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    June 02

    GRAZIE KAKA'

     

    GRAZIE KAKA'

    Nome: Ricardo Izecson dos Santos Leite
    Soprannome: Kaká
    Padre: Bosco Izecson Pereira Leite - ingegnere civile
    Madre: Simone Cristina dos Santos Leite - insegnante
    Fratello: Rodrigo Izecson dos Santos Leite - calciatore
    Fidanzata: Caroline Celico
    Ragazza ideale: di Dio, deve essere scelta da Dio
    Particolari interessi: tennis, vedere film e videogames
    Nel tempo libero: famiglia, amici, chiesa, stare con mio fratello
    Musica preferita: gospel
    Gruppo preferito: Renascer Praise
    Cantante: Aline Barros

    Attrice: Regina Duarte
    Film: "A espera de um milagre"
    Libro: la Bibbia
    Colore: bianco
    Bibita: acqua
    Esempio da seguire: Gesù
    Piatto preferito: picanha all'aglio e olio di sua madre e Churrasco (barbecue)
    Profumo: Calvin Klein e Hugo Boss
    Un bell'uomo: io
    Religione: Evangelica
    Chiesa: Renascer em Cristo
    Saudade: della famiglia
    Un giorno speciale: finale Rio-SP (esordio nel São Paulo FC)
    Ispirazione: preghiera
    Migliore allenatore: ho imparato da tutti, anche se Gesù e il miglior allenatore
    Non ti piace assolutamente: la droga
    Verso della Bibbia indimenticabile: "Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica"

     

    Kaká è nato a Brasilia il 22 aprile 1982, ma già da piccolo si è trasferito a San Paolo, nel quartiere residenziale di Morumbi. La storia di Kaká non è la solita favola del ragazzino che mangia riso e fagioli con qualche dramma familiare alle spalle. Il contrario. La famiglia appartiene alla media borghesia. Il padre di Kaká è un ingegnere civile, il signor Bosco Izecson Pereira Leite, mentre la mamma Simone Cristina dos Santos Leite è una professoressa. Non hanno avuto problemi nel mettere insieme il pranzo con la cena, anzi da ragazzo Kaká si poteva permettere anche qualche maglietta firmata ed alcuni videogame all'avanguardia. E siccome nelle giovanili del San Paolo con lui c'erano tanti ragazzi poveri, spesso dopo l'allenamento tutta la garotada (espressione brasiliana che indica un gruppo di adolescenti festosamente rumorosi) andava a casa Leite a fare merenda: 1400 metri a piedi per sgranocchiare le ciambelle di mamma Simone Cristina. Forse proprio per queste origini borghesi, in Brasile non hanno mai avuto certezze sul suo futuro.Di buon carattere e famiglia solidissima, crede alle tradizione ed è religiosissimo. Kaká è sicuro di essere stato graziato da Dio quando nell'ottobre del 2000 ebbe un incidente che avrebbe potuto lasciarlo paralizzato. Kaká batte infatti la testa sul fondo di una piscina e si ruppe una vertebra del collo. Da allora, ogni volta che segna una rete, mentre la gente lo acclama e i compagni gli si buttano addosso, si ricorda di quel momento e alza gli occhi al cielo.

     

     

     

    Nel gennaio del 2001 la squadra juniores del San Paolo fu protagonista della Coppa San Paolo di calcio giovanile, l'equivalente del Torneo di Viareggio. Ma Kaká era in panchina, non giocava mai. Il 7 marzo dello stesso anno, la prima squadra del San Paolo giocava contro il Botafogo la finale della Copa Rio-Sao Pãulo, torneo che non aveva mai vinto. Al 14' del secondo tempo l'allenatore Oswaldo Alvarez lo mise in campo al posto di Fabiano scatenando la reazione scandalizzata dei commentatori radiotelevisivi: "Incredibile! Alvarez està louco, Alvarez è pazzo, ha buttato in campo una riserva delle giovanili". Quel giorno Kaká segnò 2 gol in poco più di 2 minuti, regalando il trofeo alla sua squadra. E Oswaldo ricorda quel giorno con il sorriso sulle labbra: "La gente non sapeva che Kaká arrivava da una lunga convalescenza. Nel 2000 si era rotto la sesta vertebra sbagliando un tuffo in piscina in un parco acquatico. Ma io sapevo che era fortissimo". Quei 2 gol non bastarono per convincere tutti. Non ci credevano tanto, se è vero che nei quarti di finale del campionato brasiliano del 2001 contro l'Atletico Paranaense, dopo essere stato inseguito per tutto il campo dal randellatore Cocito, costrinse il suo allenatore a sostituirlo al 39' del primo tempo. Kaká uscì piangendo a dirotto e la critica lo stroncò: "E' bello da vedere, ma non può giocare partite importanti". Quelle lacrime disperate lo resero ancora più simpatico alle ragazzine, che in Brasile in questi anni hanno fondato numerosissimi fan club dedicati a lui. Troppo bello per essere vero dicevano. L'unico che ha sempre creduto in lui è Carlos Alberto Parreira. Lo affrontò la prima volta e gli fece i complimenti, lo affronto la seconda volta e disse : "Quel Kaká diventerà un fenomeno" ...

     

    CURIOSITA'

    I compagni di squadra lo chiamano "Ricky". Ronaldo lo chiama "Kakito" per sottolineare il fatto che ai mondiali del 2002 era una specie di mascotte della squadra. Per le riviste brasiliane di informazione è "O queridinho da galera", che vuol dire "Il più amato della compagnia". Le ragazzine gli hanno affibiato migliaia di altri soprannomi vezzeggiativi: il più comune è "anjinho", cioè angioletto. Ma per noi è il "bambino d'oro" ..

    Ha un braccialetto di metallo con la scritta "Jesus" e un nastrino di stoffa con le lettere "OQJF" ("O que Jesus faria?", cioè "Cosa farebbe Gesù al mio posto?"). Ha fatto personalizzare le sue scarpe da calcio dall'Adidas con la frase "Dio è fedele". Sulla porta della sua stanza a San Paolo c'era scritto "Un bambino felice ha Gesù nel cuore". E la sua segreteria telefonica dice: "Sono Kaká. Al momento non posso rispondere. Grazie. Dio ti benedica. Ciao".

    Gioca con le lenti a contatto per una leggera miopia e di notte deve usare l'apparecchio per i denti. Usa shampoo alla camomilla per schiarire i capelli. Non frequenta molto le discoteche e non è un maniaco del Carnevale, a differenza di molti suoi connazionali. E diventa rosso quando una giovane fan gli porta un regalo.

     
    Esordio nel Milan:
    01.09.2003

    Vittorie:
    1 Champions League 2006/2007
    1 Mondiale per Club 2007
    1 Campionato Italiano 2003/2004
    2 Supercoppe Europee 2003, 2007
    1 Supercoppa Italiana 2004
     
     

    Kaká è ufficialmente un nuovo Pallone d'Oro. Il premio è stato consegnato al brasiliano del Milan nella cerimonia di Parigi, che ha sancito l'incoronazione del fantasista rossonero, sesto giocatore della società meneghina a ricevere questa onorificenza dopo Rivera, Gullit, Van Basten, Weah, Shevchenko. "E' stato un anno eccezionale - commenta il verdeoro - e questa giornata lo corona degnamente. Grazie al Milan". L'emozione è di quelle capaci di togliere il respiro, di far incurvare le sopracciglia e inumidire il viso anche a chi sembra il ritratto della serenità. Ricky, come lo chiamano a Milanello e non solo, è arrivato a Parigi con la certezza di aver vinto il premio più bello, ma il palco l'ha commosso, l'ha catapultato in una realtà che devi assaggiare per capirne il sapore. Vestito griffato, sorriso d'ordinanza, ma la sensazione di essere entrato a far parte di una storia gloriosa, pallonara e rossonera. Infatti, a parte la compagnia dei vari fenomeni che hanno baciato la sfera dorata in questi 51 anni, Kaká emula cinque campionissimi milanisti, capaci di mettere insieme sette trofei. Rivera, Gullit, Van Basten (che fece tripletta) , Weah e Shevchenko.

    Kaká sentirà nostalgia del 2007, anno in cui ha messo il mondo ai suoi piedi. Soprattuto con la maglia del Milan, il brasiliano ha conquistato titoli e premi, consolidando la sua posizione di idolo nel calcio mondiale. Anche fuori dal campo Kaká ha segnato i suoi gol. Il più bello è stato l'annuncio che sarà padre per la prima volta. Ma è in campo che Kaká ha mostrato il suo talento e ha incantato gli amanti del calcio. Ha aiutato il Milan a vendicarsi tanto nella Champions League quanto nel Mondiale per Club. Nella competizione europea è stato il leader della squadra nella campagna che ha avuto il culmine con la vittoria per 2 a 1 sul Liverpool, come rivincita del 2005. E in Giappone ha condotto la squadra nella goleada sul Boca Juniors ( 4 a 2), facendo dimenticare alla sua tifoseria della traumatica sconfitta contro gli argentini nel 2003, ai rigori, dopo il pareggio per 1 a 1 al 90esimo. Ma i gol e le belle azioni non hanno portato solo titoli. Il brasiliano ha conquistato nel 2007 niente meno che sette premi individuali. La lista comincia ancora nel primo semestre, con l'eccellente  impegno nella Champions League, competizione che fu prioritaria per il Milan (la squadra fu punita dalla Federazione Italiana e aveva iniziato il campionato con otto punti in meno di quelli della maggioranza degli avversari). Nella maggiore competizione d'Europa, Kaká ha conquistato il premio di Miglior Attacante e Miglior Giocatore. Ha anche terminato come capocannoniere con dieci gol. Nella finale è stato uno dei distacchi, nonostante non aver fatto tremare la rete. Dai suoi piedi sono uscite le giocate principali, compreso l'assist per uno dei due gol di Inzaghi. Lo show del brasiliano è continuato nel secondo semestre, nonostante la campagna irregolare del Milan nel Campionato Italiano. La squadra dell'allenatore Carlo Ancelotti era in vista del Mondiale per Club e si è preparata per quello. E' arrivata con due settimane di anticipo in Giappone, si è allenata duramente e ha preso la competizione molto seriamente. Anche così ha trovato delle difficoltà per superare i suoi avversari. Nel frattempo, c'era un Kaká ispirato. E il brasiliano infatti è quello che ha deciso. Con la sua oggettività ha condotto il Milan nella semifinale contro l'Urawa Reds e nella finale contro il Boca Juniors. Ha fatto gol, ma ha brillato soprattutto servendo i compagni. E' stato eletto il miglior giocatore della finale, e dopo il migliore della competizione. L'eccellente e decisivo impegno in Giappone è stata la ciliegina sulla torta. Il giorno dopo Kaká è stato eletto il Migliore del mondo dalla Fifa. E bisogna ricordare che il brasiliano aveva già ricevuto il Pallone d'Oro dalla rivista France Football e il premio della Federazione Internazionale dei Calciatori Professionisti (FIFPro).

     

     

     

      I PREMI DI KAKA NEL 2007
    Miglior Attaccante della Champions League 2007
    Miglior Giocatore della Champions League 2007
    Pallone d'Oro 2007
    Miglior Giocatore del Mondiale per Club della FIFA 2007
    Miglior Giocatore della final del Mondiale per Club FIFA 2007
    Fifa World Player 2007
    Miglior Giocatore del Mondo per la Federazione Internazionale di Calciatori Professionisti (FIFPro)
    Miglior Straniero Oscar del Calcio AIC 2007
    Miglior Giocatore Oscar del Calcio AIC 2007

    June 01

    PAOLO MALDINI

     
    PAOLO MALDINI 
     
    GRAZIE UNICO GRANDE CAPITANO!
     
    Giuanluigi Buffon: al mio debutto nel parma, io non ero molto a mio agio, ma mi ricordo ancora, che lui mi fece un sorriso quasi fraterno e mi disse: in bocca al lupo, mi raccomando. E lì si capisce lo spessore della persona.
     
    Roberto Donadoni: quando uno più vecchio riesce ad apprendere qualcosa da uno più giovane, questa è la dimostrazione che il giovane è già un grande.
     
    Kakà: la cosa che mi piace di più è che ogni volta che qualcuno segna lui va ad abbracciare il compagno da qualsiasi parte del campo si trovi.
     
    Salvatore Bagni: tu lo vedevi giovane ma già grande e con personalità, non ti faceva toccare la palla, è elegante, calmo e non ti da mai la soddisfazione anche se innervosito dall'avversario.

     

    Paolo Maldini ha legato la sua intera carriera al Milan, squadra della sua città che l'ha visto crescere e maturare come uomo e come professionista. Nella squadra rossonera milita dal suo provino del 1978 e ha ricoperto principalmente il ruolo di terzino sinistro o di difensore centrale. È stato utilizzato anche da terzino destro, a dimostrazione della sua grande duttilità tattica.

    Ha debuttato in Serie A con Nils Liedholm il 20 gennaio 1985, ancora sedicenne, in un match contro l'Udinese (1-1) subentrando a Sergio Battistini. Già la stagione successiva, a soli 17 anni, diventò titolare nella formazione rossonera, con la maglia numero 3 di terzino sinistro. Segna il primo dei suoi 29 gol in Serie A il 4 gennaio 1987 in Como-Milan (0-1). In Europa, invece, il battesimo del gol arriva il 21 ottobre 1992 in Slovan Bratislava-Milan (0-1). Dalla stagione 1997-1998 è il capitano del Milan, avendo ereditato la fascia da Franco Baresi al termine della sua carriera. Lo stesso passaggio di testimone era già avvenuto nel 1994 nella Nazionale italiana, quando Baresi aveva lasciato al terzino la fascia di capitano dopo il mondiale statunitense. Alla 28ª giornata del campionato 2002-2003, nel derby Inter-Milan, Maldini viene sostituito per una frattura al setto nasale dopo la gomitata involontaria da parte di Christian Vieri. Nelle partite successive al derby, Maldini indosserà per circa un mese una maschera facciale protettiva.

    Il 28 maggio 2003, all'Old Trafford di Manchester, ha sollevato la UEFA Champions League a 40 anni esatti di distanza dal giorno in cui proprio suo padre Cesare si laureò campione d'Europa, anch'egli come capitano del Milan e anch'egli in Inghilterra (a Londra). Quel trofeo è stato inoltre il primo trofeo materialmente sollevato da Paolo Maldini in qualità di capitano. Nella stagione 2005-2006 ha segnato anche una doppietta contro la Reggina in campionato; la prima e unica nella sua lunghissima carriera.

    Il 16 dicembre 2007, aggiudicandosi la Coppa del Mondo per club dopo che il Milan ha battuto in finale il Boca Juniors, ha conquistato il 26° trofeo della sua carriera, il 13° in ambito internazionale. È stato inoltre il primo capitano di una formazione del vecchio continente ad alzare questo trofeo. Il 16 febbraio 2008, nella gara contro il Parma al Tardini, entrando in campo a partita iniziata al posto di Jankulovski ha raggiunto così il traguardo delle 1.000 partite da professionista. di cui 861 con il Milan, 12 con l'Under-21, 1 con l'Olimpica e 126 con la Nazionale maggiore. In campo europeo solo Peter Shilton, portiere inglese, ha totalizzato più presenze, 1.390 tra il 1966 e il 1997. Ha giocato la sua ultima partita in Champions League il 4 marzo 2008 a San Siro contro l'Arsenal nella sconfitta interna per 2 a 0 che ha sancito l'eliminazione del Milan dalla Champions League 2007-2008 agli ottavi di finale.

    Dopo alcune voci che avevano ventilato un suo possibile ritiro dopo la Coppa del Mondo per club 2007 Maldini aveva annunciato che avrebbe appeso le scarpe al chiodo alla fine della stagione 2007-2008, ma dopo l'eliminazione in Champions League contro l'Arsenal Maldini stesso non aveva escluso la possibilità di rimanere in rossonero anche per la stagione seguente e il 6 giugno 2008 ha prolungato ancora il suo contratto di un altro anno fino al 30 giugno 2009.

     
                                   

     Quando lascerà il calcio, il Milan ha deciso di ritirare la maglia numero 3, per anni indossata da Maldini, come già accaduto solo per la maglia numero 6 di Franco Baresi. Le uniche persone a cui potrebbe essere assegnata tale maglia sono i suoi figli Christian, che nel settembre 2005 è stato tesserato per le giovanili del Milan, e Daniel, avuti con la moglie Adriana Fossa, nel caso in cui arrivino a giocare in Serie A con i rossoneri.

    Maldini ha collezionato 647 presenze in Serie A, record assoluto, con 29 gol realizzati. La storica soglia delle 600 partite è stata conseguita in occasione di Catania-Milan del 13 maggio 2007 (1-1), che, contando anche lo spareggio per l'accesso alla Coppa UEFA del 1987-1988 giocato contro la Sampdoria a Torino, è la sua 601ª presenza con la maglia del Milan in gare di campionato e relativi spareggi. Il 16 maggio 2009 ha disputato la 900ª partita ufficiale in maglia rossonera, scendendo in campo contro l'Udinese al Friuli, lo stesso stadio dove aveva esordito in Serie A e festeggiato i 20 anni da calciatore professionista.
     
    Dopo alcune voci che avevano ventilato un suo possibile ritiro dopo la Coppa del Mondo per club 2007 Maldini aveva annunciato che avrebbe appeso le scarpe al chiodo alla fine della stagione 2007-2008, ma dopo l'eliminazione in Champions League contro l'Arsenal Maldini stesso non aveva escluso la possibilità di rimanere in rossonero anche per la stagione seguente e il 6 giugno 2008 ha prolungato ancora il suo contratto di un altro anno fino al 30 giugno 2009. Quando lascerà il calcio, il Milan ha deciso di ritirare la maglia numero 3, per anni indossata da Maldini, come già accaduto solo per la maglia numero 6 di Franco Baresi. Le uniche persone a cui potrebbe essere assegnata tale maglia sono i suoi figli Christian, che nel settembre 2005 è stato tesserato per le giovanili del Milan, e Daniel, avuti con la moglie Adriana Fossa, nel caso in cui arrivino a giocare in Serie A con i rossoneri.
     
    Maldini ha collezionato 647 presenze in Serie A, record assoluto, con 29 gol realizzati. La storica soglia delle 600 partite è stata conseguita in occasione di Catania-Milan del 13 maggio 2007 (1-1), che, contando anche lo spareggio per l'accesso alla Coppa UEFA del 1987-1988 giocato contro la Sampdoria a Torino, è la sua 601ª presenza con la maglia del Milan in gare di campionato e relativi spareggi. Il 16 maggio 2009 ha disputato la 900ª partita ufficiale in maglia rossonera, scendendo in campo contro l'Udinese al Friuli, lo stesso stadio dove aveva esordito in Serie A e festeggiato i 20 anni da calciatore professionista.
     

    Il 24 maggio 2009, Maldini ha giocato per l'ultima volta a San Siro nella sconfitta subita dalla sua squadra per 3-2 contro la Roma. La cerimonia d'addio si è svolta con la consegna di album di figurine e sciarpe commemorative. Inoltre la squadra rossonera ha indossato per l'occasione la nuova divisa 2009-2010. Durante il giro di campo finale il difensore è stato contestato da pochi tifosi della Curva Sud che hanno intonato cori a favore di Franco Baresi ed hanno esposto striscioni sempre favorevoli al ex difensore, ritenuto l'unico grande capitano dell'era Berlusconi e critici contro Paolo, in relazione ad alcune considerazioni del capitano milanista sul tifo organizzato, rovinando così in parte il suo addio allo stadio milanese. Secondo Carlo Ancelotti però la contestazione è stata solo una goccia d'acqua in un oceano pieno d'affetto.

    Detiene anche altri record: primato assoluto di stagioni in Serie A con la stessa squadra, con 25 campionati consecutivi al Milan, di cui è il primatista di presenze con 902 partite ufficiali disputate; marcatore più veloce in una finale di Champions League (52'' contro il Liverpool nel 2005). Insieme a Francisco Gento, è l'unico calciatore ad aver disputato 8 finali della Coppa dei Campioni/Champions League vincendone 5 (contro le 6 di Gento). Dalla sua prima all'ultima Coppa dei Campioni/Champions League vinta, sono passati ben 18 anni, record assoluto della competizione. Grazie alla lunga militanza nel Milan, ha totalizzato il record di stracittadine milanesi giocate, essendo sceso in campo in ben 56 derby. Per anzianità in campo, è il secondo giocatore del Milan nella storia, essendo sceso in campo in occasione di Fiorentina-Milan 0-2 del 31 maggio 2009 a 40 anni, 11 mesi e 5 giorni; solo Alessandro Costacurta (41 anni e 26 giorni) ha disputato una partita ufficiale con un'età maggiore della sua. Inoltre, segnando il gol del definitivo 1-2 nella partita Milan-Atalanta del 30 marzo 2008, è diventato il quarto giocatore più vecchio in assoluto a segnare un gol in Serie A. Meglio di lui hanno fatto solo Pietro Vierchowod, Silvio Piola e Alessandro Costacurta.

    La Nazionale

    Nel 1986 è stato chiamato dal padre Cesare in Under-21 con la quale ha giocato per due anni, prima della chiamata in Nazionale maggiore. Con la Nazionale ha debuttato a 19 anni, il 31 marzo 1988 a Spalato in Jugoslavia-Italia (1-1) e ha segnato il primo dei suoi 7 gol il 20 gennaio 1993 a Firenze contro il Messico (2-0).
     
    Con gli Azzurri ha disputato gli Europei 1988 (eliminazione nelle semifinali da parte dell'URSS, 4 presenze su 4 partite disputate), i Mondiali 1990 (3° posto, 7 presenze su 7 partite disputate), i Mondiali 1994 (2° posto, sconfitta in finale con il Brasile dopo i rigori, 7 presenze su 7 partite disputate) gli Europei 1996 (eliminazione al primo turno, 3 presenze su 3 partite disputate), i Mondiali 1998 (eliminazione ai quarti da parte della Francia dopo i rigori, 5 presenze su 5 partite disputate), gli Europei 2000 (2° posto, sconfitta in finale con la Francia dopo i supplementari, 6 presenze su 6 partite disputate) e i Mondiali 2002 (eliminazione agli ottavi da parte della Corea del Sud dopo i supplementari, 4 presenze su 4 partite disputate).
     
    Nei campionati del mondo ha collezionato 23 presenze (seconda prestazione di sempre dopo le 25 partite di Lothar Matthäus), in queste ha stabilito il record assoluto per i minuti giocati: 2.216 (Matthäus ha giocato più partite ma in alcune di queste è stato sostituito o è subentrato ad un compagno, totalizzando un numero inferiore di minuti in campo). Si è ritirato dall'attività con la Nazionale a 34 anni, dopo il Mondiale del 2002. Con la maglia azzurra ha disputato 126 partite (record assoluto), realizzando 7 gol. Detiene inoltre il record per il numero di gare con la fascia da capitano: 74.
     
    May 31

    38^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
    0  FIORENTINA - MILAN  logo-acm-milan sfnero
     

    ..Il saluto più bello, il milan vince nel giorno degli addii.. 

    All'Artemio Franchi il Milan gioca una partita di carattere e fa prevalere la propria personalità superando la Fiorentina per 2-0, nella gara - spareggio per l'accesso diretto alla fase iniziale della Champions. Prandelli deve fare a meno dei due squalificati F.Melo e Dainelli che hanno chiuso in anticipo la stagione, Zauri gioca al fianco di Gamberini nella difesa a 4, Donadel riprende il posto di mediano dinanzi alla difesa. Ancelotti, forse, all'ultima gara da tecnico dei rossoneri, ritrova i due grandi assenti della stagione; Gattuso e Nesta che vanno entrambi in panchina. Beckham dall'inizio, Flamini sostituisce lo squalificato Ambrosini, in avanti ancora fiducia ad Inzaghi preferito a Pato, match-winner dell'andata.
     
    E' la gara che sancisce l'addio al calcio di Paolo Maldini, icona di questo sport e simbolo di questa squadra, il capitano lascia la maglia rossonera, unica indossata durante tutta la sua carriera dopo 647 presenze collezionate in serie A e 26 titoli conquistati con il Milan. Fiorentina che si gioca una parte della prossima stagione, la squadra di Prandeli parte subito col piglio giusto e cerca di attaccare gli spazi sugli esterni.
     
    E' il Milan però che crea le prime vere occasioni, con protagonista sempre Jankulovski, che prima va alla conclusione dopo una galoppata sulla fascia e poi raccoglie un pallone vagante fuori dall'area e calcia di prima, in entrambe l'esito è negativo però. Partita che col passare dei minuti sale di ritmo, il Milan è bravo a ripartire, approfittando degli errori nei disimpegni dei viola. Fiorentina che va vicino al gol al 22' dopo che Gilardino stacca su un cross in corsa di Jovetic mettendo fuori di poco il pallone. Milan che risponde subito al 24' con una staffilata dai 20 metri di Flamini che va a stamparsi sullo spigolo esterno dell'incrocio.
    Zambrotta spaventa Frey al 27', il terzino azzurro controlla in area un cross , si gira in un "amen" e calcia al volo di sinistro, il portiere respinge sull'esterno.
     
    Partita che stenta a decollare, si gioca molto a centrocampo, con le due squadre che non riescono ad adattarsi al terreno di gioco, molto scivoloso.
    Rischia il Milan al 42', Vargas scatta sulla fascia e fa partire un cross sul quale Gilardino non ci arriva a causa di una presunta spinta di Favalli,
    Rizzoli però indica ai giocatori di rialzarsi e continuare. Montolivo insiste nel calciare da fuori senza trovare mai il modo di impensierire Dida. Termina dopo 2' di recupero il primo tempo, Fiorentina più propositiva, Milan che cerca di controllare il gioco dovendo far il conto anche sulla giornataccia fino ad ora incappata dalle sue stelle.
     
    Partita che riprende e Firenze che per poco non urla di gioia, Gilardino raccoglie un pallone in area, calcia in controtempo d'esterno, pallone  fuori di un niente. La Fiorentina ,che in casa non perde da 5 gare, trema al 52' su un tiro-cross di Kaka che per poco non trova la porta. Franchi gelato al 55', Beckham crossa dal fondo, Gamberini chiude su Inzaghi, sfera che però rimpalla  sui piedi di Kaka che da due passi non dà scampo a Frey e fa 1-0. Milan che ha una tranquillità impressionante, lo si evince dall'abitudine che hanno gli uomini di Ancelotti nell'affrontare queste partite di cosi alta importanza. Spreca il Milan al 62' dopo che Kaka era scattato in contropiede, Inzaghi servito in area dal brasiliano vince una serie di rimpalli e poi arrivato dinanzi a Frey calcia alto. Il Milan cerca di "congelare" la sfera per non incorrere nel rischio di essere schiacciato nella propria area di rigore.
     
    Fiorentina che si spinge troppo in avanti e paga il rischio del contropiede che fulmineo la colpisce al 76' grazie a Pato, che servito da Kaka batte Frey con un tocco sotto. Felicità per i tifosi rossoneri al 77', termina forse uno dei calvari pù lunghi della storia del calcio, dopo essere stato fuori tutta la stagione Nesta ritrova il campo da gioco. Finale di gara ormai dedicato alle passerelle di chi si appresta ad uscire, al 81' è il turno di Beckham che saluta forse temporaneamente i compagni di gioco per trasferirsi nella Major League. Finale che sa poco di calcio e molto di festa, con la Viola che comunque viene inneggiata dai propri tifosi che ringraziano la società per i risultati ottenuti quest'anno.

    Emozionante il finale con l'arbitro che concede la passerella sul campo a paolo Maldini, campione straordinario e uomo incredibile. Milan che sbaglia poche volte gare di questo tipo, come si parlava in settimana a Milanello,rossoneri che evitano l'incubo dei preliminari premiando nel miglior modo il suo capitano, dall'altro lato la Viola chiude un stagione straordinaria sancita ancora una volta dalla conferma della partecipazione per la prossima stagione nell' Europa che conta.
     
    May 24

    37^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
    logo-acm-milan sfnero 2   MILAN - ROMA   
     

    ..nonostante tutto il milan ha vinto comunque, grazie capitano!..

     

    Il Milan gioca un brutto primo tempo, migliora nella ripresa ma non basta per non uscire sconfitto contro una Roma capace di rispondere ad ogni gol dei rossoneri. Per i padroni di casa seconda battuta di arresto consecutiva ed una qualificazione Champions che si complica di molto. I giallorossi invece conquistano tre punti fondamentali per raggiungere l’Europa e dimostrano che in questa stagione avrebbero potuto fare di meglio. Alla fine passerella per un Maldini certamente non molto felice.

    In campo –  Ancelotti ripropone Flamini terzino destro con Jankulovski a sinistra. Coppia centrale Maldini, Favalli. In mezzo al campo c’è Beckham. Panchina per Seedorf. Giocano Kakà, Pato ed Inzaghi. Nella Roma in porta c’è Artur. De Rossi è squalificato, a centrocampo giocano Cassetti, Brighi, Taddei e Pizarro. Davanti Vucinic e Totti.

    Si gioca – Subito un’occasione per Taddei ed una bella parata di Dida. Nettamente migliore l’avvio di partita della Roma rispetto ad un Milan un po’ distratto e lento. Il caldo è nemico delle due squadre ma soprattutto dei padroni di casa che sembrano soffrirlo molto. La Roma ci prova con Totti e con gli inserimenti di Brighi e Taddei. Non arriva il gol ma i giallorossi sono piuttosto pericolosi. Bisogna aspettare 29 minuti per vedere la prima occasione per il Milan. Buona giocata di Pato e palla che finisce fuori di un soffio.  Passano pochi minuti, si arriva al 36’ e la Roma passa in vantaggio. Grandissima punizione di Riise dai venti metri. Cerca di rispondere ancora Pato poi occasione per Vucinic. Il Milan prova a premere con maggiore intensità. L’atteggiamento positivo dei rossoneri continua anche nella ripresa con Seedorf al posto di Beckham. La Roma è un po’ chiusa ed il Milan cerca gli spazi giusti. Zambrotta e Ronaldinho sono le carte che Ancelotti si gioca per riuscirvi. Opportunità per Pirlo e Seedorf ma i due non riescono a sfruttarle nel modo giusto. Al 68’ grande tiro di Kakà e super Artur, poi Ambrosini e ancora bell’intervento del portiere giallorosso. E’ un altro Milan rispetto al primo tempo ed al 70’ arrivano i frutti. Gol di Ambrosini e pareggio rossonero. Al 76’ entra però Menez, è fresco, prima spaventa Dida e poi all’80’ lo batte. Roma nuovamente in vantaggio. Due minuti e doppietta per Ambrosini. Due a due. Poi all’85’ punizione di Totti e terzo gol della Roma. Nel finale espulso Ambrosini. Non succede altro e la festa di Maldini si trasforma in quella di Totti e compagni.

    La chiave – Il caldo ferma un po’ le squadre nel primo tempo. Nella ripresa arriva l’ombra e tutto cambia. Un po’ di frescura regala nuove energie alle squadre e arriva del buon calcio. Alla fine vince la Roma ma poteva uscire qualsiasi risultato.

    La chicca – Nell’ultima di Maldini, e forse anche di Ancelotti, ecco la prima a San Siro della nuova maglia del Milan. Colletto bianco che spicca e due domande… oltre a Maldini quanti giocatori rossoneri non la indosseranno l’anno prossimo ? Spalletti la vedrà tutte le settimane ? Come nella Settimana Enigmistica….La soluzione nel prossimo numero.

    Top&Flop – Kakà gioca una buona ripresa e raggiunge la sufficienza. Maldini gioca una discreta partita e si fa vedere anche in avanti. Ambrosini segna due gol importantissimi. I laterali di difesa chiudono poco ed attaccano ancora
    meno. Riise segna una magnifica punizione. Brighi quando si inserisce è sempre molto pericoloso e Menez entra e gioca molto bene. Vucinic non riesce a dare invece man forte ad un positivo Totti.

     

    May 10

    35^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     

    logo-acm-milan sfnero 1   MILAN - JUVENTUS   
     

    ..a Seedorf risponde Iaquinta il big match in equilibrio..

     

    Milan e Juve pareggiano per 1-1 nel posticipo della 35.a giornata: tra i due litiganti... fa festa solo l'Inter. Qualche novità nella formazione iniziale del Milan: Kalac sostituisce Dida tra i pali, Flamini fa ancora una volta il terzino destro con Zambrotta spostato a sinistra e Jankulovski in panchina. Nella Juventus Ranieri sceglie Marchionni per sostituire lo squalificato Nedved e si affida in avanti al tandem Amauri-Iaquinta. Si parte con un paio di scontri duri a centrocampo; De Ceglie atterra Beckham, due minuti dopo l’inglese si “vendica” su Marchionni e si becca il cartellino giallo. Il ritmo nei primi minuti è buono, ma i portieri non vengono mai chiamati in causa. La prima azione pericolosa la crea al 12’ Iaquinta, su cross di Marchionni, che fa la sponda per Camoranesi la cui conclusione da buona posizione termina alta. Il Milan non rimane a guardare e crea qualche fastidio ai difensori bianconeri con un paio di incursioni dalla sinistra di Kakà.

    Al 17’ occasionissima per Marchionni, liberato bene sulla sinistra da Amauri, su cui interviene in scivolata Flamini che rimedia in extremis. Quattro minuti dopo la palla buona è per Inzaghi che vince il duello con Chiellini e calcia alto di sinistro dal limite dell’area. Si va dall’altra parte con una sponda di Amauri per Iaquinta, sinistro al volo un po’ sporco e Kalac allunga le braccia per bloccare la sfera. Il ping pong di azioni pericolose prosegue attorno alla mezz’ora con un destro a rientrare di Kakà che Buffon neutralizza in due tempi. Al 36’ Poulsen scende centralmente, arriva al limite dell’area rossonera e con il sinistro manda a lato di pochissimo.  

     
    Quattro minuti dopo Inzaghi rischia di far esplodere San Siro con un tiro al volo di sinistro su assist di Pirlo; bello il gesto, ma l’attaccante, da posizione defilata, colpisce male. Si va al riposo sullo zero a zero. Al rientro in campo la partita diventa più vivace: Iaquinta ci prova dopo quaranta secondi, ma calcia alto, poi Inzaghi viene pescato libero in mezzo all’area da Beckham e di testa spreca il perfetto calcio d’angolo dell’inglese. Al 49’ è di nuovo il turno di Iaquinta: diagonale con il destro respinto goffamente da Kalac, poi Amauri da due passi non riesce a ribadire in rete.
     
    Si prosegue con un lancio d’esterno di Zanetti, ancora per Iaquinta, Kalac questa volta fa la cosa giusta e anticipa con i piedi l’attaccante bianconero. Al 57’ il Milan passa in vantaggio con un contropiede concluso da Seedorf: Zambrotta lancia Inzaghi, partito in posizione regolare dalla propria metà campo, che si invola sulla sinistra, arriva sul fondo e serve la palla indietro per Ambrosini che colpisce sporco verso il secondo palo dove interviene il centrocampista olandese per il tap-in vincente.
     
    La risposta della Juventus non si fa attendere e tre minuti dopo arriva il pareggio con Iaquinta: Camoranesi dalla trequarti serve un pallone morbido in mezzo all’area, il più lesto a intervenire è l’attaccante bianconero che in tuffo anticipa Flamini e beffa un poco reattivo Kalac. Ancelotti allora manda in campo Pato per Beckham, con Seedorf che si sposta a destra e Kakà va a fare il trequartista. Al 72’ cambia anche Ranieri che è costretto a sostituire l’infortunato De Ceglie con Zebina. Un minuto dopo Kakà vince un rimpallo al limite dell’area e calcia di sinistro, palla deviata in angolo. Nell’azione seguente Pato va via sulla sinistra, mette in mezzo e Inzaghi gira al volo di sinistro, Buffon può solo guardare la sfera terminare alta di poco. E’ l’ultima azione di SuperPippo che, imbronciato, lascia il posto a Ronaldinho, mentre nella Juve Del Piero timbra la presenza numero 600 in bianconero sostituendo Amauri. A dieci dalla fine Camoranesi decide di concludere un contropiede con un insensato pallonetto a Kalac dal limite dell’area al posto di servire Del Piero libero sulla sua destra. L’85’ è un minuto difficile per Orsato che decide di non intervenire su un contatto in area tra Pato e Legrottaglie e, pochi istanti dopo, punisce con il secondo giallo Favalli per un fallo da dietro su Del Piero. Con il Milan in inferiorità numerica le squadre si spaccano in due e fioccano le azioni pericolose: prima un tiro di Pato viene respinto, poi Zebina spreca un contropiede, si continua con un colpo di testa sotto misura tentato da Ronaldinho e si conclude con un destro violento ma centrale di Legrottaglie. Al fischio finale è 1-1: Inter ancora a +7.
     

    May 03

    34^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
     0   CATANIA - MILAN   2  logo-acm-milan sfnero
     

    ..Milan super motivato passa anche a Catania, allungo sulla Juve.. 

    Il Milan, dopo un… autopalo di Favalli all’inizio, ha passeggiato sotto la pioggia di Catania, segnando due gol con Inzaghi e Kaka’ (che hanno colpito anche due pali) e mancandone almeno due. E’ stata la quinta vittoria consecutiva, quella rossonera, e la squadra di Ancelotti ha rosicchiato 7 punti all’Inter e 11 alla Juve in queste ultime cinque gare. Il Milan ha l’attacco piu’ forte del campionato e in questo momento e’ la squadra piu’ in palla, una volta ritrovato il miglior Kaka’.

    L’avversario stavolta e’ parso inferiore, ma e’ stata la squadra rossonera a dimostrarsi superiore. Squalificato Sciacca, Irrera (o meglio Zenga, anche se era in tribuna), aveva recuperato Mascara e Silvestri e confermato Kosicky in porta. Ancelotti - che ha raggiunto Nereo Rocco per numero di panchine al Milan; 279 - aveva dovuto fare a meno di Flamini (sospeso dal giudice) e aveva recuperato Jankulovski, rinunciando inizialmente a Pato e Ronaldinho. La squadra rossonera all’inizio e’ stata sorpresa dall’aggressivita’ del Catania che su calcio d’angolo ha sfiorato il gol al 7′: colpo di testa di Martinez e deviazione di Favalli che ha colpito il palo alla sinistra di Dida. A questo punto, sotto la pioggia battente, il Milan ha preso in mano il comando della gara, sfiorando il gol all’11′ su calcio d’angolo di Beckham da destra; Maldini ha colpito di testa e sulla linea ha salvato Izco sempre di testa. I rossoneri hanno aggredito sulla sinistra con Jankulovski, da destra con i traversoni di Beckham, mentre Kaka’ ha agito su tutto il fronte dell’attacco e Pirlo ha ispirato i compagni con i suoi lanci.

    Dopo un tentativo malriuscito di Inzaghi, Superpippo ha colpito al 27′: Kaka’ dal centro-destra lo ha servito. La difesa rossazzurra (Silvestre, Silvestri, Stovini) ha dormito e Inzaghi al centro dell’area ha avuto tutto il tempo di controllare e infilare di destro. Per il Catania, solo un tentativo di Martinez arrestato col braccio da Favalli, intervento giudicato involontario. Il Milan ha continuato ad attaccare e ha sfiorato il raddoppio al 39′: Seedorf ha dato a Pirlo sulla sinistra, quasi sul fondo; il milanista ha scucchiaiato per la testa di Inzaghi che ha messo fuori da ottima posizione. Insomma il Milan ha dominato nel primo tempo. Il Catania cosi’ nella ripresa ha inserito Tedesco per Izco. Il tono della partita non e’ cambiato: dopo un inizio discreto dei rossazzurri con un tiro fuori di poco, il Milan ha ripreso il comando del gioco e ha raddoppiato al 6′ con Kaka’. Un’azione corale che ha portato Ambrosini sul fondo sinistro: sul cross, Kosicky ha toccato, Capuano non e’ intervenuto, Kaka’ da un passo ha toccato in rete, fra qualche protesta dei rossazzurri. Il Milan avrebbe potuto segnare almeno due volte con Inzaghi e Kaka’ che hanno colpito i legni. Insomma, grande Kaka’ e Milan in grande spolvero. Il Catania ha tentato qualcosina con Llama, ma la differenza e’ stata netta: i rossoneri hanno dimostrato che se avessero giocato cosi’ bene dall’inizio della stagione, forse sarebbero davvero in corsa per lo scudetto. I rossazzurri forse, raggiunta la salvezza, si sono rilassati.

    April 27

    IL NUOVO GRUPPO di MILAN'S WORLD

     
    MILAN'S WORLD - Cuore Rossonero
     
    Iscrivetevi al nuovo gruppo di Mlan's World! Potete pubblicare anche voi gli interventi e le vostre foto della squadra rossonera... potete consultare il calendario, inserire eventi e partecipare alle discussioni post e pre-partita... Il pianeta milan conquista nuovi orrizzonti, fallo anche tu!
     
     
    Indirizzo e-mail del gruppo:
     
    Indirizzo internet sito del gruppo: 
     
    April 26

    33^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
    logo-acm-milan sfnero 3   MILAN - PALERMO   
     

    ..Milan travolgente, spettacolo, goal e secondo posto!.. 

    Il Milan si conferma la seconda forza del campionato. I rossoneri, infatti, si impongono per 3-0 a San Siro sul Palermo, che può dire addio ai suoi timidi sogni da Champions League, e sfruttano appieno il passo falso della Juve a Reggio Calabria, confermandosi così al secondo posto in solitaria. La formazione di Ancelotti, quanto mai cinica, si è confermata in un gran momento do forma, come già mostrato nelle ultime uscite.

    Ancelotti, che deve rinunciare all’infortunato Pato, ripropone Flamini in difesa con Kakà e Seedorf alle spalle di Inzaghi. Niente da fare, invece, per Ronaldinho che è ancora costretto ad accomodarsi in panchina. Ballardini risponde invece con la coppia da gol Cavani-Miccoli. Sono gli ospiti a partire subito forte, ma è il Milan a passare già in vantaggio al 10’ su calcio di rigore. L’arbitro Rizzoli ha infatti concesso un penalty, tra le proteste rosanero, per atterramento di Ambrosini: sul dischetto va Kakà che trafigge Amelia. Gli uomini di Ballardini non si danno per vinti e vanno vicini al gol al 13’ con Miccoli, ma Zambrotta si salva in angolo. I rossoneri sono in un momento magico, ed ecco che alla prima occasione gli uomini di Ancelotti raddoppiano con un colpo di testa di Pippo Inzaghi, è il 19’, che si conferma in grande forma. Al 27’ padroni di casa vicini al terzo gol con Beckham, mentre i rosanero hanno risposto 5’ dopo con una conclusione dalla distanza di Miccoli che è finita a lato di un soffio. Nel finale di tempo è invece Kakà a sfiorare la doppietta con un destro al limite da fuori.

    Nella ripresa Ballardini toglie Nocerino e si affida al giovane Hernandez, ma è sempre il Milan a sfiorare il 3-0 a ripetizione con Inzaghi, Ambrosini e Kakà. Al 48’ brutta tegola per il Palermo: Bovo viene espulso per fallo su Kakà. I rosanero, costretti a giocare in 10 per quasi un tempo, si afflosciano e così arriva il 3-0 del Milan al 57’ ancora grazie ad un rigore di Kakà, concesso per fallo sul brasiliano. La partita è virtualmente chiusa: Ancelotti butta nella mischia Ronaldinho, mentre Amelia è costretto a dare forfait per guai fisici, al suo posto entra Ukjani. Ci prova Pirlo al 71’ a segnare il poker, e in seguito sarà la volta di Ronaldinho, ma Ukjani tira giù la saracinesca. Sotto la pioggia battente di San Siro si rivede anche Shevchenko, ma il risultato, neppure dopo la girandola di cambi, non cambia. Il Palermo, irriconoscibile, deve alzare bandiera bianca, mentre i Milan può godersi il momento, la rimonta al secondo posto è completata e la Juve a -2 dà una certa tranquillità.
     

    April 19

    32^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
    logo-acm-milan sfnero 5   MILAN - TORINO   
     

    ..sul palco di San Siro le stelle del calcio brillano questa sera.. 

    Uno, due e tre. Di testa, da un angolo all'altro. Di piede. Rapace, tempestivo, quasi avesse vent'anni. E' Filippo Inzaghi che sale a 11 gol in campionato allungando la sua formidabile striscia d'autore: 304 gol segnato in carriera e una voglia inesauribile. La tripletta di Pippo ingrossa il 5-1 con cui il Milan divora il Torino e raggiunge la Juventus al secondo posto in classifica, all'insegna del gran gioco e di una ritrovata armonia che sembrava essersi esaurita. Di Kakà su rigore e Ambrosini i gol che fissano il risultato, mentre è di Franceschini la rete della bandiera granata.
     
    IDEA FLAMINI - Preoccupato dalla condizione della difesa; senza Nesta e lo squalificato Jankulovski, con il rientrante Maldini a corto di preparazione e Favalli bloccato in extremis dal torcicollo, Carlo Ancelotti applica la lezione di Arsene Wenger e schiera, come spesso accadeva nell'Arsenal, Flamini alla destra della difesa. Si rivece David Beckham con Pirlo e Ambrosini. Non si rivede Ronaldinho, ancora una volta relegato in panchina, mentre Kakà gioca a sostegno di Inzaghi e Pato. Giancarlo Camolese schiera il 4-4-1-1 con Rosina alle spalle di Bianchi, ma, come annunciato nella vigilia, non disdegna dighe in difesa con la partecipazione di tutta la squadra.
     
    REAZIONE - Ma il Toro sorprende il Milan con una partenza in pressing convincente. Ben disposti in campo i granata soffocato i rossoneri che rispondono con trame larghe in una trequarti granata molto affollata. Ma lo spavaldo attreggiamento della squadra di Camolese si esaurisce in pochi minuti. Il Milan alza il suo baricentro e dà il via a un monologo di grande efficacia. Pirlo che recupera palla è un fatto ormai noto, ma a stupire di più sono la puntualità di Senderos e le scorribande sulla fascia di Flamini, senza dubbio tra i migliori del primo tempo.
     
    PIPPO E DAVID - Pato regala magie; Kakà aggiunge tacche al suo recupero, ma a fare la differnza sono David Beckham e Filippo Inzaghi. L'inglese ricama e il bomber chiude il conto. Dopo un primo gol annullato giustamente per fuorigioco. SuperPippo raccoglie di testa la palla calciata dalla bandierina dal britannico e infila al 13' alla destra di Flamini, per poi raddoppiare al 37' nell'angolo opposto sul tocco strepitoso dell'ex Manchester United. IL disastro difensivo è evidente e a lasciarci le penne è Rivalta che Camolese cambia con Dellafiore. Ma non c'è' partita per il Torino, annichilito tecnicamente e fisicamente dal possesso di palla del Milan che potrebbe arrotondare ulteriormente il risultato, prima con Kakà e poi con Flamini che sfiora la traversa dal limite.
     
    STRAPOTERE - Al rientro dagli spogliatoi non ci sono Pato, toccato duro alla fine del pirmo tempo, e Dzemaili. Ancelotti lancia Ronaldinho; Camolese si affida a Saumel. Ma l'idea migliore è del tecnico rossonero, perché il Gaucho inventa un assit perfetto in area per Inzaghi, che, evidentemente ancora affanmato, infila questa volta di destro. La standing ovation è doverosa quando Pippo lascia al 20' per Shevchenko: San Siro in piedi per una tripletta che porta a 304 il bottino personale del magnifico bomber. Il rigore trasformato da Kakà per il 4-0 al 23', assegnato da Banti per un netto fallo di Sereni su Ambrosini, è la ciliegina sulla torta; vitamina per il brasiliano ben lontano dalla sua immensa classe. C'è anche gloria per Franceschini che accorcia sfruttando un varco nell'area rossonera. Ma è Ambrosini a chiudere il conto con il 5-1 finale: un diagonale chirurgico sul suggerimento geometrico di Kakà.
     

    April 11

    31^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
     0   CHIEVO - MILAN   1  logo-acm-milan sfnero
     

    ..splendida azione e Seedorf resta decisivo.. 

    Soffre, lotta e alla fine raccoglie il massimo. Il Milan espugna il Bentgodi grazie a un gol di Seedorf nella ripresa su assist di Inzaghi, che quando non segna si rende utile alla causa. Partita difficile contro un Chievo sempre pericoloso, che cala il ritmo solo nel finale. Clamorosa la traversa colpita da Pinzi nel primo tempo, poco prima dell'espulsione di Carlo Ancelotti per proteste. Tre punti d'oro in funzione Champions, per mantenere inalterate le distanze dalla Fiorentina, in attesa della sfida tra Genoa e Juve. Per il Chievo uno stop prevedibile, anche se il gioco conferma che la salvezza è a portata di mano.
     
    QUESTIONE DI FASCE - Il Chievo di Mimmo Di Carlo impone riflessioni. Soprattuto sulle fasce. In campionato il ruolino impeccabile di marcia lo ha costruito sui corridioi laterali. Luciano e Marcolini sono pendolini che riforniscono le punte con precisione spesso letale. Così Carlo Ancelotti, che era partito con propositi di 4-3-1-2, mischia le carte dalla cintura in su e propone un 4-2-3-1. Vala dire Beckham in panchina, Pirlo e Ambrosini davanti alla difesa e una linea di trequartisti composta da Kakà, Seedorf e Pato alle spalle di Inzaghi.
     
    IL SOLITO PATO - Le trame dei gialloblù sono ormai famose. Velocità e pressing sono le sue armi migliori, anche se la difesa fa un figurone, limitando i danni, con la regia di Yepes e Morero. E' il solito Chievo offensivo che fa venire il fiatone al Milan già dopo pochi secondi sul diagonale di Pellissier che gabba come un pollo Senderos. I rossoneri non brillano. Mancano lucidità e fantasia. E', insomma, il solito retorico Milan, lento e ripetitivo, che cerca Inzaghi bersagliato dalla doppia marcatura. Kakà è intermittente. Quando si distende in attacco con le sue ampie falcate dà l'impressione di regalare magie per poi incepparsi negli ultimi venti metri. Pato è il solito noto; colui che semina il panico quando ingrana la quarta, ostinandosi però a cercare la soluzione personale.
     
    ROSSO ANCELOTTI - Il Milan riesce a placare per una buona decina di minuti i veronesi, ma senza mai rendersi pericoloso. Micidiale, semmai, è il contropiede del Chievo che al 33' sfiora il vantaggio con una clamorosa traversa colpita da Pinzi. Un segnale forte che obbliga il Milan a spingere alzando il ritmo. Kakà allunga il passo e penetra in area e in un contrasto con Yepes cade a terra. Ancelotti protesta. Ma il tecnico perde la pazienza al 37' quando critica la decisione di Saccani di far battere una punizione al limite per i rossoneri lontano dal punto del fallo. Saccani non ci sta e invita l'allenatore a lasciare il campo.
     
    FATTORE SEEDORF - Giocare contro il Chievo non è facile. Il Milan lo sapeva. Così Ancelotti telecomanda i suoi: più velocità e palla a terra; rimandando i cambi. Il primo infatti lo fa Di Carlo: fuori Luciano per Colucci. Chievo quindi più coperto, perché il Milan è avanzato di metri e ha velocizzato il suo gioco. Kakà e Pato fanno più paura e scoprono che il lato debole dei gialloblù è la fascia sinistra. E' da lì che nasce all'8' il gol di Seedorf. Il lancio di Jankulovski finisce a Inzaghi che se non segna si dà all'assist: quello per Seedorf che infila con un violento rasoterra. Inzaghi lascia a Flamini, perché c'è da fare diga sulla reazione del Chievo: immediata e pericolosa. Con tanto di gol su punizione, ma annullato da Saccani. Entra Langella per Marcolini, mentre Ronaldinho rileva lo spento Kakà.
     
    SAN DIDA - L'assedio del Chievo è da Fort Apache. Batti e ribatti e sacrificio totale. Dida compreso che al 34' si ricorda come si fa compiendo un miracolo con i piedi sul tocco ravvicinato di Colucci. Di Carlo aggiunge passione in attacco con Esposito (fuori Mantovani), il Milan cambia Pato con Shevchenko. Il Chievo ci mette il cuore, i rossoneri mettono pezze in difesa e concludono palla al piede.
     

    April 05

    30^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
    logo-acm-milan sfnero 2   MILAN - LECCE   
     

    ..tutto alla fine! Grande prova di carattere per i ragazzi.. 

    Il Milan supera per 2-0 il Lecce grazie alle reti di Ronaldinho e Inzaghi in pieno recupero. Successo meritato quello dei rososneri, costantemente pericolosi, ma costretti a soffrire fino alla fine a causa delle parate di Benussi che ha tenuto a galla i suoi per 90'. Ancelotti, inizialmente, preferisce i muscoli di Flamini alla tecnica di Beckham, ma propone Kakà dall’inizio alle spalle di Pato e Inzaghi. Nel Lecce, De Canio si affida a Caserta a sostegno dell’unica punta che è Tiribocchi. I rossoneri si rendono pericolosi già al 5’: bella apertura di Pirlo, Pato fa sponda per Inzaghi che fallisce la girata ravvicinata. I salentini non stanno a guardare e al 10’ fanno prendere uno spavento a Dida: verticalizzazione di Giacomazzi per Tiribocchi che prova il tiro al volo, ma spara alto. La gara è aperta e a cavallo del 13’ ci provano Kakà da una parte e Caserta dall’altra, entrambi con poca fortuna. Il Lecce si difende compatto a ridosso della propria area, ma lascia libertà di manovra al Milan fino alla trequarti: al 17’ traversone al bacio di Jankulovsky per Inzaghi, Ariatti salva in angolo. I rossoneri guadagnano metri col passare dei minuti: al 23’ ci proba Flamini dalla distanza, Munari devia col corpo. Al 28’ bella punizione di Pirlo dalla destra, la palla è solo d spingere in rete, ma Pato e Inzaghi non sono puntali. I salentini hanno un sussulto al 32’ con Vives, ma il numero 20 non impegna più di tanto Dida. Decisamente più pericoloso il tiro di Pato, due minuti dopo, Benussi è battuto, ma la sfera sfila sul fondo di un soffio. Al 39’ Maldini lascia il campo a Senderos per un guaio fisico. Mentre appena prima del fischio finale si assiste alla cosa migliore del tempo: al 44’, Pato parte largo a sinistra all’altezza della metà campo e punta la porta, salta tutta la difesa avversaria, ma davanti a Benussi spreca.

    L’avvio di ripresa è un vero assalto del Milan alla porta salentina. Al 47’ corss di Kakà dalla sinistra per Inzaghi, ma la difesa interviene. Sessanta secondi dopo conclusione debole di Flamini, Benussi controlla. Al 53’ Ancelotti prova il tutto per tutto e toglie Seedorf per fare spazio a Ronaldinho. Ma a rendersi pericolo è ancora Pato che al 60’ sfiora il gol con un bel colpo di testa di poco a lato. Il Lecce ha una fiammata tre minuti più tardi, ma Dida è attento sulla zuccata di Munari. Scampato il pericolo il Milan riparte. Al 63’ ancora il Papero è protagonista, ma Angelo gli sbarra la strada. Sul corner che ne segue colpo di testa di Inzaghi che Benussi alza copra la traversa. Non c’è un attimo di tregua. Al 67’ invenzione di Pirlo per Pato, Benussi esce con tempismo e rinvia, Ronaldinho raccogli il pallone e prova il gol da 50 metri ma pecca di mira. Stessa sorte per la successiva conclusione di Kakà. Al 70’, invece, vi cuole il migliore Benussi per respingere l’ennesimo tentativo di Pato. Negli ultimi minuti di gara trova anche Shevchenko che rileva uno Kakà progressivamente più spento, ma a risolvere la partita un'altra stella: si tratta di Ronaldinho che, al 91’, devia il colpo di testa di Senderos e batte Benussi. Passano due minuti e Inzaghi raddoppia e chiude la pratica Lecce. Il Milan risponde a Fiorentina, Genoa e Roma, tutte vincenti oggi, e mette le mani sulla conquista del terzo posto.

    March 22

    29^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
     0   NAPOLI - MILAN   0  logo-acm-milan sfnero
     

    ..tra errori e pressing il risultato non si sblocca.. 

    Finisce 0-0 il posticipo della 29esima giornata tra Napoli e Milan. Ma al San Paolo si è vista una sola squadra in campo: quella di casa. Agli azzurri, con un buon Mannini e un ottimo Hamsik, è mancato solo il gol, che a dir il vero aveva trovato con Hamsik nel primo se l’arbitro De Marco non avesse visto un fuorigioco a dir poco dubbio, mentre il Milan, dopo le 5 reti rifilate al Siena solo 7 giorni fa, è parso opaco, poco brillante e macchinoso. Un punto importante, comunque, per i rossoneri che si mantengono al terzo posto in classifica, a +4 sul Genoa, mentre il Napoli, che è a quota due pareggi nella gestione Donadoni, dovrà sgomitare per rientrare in zona Uefa.

    Pubblico delle grandi occasione per la sfida che porta alla memoria le gare spettacolari, in cui spesso la posta in palio era anche molto alta, tra le due formazioni degli anni Ottanta. Donadoni getta nella mischia fin dal primo minuto Daniele Mannini, ora che il Tas ha sospeso l’anno di squalifica inflittogli per un ritardo nel controllo antidoping dopo una gara ai tempi in cui militava nel Brescia. Mentre Ancelotti risponde con Seedorf alle spalle della coppia d’attacco Pato-Inzaghi.

    La gara è aperta fin dall’avvio, con frequenti ribaltamenti di fronte. Al 5’ il primo episodio da moviola: Santacroce tocca con il braccio un assist di Pato per Inzaghi, ma per l’arbitro De Marco non è rigore. Il primo vero tiro in porta del match arriva al 24’ quando un sinistro di Mannini termina di poco a lato. Al 29’ ci prova Zalayeta, ma la sua conclusione dalla distanza termina a lato. Al 30’ grande occasione per il Milan con Seedorf, ma Navarro si salva in angolo su un insidioso tiro dalla distanza dell’olandese. Nel finale di tempo fiammata dei padroni di casa che prima sfiorano la rete con Lavezzi, ma Dida si supera in acrobazia, e poi lo trovano con Hamsik al 37’. L’arbitro De Marco annulla però il gol del vantaggio partenopeo per un fuorigioco, parso inesistente, dello slovacco. Gli uomini di Donadoni non si abbattono e proseguono ad attaccare, senza però trovare la via del gol.

    Nella ripresa il Milan, che nel primo tempo ha cercato di colpire con incursioni sul filo del fuorigioco dei suoi senza però mettere troppo paura ai partenopei ben coperti in difesa, ci prova già al 49’ con Seedorf, ma Navarro non si lascia sorprendere. I rossoneri proseguono nel pressing, ma Contini e Cannavaro sono impeccabili e così la incursioni ospiti restano sterili. Ben più vivace il Napoli in contropiede, la cura Donadoni sembra aver dato i suoi frutti, che va vicino al gol con un colpo di testa in tuffo al 56’ di Mannini che però sorvola la traversa. Ancelotti decide di cambiare qualcosa: fuori uno stanco Seedorf per Kakà, quindi poco dopo è Inzaghi a lasciare il posto a Ronaldinho. Il Milan vuole i tre punti, questo è chiaro, per tenersi stretto il terzo posto dalla incursioni del Genoa, ma ecco che il Napoli a creare la più cristallina occasione da gol del match. Al 64’ Hamsik pennella un perfetto cross in area per Zalayeta, ma l’uruguaiano sbaglia il tap in solo davanti a Dida.

    I rossoneri, che continuano a soffrire gli azzurri, rispondono con Kakà, ma la retroguardia avversaria non si lascia sorprendere. Il Napoli replica con Lavezzi, servito alla perfezione da Mannini, ma la conclusione dell’argentino è da dimenticare, e poi con Zalayeta, ma Dida è una saracinesca. I rossoneri, nonostante i cambi, sono macchinosi e non riescono a rendersi pericolosi, e sono così i padroni di casa, con Lavezzi a sfiorare il gol in un paio di occasioni. Nel finale, oltre al nervosismo della panchina rossonera, spicca una punizione di Beckham che Navarro para in due tempi. La gara non si schioda dallo 0-0 e gli azzurri possono sorridere, si vede la luce in fondo al tunnel, rimandato invece il Milan.
     

    March 15

    28^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
     1    SIENAMILAN    logo-acm-milan sfnero
     

    ..perla numero 300 per Pippo Inzaghi, il milan stravince a siena..

     
     

    La difficile trasferta di Siena si trasforma in un autentico gala del gol per il Milan, trascinato dalle doppiette di Inzaghi e Pato. Con i tre palloni d'oro Kakà, Shevchenko e Ronaldinho in panchina, sono dei due attaccanti, il giovanissimo brasiliano e il grande veterano, le firme più fulgide sul rotondo successo per 5-1 colto dalla squadra di Ancelotti. Privo anche di Seedorf, il Milan è orchestrato in mezzo da Pirlo e Beckham. Le perplessità svaniscono già al 7': fallo da dietro di Codrea su Flamini, Ayroldi non ha dubbi e decreta il rigore, Pirlo batte Curci.

    Solo 4 minuti e Abbiati si fracassa un ginocchio anticipando Kharja in uscita ma scontrandosi con Favalli: il portiere esce in barella con le mani sul volto, rilevato da Dida. Per tutto il primo tempo, i rossoneri provano ad addormentare la partita col possesso palla, ma il Siena non ci sta. I bianconeri di Giampaolo si riversano nella metà campo avversaria, pressano con veemenza i portatori di palla e sfruttando la vena di Maccarone vanno più volte vicini al pareggio.

     
    Al 17' Calaiò indirizza nell'angolino una palla d'oro servitagli sul secondo palo da Maccarone, Dida è salvato dalla decisiva e fortuita deviazione di Favalli. Al 25' Maccarone ci prova di persona con un destro al volo che Dida osserva uscire di poco. Due minuti dopo lo stesso attaccante fa impazzire Zambrotta e da sinistra pennella un nuovo cross per Calaiò che, libero di saltare, manca la deviazione di vincente colpendo con testa e spalla. Al 35' Ambrosini entra a due gambe su Kharja: ammonito, salterà la prossima partita. Proprio al 45' ancora un'occasione per il Siena: sontuoso cross del solito Maccarone che trova Vergassola in area pronto alla conclusione al volo, palla alta sulla traversa.  Il Siena spreca e viene punito da Inzaghi al secondo minuto di recupero. Angolo da sinistra, palla bassa mancata da mille piedi finché non sbuca l'inesorabile sinistro di Pippo. Il Milan gioisce e nella ripresa saluta il rientro di Kakà, in campo per Ambrosini. Il fuoriclasse si muove bene, ma il Milan trova il terzo gol al 55' con un'autentica invenzione del connazionale Pato, che dai 25-30 metri lascia partire un destro di rara potenza che si insacca alla sinistra di Curci. Due minuti e Kakà fallisce una clamorosa occasione: Pirlo appoggia a Flamini che scatta in area da sinistra e rimette al centro, il brasiliano è all'altezza del dischetto, dove prende la mira e... calcia alto.

    Al 62' Maccarone raccoglie il meritatissimo gol personale, infilando Dida con un diagonale dal limite. Il Siena non smette mai di correre e lottare, ma fa da spettatore all'ultimo scampolo di partita, tutto in rossonero. Al 71' Inzaghi realizza il quarto gol del Milan, seconda marcatura personale: l'attaccante taglia in area, detta il passaggio a Pirlo e scarica alle spalle di Curci. Un minuto dopo, azzoppato da un pestone, Kakà abbandona rilevato da Ronaldinho. Una grave indecisione di Curci, fin lì incolpevole, favorisce il quinto gol del Milan: è il 78', gran lancio di Pirlo che innesca Pato, per anticiparlo Curci esce fuori area ma manca la sfera e lascia via libera al brasiliano che insacca a porta vuota. Nel finale emerge l'orgoglio del Siena, che coglie una traversa con Codrea e manca un gol fatto con Amoruso. Una tenacia da applausi, ma la festa è solo rossonera.
     
    LE PAGELLE
     
    Siena (4-3-1-2): Curci 5, Zuniga 5, Portanova 5, Brandao 5 (4' st Ficagna 5), Del Grosso 5.5, Barusso 5 (11' st Ghezzal 5), Codrea 5, Vergassola 4.5, Kharja 5.5, Maccarone 6.5, Calaiò 5.5 (25' Amoruso 5) (1 Eleftheropoulos, 21 Rossi, 55 Coppola, 7 Frick). All.: Giampaolo 5.

    Milan (4-3-1-2): Abbiati sv (12' pt Dida 6), Zambrotta 6, Maldini 6.5, Favalli 6, Jankulovski 5.5, Flamini 6.5, Pirlo 6.5, Ambrosini 5 (1' st Kakà 5.5, 26' Ronaldinho 6), Beckham 6, Pato 7.5, Inzaghi 7.5 (24 Senderos, 77 Antonini, 5 Emerson, 76 Shevchenko). All.: Ancelotti 7.

    Arbitro: Ayroldi di Molfetta 5,5.
    March 08

    27^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
    logo-acm-milan sfnero 3   MILAN - ATALANTA   
     

    ..tutto con Superpippo Inzaghi.. 

    Dopo i tre anticipi del sabato con le vittorie dell' Inter con il Genoa (2-0) e della Juventus nel derby con il Torino (1-0) e il pareggio casalingo della Roma con l'Udinese (1-1), la 27esima giornata di serie A ha visto il Milan ritrovare la vittoria. Una tripletta dell'intramontabile Filippo Inzaghi regala ai rossoneri una vittoria più sofferta di quanto non dica il risultato. Onore delle armi all'Atalanta che quando vede una big si esalta. I nerazzurri, oggi in maglia bianca, sono stati per lunghi tratti padroni del campo, ma hanno avuto la colpa di non riuscire a segnare, per imprecisione o per i grandi interventi di Abbiati. Onore soprattutto al bomber rossonero, giunto a quota 143 reti in maglia rossonera. Entrambi i tecnici devono fare a fronte alle numerose assenza. Ancelotti piazza Beckham dietro a Pato e Inzaghi, mentre Delneri, a sorpresa, lancia Peluso dall'inizio e conferma Plasmati unica punta.

    Inzaghi in gol dopo soli 7 minuti - La gara si mette subito bene per i rossoneri che al 7' passano in vantaggio con Inzaghi, abile a raccogliere un bell'assist di Jankulovski e a battere consigli. I rossoneri sfiorano il raddoppio al 20': sontuoso cambio di gioco di Beckham per Pato che punta Talamonti, lo supera, ma col sinistro calcia a lato. Il 'papero' oggi non è preciso e lo dimostra due minuti dopo quando ci prova ancora, questa volta di destro, ma la mira è sempre imprecisa. A questo punto l'Atalanta prende coraggio e ci priva con Guarente (23') e Cigarini (20'), ma Abbiati fa buona guardia. Alla mezz'ora autentica prodezza del portiere rossonero che deve superarsi per deviare l'angolata conclusione di Bellini. Botta e risposta poco dopo il 30': prima Consiglio si fa trovare pronto sul tiro di Jankulovski e sul capovolgimento di fronte, Abbiati deve opporti in tuffo al colpo di testa di Plasmati. Il duello tra il portiere rossonero e l'attaccante si ripete anche al 40' e ancora una volta ad avere la meglio è il milanista.

    Buona Atalanta, ma il Milan dilaga - Anche a inizio ripresa l'Atalanta è arrembante, ma al 51' il Milan ha un'occasione clamorosa con Pato che, solo davanti a Consigli, non inquadra la porta. Scampato il pericolo, i nerazzurri si rituffano generosamente in avanti e sfiorano il pareggio con Cigarini e Ferreira Pinto, ma a trovare il gol è ancora Inzaghi che al 71' riceve palla da Pato, evita Consigli e infila a porta vuota. Tre minuti più tardi arriva il 3-0: Zambrotta fa tutto bene e serve ancora Inzaghi che deve solo spingere la palla in fondo al sacco. Nei minuti finali non accade praticamente più nulla. Inzaghi esce tra gli applausi e se il Milan torna a respirare è soprattutto merito suo

    March 01

    26^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
     2  SAMPDORIAMILAN  logo-acm-milan sfnero
     

    ..naufragio Millan nella sfida della lanterna..

     

    Dopo la cocente eliminazione in Coppa Uefa, seconda tegola in tre giorni per il Milan. A Genova, infatti, la Sampdoria batte i rossoneri per 2-1 grazie ai gol di Cassano al 33' del primo tempo e di Pazzini al 7' della ripresa. Inutile la rete di Pato all'80' anche perché, due minuti più tardi, viene giustamente annullato per fuorigioco il colpo di testa vincente di Emerson. Con questa sconfitta, si è ridotto a un solo punto il vantaggio sulla Fiorentina.

    LE PAGELLE

    Pato 6,5: Continua, suo malgrado, a predicare nel deserto. Ma, nonostante il talento, per i miracoli non è ancora attrezzato.

    Pazzini 7,5: Fa pokerissimo con la maglia della Samp, regalando a chi ha scommesso su di lui un jackpot adeguato all'investimento. Non contento, fa ammonire mezza retroguardia rossonera e, considerato il feeling con Cassano, regala ai tifosi doriani nuove (e vecchie) emozioni.

    Pirlo 4,5: Lui, che del controllo ha fatto un marchio di fabbrica nonostante non abbia mai potuto contare sulla potenza, è rimasto a piedi. Il suo motore va alla metà dei giri (per essere generosi) rispetto a quello degli avversari e il risultato è disarmante. Mai visto così lento, molle, impreciso. Urge sosta ai box per rifornimento.

    Cassano 7,5
    : Il pallone, semplice prosecuzione del suo piede, rimane sempre incollato. Gli avversari, semplici birilli da saltare, rimangono sempre al largo.

    Seedorf 5: Considerato lo schema di giornata (con due esterni per fascia) la presenza dell'olandese è inutile per non dire dannosa. Galleggia fra le linee (ovvero tra la pochezza del centrocampo e Pato) e si adegua. Al centrocampo...

    February 26

    SEDICESIMI COPPA UEFA: MILAN - WERDER BREMA

    uefa_cup_wide
     
    Milan 2 Milan  -  W. Brema 2
     
    ..Nulla da fare, il Milan saluta l'europa..
     
    Il Milan è stato eliminato dalla Coppa Uefa per mano del Werder Brema. Dopo l'1-1 della gara d'andata i rossoneri hanno pareggiato 2-2 nel match di ritorno a San Siro. I rossoneri sbloccano al 26' con il gol di Pirlo su rigore. Penalty concesso per un fallo di mani in area di Frings su una punizione di Beckham. Il raddoppio arriva al 33' con un destro potente di Pato dal limite dell'area. Nella ripresa il Werder Brema raggiunge il pareggio con la doppietta di Claudio Pizarro, a segno al 68' e al 79', che regala ai tedeschi l'accesso agli ottavi di finale contro il Saint-Etienne. 
     
    February 22

    25^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
    logo-acm-milan sfnero 1    MILAN - CAGLIARI    
     

    ..Seedorf batte cagliari e fischi.. 

    Con il solo Inzaghi davanti, segnare diventa un’impresa difficile. I rossoneri ci provano ma per riuscirvi debbono aspettare un errore della difesa cagliaritana. I sardi giocano una discreta partita, spaventano il Milan ma fanno troppo poco per trovare il pareggio.

    In campo - All’ultimo da forfait anche Pato. Già orfano di Kakà e Ronaldinho, Ancelotti, tra campo e panchina, ha a disposizione un’unica punta che è Inzaghi. In difesa spazio a Bonera, con Favalli a sinistra, Jankulovski va a centrocampo. Milan con il 4-4-2. Nel Cagliari recupera Jeda. Con lui, in avanti c’è Acquafrasca. Centrocampo Biondini, Conti, Fini con Cossu dietro le punte. Allegri, nonostante la difficoltà della partita, non rinuncia a proporre un Cagliari offensivo.

    Si gioca - Il Milan sfrutta l’insolita per lui, superiorità numerica a centrocampo, pressa molto e gioca in ampiezza sulle due fasce. I rossoneri fanno tutto bene in avvio di partita sennonché Inzaghi è troppo solo in avanti. L’attaccante trova un gran tiro al 9’ ma Marchetti è attento. Il Cagliari fa un po’ fatica, cresce con il passare dei minuti e  al 15’ ha una grande occasione con Acquafresca. Bravo Abbiati. Non un grande ritmo e non un grande spettacolo. Gli spazi sono stretti ed è difficile vedere belle azioni. Al 33’ Acquafresca di testa e Abbiati mette in angolo. I rossoneri manovrano, il Cagliari cerca il contropiede. Milan che ci prova con tiri dalla distanza. Nel finale grande conclusione di Cossu e ancora bravo Abbiati.

    Il giocatore sardo si ripete al 50. Palo pieno. Cagliari vicinissimo al gol. Il Milan fa molta fatica in avanti. Seedorf ed Inzaghi se la devono vedere con troppi uomini e passare è davvero difficile. Per trovare il gol i rossoneri hanno bisogno di un errore della difesa cagliaritana che arriva al 65’. Incomprensione Marchetti Lopez e rete di Seedorf. Il Cagliari non riesce a reagire ed il Milan si esibisce in un grande possesso palla. Ritmo di gioco sempre piuttosto basso. Ancelotti inserisce Ambrosini per Inzaghi. Milan senza nessuna punta in campo. Nel finale non ci sono altre occasioni. Il risultato rimane immutato. Un clamoroso errore della difesa rossoblu consegna i tre punti al Milan. Una partita ostica che si è sbloccata grazie solo ad un episodio. La chiave per aprire la porta del Cagliari la trova Lopez.

    Tiro di Cossu al 50’ e palo pieno. Una conclusione stupenda e sulla quale Abbiati non avrebbe potuto niente. Un tiro degno di Beckham ma che a scoccarlo è un giocatore sicuramente meno famoso ma con una tecnica da grande. Poi Seedorf trova un gol davvero importante e gioca una partita molto generosa. Bene Maldini e Zambrotta. Abbiati è sempre molto sicuro. Inzaghi troppe volte in fuorigioco. Cossu è il migliore dei suoi. Jeda fa troppo poco. Lopez ha sulla coscienza la rete rossonera.

    IL TABELLINO

    MILAN – CAGLIARI 1-0
    MARCATORI: 65’ Seedorf (M)

    MILAN (4-4-2): Abbiati 6.5; Zambrotta 6.5, Bonera 6 (70’ Senderos 6), Maldini 6.5,  Favalli 6; Beckham 6.5 (92’ Antonini s.v.),  Pirlo 6.5, Flamini 6, Jankulovski 5.5; Seedorf 7; Inzaghi 5.5 (84’ Ambrosini s.v.). A disposizione: Dida,  Kaladze,  Viudez, Emerson All. Ancelotti

    CAGLIARI  (4-3-1-2): Marchetti 6.5; Matheu 6 (84’ Agostini s.v.), Canini 6, Lopez 5.5, Pisano 6; Fini 6, Conti 6, Biondini 5.5 (72’ Lazzari 5.5); Cossu 6.5; Jeda 5.5, Acquafresca 6 (63’ Matri 5.5) A disposizione: Lupatelli, Astori, Bianco, Parola All. Allegri
     

    February 18

    SEDICESIMI COPPA UEFA: WERDER BREMA - MILAN

    uefa_cup_wide
     
     1  W. Brema - Milan  1 Milan
     
    ..Pippo non basta, al Meazza si dicede tutto..
     
    Sfuma a poco più di 5' dalla fine la vittoria del Milan nella gara di andata dei sedicesimi di finale di coppa Uefa. I rossoneri pareggiano 1-1 in Germania contro il Werder Brema, un risultato comunque positivo in ottica qualificazione. In vantaggio al 36' del primo tempo grazie ad una rete di Inzaghi, il Milan (Beckham in panchina e in campo solo nei minuti finali, Ronaldinho titolare, Pato in tribuna) ha sfiorato nella ripresa il raddoppio (palo di Inzaghi) subendo il gol del pari all'84'. A firmare l'1-1 il brasiliano Diego su assist di Hugo Almeida. E nel finale tedeschi vicinissimi al gol del successo con un palo di Pizarro.
    Giovedì prossimo 26 febbraio il match di ritorno al Meazza.
     
    February 15

    24^ GIORNATA DI CAMPINTO 2008/09

     
     2     INTERMILAN     logo-acm-milan sfnero
     

    ..tra dubbi e occasioni da rete l'inter si aggiudica il derby..

     
     Doveva essere il derby di Paolo Maldini e di Beckham, è stata invece la stracittadina delle polemiche arbitrali. L`Inter si aggiudica il derby `De la Madonnina` al termine di 90` di gioco spettacolari, ma inquinati da almeno due gli episodi alquanto discutibili: il gol di Adriano dell`1-0 e l`abbraccio troppo affettuoso con cui Chivu ha atterrato Inzaghi in uno dei momenti di maggiore pressione rossonera.

    Pronti e via, alla prima azione della gara Ibrahimovic si incunea in area e, imbeccato dalla punizione di Cambiasso, manda alto di testa. C`è grande agonismo in campo e al 6` sono i rossoneri a farsi applaudire dalla loro fetta di tifosi con la rovesciata di Zambrotta che Julio Cesar blocca però facilmente a terra. E` la squadra in maglia rossonera a tenere le redini del discorso dialogando con una fitta trama di passaggi, ma dopo un`inconcludente contropiede di Pato e un colpo di testa largamente fuori misura della prima punta brasiliana è Stankovic ad avere sui piedi una palla d`oro per l`1-0 ma, solo davanti ad Abbiati, il serbo tergiversa colpevolmente facendosi recuperare da un prodigioso Ambrosini. La gara vive di ripetuti ribaltamenti di fronte ed è il Milan ad avere le chiavi della partita. Attorno al 20` è ancora Pato ad avere due occasioni, ma sulla prima perde però palla e tempo per la battuta, mentre poi è solo la manona di Julio Cesar a salvare il risultato sull`esterno vellutato del giovanissimo connazionale. Proprio nel momento migliore del Milan, Maicon mette la freccia e trova con un traversone velenoso Adriano, che devia in rete il gol del vantaggio aiutandosi però in maniera piuttosto evidente con il braccio destro. Il Milan non ci sta, soprattutto Seedorf, che al 35` da spettacolo con un pregevole palleggio concluso da un tiro respinto in angolo, l`Inter si fa vedere invece con Maicon (sfera regalata alla curva) e Adriano, la cui conclusione è troppo debole e centrale per impensierire Abbiati. Obiettivo che riesce invece a Stankovic, che al 43` si fa perdonare fulminando Abbiati con un destro in corsa che raccoglie l`appoggio aereo di Ibrahimovic gonfiando la rete rossonera per la seconda volta.

    Al rientro dagli spogliatoi Adriano rischia di chiudere la contesa quando al 47` s`invola su un lunga verticalizzazione e vince il duello con Kaladze prima di gettare alle ortiche la palla del match-point. Passano pochi secondi e il centrale georgiano perde questa volta Ibrahimovic, ma per sua fortuna Adriano non riesce a raggiungere il suggerimento dello svedese. Ronaldinho e Seedorf pingono alla ricerca del gol, con il primo nelle vesti del suggeritore e l`olandese che al 52` manca l`aggancio e un minuto dopo non centra lo specchio. Ancelotti a questo punto si gioca la carta Inzaghi, che entra al posto di un Beckham claudicante. E` Abbiati però che al 60` deve mettere la punta delle dita per salvare su Ibrahimovic, mentre poco dopo osserva la girata al volo di Adriano spegnersi di poco a lato. Al 62` l`estremo difensore milanista tira nuovamente un grosso sospiro si sollievo guardando Muntari che da due passi colpisce malamente mandando alle stelle il possibile 3-0. Al 66` è Maicon a tentare con una delle sue solite percussioni, ma l`esito è infelice. L`orgoglio rossonero non è sopito e il Milan torna in corsa al 70`, quando Ronadlinho apre per Jankulovski, che trova Pato libero di battere a rete dal centro dell`area per il 2-1. La rete infiamma la sfida e a un quarto d`ora dal termine Inzaghi e Adriano sfiorano la quarta rete della serata. Gli ultimi minuti sono tutti tinti di rossonero: Inzaghi regala ai suoi l`illusione del gol quando al 78` realizza, in fuorigioco, un gol che sarebbe stato da cineteca, mentre all`80` Rosetti non fischia un rigore macroscopico, con Chivu che abbatte Inzaghi in area. Sugli sviluppi della stessa azione Pato arriva a un niente dal gol del pari, ma Julio Cesar gli ricaccia l`urlo in gola. Mourinho decide allora di blindare la retroguardia inserendo Vieira per Adriano e Burdisso per Stankovic. Il fortino nerazzurro tiene fino al triplice fischio, anche se allo scadere rischia il tracollo con un rasoterra velenoso di Inzaghi al quale Julio Cesar, spiazzato, oppone la punta del piede. LInter si aggiudica così una sfida pirotecnica in cui non sono mancati i colpi di classe da entrambe le parti, ma soprattutto i casi da moviola. 
    February 08

    23^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
    logo-acm-milan sfnero 1    MILAN - REGGINA    
     

    ..passo falso, si ritorna sul podio più basso.. 

     Finisce in pari 1-1 Milan-Reggina, 2/o anticipo della 23/a di serie A. In gol Di Gennaro e Kaka'. A una settimana dal derby, Inter a +8. Reggina in vantaggio per prima (33') con De Gennaro che sfrutta l'assist di Corradi. Rossoneri sotto tono, il pari arriva al 67': Pato steso in area, rigore realizzato da Kaka'. Pato cerca il raddoppio da grande distanza, fuori di poco cosi' come il tiro di Inzaghi su cross di Beckham. Nel finale assalto rossonero ma l'ultima occasione e' per Corradi.
     
    LE PAGELLE
     

    Abbiati 6.5 - Un paio di interventi importanti prima di subire il gol, poi fa da spettatore agli assalti dei compagni.
    Bonera 5.5 - Preso in velocita` da Di Gennaro sul gol, ma anche prima aveva sofferto il giovane attaccante, come in occasione dell`ammonizione.
    Jankulovski 5.5 - Un colpo di testa parato da Campagnolo la cosa migliore di un match mediocre.
    Maldini 5.5 - Anche lui fat-ica parecchio, non sempre gli basta l`esperienza.
    Zambrotta 6 - Tanta spinta e molti cross nel continuo assedio assedio della ripresa, poco preciso in fase di conclusione.
    Seedorf 5.5 - Nonostante l`impegno non riesce ad incidere. Sfortunato sul tocco di mano che gli invalida il gol.
    Beckham 6.5 - Tra i migliori, abilissimo nel suggerire e lanciare i compagni che peraltro non riescono a sfruttare i suoi assist.
    Ambrosini 6 - Lotta con il solito impegno, reclama anche un rigore. Sacrificato per inserire Seedorf. 
    Kaka` 6 - Partita difficile da giuduicare: un paio di giocate di classe, il rigore trasformato con la solita freddezza ma anche tanti passaggi a vuoto.
    Flamini 6 - Un buon primo tempo, va anche un paio di volte al tiro in maniera pericolosa. Cala nettamente nella ripresa.
    Pato 6 Si procura il rigore e questo gli vale la sufficienza, ma spreca anche parecchio in fase di tiro.
    Ronaldinho 6 -  Nel primo tempo sfiora il gol con una bella azione personale, nel secondo tempo fa più fatica. Il campo pesante non lo aiuta.
    Inzaghi 6 - Sfiora il gol di testa, manca l`appuntamento con il pallone in un secondo momento. In pochi minuti non poteva fare di piu`.