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June 02 GRAZIE KAKA'

GRAZIE KAKA'
Nome: Ricardo Izecson dos Santos Leite Soprannome: Kaká Padre: Bosco Izecson Pereira Leite - ingegnere civile Madre: Simone Cristina dos Santos Leite - insegnante Fratello: Rodrigo Izecson dos Santos Leite - calciatore Fidanzata: Caroline Celico Ragazza ideale: di Dio, deve essere scelta da Dio Particolari interessi: tennis, vedere film e videogames Nel tempo libero: famiglia, amici, chiesa, stare con mio fratello Musica preferita: gospel Gruppo preferito: Renascer Praise Cantante: Aline Barros Attrice: Regina Duarte Film: "A espera de um milagre" Libro: la Bibbia Colore: bianco Bibita: acqua Esempio da seguire: Gesù Piatto preferito: picanha all'aglio e olio di sua madre e Churrasco (barbecue) Profumo: Calvin Klein e Hugo Boss Un bell'uomo: io Religione: Evangelica Chiesa: Renascer em Cristo Saudade: della famiglia Un giorno speciale: finale Rio-SP (esordio nel São Paulo FC) Ispirazione: preghiera Migliore allenatore: ho imparato da tutti, anche se Gesù e il miglior allenatore Non ti piace assolutamente: la droga Verso della Bibbia indimenticabile: "Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica"
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Kaká è nato a Brasilia il 22 aprile 1982, ma già da piccolo si è trasferito a San Paolo, nel quartiere residenziale di Morumbi. La storia di Kaká non è la solita favola del ragazzino che mangia riso e fagioli con qualche dramma familiare alle spalle. Il contrario. La famiglia appartiene alla media borghesia. Il padre di Kaká è un ingegnere civile, il signor Bosco Izecson Pereira Leite, mentre la mamma Simone Cristina dos Santos Leite è una professoressa. Non hanno avuto problemi nel mettere insieme il pranzo con la cena, anzi da ragazzo Kaká si poteva permettere anche qualche maglietta firmata ed alcuni videogame all'avanguardia. E siccome nelle giovanili del San Paolo con lui c'erano tanti ragazzi poveri, spesso dopo l'allenamento tutta la garotada (espressione brasiliana che indica un gruppo di adolescenti festosamente rumorosi) andava a casa Leite a fare merenda: 1400 metri a piedi per sgranocchiare le ciambelle di mamma Simone Cristina. Forse proprio per queste origini borghesi, in Brasile non hanno mai avuto certezze sul suo futuro.Di buon carattere e famiglia solidissima, crede alle tradizione ed è religiosissimo. Kaká è sicuro di essere stato graziato da Dio quando nell'ottobre del 2000 ebbe un incidente che avrebbe potuto lasciarlo paralizzato. Kaká batte infatti la testa sul fondo di una piscina e si ruppe una vertebra del collo. Da allora, ogni volta che segna una rete, mentre la gente lo acclama e i compagni gli si buttano addosso, si ricorda di quel momento e alza gli occhi al cielo.
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Nel gennaio del 2001 la squadra juniores del San Paolo fu protagonista della Coppa San Paolo di calcio giovanile, l'equivalente del Torneo di Viareggio. Ma Kaká era in panchina, non giocava mai. Il 7 marzo dello stesso anno, la prima squadra del San Paolo giocava contro il Botafogo la finale della Copa Rio-Sao Pãulo, torneo che non aveva mai vinto. Al 14' del secondo tempo l'allenatore Oswaldo Alvarez lo mise in campo al posto di Fabiano scatenando la reazione scandalizzata dei commentatori radiotelevisivi: "Incredibile! Alvarez està louco, Alvarez è pazzo, ha buttato in campo una riserva delle giovanili". Quel giorno Kaká segnò 2 gol in poco più di 2 minuti, regalando il trofeo alla sua squadra. E Oswaldo ricorda quel giorno con il sorriso sulle labbra: "La gente non sapeva che Kaká arrivava da una lunga convalescenza. Nel 2000 si era rotto la sesta vertebra sbagliando un tuffo in piscina in un parco acquatico. Ma io sapevo che era fortissimo". Quei 2 gol non bastarono per convincere tutti. Non ci credevano tanto, se è vero che nei quarti di finale del campionato brasiliano del 2001 contro l'Atletico Paranaense, dopo essere stato inseguito per tutto il campo dal randellatore Cocito, costrinse il suo allenatore a sostituirlo al 39' del primo tempo. Kaká uscì piangendo a dirotto e la critica lo stroncò: "E' bello da vedere, ma non può giocare partite importanti". Quelle lacrime disperate lo resero ancora più simpatico alle ragazzine, che in Brasile in questi anni hanno fondato numerosissimi fan club dedicati a lui. Troppo bello per essere vero dicevano. L'unico che ha sempre creduto in lui è Carlos Alberto Parreira. Lo affrontò la prima volta e gli fece i complimenti, lo affronto la seconda volta e disse : "Quel Kaká diventerà un fenomeno" ...
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CURIOSITA'
I compagni di squadra lo chiamano "Ricky". Ronaldo lo chiama "Kakito" per sottolineare il fatto che ai mondiali del 2002 era una specie di mascotte della squadra. Per le riviste brasiliane di informazione è "O queridinho da galera", che vuol dire "Il più amato della compagnia". Le ragazzine gli hanno affibiato migliaia di altri soprannomi vezzeggiativi: il più comune è "anjinho", cioè angioletto. Ma per noi è il "bambino d'oro" ..
Ha un braccialetto di metallo con la scritta "Jesus" e un nastrino di stoffa con le lettere "OQJF" ("O que Jesus faria?", cioè "Cosa farebbe Gesù al mio posto?"). Ha fatto personalizzare le sue scarpe da calcio dall'Adidas con la frase "Dio è fedele". Sulla porta della sua stanza a San Paolo c'era scritto "Un bambino felice ha Gesù nel cuore". E la sua segreteria telefonica dice: "Sono Kaká. Al momento non posso rispondere. Grazie. Dio ti benedica. Ciao".
Gioca con le lenti a contatto per una leggera miopia e di notte deve usare l'apparecchio per i denti. Usa shampoo alla camomilla per schiarire i capelli. Non frequenta molto le discoteche e non è un maniaco del Carnevale, a differenza di molti suoi connazionali. E diventa rosso quando una giovane fan gli porta un regalo.
Esordio nel Milan:
01.09.2003
Vittorie:
1 Champions League 2006/2007
1 Mondiale per Club 2007
1 Campionato Italiano 2003/2004
2 Supercoppe Europee 2003, 2007
1 Supercoppa Italiana 2004
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Kaká è ufficialmente un nuovo Pallone d'Oro. Il premio è stato consegnato al brasiliano del Milan nella cerimonia di Parigi, che ha sancito l'incoronazione del fantasista rossonero, sesto giocatore della società meneghina a ricevere questa onorificenza dopo Rivera, Gullit, Van Basten, Weah, Shevchenko. "E' stato un anno eccezionale - commenta il verdeoro - e questa giornata lo corona degnamente. Grazie al Milan". L'emozione è di quelle capaci di togliere il respiro, di far incurvare le sopracciglia e inumidire il viso anche a chi sembra il ritratto della serenità. Ricky, come lo chiamano a Milanello e non solo, è arrivato a Parigi con la certezza di aver vinto il premio più bello, ma il palco l'ha commosso, l'ha catapultato in una realtà che devi assaggiare per capirne il sapore. Vestito griffato, sorriso d'ordinanza, ma la sensazione di essere entrato a far parte di una storia gloriosa, pallonara e rossonera. Infatti, a parte la compagnia dei vari fenomeni che hanno baciato la sfera dorata in questi 51 anni, Kaká emula cinque campionissimi milanisti, capaci di mettere insieme sette trofei. Rivera, Gullit, Van Basten (che fece tripletta) , Weah e Shevchenko.
Kaká sentirà nostalgia del 2007, anno in cui ha messo il mondo ai suoi piedi. Soprattuto con la maglia del Milan, il brasiliano ha conquistato titoli e premi, consolidando la sua posizione di idolo nel calcio mondiale. Anche fuori dal campo Kaká ha segnato i suoi gol. Il più bello è stato l'annuncio che sarà padre per la prima volta. Ma è in campo che Kaká ha mostrato il suo talento e ha incantato gli amanti del calcio. Ha aiutato il Milan a vendicarsi tanto nella Champions League quanto nel Mondiale per Club. Nella competizione europea è stato il leader della squadra nella campagna che ha avuto il culmine con la vittoria per 2 a 1 sul Liverpool, come rivincita del 2005. E in Giappone ha condotto la squadra nella goleada sul Boca Juniors ( 4 a 2), facendo dimenticare alla sua tifoseria della traumatica sconfitta contro gli argentini nel 2003, ai rigori, dopo il pareggio per 1 a 1 al 90esimo. Ma i gol e le belle azioni non hanno portato solo titoli. Il brasiliano ha conquistato nel 2007 niente meno che sette premi individuali. La lista comincia ancora nel primo semestre, con l'eccellente impegno nella Champions League, competizione che fu prioritaria per il Milan (la squadra fu punita dalla Federazione Italiana e aveva iniziato il campionato con otto punti in meno di quelli della maggioranza degli avversari). Nella maggiore competizione d'Europa, Kaká ha conquistato il premio di Miglior Attacante e Miglior Giocatore. Ha anche terminato come capocannoniere con dieci gol. Nella finale è stato uno dei distacchi, nonostante non aver fatto tremare la rete. Dai suoi piedi sono uscite le giocate principali, compreso l'assist per uno dei due gol di Inzaghi. Lo show del brasiliano è continuato nel secondo semestre, nonostante la campagna irregolare del Milan nel Campionato Italiano. La squadra dell'allenatore Carlo Ancelotti era in vista del Mondiale per Club e si è preparata per quello. E' arrivata con due settimane di anticipo in Giappone, si è allenata duramente e ha preso la competizione molto seriamente. Anche così ha trovato delle difficoltà per superare i suoi avversari. Nel frattempo, c'era un Kaká ispirato. E il brasiliano infatti è quello che ha deciso. Con la sua oggettività ha condotto il Milan nella semifinale contro l'Urawa Reds e nella finale contro il Boca Juniors. Ha fatto gol, ma ha brillato soprattutto servendo i compagni. E' stato eletto il miglior giocatore della finale, e dopo il migliore della competizione. L'eccellente e decisivo impegno in Giappone è stata la ciliegina sulla torta. Il giorno dopo Kaká è stato eletto il Migliore del mondo dalla Fifa. E bisogna ricordare che il brasiliano aveva già ricevuto il Pallone d'Oro dalla rivista France Football e il premio della Federazione Internazionale dei Calciatori Professionisti (FIFPro).
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I PREMI DI KAKA NEL 2007 Miglior Attaccante della Champions League 2007 Miglior Giocatore della Champions League 2007 Pallone d'Oro 2007 Miglior Giocatore del Mondiale per Club della FIFA 2007 Miglior Giocatore della final del Mondiale per Club FIFA 2007 Fifa World Player 2007 Miglior Giocatore del Mondo per la Federazione Internazionale di Calciatori Professionisti (FIFPro) Miglior Straniero Oscar del Calcio AIC 2007 Miglior Giocatore Oscar del Calcio AIC 2007
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