    Data di nascita: 21 marzo 1980
    Luogo di nascita: Porto Alegre Brasile
    Ruolo: Attaccante
    Altezza: 182 cm
    Peso: 76 kg
    Piede preferito: destro

    Ronaldinho, noto anche per i suoi caratteristici denti in fuori, ha iniziato la sua carriera professionistica in Patria con il Gremio Football Porto Alegrense. In quattro anni ha disputato 36 partite di campionato e messo a segno 13 gol. Nel 2001 si è trasferito tra le polemiche ai francesi del Paris Saint-Germain. 2002: La sua permanenza a Parigi non è stata caratterizzata da grandi conquiste in quanto a trofei. Ronaldinho è stato però di gran lunga il miglior giocatore di un PSG piuttosto mediocre.  In due stagioni nella capitale francese ha disputato più di 50 partite e messo a segno 17 reti. Nel luglio 2003 Ronaldinho diventa l'acquisto più costoso del Barcellona che per lui sborsa 30 milioni di euro dopo trattative molto laboriose.

    Il notevole investimento del club catalano si è comunque rivelato più che positivo. Nella sua prima stagione in Spagna il brasiliano ha messo a segno 22 reti, trascinando il Barça al secondo posto nella Liga. Nell'estate 2004 ha firmato un nuovo, e migliore, contratto con una clausola rescissoria che sarebbe pari a 150 milioni di euro. Nella stagione 2004/05 viene votato Miglior Giocatore FIFA dell'Anno e delizia gli spettatori in Champions League con una fantastica rete all'ultimo minuto contro il Milan. La fase a giorni viene quindi superata in bellezza. Agli ottavi pero, nonostante un  gol impossibile segnato contro il Chelsea l'8 marzo, il Barça conclude il suo cammino in coppa a causa del risultato complessivo di 5-4 per gli inglesi. I blaugrana si consolano comunque con la conquista del campionato spagnolo.

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    Protagonista di brillanti prestazioni alla Coppa Giovanile FIFA del 1997 e capocannoniere alla Coppa delle Confederazioni FIFA del 1999, l'attaccante brasiliano ha consentito alla sua nazionale di qualificarsi di misura per la fase finale della Coppa del Mondo FIFA 2002. Al torneo in Corea/Giappone è stato eccezionale, andando in gol contro la Cina e mettendo a segno la rete della vittoria contro l'Inghilterra nei quarti di finale con gran tiro di punizione. Ha contribuito in maniera determinante alla conquista del quinto titolo mondiale. Non è stato impiegato nella Coppa America 2004 ma è stato tra i protagonisti della qualifcazioni alla Coppa del Mondo 2006. Ha segnato nella finale di Confederations Cup 2005 in cui il Brasile ha sconfitto l'Argentina per 4-1. Considerato uno dei giocatori più entusiasmanti e pericolosi, Ronaldinho è altrettanto bravo come suggeritore o come goleador, può giocare in qualunque ruolo dell'attacco ed è pericolosissimo sui calci di punizione.
    Il 17 maggio 2006 ha vinto con il Barcellona la Coppa dei Campioni battendo in finale l'Arsenal.

     

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    Ronaldinho è un giocatore del Milan: l'asso brasiliano lascia gli spagnoli del Barcellona e firma un contratto con i rossoneri valido fino al 30 Giugno 2011. E' andata così in porto una trattativa lunga e più volte sembrata per sfumare nonostante la volontà dell'attaccante e del Milan di giungere ad un accordo. Il Barcellona ha infatti mollato la presa per una cifra che, secondo le indiscrezioni, si aggirerebbe intorno ai 20 milioni di euro, più eventuali incentivi in base ai risultati ottenuti dalla squadra. Nulla da fare per il Manchester City, la cui offerta sarebbe stata superiorie a quella formulata dai rossoneri, ma non tale da convincere Ronaldinho ad accettare la scommessa inglese. Ora la prassi vuole che ''Dinho'' si sottoponga alle visite mediche, poi sarà a tutti gli effetti un giocatore rossonero. I tifosi non vedono l'ora di ammirarlo al fianco di Kakà per quello che sarà un Milan a tutto samba.

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    Mondiali 2006

    Non è riuscito ne a segnare ne a lasciare il segno nell'ultima edizione dei Mondiali di calcio Germania 2006, dove il suo Brasile è uscito, contro ogni pronostico, ai quarti contro la Francia.

    Carriera da giocatore

    Grêmio (1998-2001)
    Paris Saint-Germain (2001-2003)
    Barcellona (dal 2003)

    Successi internazionali

    Campione del mondo juniores 1997 
    Coppa América 1999
    Coppa del Mondo 2002
    Confederations cup 2005

    Successi con la propria squadra

    Campionato Gaúcho 1999 e 2001 (Grêmio)
    Liga spagnola 2004-2005, 2005-2006 (Barcellona) Supercoppa spagnola 2005-2006,  
    2006-2007 Coppa dei Campioni 2006 (Barcellona)

    Trofei personali


    Capocannoniere della confederations cup 1999
    Miglior giocatore della confederations cup 1999
    Miglior giocatore straniero nella Liga spagnola '04
    Miglior attaccante d'Europa 2004/2005
    Miglior giocatore della Champions League '06
    FIFA World Player 2004 e 2005 
    Pallone d'oro 2005

    Lo sapevi che..?

    Nel marzo 2004, mentre girava uno spot televisivo, Ronaldinho ha rotto una finestra della cattedrale di Santiago de Compostela, costruita nel dodicesimo secolo.

     

    Effetto Ronaldinho sui tifosi: 3000 abbonamenti in un'ora!

    Non e' ancora arrivato a Milano, non ha firmato il contratto, non ha nemmeno effettuato le visite mediche.

    Ma al Milan e' gia' effetto Ronaldinho. I tifosi del Milan non se lo sono fatti dire due volte e di primo mattino si sono affrettati ad accaparrarsi un posto fisso allo stadio Meazza per la prossima stagione: 3.000 nuovi abbonamenti in poco meno di un'ora.

    E sono previsti numeri in impennata appena il brasiliano sara' ufficializzato. Nel frattempo centinaia di tifosi lo aspettano al centro sportivo di Milanello, mentre altri si stanno radunando all'aeroporto della Malpensa, dove il giocatore atterrera' intorno alle 12:15.

        

     

    13 July

    FONDAZIONE MILAN

     
    DESTINAZIONE CINQUE PER MILLE A FONDAZIONE MILAN

    Indicare il Codice Fiscale è fondamentale perché, altrimenti, le risorse verranno suddivise tra tutti gli enti beneficiari e non unicamente alla nostra Onlus:

    il Codice Fiscale di FONDAZIONE MILAN è 97340600150

      

    Anche quest’anno la Legge Finanziaria (Legge 24/12/2007, n° 244, art. 3, commi da 5 a 11) prevede la possibilità di destinare il Cinque per Mille dell’IRPEF alle organizzazioni non profit. Anche Fondazione Milan, in quanto Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS) è stata inserita nell’elenco dei destinatari di questo provvedimento.

    Da ormai cinque anni Fondazione Milan è attiva in Italia e all’estero per soddisfare i bisogni primari e per realizzare pienamente i diritti fondamentali della persona nei settori dell’assistenza sociale, dell’istruzione, della formazione e dell’avviamento allo sport. I 253.031,22 Euro destinati lo scorso anno dal Cinque per Mille testimoniano la grande stima verso l’operato della nostra Onlus. Riteniamo che il contributo di ciascuno sia fondamentale. Il Cinque per Mille non è una tassa in più e non costa nulla: sei Tu che puoi decidere liberamente a chi destinarlo. La norma, inoltre, non è sostitutiva dell’Otto per Mille, che rimane in vigore. Qualora fossi intenzionato/a a devolvere il Tuo Cinque per Mille a Fondazione Milan, Ti sarà sufficiente indicarlo nella dichiarazione dei redditi 2007. I modelli CUD, 730 e UNICO contengono uno spazio dedicato al Cinque per Mille in cui occorre apporre la propria firma nella prima sezione (quella relativa al "Sostegno del volontariato…") e indicare il codice fiscale di Fondazione Milan.

    Il Cinque per Mille non costa nulla, ma può dare molto e può davvero fare la differenza a livello di quantità dei progetti sostenuti e qualità degli aiuti garantiti. Per questa ragione è importante che il presente messaggio sia recepito da quante più persone possibile: Ti chiedo pertanto di farTi promotore presso amici e conoscenti, di fede rossonera e non, di questa possibilità legislativa che già lo scorso anno ha riscontrato un forte apprezzamento tra i contribuenti. Ti ricordo infine che sul sito di Fondazione Milan (www.fondazionemilan.org) sono disponibili tutte le informazioni necessarie per la destinazione del Cinque per Mille, oltre alla documentazione inerente i progetti che in questi anni, e ancora oggi, hanno visto e vedono impegnata la nostra Onlus.

                                                                                                                                                                                            (Fondazione Milan - Onlus)

    12 June

    GIANLUCA ZAMBROTTA

     

    Gianluca Zambrotta è un nuovo giocatore del Milan. Il terzino, che si appresta a disputare gli Europei con la Nazionale azzurra, lascia il Barcellona e va a rinforzare la difesa rossonera.


      

    Nato a Como il 19 febbraio 1977, il neo terzino rossonero muove i primi passi da calciatore nella sua città natale. Utilizzato inizialmente come esterno di centrocampo, Zambrotta fa il suo esordio nel calcio professionistico a 17 anni, nel Calcio Como, dove gioca per tre stagioni, dal 1994 al 1997, in serie B e C1.

    L'esordio in serie A risale al 31 agosto 1997, dopo il suo passaggio al Bari, contro il Parma. La militanza in Puglia dura due anni, durante i quali Zambrotta totalizza 59 presenze e segna 6 gol. Poi, nel '99, il passaggio alla Juventus: qui Marcello Lippi lo sperimenta come terzino sinistro e la scommessa si rivela vincente, tanto che Zambrotta si afferma rapidamente come uno dei migliori interpreti di quel ruolo a livello mondiale. Con la maglia bianconera disputa sette stagioni. Nell'estate 2006, dopo il caos di Moggiopoli, lascia l'Italia e approda nel Barcellona di Frank Rijkaard. Il tecnico dei blaugrana lo impiega prevalentemente come terzino destro. In totale con gli spagnoli Zambrotta ha disputato 58 gare e segnato 3 gol.

    Titolare della Nazionale italiana, con la maglia azzurra Zambrotta ha collezionato 71 presenze (2 gol). L'esordio in Nazionale maggiore avviene il 10 febbraio 1999 in Italia-Norvegia 0-0. Zambrotta ha partecipato ai Mondiali del 2002 e del 2006, e agli Europei del 2000 del 2004. Nel 2006 si laurea campione del mondo in Germania. Con lui, 5 milanisti: Gattuso, Pirlo, Inzaghi, Nesta e Gilardino, più Oddo che sarebbe diventato rossonero dopo pochi mesi. Il suo contributo alla conquista della Coppa del Mondo è fondamentale, tanto che la Fifa lo elegge uno dei giocatori migliori del torneo. Segna anche un gol nel quarto di finale Italia-Ucraina ed è l'autore dell'assist del 3-0 finale a Toni. Memorabile anche la traversa colpita nei supplementari contro la Germania. Oltre alla vittoria arriva per lui un riconoscimento particolare: la Presidenza onoraria del Como Calcio.

    Nella sua personale bacheca, Zambrotta vanta: con la Juve, gli scudetti del 2002 e 2003 (oltre a quello del 2005 revocato dalla giustizia sportiva e del 2006 assegnato all'Inter), e due Supercoppe italiane (2002 e 2003); in maglia bianconera perde ai rigori la finale di Champions League a Manchester contro il Milan nel 2003; con il Barcellona vince una Supercoppa di Spagna. E, ovviamente, la Coppa del Mondo con la Nazionale.

    In questi giorni, Gianluca Zambrotta si prepara ad affrontare l'avventura europea in Austria e Svizzera con la maglia azzurra.

     

    11 June

    BENVENUTO LUCA!

     

    Luca Celico Leite

    Fiocco azzurro in casa Milan: tantissime congratulazioni a Ricky Kaká e alla moglie Caroline Celico! E' nato infatti la notte del 10 giugno, all'1.05, il piccolo Luca Celico Leite, primogenito della coppia. Il bimbo, 3,6 Kg e 51 cm al momento della nascita, sta bene, così come la mamma. Ai neo genitori i più sentiti e affettuosi auguri da parte di tutti i milanisti per il lieto evento.
    Benvenuto Luca! Da oggi il Bambino d'oro sei tu. Il tuo papà lo era, ma adesso è cresciuto. Congratulazioni!

    IL PICCOLO LUCA CELICO LEITE, CON MAMMA E PAPA'

     
    19 May

    STAGIONE 2007/08

     

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    STAGIONE 2007/2008

    Interviste di fine stagione - Il punto di Simone Cuore Rossonero - I vostri commenti

    CLARENCE SEEDORF: "Siamo giunti all'ultima partita di questo campionato, oggi abbiamo fatto il nostro dovere e siamo soddisfatti di avere concluso la stagione in questo modo. Soprattutto nel girone di ritorno la squadra ha lavorato molto bene,abbiamo avuto qualche difficoltà nel girone di andata. Un po' di rammarico c'è, ma c'è anche la consapevolezza che per molto tempo questo Milan è stato ad altissimi livelli e fino a due anni fa anche in campionato. Personalmente sono soddisfatto di essere riuscito a realizzare due gol nelle ultime due giornate e di avere raggiunto anche quest'anno quota dieci gol. Voglio crescere in continuazione a livello personale in modo da poter dare sempre il mio contributo alla squadra. Oggi mi sono divertito molto con i miei compagni e devo ringraziare tutto il gruppo, in particolare Serginho e Cafu perchè per me sono stati due compagni speciali e mi mancheranno davvero tanto.Ringrazio tutto l'ambiente che ha dimostrato di saper accettare anche le sconfitte dando una dimostrazione di umiltà che il prossimo anno ci permetterà di fare bene. Oltre alla società un ringraziamento speciale va anche al nostro allenatore che ha dimostrato di saper gestire al meglio lo spogliatoio anche con personalità più difficili. Questo matrimonio che unisce la società, il tecnico e i giocatori, spero non si sciolga mai perchè questo 'triangolo' ci ha permesso di toglierci tante soddisfazioni. Anche i tifosi hanno dimostrato di sostenerci in ogni circostanza facendo vedere quanto siano legati ai colori di questa maglia e ci tengo a ringraziarli. Per il prossimo anno credo che per la società possa essere fondamentale avere la possibilità di poter gestire due giocatori per ogni ruolo."

    MARCOS CAFU: "Oggi per me è stata una giornata bellissima e San Siro mi ha regalato un'emozione pazzesca, solo noi che lasciamo questa maglia e questo ambiente sappiamo cosa abbiamo provato. E' stata una giornata di festa, peccato per la Uefa, ma la squadra ha vinto ed è stata una grande festa. Andare via è sempre triste, lascio comunque una squadra serena, un gruppo di ragazzi squisiti. Adesso il Milan dovrà puntare tutto sul campionato senza comunque tralasciare la Coppa Uefa."

    ADRIANO GALLIANI: "E' stata una giornata particolare, in bilico fino all'ultimo, devo dire che per qualche minuto ci ho creduto alla possibilità di entrare in Champions League. Ci dispiace ma rimaniamo sereni, questa è l'alternanza di ogni grande competizione sportiva, si vince e si perde. Adesso ripartiremo e nella prossima stagione avremo come obiettivo primario lo scudetto. E' stata un'annata da archiviare non come fallimentare, siamo Campioni del Mondo e abbiamo vinto la Supercoppa Europea. Non ci sono particolari rammarci anche se è vero che le partite casalinghe perse con Atalanta e Sampdoria hanno compromesso il nostro obiettivo. In questo senso però va ricordato che nel girone di ritorno il Milan in qualcosa come 21 partite ha totalizzato 42 punti, una media di 2 a gara, in pieno ritmo Champions. Noi prima di dicembre avevamo come obiettivo primario il Mondiale per Club e il risultato è stato raggiunto, ecco in quel periodo noi abbiamo faticato parecchio in campionato e probabilmente perso punti decisivi. Come già detto nel calcio le sconfitte ci stanno, noi sapevamo che per raggiungere la Champions League nelle ultime giornate avremmo dovuto raccogliere 5 vittorie, ne abbiamo vinte 4 e persa una, nel calcio come detto ci può stare".

    "Da domani inizieremo a pianificare la prossima stagione e inizieremo a pensare al mercato. L'obiettivo non è certo quello di smantellare ma di rinforzare una squadra che possa tornare a competere in Europa e in Italia. Abbiamo parecchio tempo per lavorare in questo senso, la prima partita ufficiale della prossima stagione sarà il 31 Agosto e il giorno dopo chiuderà la prima sessione di mercato. I primi 12-13 giocatori non partiranno, io credo che per vincere si debba allestire una rosa ampia capace di creare una cocorrenza di livello con ricambi di pari qualità. Gattuso? Domani incontrerò Rino e ascolterò le sue eventuali perplessità e poi con estrema onestà riporterò la situazione. I nostri tifosi comunque devono rimanere sereni, come spesso ho già detto finchè il primo tifoso del Milan sarà Silvio Berlusconi, questa squadra competirà sempre ad altissimi livelli".

    "Pato? Ultimamente su di lui sono stati fatti alcuni giudizi affrettati, lui è un ragazzo di 18 anni nel quale noi crediamo tantissimo, crescerà e migliorerà ancora ma lui è più che un semplice progetto di campione".

    "L'Inter? Ha vinto lo scudetto meritatamente ma non provo un complesso di inferiorità nei confronti di questa squadra. Ricordo a tutti che nella passata stagione i nerazzurri sono stati Campioni d'Italia e noi Campioni d'Europa, quest'anno loro si sono ripetuti in Italia e noi siamo diventati Campioni del Mondo. Io non voglio assolutamente sminuire nessuno, ci mancherebbe, ma la mia personalissima opinione è che non baratterei mai due scudetti con una Champions League e un titolo Mondiale".

    CARLO ANCELOTTI "Si è chiusa una giornata non esattamente come volevamo, purtroppo la nostra vittoria con l'Udinese non è bastata. Adesso abbiamo l'obbligo di ripartire per essere nuovamente competitivi, stimolati e vogliosi. Il nostro obiettivo principale per la prossima stagione sarà certamente il Campionato, faremo tutto il possibile e il necessario per raggiungere questo obiettivo. In Europa invece ripartiremo dalla Coppa Uefa, un trofeo che il Milan non ha mai vinto e dunque credo che potrebbe diventare stimolante cercare di vincere anche in questa competizione. Arriveranno certamente volti nuovi e saranno necessari per aiutarci ad essere competitivi. In Coppa Uefa per esempio si giocherà il giovedì e noi per essere al meglio in Campionato avremo certamente bisogno di ruotare i giocatori. In ogni caso c'è tempo per lavorare con serenità sul mercato, abbiamo tempo fino al 31 agosto"

     

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    IL PUNTO SULLA STAGIONE

    La Supercoppa Europea.. Il tetto del mondo.. L'eliminazione in Champions.. La qualificazione in UEFA.. Forse se invertiamo l'ordine di questi eventi possiamo renderci conto che stiamo commentando una stagione tutto sommato positiva. Sicuramente le delusioni, in questa seconda parte di stagione, che hanno toccato noi tifosi, hanno in qualche modo allontanato quell'entusiasmo, hanno coperto quella fierezza dell'essere campioni del mondo... Io penso invece che per commentare questa stagione occorre richiamare quelle emozioni che i campioni rossoneri ci hanno regalato; un club giunto sulla vetta dell'olimpo non può considerare la stagione fallimentare.. Per puntare nuovamente a questo grande traguardo bisogna oramai ripartire da zero, riportando magari l'immagine rossonera al primo posto in Italia, cercando quella continuità della squadra che tanto, soprattutto a noi tifosi, è mancata in questa stagione; ritrovare quell'equilibrio ideale per competere poi in campo internazionale.. Fondamentale sarà la campagna acquisti per ritrovare la splendida armonia di questa squadra che ha sempre regalato tanto e regalerà tanto a noi tifosi.. Voi cosa ne pensate? ..che campagna acquisti consigliereste? In attesa delle vostre considerazioni.. FORZA MILAN!

    (Simone, Cuore Rossonero)

    18 May

    4 VOLTE CAMPIONI DEL MONDO

     
    4 VOLTE CAMPIONI DEL MONDO

     
     

    Coppa Intercontinentale, dicevano una volta. Si giocava in una sfida andata-ritorno sui due continenti, e le battaglie in terra sudamericana erano davvero sfide all’ultimo sangue. Confronti diretti col caliente e battagliero spirito di indiavolati argentini, brasiliani e compagnia cantante. Poi la sfida passò sotto lo sponsor Toyota, e per anni è stato una sfida unica in campo neutro, in Giappone. Dall’anno scorso siamo passati al “Mondiale per club”, che ospita le vincenti delle Champions League di ogni continente, e non più solo di quelli più avanzati (calcisticamente), Europa e Sudamerica. Un mini torneo in cui i detentori di Championse Libertadores giocheranno al massimo due gare, partendo direttamente dalla semifinale.

                   

    LE PRIME BATTAGLIE

    Il Milan ci arriva la prima volta nel 1963, contro il Santos di Pelè che vince 4-2 in casa. Ispirati da un gran Lodetti, il mediano dal cuore d’oro, i rossoneri ribaltano tutto a Milano: 4-2 e si gioca la bella. L’arbitro argentino (e ciò ingrandisce lo scandalo) Brozzi favorisce spudoratamente i bianchi brasiliani, e la Coppa vola verso il Carnevale. Rabbiosi e vogliosi di rivincita, i rossoneri si ripresentano alla doppia sfida nel 1969. Gli argentini dell’Estudiantes, piegati a Milano (2-0), a La Plata la buttano in rissa. L’arbitro lascia fare, loro pestano tutto e tutti, a sangue. In particolare il francoargentino Combin, accusato di tradimento: la sua divisa bianca diventa rossa sotto i colpi degli indegni rivali dei rossoneri. Nell’intervallo qualcuno pensa all’abbandono, ma capitan Rivera dice “no, si torna in campo”. Il Milan perde 2-1 e ipoteca il trofeo. Ma i guai continuano: Combin è arrestato per renitenza alla leva, ma in realtà il militare l’aveva fatto in Francia. Anche qui Rivera ordina: “l’aereo non parte finchè non rilasciano Nestor”. Così fu. Il ritorno a casa, con la coppa e le cicatrici, fu un moto d’orgoglio dopo una vera battaglia.

     

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    I SUCCESSI SACCHIANI

    Vent’anni dopo il Milan ritorna in Intercontinentale e trova la sfida unica in Giappone. Contro i colombiani dell’Atletico Nacional de Medellin del folcloristico portiere Higuita è una noiosissima battaglia a scacchi, che si prolunga in ‘120 di statici supplementari. A pochi secondi dai rigori, una punizione-siluro di Chicco Evani sblocca la gara e riporta i ragazzi sul tetto del mondo. L’anno dopo i rossoenri piegano i modesti paraguaiani dell’Olimpia Asuncion. Van Basten ispira il 3-0, fornendo 2 assist ad un Rijkaard scatenato e colpendo un palo che consente alla riserva Stroppa di sigillare il match. E’ la terza intercontinentale.

     

    QUARTO TITOLO MONDIALE

    YOKHOAMA Il Milan è campione del Mondo, i rossoneri salgono sull'Olimpo del calcio planetario dando una lezione di calcio al Boca Juniors. Una partita grandiosa dei Ragazzi porta il diciottesimo alloro internazionale, che vuol dire palma di più titolata società del panorama mondiale. Un brivido, una galoppata aperta dal gol del solito Pippo Inzaghi, il rapace bomber di mille sogni rossoneri, l'uomo delle finali, l'unico uomo della storia ad aver segnato in tutte le competizioni internazionali. Dopo il pareggio lampo di Palacio i rossoneri non perdono la strada e anzi mettono sempre più sotto la corazzata argentina, vedetta di lusso del funambolico calcio sudamericano. E' addirittura un'incursione dell'imponente Sandro Nesta a valere il 2-1, immolando nell'eternità la grandezza di Tempesta Perfetta. Poi i ragazzi di Ancelotti hanno addirittura dilagato, prima con Kakà (a coronazione del suo fresco pallone d'oro) e poi ancora con l'assatanato Inzaghi, che chiude un cerchio di dolci vendette e lucenti vittorie iniziato col Liverpool e proseguito, appunto, col Boca. Paolo Maldini alza la coppa fastoso, epico, sfavillante di gloria: l'aveva vinta 2 volte e poi sognata per anni, sfiorata ed ora la riassapora con passione, dopo aver prolungato la carriera apposta per tornare a cingere il mondo nelle sue mani!

    LA PARTITA Nesta e Kaladze presidiano la difesa, completata dal solido Bonera a destra e dall'eterno Capitano a sinistra. Pirlo in regia scortato da Ambrosini e Gattuso, con Kakà-Seedorf sulla trequarti e lo squalo Inzaghi di punta. Il Milan annulla presto il Boca, squadra fisica e volenterosa, sommergendolo con la sua classe infinita. I rossoneri partono col piglio giusto, ispirati da un Kakà devastante che guida un'offensiva per vie centrali. Gli argentini marcano a uomo e sembrano solidi, inizialmente; dopo un'occasione letale di Inzaghi e un brivido Dida, Ancelotti sposta Kakà più avanzato lasciando in regia Seedorf, e il Milan trova il vantaggio: ennesima percussione di Kakà, che nella confusione da marcatura trova lo spiraglio per servire ilcondor Inzaghi, che infila di piatto: 1-0. La gioia viene però spenta dal pari immediato di Palacio, che svetta in una difesa immobile realizzando l'1-1: nei rossoneri albeggiano gli spettri del 2003, quando Donnet pareggiò all'istante la rete di Tomasson. Il Milan sfrutta poco le fasce, dove deve più che altro arginare le folate boquensi; la ripresa rossonera si apre con promettenti squilli di tromba, con i Ragazzi determinati e grintosi. Più veloce e ordinato, il Milan è più coperto sulle fasce, con un Maldini strepitoso per esuberanza, precisione, tecnica; con la spinta di un Seedorf più convincente e con le magie di Kakà. Gli argentini arretrano e i rossoneri colpiscono: punizione di Pirlo, palla sfiorata in mischia da Ambrosine e bolide di Nesta, che si scaglia sulla sfera infilando sotto la traversa il 2-1: tripudio. E' il gol più importante della carriera per Tempesta Perfetta, il sesto in rossonero. Il Boca reagisce scoprendosi, ma dopo un palo di Ibarra è travolto dall'onda rossonera. Kakà è travolgente, ed è proprio lui che mette lagara sul binario definitivamente vincente: il brasiliano scende potente e leggero sulla sinistra, penetra in area e da posizione angolata mette la sua firma sulla finale. 3-1 ed entusiasmo alle stelle. Ancelotti sostituisce con Emerson un Gattuso esausto, in tempo per assistere all'ennesimo capolavoro di Kakà che dopo avere ubriacato il Boca mette in mezzo all'area per Inzaghi. Superpippo non si lascia scappare la grande occasione e con la sua doppietta fissa il 4-1. La gara è agli sgoccioli, ma si trova ancora come vivacizzarla. Kaladze è espulso per un'entrataccia, il Boca accorcia con una conclusione sfortunatamente deviata da Ambrosini (4-2) e finisce anch'esso in dieci uomini dopo un rosso a Ledesma. Ma al 90' è il Milan a gioire, tingendo di rossonero gli stendardi di tripudio che avvolgono tutto il globo. Maldini alza l'ennesima coppa: ALZALA PAOLO, ALZALA!

     
     
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    14 May

    CENTRO SPORTIVO MILANELLO

     

    Milan 

    MILANELLO

    IL CENTRO SPORTIVO PIU' GRANDE E ATTREZZATO D'EUROPA!

    Se lo stadio di San Siro è la "Scala" del calcio, Milanello ne è l'università: il laboratorio dove si studiano e si preparano le partite. E' il quartier generale rossonero dal 1963 ( l'anno dell'inaugurazione e della prima Coppa Campioni ). La sua costruzione era stata avviata due anni prima. Voluto e realizzato dal presidente di allora Andrea Rizzoli, questo gioiello è stato progettato dall'architetto Viani e dall'ingegner Crescentini. acmilancmilanacmilanacmilanacmilana

    Il centro di Milanello ruota attorno al suo direttore Antore Peloso, che con il Milan ha vinto tutto essendone il responsabile dal 1986. Con la gestione Berlusconi molte cose sono cambiate. Il presidente appena subentrato ha affidato alla Edilnord l'incarico di ristrutturare l'intero complesso, uno dei centri sportivi più grandi e all'avanguardia d'Europa. E' immerso in un'oasi verde di 114 mila metri quadrati ( che comprende anche una pineta e un laghetto ), suddiviso tra i comuni di Carnago e Cassano Magnano. Situato a circa 50 Km da Milano è raggiungibile attraverso l'autostrada dei Laghi, e la linea di confine tra i due paesi taglia in due gli spogliatoi.

    Quando Andrea Rizzoli lo fece costruire, da uomo previdente quale era, impose che nell'atto di donazione dell'intero complesso all'AC Milan fosse evidenziata una clausola: Milanello non poteva essere venduto al di fuori della Federcalcio. E proprio la Federazione, che ha casa a Coverciano, ha usufruito del centro sportivo milanista per preparare alcune grandi manifestazioni del passato: gli Europei ' 88 e ' 96, oltre le due edizioni dei campionati del mondo.

     

     

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    Il centro sportivo del Diavolo è meta abituale di numerose società, che hanno carpito i segreti prima di costruire in proprio impianti del tutto similari a quello milanista,Si sono ispirati a Milanello il centro sportivo di Collecchio ( Parma ) e quello di Formello ( Lazio ). Sono passati da qui anche esponenti della Fiorentina, del Barcellona, del Real Madrid, del Porto, dello Sporting Lisbona su suggerimento dell'ex Roberto Donadoni.

     

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    Milanello dispone di 6 campi da gioco regolamentari, di 1 in sintetico ( 35m x 30m), di 1 in terra coperto ( 42m x 24m ) e di 2 gabbie ( una al coperto ). All'interno del bosco è stata ricavata una pista di 1.200m generalmente utilizzata per la corsa e la bicicletta nel recupero degli infortunati. Il corpo principale del centro è costituito da una palazzina a due piani dove sono stati sistemati gli uffici, il bar, il ristorante e le due sale da pranzo, il soggiorno con il camino, una sala con 2 biliardi, 2 sale conferenze, le camere della prima squadra e un'attrezzata infermeria con tanto di sauna. Nei sotterranei ci sono i magazzini, le lavanderie e il garage dove viene parcheggiato il pullman della squadra. Un edificio separato dal corpo centrale ospita i due spogliatoi, uno per la prima squadra e uno per i ragazzi della Primavera, e una palestra all'avanguardia dotata di attrezzature Technogym di ultima generazione, il fiore all'occhiello del Milan. La palestra è infatti il settore che viene modificato più frequentemente: nella stagione 2000-2001 il volume dello spazio training indoor è raddoppiato.

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    La casa del Diavolo dispone di 46 camere ( incluse quelle della foresteria a disposizione dei ragazzi della Primavera che vivono abitualmente nel centro ) per un totale di 56 posti letto. Anche il presidente Silvio Berlusconi, che ha sempre considerato il quartier generale della squadra il luogo ideale per rilassarsi, aveva una stanza personale, però praticamente mai utilizzata. In 14 anni di presidenza a dormito a Milanello in una solo occasione: la notte precedente Milan-Werder Brema ( 15 marzo 1989 ), quarto di finale di Coppa Campioni. In seguito all'allargamento dell'organico, anche la stanza del presidente è stata "requisita" dalla squadra e assegnata ai giocatori. Ogni stanza è munita di bagno-doccia, aria condizionata e tv con antenna parabolica.

     

    A Milanello lavorano fisse 14 persone. La Serist è l'impresa che si è garantita l'appalto per il settore alimentare, la Biffi cura invece la manutenzione dei campi e del verde. Il guardiano di Milanello è uno splendido pastore tedesco di nome Max, successore di un'altra cagnetta storica di nome Diana che spesso recuperava i palloni calciati in allenamento riportandoli in campo. E mister Lielholm ripeteva: " Come me anche Diana impara a giocare a calcio". Il canale tematico Milan Channel  a chiesto il cablaggio per 3000m dell'area di Milanello, mentre 5 telecamere riprendono tutto ciò che accade nel centro sportivo.

     

    Come raggiungere il Centro Sportivo

    Da Malpensa: prendere l’autostrada in direzione Varese (A8). Uscita Solbiate Arno: seguire le indicazioni per Carnago e quindi per Milanello.
    Da Linate: prendere la tangenziale est o ovest in direzione Como – Varese – Chiasso – Malpensa, proseguire in direzione Varese (A8). Uscita Solbiate Arno: seguire le indicazioni per Carnago e quindi per Milanello.
    In auto da tutta Italia: prendere l’autostrada direzione Laghi, proseguire per Varese (A8). . Uscita Solbiate Arno: seguire le indicazioni per Carnago e quindi per Milanello.
    Non sono a disposizione mezzi pubblici per raggiungere il Centro Sportivo.

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    09 May

    L'EMOZIONE DEL GOAL

     
     
    Tu chiamale se vuoi... emozioni !!!
     
       
     
     
           
     
     
        
      
     
        
     
     
       

    CAMPIONI DEL PASSATO

     
     
    Impariamo dal passato..
    per costruire il nostro futuro!

     
     
    Marco Van Basten 

    Marco Van Basten classe 1964, è stato probabilmente uno degli attaccanti più forti e soprattutto completi dell'intera storia del calcio. L'olandese, infatti, percorre i cento metri in meno di undici secondi, ha dribbling, scatto, tecnica, acrobazia, precisione e visione di gioco. Nel suo repertorio di gol non manca nessuna soluzione e la sua classe cristallina lo porta spesso a "danzare" sul manto erboso come un ballerino (da qui il famoso soprannome di "Cigno di Utrecht"). Al Milan giunge nella stagione 1987/88 e conquista subito il primo Scudetto dell'era Berlusconi. Nel Milan di Sacchi diventa immediatamente un punto di forza insostituibile. Gioca con i rossoneri 147 partite in campionato, realizzando 90 reti e 54 partite nelle Coppe firmando 34 gol. Vince 4 Scudetti, 3 Coppe dei Campioni (disputa la sua ultima Finale di coppa il 23 maggio 1993 a Monaco di Baviera) e 2 Coppe Intercontinentali. A testimonianza del suo valore vince anche per tre volte il Pallone d'Oro. Purtroppo i problemi alla caviglia, che già lo avevano fermato nella sua prima stagione italiana, ritornano nel dicembre 1992. Dopo un lungo calvario nel quale va incontro a tre diverse operazioni, Marco Van Basten, nell'agosto del 1995, in una San Siro imbandierata e commossa, tra le lacrime dà il suo addio al calcio giocato.

     

    George Weah

    George Weah il "diamante nero", il "re leone" rossonero giunge a Milano nell’estate del 1995 all'età di trent'anni, ottenendo subito il Pallone d'Oro e conquistando lo Scudetto. Weah è un centravanti molto potente e fantasioso, dotato di forza fisica strepitosa, veloce e tecnico al contempo. Autore di reti di straordinaria fattura, come quella realizzata contro il Verona a San Siro, quando partì dalla propria area di rigore e, scartando mezza squadra avversaria, concluse a rete. Il liberiano è stato molto amato da giocatori e tifosi, sia del Milan, sia di calcio in generale e si è più volte impegnato fuori dal campo di gioco con attività umanitarie e contro il razzismo. Con i rossoneri vince due campionati, disputa 147 partite realizzando 58 reti. Una carriera brillante che ha fatto del "re leone" il giocatore africano più famoso al mondo.

     

    Ruud Gullit

    Ruud Gullit assieme a Van Basten, nella stagione 1987/88 giunge nella squadra rossonera un altro straordinario olandese: Ruud Gullit. Nato ad Amsterdam nel 1962, Gullit viene prelevato dal PSV Eindhoven, dove inizia a giocare come libero per finire attaccante. E' sicuramente il più imprevedibile dei giocatori dello scacchiere sacchiano, capace di imprese mirabolanti, sorretto anche da una struttura fisica imponente. Straordinario nel colpo di testa, in progressione e nel dribbling in velocità, Gullit conquista lo Scudetto nel suo primo anno rossonero. Pur perseguitato dagli infortuni ai menischi e al ginocchio, riesce ad aggiudicarsi altri due Scudetti e numerose coppe, fra cui due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Gullit conquista il Pallone d'Oro nel 1987, dedicato dal fuoriclasse rossonero a Nelson Mandela, a riprova del suo impegno antirazzista. Abbandonata la carriera da calciatore, ha intrapreso la carriera di allenatore.

     

    Andriy Shevchenko

    Andriy Shevchenko era forse dagli anni di Marco Van Basten che il Milan non annoverava nella sua rosa un attaccante straniero così forte come l'ucraino Andriy Shevchenko. Giunto a Milano nella stagione 1999/2000 dopo cinque campionati disputati con la Dinamo Kiev, Sheva si è subito ben inserito nell'organico rossonero. A dimostrazione di ciò, nella sua prima stagione in Serie A ha conquistato il titolo di capocannoniere con 24 reti, impresa riuscita a pochi stranieri appena giunti in Italia. Scattante, quasi imprendibile quando parte in velocità, straordinario nell'elevazione di testa, ambidestro e micidiale nei tiri piazzati: l'attaccante dispone di un'infinità di soluzioni balistiche che lo portano a superare con facilità le difese avversarie. Nel 2003 vince da protagonista la UEFA Champions League in un'indimenticabile Finale tutta italiana con la Juventus: i tifosi rossoneri avranno sempre nella mente il suo ultimo, vincente, tiro dal dischetto che ha significato la vittoria rossonera. L'anno successivo è tra i protagonisti della cavalcata Scudetto degli uomini di Ancelotti: anche questa volta, suo è il gol decisivo nello scontro diretto contro la Roma del 2 maggio. Proprio i successi ottenuti in queste due stagioni gli valgono il Pallone d'Oro nel 2004. L'attaccante resterà nella storia rossonera per essere il secondo goleador rossonero di tutti i tempi, secondo soltanto a Nordahl.
     
     
     Arrigo Sacchi
     
    Arrigo Sacchi sotto la nuova dirigenza di Silvio Berlusconi, nella stagione 1987/88 approda al Milan uno degli allenatori che più hanno cambiato la storia di questa squadra: Arrigo Sacchi. La sua importanza va al di là dei meriti e trionfi conquistati con il Milan: Sacchi ha rivoluzionato il modo di intendere il calcio. Fautore del gioco a zona, l'allenatore nato a Fusignano, in provincia di Ravenna, crea una squadra ricca di fuoriclasse che pratica un gioco fatto di trame di squisita fattura e movimenti sincronizzati a ritmi elevatissimi. Conquista lo Scudetto alla sua prima stagione, dopo un lungo e avvincente inseguimento al Napoli. L'anno successivo stravince la Coppa dei Campioni, con una squadra che non conosce rivali e spesso si aggiudica le partite con goleade. Nel 1989/90 vince la Coppa Intercontinentale, la Supercoppa Europea e nuovamente la Coppa dei Campioni. Nel 1990/91, il suo ultimo anno del primo periodo milanista, conquista ancora una Coppa Intercontinentale. Dopo una parentesi che lo vede impegnato in qualità di commissario tecnico della Nazionale italiana, con cui raggiunge, perdendo poi ai rigori, la Finale di Coppa del Mondo 1994 contro il Brasile, torna al Milan ancora per una stagione, nel 1996/97, per risollevare, senza grande successo, una squadra da rifondare.
     
     
     Gianni Rivera
     
    Gianni Rivera è senza ombra di dubbio uno dei calciatori più rappresentativi della storia rossonera. Fa il suo esordio in Serie A con l'Alessandria all'età di 15 anni e subito il Milan di Viani lo segue e lo osserva con particolare interesse, portandolo a Milano per la stagione 1960/61. Al fianco di giocatori del calibro di Trapattoni, Sani, Altafini e con Rocco in panchina, Rivera conquista il suo primo Scudetto all'età di 19 anni. Nella stagione successiva, quella del 1962/63, conquista la Coppa dei Campioni. Il "Golden Boy", così sarà ribattezzato, per circa vent'anni, fino alla stagione 1978/79, sarà protagonista della storia rossonera in campo e fuori. In campo dimostra di avere un'intelligenza e una classe fuori dal comune: gran goleador (diventa anche capocannoniere del campionato), Rivera è soprattutto un assist man. Le sue soluzioni di gioco per mettere i compagni in condizione di segnare sono praticamente illimitate. Se ne va nel 1978/79 vincendo ancora uno Scudetto, quello della stella. In totale vince in rossonero tre Scudetti, quattro Coppe Italia, due Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale. Nel 1969, primo italiano nella storia del calcio, viene insignito del Pallone d'Oro.
     

    08 May

    I DERBY NELLA STORIA

     
    MILAN - INTER
     
    I derby nella storia... indimenticabili !!!