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    November 08

    12^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2009/10

     LAZI0         1

     MILAN      2 

      

        ..Goal a ritmo di samba all'Olimpico..

    Sensazioni opposte sulle due panchine, Ballardini è in bilico come un equilibrista su un filo interdentale mentre Leonardo si gode il magic moment della sua squadra. Il Milan è in periodo positivo, la Lazio in crisi nera e alla prima palla goal i rossoneri passano con Thiago Silva. La reazione della Lazio è legata alle invenzioni di Zarate, spesso devastante in dribbling ma sfortunato nelle conclusioni. Al colpo del ko laziale ci pensa così Pato con uno stacco perentorio per il raddoppio ai padroni di casa non basta buttare il cuore oltre l’ostacolo nella ripresa e arriva solo il goal della bandiera per il definitivo 1-2.

    In campo – Davide Ballardini cerca di stabilizzare la propria traballante panchina tornando al collaudato 4-3-1-2 con Matuzalem alle spalle della coppia Zarate – Rocchi per cercare una vittoria che manca da troppo tempo. Leonardo risponde con lo schieramento della rinascita rossonera, Ronaldinho e Pato sulla trequarti dietro il ritrovato Borriello.

    Si gioca – Piove a dirotto sul campo da gioco, la Lazio prova ad approfittare della presunta difficoltà dei tecnici giocatori rossoneri e spinge sull’acceleratore, Rocchi però mette inmostra ancora una volta le sue polveri bagnate e calcia malamente sul fondo. Il Milan rimane guardingo e al 21’ punisce; Lichtsteiner fa uno stupido fallo su Zambrotta e sulla punizione susseguente di Pirlo arriva prima di tutti di Thiago Silva per lo 0-1. Pochi minuti dopo Pato fa le prove generali del raddoppio ma il suo tiro cross viene intercettato da Muslera. I biancocelesti sono poca cosa, tutto il gioco è affidato alle magie di Zarate che è costretto a scartare mezza squadra avversaria per avvicinarsi alla porta. L’argentino sfiora il pareggio su calcio di punizione ma Dida è prontissimo, al 35’ invece il Milan non perdona; cross di Ronaldinho dalla solita zona bucata di Lichtsteiner e stacco di testa di Pato su Kolarov per lo 0-2 di fine primo tempo.

    Nella ripresa c’è Cruz al posto di Mauri, Lazio a trazione anteriore. I padroni di casa spingono di continuo, Kolarov sale spesso e su un suo cross basso Cruz non trova la porta da pochi metri. Zarate è il giocatore più temuto dai rossoneri e al 19’ da una sua iniziativa nasce l’autogoal di Thiago Silva per l’ 1-2. Passa meno di un minuto e l’infermabile argentino salta tutti ma sul suo destro potente c’è ancora Dida! Sempre i biancocelesti alla ricerca disperata del pareggio, Meghni appena entrato centra per Rocchi che tutto solo mette a lato di testa coronando una prestazione disastrosa. Il Milan agisce ormai di rimessa e va vicino più volte alla terza rete. Flamini prova un gioiello al volo di rara bellezza, ma ancora meglio è la risposta con la mano di riporto di Muslera. Lo stesso portiere uruguagio spazza definitivamente le critiche recenti volando ancora su un destro di Pato destinato all’incrocio, doppio bel gesto tecnico che mette la parola fine alla partita.

    La chiave – La differenza di qualità a centrocampo tra le due squadre sposta clamorosamente gli equilibri a favore del Milan. La regia di Pirlo è sempre sapiente e tatticamente perfetta, Ambrosini chiude i varchi nella corsia di Ronaldinho mentre Seedorf cuce e ricama con lucidità. L’esatto contrario è il trittico di metà campo dei capitolini, Baronio passeggia, Brocchi corre quasi sempre a vuoto mentre Mauri è un ectoplasma… La chicca – Flamini entrato da poco s’ inventa un destro al volo sensazionale da 20 metri, la palla velocissima vola verso il sette della porta laziale ma Muslera decolla letteralmente a togliere la palla dal sacco con la mano di riporto per una parata da copertina.

    Top&Flop – Nella Lazio Zarate brilla su tutti, i subentranti Meghni e Cruz regalano una marcia in più ai compagni e raggiungono la sufficienza. Bene Muslera e Radu, disastrosi Mauri, Brocchi e Rocchi.
    Nei rossoneri migliori in campo Pirlo e Pato, Borriello non ne becca una mentre Zambrotta e Oddo si fanno troppo schiacciare nella ripresa.
    November 03

    UEFA CHAMPIONS LEAGUE: Milan - Real Madrid

     Milan               1

     Real Madrid    1

       

        Partita di lusso offre spettacolo...!

    Si accendono le luci a S.Siro per la sfida simbolo del calcio europeo: le 16 Coppe dei Campioni in campo tra il Milan e il Real Madrid dicono tutto. Le due squadre sono pronte a darsi battaglia dopo il sorprendente 2-3 dell'andata in favore dei meneghini.E' la gara del ritorno dell'indimenticato Kakà a Milano, della voglia di Ronaldinho di tornare protagonista in Europa, del possibile riscatto di Dida dopo l'incredibile papera di Madrid, dell'orgoglio di Pellegrini, allenatore del Real. In palio, ovviamente, tre punti fondamentali per proseguire il cammino in Champions.

    Molto bella, finalmente, la coreografia del tifo rossonero su entrambe le curve, con scritte in inglese ad incitare il "Devil" a combattere in questa notte. Leonardo conferma il 4-3-3, modulo rischioso ma che sta portando molti punti nell'ultimo mese: Borriello è il centravanti (Inzaghi e Huntelaar in panchina), affiancato da Pato e Dinho. In difesa torna Nesta titolare, dopo l'infortunio contro il Napoli. Pellegrini si gioca la sua permanenza sulla panchina dei blancos con scelte "pericolose": fuori l'idolo Raul, per far posto a Higuain. Out per infortunio Ronaldo, Marcelo è spostato a centrocampo, con Arbeloa a coprire in difesa. Diga solita con Diarra-Alonso. L'allenatore cileno recupera per la panchina Van Nisterlooy, reduce da un grave infortunio.

    Al 2' si fa vedere Ronaldinho con un lancio in area, ma troppo lungo per gli attaccanti. L'inizio del Milan è discreto, con buon possesso palla e tentativi di giocate singole. Al 4' si rischia la prima "Didata", col portiere brasiliano che svirgola il rinvio di piede, ma Benzema è defilato e non rende pericolosa l'azione. Il grande ex Kakà si dimostra subito in giornata e gioca in posizione molto centrale, con licenza di svariare per tutto il campo, come faceva con la casacca rossonera. Il Pallone d'Oro 2007 prova la conclusione al 5', tiro respinto. Poco dopo ci prova Benzema, il cui tiro è deviato da Oddo e poi in angolo da Dida. Il Real cresce notevolmente e controlla il gioco. Al 7' conclusione di Higuain dopo un'ottima azione sulla fascia sinistra, Dida para a terra. I blancos appaiono più attenti e determinati rispetto all'andata, il Milan soffre. Al 10' travolgente azione di Kakà sulla sinistra, palla in mezzo, dove Thiago Silva (meglio di Nesta finora) spazza in angolo. Al 12' ennesimo brivido per i tifosi milanisti: tiro di controbalzo di Sergio Ramos, vicinissimo al palo. Il Milan fa molta fatica a trovare Borriello, mentre sono più frequenti le verticalizzazioni lunghe alla ricerca del movimento di Pato, sempre bravo a tagliare dalla fascia verso il centro dell'area. Al 17' proprio un gran lancio di Dinho trova Pato, la difesa Real rischia il pasticcio, ma si salva. Poco dopo Benzema scarica un gran destro dal limite, fuori di non molto. Al 24' prima vera occasione da gol per i padroni di casa: Seedorf, libero, serve Pato che entra in area, scarta Pepe e conclude, ma Casillas para con un bell'intervento. A metà tempo, possesso palla 56%-44% in favore degli spagnoli, più attivi a centrocampo. Nel Milan sotto tono Pirlo, mentre Ambrosini è un leone.
     
    Al 29' il vantaggio, meritato, per le merengues: Kakà accelera alla sua maniera, tiro respinto centralmente da Dida e Benzema insacca da posizione laterale l'1-0 per il Real Madrid. Il Milan però non si trovare impreparato e reagisce subito. Tre minuti dopo, Zambrotta entra bene in area, scivolata e tocco di mano, probabilmente involontario, di Pepe. L'arbitro, molto all'inglese, in questo caso però è fiscale e concede il rigore. Ronaldinho conosce Casillas e lo batte con un tiro potente e perfetto. 1-1 e palla al centro.
    La partita ora diventa bellissima e si infiamma ancora dopo pochi minuti, quando l'arbitro annulla un gol stupendo di Pato, per uno stop di mano o per una carica sul difensore, non si capisce bene. Tra il 40' e il 42' Kakà, scatenato, ci prova per due volte con tiri dalla distanza: il primo è altissimo, il secondo è centrale e viene parato dal portiere milanista. Il primo tempo si conclude con un duro duello di scorrettezze tra Borriello e Pepe: l'arbitro non caccia cartellini e manda le squadre al riposo sul punteggio di 1-1.

    La ripresa parte con un'azione insistita e di prepotenza di Seedorf contro Diarra sulla fascia destra: l'olandese guadagna un corner, battuto da Pirlo, ma senza effetti. Al terzo minuto cross largo di Ronaldinho per Borriello, la partenza del Milan è ancora una volta positiva. Madrileni più in difficoltà in difesa. Al 53' si fa vedere Sergio Ramos con una bella azione offensiva sulla destra, cross fuori misura. Un minuto dopo ammonizione per Pato, prima della gara, per stop di braccio su assist di Dinho, in un'azione molto simile a quella del gol annullato nel primo tempo. Il Real poi pareggia il conto dei gialli, con Marcelo che ferma irregolarmente Zambrotta lanciato da un tacco favoloso di Ronaldinho.
     

    Il primo quarto d'ora del secondo tempo scivola via con un Milan rinfrancato e più sicuro di se'. Al 61' tiro a giro di Benzema, alto sulla traversa, dopo una quasi impercettibile deviazione rossonera. Ronaldinho e Seedorf danno spettacolo con un'azione incredibile fatta da colpi di classe intorno al 63', ma l'olandese non riesce ad arrivare sul fondo per il cross. 65': punizione di Pirlo, Thiago Silva stacca altissimo, ma il suo colpo di testa viene deviato in calcio d'angolo, poteva essere una buona azione per un Milan decisamente più convincente rispetto al primo tempo. Gli uomini di Leonardo prestano particolari attenzioni, come ci si aspettava, a Kakà, con frequenti chiusure e contrasti di Ambrosini, Nesta e Pirlo. Il brasiliano prova il tiro da lontanissimo, rasoterra e a lato di poco. Al 71' altra ottima apertura di Ronaldinho, che serve Borriello: il centravanti prova l'acrobazia impossibile, Casillas controlla. Poi ci prova il positivo Marcelo, ma Dida para centralmente. La gara si mantiene estremamente viva ed equilibrata, anche se meno spettacolare rispetto ai primi 45 minuti di gioco. A un quarto d'ora dal termine del match, Pellegrini si gioca la carta Raul, al posto di Higuain: un grande pericolo per il Milan la freschezza del bomber spagnolo, autore della bellezza di 66 reti in Champions League. E' quasi naturale la risposta di Leonardo che inserisce Pippo Inzaghi (68 gol internazionali per lui) al posto di Borriello, autore di una partita tutta lotta e muscoli.

    All'83' bellissima palla in mezzo di Pato, liscio clamoroso di Pepe, Inzaghi non se lo aspettava e non riesce a mettere dentro la porta il pallone. Il centravanti di Piacenza ci prova anche un minuto dopo con un tiro da posizione defilata, palla sull'esterno della rete. Real quasi nullo in questo secondo tempo. All'88' Oddo lascia troppo spazio a Marcelo che tira violentemente verso la porta, Dida respinge d'istinto verso il centro area. Pochi secondi dopo, pericolosissimo Raul, il portiere milanista salva con una parata miracolosa a mano aperta. La partita si chiude col Milan in attacco e l'arbitro fischia il risultato finale, 1-1.

     Risultato tutto sommato giusto e grande soddisfazione per il Milan che esce imbattuto e con 4 punti dalla doppia sfida contro i galattici del Real, squadra costruita a suon di milioni di euro per conquistare la 10.a Champions. Ottima partita per Thiago Silva, Ronaldinho e Pato, nel Real bene Marcelo, Diarra e Kakà, ma solo nel primo tempo. Ora la situazione del girone è la seguente: Milan e Real 7 punti (con i rossoneri in vantaggio negli scontri diretti), Marsiglia 6, Zurigo 3. I francesi hanno disintegrato con 6 gol gli svizzeri, incredibilmente vittoriosi a San Siro solamente un mese fa.

    October 31

    11^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2009/10

     MILAN              2

     PARMA        0

     

       Dinho assist, Borriello man..

    Un buon Milan supera 2-0 il Parma a San Siro raccogliendo così tre meritati punti che lo proiettano al quarto posto. Tra le fila del Milan si rivede in campo da titolare Gattuso; Leonardo propone uno schieramento ultra-offensivo con Ronaldinho, Pato e Borriello e i risultati si vedono subito. Perché già dopo dieci minuti la gara si accende con due occasioni ravvicinate. Inaugura le danze Ronaldinho, che supera due marcatori e sforna un cross sul quale Pato non riesce ad anticipare la difesa avversaria. Subito dopo è il 'papero' a far da sponda per Borriello, che però non realizza, seguito dall'occasione di Dzemaili, che scarica un gran destro dalla distaza sul quale Dida può mettersi in luce toccando la palla quel tanto che basta a disinnescare la bomba calciata dal gialloblù. Al 12' la girandola di emozioni produce il vantaggio rossonero: in contropiede Ronaldinho fa un numero da prestigiatore mettendo Borriello da solo davanti a Mirante, nelle condizioni ideali per insaccare l'1-0. Il gol avvantaggia il Milan anche dal punto di vista psicologico e i rossoneri spadroneggiano in lungo e in largo, anche se al 22' Dida è chiamato a un nuovo super-intervento per negare il pareggio a Bojinov, pericoloso di testa. Il gioco dei padroni di casa è comunque molto piacevole, con continue aperture e soluzioni interessanti, come quella che al 32' parte dai piedi di Oddo, che chiama Pato a un intervento aereo che però non si concretizza. Con l'approssimarsi del giro di boa della serata di San Siro i ducali ritrovano comunque idee e concretezza, ma Bojinov e Galloppa riescono solo a bussare alla porta di Dida, che non apre. La palla migliore del finale di frazione capita comunque ad Antonini, che al 41' al termine di una mischia prolungata nell'area ducale non riesce a realizzare il raddoppio.

    Al rientro in campo non ci sono cambi ma due cartellini gialli in più: quelli comminati a Panucci e Gattuso, protagonisti di un testa-a-testa particolarmente acceso nel tunnel. La morsa del gioco rossonero non molla la presa sulla preda e al 57' Seedorf ha la palla del raddoppio, respinta di piede da Mirante. La quantità e qualità della manovra milanista è tale che – eccetto per un sinistro di Galloppa che Dida blocca in due tempi – gli attaccanti ducali praticamente scompaiono dal radar del portiere rossonero. Guidolin prova a rinforzare il reparto offensivo togliendo Dzemaili per gettare nella mischia l'esperto Amoruso. Cambio che non muta gli equilibri in campo, tanto che al 68' San Siro esplode rumorosamente quando Pato finisce a terra dopo aver cercato di superare Lunardini e Lucarelli ma l'arbitro non sanziona il fallo. Episodio che rischia di bruciare particolarmente quando pochi attimi dopo Paloschi si inserisce su una palla di Galloppa scaricando un fulmine che grazia Dida giusto per un pelo. Nell'ultimo quarto d'ora l'acido lattico nei ventidue in campo attenua i ritmi e il Milan ne approfitta per gestire il pallone e, con esso, il risultato. Che potrebbe allargarsi già al 42' quando Thiago Silva triangola con Borriello difettando però di mira. Va bene però anche così perhé a tempo scaduto è invece Borriello a coordinarsi al meglio realizzando il 2-0 in rovesciata, ancora su assist di Borriello, riproponendo la coppia del gol iniziale. Il Milan chiude così con tre punti pesantissimi che ripropongono la formazione di Leonardo al quarto posto.
    October 28

    10^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2009/10

     NAPOLI      2

     MILAN       2 

      

        ..5 minuti e tutto è possibile..

    I rossoneri passati in vantaggio dopo 5’ con Inzaghi e Pato vengono raggiunti nei minuti di recupero da Cigarini e Denis. I partenopei stanno sfruttando al meglio la cura del nuovo allenatore Walter Mazzarri, con lui in panchina due vittorie su due gare. Al San Paolo di Napoli, tutto esaurito per l’occasione, per il turno infrasettimanale arriva il Milan. I rossoneri come gli azzurri stanno vivendo una rinascita, la vittoria contro il Real Madrid e i sei punti conquistati in rimonta contro Roma e Chievo hanno dato morale, ora per entrambe le squadre è arrivato il momento di dare continuità ai risultati. I padroni di casa si presentano in campo il trio offensivo composto da Lavezzi e Hamsik dietro a Quagliarella. Per gli ospiti invece bocciatura per Huntelaar e spazio a Inzaghi con al suo fianco Pato e Ronaldinho, buone notizie per la difesa visto che Nesta è regolarmente in campo, con una mascherina, nonostante l’operazione al naso di lunedì.

    L’inizio di gara è tutto di stampo rossonero. I partenopei subiscono la pressione alta e vanno sotto al 3’. Seedorf lancia Inzaghi che solo davanti a De Sanctis non sbaglia. La festa rossonera sembra rovinata perché Nesta ha un leggero problema fisico ma proprio da una sua chiusura al 5’ parte il contropiede solitario di Pato che non lascia scampo all’estremo difensore e consente al Milan di portarsi sul 2-0. Il difensore Nesta è costretto ad uscire, al suo posto Kaladze. I partenopei si vedono in avanti con un tiro di Hamsik al 10’ senza pretese. La prima vera conclusione dei padroni di casa è opera del solito Hamsik che chiama Dida alla parata in tuffo al 15’. Dopo un avvio roboante il Milan abbassa i ritmi di gioco e finalmente cresce il Napoli anche se la precisione al momento del tiro è molto poca. I ritmi di gioco sono altissimi, l’arbitro Rizzoli lascia correre molto e il gioco ne risente positivamente anche se le squadre vanno al riposo molto stanche.

    Ad inizio ripresa le squadre non effettuano sostituzioni. Dida come contro il Chievo si dimostra in grandissima crescita, prima respinge una conclusione velenosa di Lavezzi e poi si supera sul tap-in, apparentemente vincente, di Maggio. La carica di Mazzarri sembra aver fatto bene al Napoli che ora attacca con molta continuità e aggressività. Ancora Dida grande protagonista, al 56’ si ripete tre volte prima su Gargano, poi su Quagliarella e infine su Hamsik, partenopei che non ci credono. Per vedere invece i rossoneri in avanti bisogna aspettare il 63’ con Inzaghi che realizza una rete ma giustamente annullata per fuorigioco. Lo stesso Inzaghi però si mangia il pallone del possibile 0-3 alzando il pallone sopra la traversa dopo aver saltato De Sanctis tre minuti più tardi. La gara prosegue con un po’ di nervosismo, a farne le spese è abate che già ammonito viene espulso all’86’ per doppia ammonizione. Al 90’ il neo entrato Cigarini trova il gol che accorcia le distanze. Grande il tiro dalla distanza del centrocampista che infila il pallone all’incrocio dei pali. I partenopei ci credono e incredibilmente trovano il pareggio con Denis che di testa infila Dida al 93'. Al fischio finale dell'arbitro il San Paolo è una bolgia, molti i cori in favore di Mazzarri, per il Milan un pari incredibile.
    October 25

    9^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2009/10

     

     CHIEVO      1

     MILAN       2 

      

        Monumento Nesta, miracoloso Dida..!

    Il Milan batte 2-1 il Chievo a Verona nel posticipo della nona giornata della Serie A. Vittoria in rimonta per i rossoneri, come avvenuto a San Siro con la Roma e con il Real in Champions. Questa volta i protagonisti assoluti sono Alessandro Nesta, autore della doppietta vincente che risponde al vantaggio del Chievo nel primo tempo con Pinzi, e Nelson Dida, che salva il risultato con una strepitosa parata su Granoche.

    OTTIMO CHIEVO - Tanto Chievo e poco Milan nel primo tempo di Verona. Leonardo propone un tridente con Ronaldinho e Pato sugli esterni e l'"incognita" Huntelaar punta centrale. Lo schieramento offensivo, però, non porta i suoi frutti, perché il Chievo è ben messo in campo e gioca senza timori reverenziali. In difesa, poi, i rossoneri sricchiolano, e al primo affondo sono costretti a capitolare. Dopo appena 8', infatti, i padroni di casa trovano il vantaggio con Pinzi. Si attende la reazione del Milan, ma la formazione rossonera non sembra capace di trovare gli spunti giusti. Insiste, invece, il Chievo, che si rende spesso pericoloso. Il Milan, comunque, riesce a limitare i danni e impedire il raddoppio dei gialloblù.

    SUPER NESTA - Tutto un altro Milan nella ripresa. I rossoneri partono a testa bassa alla ricerca del pareggio, e il Chievo deve ringraziare l'ottima serata di Sorrentino, attentissimo sui tentativi di Ronaldinho e compagni. Il Milan preme, ma non passa, così Leonardo decide di inserire Borriello per l'inconsistente Huntelaar. L'ingresso del centravanti aumenta il peso offensivo dei rossoneri che si riversano nell'area avversaria. Il Chievo fatica, ma riesce comunque a rendersi pericoloso in contropiede. La difesa rossonera resta però sempre attenta, e proprio dalla difesa parte la rimonta del Milan. A firmarla è uno strepitoso Nesta con due colpi di testa. Il primo al 37' per il pareggio, e il secondo in pieno recupero per la vittoria che vale l'aggancio al quarto posto insieme a Palermo e Fiorentina. La vittoria rossonera porta anche la firma di Dida, che si supera su Granoche e riscatta definitivamente la papera di Madrid.
    October 21

    UEFA CHAMPIONS LEAGUE: Real Madrid - Milan

     Real Madrid    2

     Milan                 3 

       

        Spettacolo d'emozioni a Madrid...!!!

    Un Didastro, poi un lampo di Pirlo e la prova della maturità di Pato, che fa piangere il Santiago Bernabeu con una doppietta. Il Milan vince in casa Real. Paga la scelta di Leonardo di schierare una formazione d'attacco: per un tempo le punte non sfondano, nelle ripresa, anche grazie agli errori del Real, c'è la metamorfosi e la grande vittoria dei rossoneri, che potrebbero aver svoltato nella stagione. Real madrid raggiunto in classifica: i presunti galattici sopno un abbozzo di squadra, con giocatori fermi e pochissime idee offensive. Kakà deve giocare da solo, e non basta il solito Raul.

    DIDASTRO — E' tornato Didastro. E lo ha fatto in grande stile: al Santiago Bernabeu, in Champions, contro il Real Madrid. Un errore incredibile del portiere brasiliano apre la porta al Real Madrid e concede a Raul, forse l'unico nello stadio a credere che Dida potesse perdere quel pallone, il gol dell'1-0. Il racconto della partita non può prescindere da quello che accade al 19': tiro debolissimo e centrale di Granero, il brasiliano praticamente lo blocca, senza apparenti difficoltà (non ce n'erano, del resto), pi si lascia sfuggire il pallone che carambola sul ginocchio e ritorna giocabile per Raul, che lo raccoglie, si allarga e fa 1-0. Nella ricca collezione di papere del portiere milanista questa rischia di salire di corsa al numero 1: dopo la tutto sommato positiva prova contro la Roma, Dida conferma di essere una totale incognita. Il Milan, che ha già i suoi problemi, forse non può permettersi di rischiare di fare questo genere di regali.

    RISVEGLIO MILAN — Lo schieramento a tre punte del Milan, con Pato e Ronaldinho dietro a Inzaghi, nel primo trmpo non porta a una partita d'attacco, né crea grandi grattacapi per Casillas: Ronaldinho entra in campo come se dovesse "spaccare il mondo", prova con successo qualche giochino, ma poi la sua partita è all'insegna del "vorrei ma non posso". Parte largo a sinistra, riceve sempre palla spalla alla porta non riesce mai ad andar via dalla morsa Sergio Ramos-Lassana Diarra. Più pericoloso Pato sulla destra, perché nell'uno contro uno con Marcelo dà l'impressione di poter avere la meglio: lo farà nella ripresa. Il debutto al Bernabeu di Inzaghi non è quello sognato: mai pericoloso, mai sul pallone. La squadra non lo aiuta (0 tiri in porta nel primo tempo), ma Pippo si fa notare solo per alcuni offside. Il cambio con Borriello è inevitabile. Nel primo tempo manca Pirlo, nella ripresa si cambia assetto, e Pirlo cambia marcia: suo il primo lampo, con un tiro da 35 metri che sorprende Casillas. Poi il lancio di Ambrosini, che accende Pato: sull'uscita di Casillas lo salta e realizza il 2-1, sul cross di Seedorf, a 2' dalla fine, trova il piatto vincente per il 3-2. Se serviva una conferma delle doti del brasiliano, ecco il teatro giusto.

    REAL, SOLO UN ABBOZZO — I nuovi galattici perdono Higuain, che non va nemmeno in panchina, e così sono con le scelte forzate in attacco. Insieme al monumento Raul, 363 gol complessivi, c'è Benzema, che però corricchia per tutta la gara senza costrutto, e ci prova al massimo da fuori. Il Real però non ha nemmeno un abbozzo di gioco fluido, ma si affida a giocate personali, per lo più di Kakà. Il grande ex ci prova, ma deve giocatre praticamente da solo: Granero latita a sinistra, Senza Cristiano Ronaldo le idee sono pochissime. Xabi Alonso dovrebbe essere il regista, ma con la palla fra i piedi non ha mai un compagno da cercare. Squadra blanca spesso ferma, con ritmi bassissimi. La fase migliore è quella difensiva, con Albiol su tutti, ma poi si sfalda anche il settore arretrato. Le spese di Florentino Perez non possono aver portato solo a questo, tanto più che a provare a salvare il Real sono il solito Raul e Drenthe, l'olandese che a Madrid hanno provato a cedere a chiunque.
    Senza Cristiano Ronaldo è durissima.
     
    October 18

    8^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2009/10

     MILAN               2

     ROMA          1

     

       Nuove luci sul Meazza ed è vittoria..

    Questione di classe. Quella di Ronaldinho e di Pato che consegnano tre punti di fondamentale importanza a Leonardo. Dopo un primo tempo tragico, dominato da una Roma di grande spessore tecnico, il Milan con la disperazione di chi è ormai sull'orlo del burrone, rimonta i giallorossi in vantaggio nel primi 45' con Menez. Dinho pareggia su rigore e poi consegna a Pato la palla perfetta per la vittoria.
     
    C'è Nelson Dida - Non accadeva da una vita. Ci voleva l'influenza per rilanciare il brasiliano. Quella che ha colpito Storari costretto al forfait dalla febbre. Quella del brasiliano è l'unica variazione della formazione rossonera che Leonardo conferma: solido 4-4-2 con Oddo esterno destro della difesa che ritrova Thiago Silva. Sulla stessa corsia c'è Abate. Al fianco di Pato gioca Ronaldinho. Claudio Ranieri risponde con lo stesso modulo; deve rinunciare a Totti, ma non a Mexes e Vucinic, con De Rossi in regìa. All'ultimo istante il tecnico romano preferisce Menez a Okaka: questione di tecnica e fantasia; un problema in più per il Milan.
     
    Bella Roma - Ranieri lungimirante? In effetti l'istinto del tecnico premia la Roma, perché dopo poco più di due minuti di gara, Thiago Silva si produce in un goffo retropassaggio su cui si avventa il francesino: autostrada libera e battere Dida è un gioco. Raccapricciante, perché al 5' ancora Menez fa bruciare le mani a Dida che para in due tempi. Nello sconcerto totale, il Milan arranca nel copione noioso di chi non sa cosa fare. Senza la necessaria lucidità, la squadra di Leonardo mette insieme pezzi di gioco alla rinfusa e, inoltre, deve fare i conti con l'organizzazione romanista. Davvero impeccabile la disposizione in campo dei giallorossi, che non concedono nulla all'armata Brancaleone rossonera.
     

    Sconcertanti - La Roma è squadra; autorevole e sicura. Quando attacca sono dolori. Come al 22' quando De Rossi si produce in un'imperiosa cavalcata con botta dal limite che Dida devia in angolo. Proprio il portiere brasiliano, più volte messo alla berlina, mette pezze dappertutto nell'impacciata difesa del Milan incapace di ragionare. Bersagliato da retropassaggi, deve anche superarsi al 38' quando sbarra la strada a Vucinic che cerca il primo palo da posizione ravvicinata. Insomma, tabula rasa. Un Milan sconcertante che deve inchinarsi davanti a una Roma così pimpante e quadrata da esaltare l'imbrocchimento dei rossoneri. Così, con la classifica sempre più precaria, Leonardo inaugura il secondo tempo con Inzaghi al posto di Abate, l'unico con Dida a salvarsi nel primo tempo, ma sofferente dopo uno scontro di gioco.

    Finalmente Pato - Spina nel fianco, già dopo 63 secondi Pippo manca il pari di testa, perché appostato sulla linea c'è Pizarro che ribatte. Inzaghi ha il pregio di seminare panico e adrenalina. Con Dinho e Pato più larghi il Milan sembra incidere di più, anche se a provocare il rigore del pareggio all'11' è Nesta, sui cui commette fallo da tergo Burdisso. Dal dischetto trasforma Ronaldinho, molto più incisivo e protagonista. Basta e avanza lo straordinario assist per Pato al 22' che, finalmente, riacquista la memoria. Il Papero stoppa di petto, si aggiusta la palla di destro ed evita Doni per poi gonfiare la rete con il sinistro.

    Cuore in gola - Guai ad arrendersi. La Roma carica il contropiede e mira Dida che si salva come può. Ranieri fa tre cambi: fuori Taddei, Vucinic e Menez; dentro Guberti, Okaka e Baptista. Scontato il copione, con i giallorossi votati all'attacco. Al 32' De Rossi grazia Dida, concludendo oltre la traversa da due passi; un modo per ribadire che la Roma è viva. A complicare la vita ai rossoneri pensa però Rosetti, quando al 36' espelle Ambrosini per doppia ammonizione. L'uomo in più pesa, ma la Roma non sfrutta il vantaggio, anche perché i rossoneri si immolano con unghie e denti, affidandosi nel contropiede alla ritrovata sinergia fra Pato e Ronaldihno che lascia il posto a Flamini tra gli applausi. Il fortino contro la bella Roma resiste e Leonardo trova tre punti d'oro. Forse decisivi per il futuro della squadra.

    October 04

    7^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2009/10

     

     ATALANTA  1

     MILAN         1

     
     
       Dinho a segno, Nesta il migliore in campo..
    Il Milan soffre, gioca male, ma riesce a trovare il gol del pareggio contro un'Atalanta troppo rinunciataria. E' finita 1-1 a Bergamo, per la settima giornata di Serie A. Il risultato non soddisfa nesuno. L'Atalanta di Conte fa il terzo punti in tre partite, dopo aver sfiorato la vittoria. Il Milan mette frena al digiuno di gol, durato tre partire. Il primo tempo è a senso unico: il Milan fa gioco, pessimo, e non riesce mai a tirare in porta, se non in occasione di un colpo di testa di Huntelaar (che finisce in rete) in fuorigioco. L'Atalanta aspetta e poi si scopre. Al 20' il gol di Tiribocchi, che sfrutta una svirgolata di Doni, e si ritrova solo davanti a Storari: segnare è facilissimo.

    Il Milan è allo sbando, le azioni sono pretestuose, ma l'Atalanta non fa nulla per dare il colpo di grazia. La partita si trascia fino al 40', quando la seconda, ingenerosa, seconda ammonizione per Radovanovic lascia i nerazzurri in dieci. Questo si fa sentire nel secondo tempo, con Leonardo che ha messo nella mischia Ronaldinho, al posto dell'evanescente Huntelaar. Proprio dal brasiliano arriva il pareggio, a sei minuti dalla fine, con un controllo di petto e un destro che battono Consigli. L'assist è di Nesta, nettamente il migliore e più combattivo dei rossoneri. Atalanta imbattuta con Conte, ma non arriva la vittoria. Il Milan vede uno spiraglio per frenare la crisi, ma c'è tanto lavoro da fare.

    N
    September 30

    UEFA CHAMPIONS LEAGUE: Milan - Zurigo

     Milan                     0

     Zurigo          1

     

       Nessun Milan in campo...

    L'inno della Champions League ha svanito il proprio effetto. Un Milan generoso, ma sprecone capitola in casa contro il modesto Zurigo, subisce i fischi dei propri tifosi e guarda impaurito alla trasferta di Madrid contro lo stellare Real di Kaka', capace di seppellire con tre reti (una del brasiliano) l'Olympique Marsiglia. Leonardo opta per il 4-3-1-2 (modulo speculare per la squadra di Challandes), lascia in panchina Ronaldinho, preferendogli Seedorf dietro a Inzaghi e Pato. I rossoneri partono forte, ma al 10' capitolano clamorosamente. Gli svizzeri conquistano un corner su cui Tihinen, liberissimo in area, si inventa un colpo di tacco che batte Storari. Il Milan reagisce subito e Inzaghi (15') e Seedorf (23') spaventano Leoni che vede le conclusioni avversarie lambire il palo. Margairaz replica all'olandese sul capovolgimento di fronte, ma anche lui difetta di precisione. Nella squadra di Leonardo i protagonisti sono sempre Inzaghi e Seedorf.

    Al 28' Super Pippo raccoglie un cross di Abate e per poco non supera Leoni. Il portiere degli svizzeri sembra incerto e cosi' i milanisti ci provano a ripetizione. Al 34' ci prova ancora l'Olandese, palla fuori di pochissimo. Nel finale di tempo i rossoneri spingono, ma con poca lucidita' e dagli spalti del Meazza piove la contestazione. In avvio di ripresa Leonardo ridisegna la squadra: Ronaldinho sostituisce Seedorf, mentre Zambrotta rileva Flamini. Il doppio cambio stenta a fare vedere i suoi frutti perche' lo Zurigo si chiude compatto nella propria meta' campo. Allo scoccare dell'ora di gioco il Milan esaurisce i cambi: fuori Nesta acciaccato, dentro Onyewu. Al 63' magia di Ronaldinho per Pato, che spreca a tu per tu con Leoni. Ora la gara si accende. Al 65' Leoni salva sul sinistro a colpo sicuro di Inzaghi, mentre sul capovolgimento di fronte e' Storari a salvare il risultato sul sinistro di Margairaz.

    L'ultimo sussulto del match e' la conclusione di Zambrotta che, al 96', si stampa sul palo, emblema della serata sfortunata dei rossoneri. Lo Zurigo si copre ulteriormente inserendo Nikci al posto di Vonlanthen e per il Milan e' notte fonda. Finisce 1-0: agli svizzeri i tre punti e i titoli sui giornali di domani, per i rossoneri solo tanto rammarico per avere gettato al vento un'occasione d'oro per mettere in discesa la strada verso la qualificazione.

    September 27

    6^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2009/10

     MILAN               0

     BARI           0

     

       Solo un punto e quanta fatica..

    Un Milan inconsistente, lento e macchinoso, un Bari bello, tatticamente perfetto, ma con un solo difetto: il gol. Con un pizzico di cattiveria e concretezza in piu', i pugliesi potevano portare a casa i tre punti, ma intanto Ventura, dopo aver fermato l'Inter di Mourinho al Meazza, blocca anche il Diavolo. Un'altra serata difficile per Leonardo, il suo Milan e' troppo prevedibile e cosi' non puo' lottare per lo scudetto. Il tecnico rossonero sperava di approfittare del passo falso dell'Inter e del pari interno della Juve e per farlo decide di schierare l'"albero di Natale": Seedorf e Ronaldinho alle spalle di Huntelaar. Pato, fresco di rinnovo, va in panchina. Ventura non rinuncia al suo 4-4-2 con Alvarez e Rivas esterni di centrocampo. In avanti Barreto e l'ex rossonero Kutuzov. E' un bel Bari che non ha paura di giocare il suo calcio e che con la velocita' dei suoi esterni mette in difficolta' il Milan. Rivas e' imprendibile per Abate e dall'altra parte Alvarez fa soffrire Zambrotta.
     
    Donati e Gazzi in mezzo fanno un figurone e il Milan non riesce a trovare gli spazi per colpire, nonostante la voglia di Ronaldinho. Inconsistente Huntelaar, non in grandissima serata Seedorf, cosi' come Pirlo. Cosi' e' il Bari a fare la partita e a far soffrire il Milan, la palla-gol piu' clamorosa arriva al 29': Rivas e' imprendibile, va via a Gattuso, fa sedere Nesta, dribbla Kaladze e dal limite fa partire un sinistro a girare di poco largo. Al 35' sul colpo di testa a botta sicura di Bonucci, strepitosa la risposta di Storari. Nella ripresa, all'11', dentro Pato, fuori Seedorf, Milan un po' piu' propositivo: all'8' punizione di Pirlo, Gillet respinge a pugni chiusi. Bari sempre pericoloso, al 12' Rivas entra in area a sinistra e cerca il secondo palo di destro, Storari respinge in tuffo, poi Kutuzov serve Donati che in scivolata manda fuori.

      Al 14' Pato ruba palla, va via a destra e serve Ronaldinho, gran destro, Gillet si salva in angolo. Poi ancora Bari con le conclusioni di Donati e Rivas, Alvarez e Salvatore Masiello. Al 32' Storari dice no a Meggiorini, un minuto dopo bravo Gillet su Abate. Al 46' ci prova Pirlo, tiro-cross insidioso che Gillet blocca a terra. Finisce 0-0 tra i fischi di San Siro, il Milan sale a quota 8 punti, il Bari a 7.
     
    September 23

    5^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2009/10

     UDINESE     1

     MILAN       0

     
       il Milan non passa a Udine..
    LE PAGELLE
     

    Isla 7: Gioca appena 27 minuti. Sufficienti, però, per impegnare Zambrotta più di quanto fatto da Lodi in tutta la partita e per trovare la giocata giusta che consente a Di Natale di sbloccare la partita.

    Seedorf 5: Nel primo tempo va alla conclusione tre volte regalando puntualmente il pallone a raccattapalle e amici in curva. Non contento, impiega il tempo libero per 'sgridare' i compagni, rei di sbagliare posizione e tempi di passaggio. Certo che se ogni tanto ci provasse lui a velocizzare la manovra...

    Di Natale 7: Rompe l'equilibrio del match quasi senza volerlo (e fanno sette gol in cinque partite), poi coglie il palo quando battere Storari sembrava essere una semplice formalità (per uno come lui, s'intende). Il resto è una lunga serie di pregevoli giocate, rabona compresa.

    Nesta 7: L'usato sicuro. In difesa, certo, ma anche in attacco dove solo la traversa gli nega il gol del pareggio.

    Pato 5: Di solito bastano tre indizi per fare una prova. Beh, nel caso del Papero siamo già alla quinta. Dopo l'esordio in campionato festeggiato con una doppietta, il brasiliano si è perso e non riesce più a trovare la via del gol. Come recuperarlo? Un paio di panchine consecutive potrebbero tornare utili...

     
    IL TABELLINO

    Udinese (4-4-2): Handanovic 6,5; Isla 7 (27' Basta 6), Coda 6,5, Domizzi 6,5, Lukovic 6,5; Lodi 5,5 (38'st Sammarco), Inler 6,5, D'Agostino 6,5, Pepe 6 (33'st Sanchez); Floro Flores 5,5, Di Natale 7. A disposizione: Belardi, Felipe, Zimling, Corradi. All.: Marino.
    Milan (4-3-1-2): Storari 6,5; Oddo 5,5, Nesta 7, Kaladze 5,5, Zambrotta 6; Gattuso 6 (14'st Abate 6), Pirlo 6, Flamini 6; Seedorf 5; Pato 5 (14'st Ronaldinho 6,5), Inzaghi 5,5 (28'st Huntelaar sv). A disposizione: Dida, Onyewu, Favalli, Jankulovski. All: Leonardo

    Arbitro: Banti (Cariolato, De Luca)
    Marcatori: 22' Di Natale (M)
    Ammoniti: Nesta (M), Coda (U), Seedorf (M)
    Espulsi: 38'st Flamini (M) per doppia ammonizione

    September 20

    4^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2009/10

     MILAN               1

     BOLOGNA   0

     

       Solo Milan, solo Seedorf..

    Il Milan dopo il crac nel derby torna a San Siro e batte con un po' di fatica il Bologna. Decide Clarence Seedorf con un gol che mescola classe e potenza atletica alla mezzora del secondo tempo. Match prevedibile con i rossoneri costantemente in attacco e i rossoblù rintanati in difesa, ma pronti a scatenare il contropiede, come all'87' quando Storari con un volo salva la vittoria.

    Ronaldinho in tribuna. Con la febbre. Non l'avesse avuta ci sarebbe finito lo stesso. E' tempo di Clarence Seedorf che Leonardo conferma dietro le punte. Ma a incuriosire di più è l'esperimento di Abate titiolare alla destra della difesa, al fianco del monumento Nesta, uncio superstite di Marsiglia. Con lui - Thiago Silva e Zambrotta rifiatano - giocano infatti Kaladze e Favalli. In attacco tocca a Pato e Huntelaar. Papadopulo si affida al 4-4-2, modulo affidabile quando c'è da fare resistenza: due cerniere davanti a Viviano e poi la coppia Di Vaio-Zalayeta.

    Trovare la chiave giusta per aprire la porta non è semplice. Il Mlan gioca molto alto secondo i dettami di Leonardo, ma deve fare i conti con i diligenti rossoblù. Quando i rossoneri recuperano palla e verticalizzano, il Bologna soffre, mentre sulle fasce riesce spesso a sbarrare la strada ai rossoneri. E quando i cross arrivano, Pato e Huntelaar si fanno trovare troppo spesso impreparati. Il Bologna dal canto suo rischia poco, pur giocando troppo arretrato. L'assedio è costante, ma il Milan non riesce a metterla dentro. Questione di sacrificio. Papadopulo ha la fortuna di avere là dietro elementi come Britos, Mingazzini e Portanova. Ma anche lo straordinario Zalayeta, uomo di sacrificio che fa il pendolare fra attacco e difesa.

    A conti fatti, pur con le illuminazioni di Pirlo, la conferma di Seedorf e il micidiale il pressing di Gattuso che sbaglia i gol, ma garantisce tenuta e copertura, il Milan si ritrova dopo i pirmi 45 minuti a bocca asciutta, con due occasioni da ricordare: quella di Huntellar il cui sinistro al volo sfiora la traversa e l'incredibie gol mancato da Gattuso che solo davanti a Viviano scarica impacciato sul primo anello.

    Il Bologna chiuso in difesa è la costante della ripresa, ma i rossoblù tatticamente sono ineccepibili e concentrati. E' semmai il Milan a non trovare gli spazi giusti nonostante i guizzi di Seedorf. I rossoneri accorciano poco e rispetto al primo tempo sale di meno. La squadra di Papadopulo gioca di anticipo e pur perdendo l'ottimo Guana per infortunio (dentro Mutarelli) mantiene le giuse distenze dal Milan. Ecco quindi l'idea di Leonardo: vecchia come il mondo. Dentro Pippo Inzaghi per Huntelaar, ma anche Oddo per Gattuso. Il difensore va a fare l'esterno di centrocampo, sulla fascia dove Abate necessita di un buon raddoppiatore. Spazio anche a Osvaldo che rileva Di Vaio, ancora a corto di preparazione.

    Pato colpisce il palo con un tiro dal limite; ennesima prova di quanto sia difficile affacciarsi in area. Il Milan infatti continua a spingere, ma spezzato nel ritmo. Papadopulo mette dentro anche Bombardini (out Zalayeta); Leonardo Jankulovski per Favalli. I rossoneri guadagnano punti sulla spinta e passano. Al 30' Seedorf ruba energicamnete palla a Mingazzini e si invola verso l'area; immarcabile si presenta sulla linea di fondo e con un tocco morbido batte Viviano. Inzaghi il gol se lo mangia tre volte, una per colpa del palo. Il Bologna, che non ha nuilla da perdere, attacca e sfiora due volte il pareggio: prima con un bolide di Mingazzini dal limite su cui si esalta Storari, poi con un colpo di Mingazzini che sfiora il palo. Ma la stanchezza disintegra la lucidità: il Milan porta a casa tre punti fondamentali per il futuro.

    September 16

    UEFA CHAMPIONS LEAGUE: Marsiglia - Milan

     

     Marsiglia     1

     Milan          2

     

       Superpippo! ..e il Milan vola...

    I rossoneri espugnano il Velodrome superando il Marsiglia per 2 a 1 grazie a una doppietta di Inzaghi. Testa del girone C conquistata insieme al Real Madrid che in Svizzera travolge lo Zurigo per 5-0. Il Milan che non ti aspetti. In pochi avrebbero scommesso su una vittoria dei rossoneri in casa dell'Olympique Marsiglia dopo le prime tre uscite di campionato. E invece grazie a una prova determinata e soprattutto all'intramontabile Pippo Inzaghi (doppietta per lui intervallata dalla rete di Heinze) gli 'incubi' del precedente incontro di 18 anni fa (Galliani ordinò a Gullit e compagni di lasciare il campo per un guasto all'impianto di illuminazione dello stadio con i francesi avanti di una rete) e la 'truppa' di Didier Deschamps sono stati spazzati. Il super bomber (68 centri nelle coppe continentali, uno in meno del tedesco Gerd Muller, ma uno di più in Champions dove le reti ora sono 48) e Seedorf hanno risposto ottimamente alla chiamata di Leonardo che non ha sbagliato a lasciare in panchina Ronaldinho alla ricerca ancora di una forma degna del suo passato. Il Milan quindi mette subito in cassaforte tre punti che valgono il primato in classifica nel girone C alla pari del Real madrid che in Svizzera ha travolto lo Zurigo con un largo 5-0.

    Mauro Tassotti, tecnico in seconda del Milan: "Non è solo la vittoria di Inzaghi ma di tutta la squadra che ha giocato molto bene. Il Marsiglia è un'ottima squadra sapevamo che non sarebbe stato facile giocare su questo campo, davvero molto caldo, abbiamo fatto gol, potevamo farne un altro. Nel secondo tempo, invece, è stata molto dura, loro hanno pareggiato, hanno avuto altre occasioni ma noi abbiamo fatto bene a crederci ancora eppoi Inzaghi ha fatto gol. Ronaldinho? Avrà altre possibilità di mettersi in mostra. La scelta di Seedorf è stata giustissima".
     
    Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan: "Pippo è pazzesco, il secondo gol è stato incredibile e non so che altro dire. Noi quando sentiamo la musichetta della Champions ci trasformiamo, per spiegarlo ci vorrebbe lo psichiatra. Seedorf ha fatto una partita sontuosa. Non parliamo sempre di Ronaldinho, ma di questa grande soddisfazione per aver battuto il Marsiglia. Ha anche funzionato bene l'impianto d'illuminazione quindi è una serata da annoverare fra quelle molto positive. Mi ha appena telefonato Florentino Perez per dirmi che passeremo il turno noi e loro. Speriamo che abbia ragione".
     
    Filippo Inzaghi, attaccante del Milan: "Il segreto, forse, è divertirmi e farmi trovare pronto quando è il momento giusto. Ma il merito è anche di questa squadra, che ha tanti bravi giocatori che ti danno delle bellissime palle. All'ingresso ho avuto un po' di paura perchè era parecchio tempo che non giocavo una partita intera. Alla mia età dimostrare che ci sono sempre, che sto bene e che sono ancora utile a questo Milan è bellissimo. Il primo gol era in fuorigioco? Tutto ciò fa parte de calcio e bisogna saper accettare anche i gol buoni annullati".
     
    September 12

    3^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2009/10

     LIVORNO     0

     MILAN        0

     

       Milan troppo pallido e arriva il primo pareggio..

    Dopo il Derby perso malamente il Milan si presenta a Livorno, per convincere se stesso e gli spettatori di non essere ridimensionato negli obiettivi. Il Livorno dalla sua cercherà di approfittare del morale milanista, forse basso dopo la scorsa partita. Nelle fila livornesi forfait di Rivas per un problema alla schiena, coppia centrale Petricone e Miglionico; in mezzo al campo Mozart pronto all'esordio al fianco di Moro e Pulzetti. In avanti Candreva alle spalle di Tavano e Lucarelli. In casa Milan, Leonardo deve fare a meno di Borriello infortunato, al suo posto l'olandese Huntelaar. In mezzo al campo Seedorf prende il posto di Pirlo; mentre in difesa turno di riposto per il nazionale Zambrotta al suo posto Oddo.

    Tutto esaurito a Livorno, il calore dei livornesi si fa sentire si dai primi minuti. Il Milan parte un po' contratto e con un po' di "paura", il Livorno riparte ottimamente sulle fasce. Il campo è molto scivoloso rendendo pericolose le palle in area.  Prima palla gol per il Livorno che al 6' guadagna un corner dopo la respinta di Storari sul tiro di Raimondi.  Nei primi dieci minuti meglio il Livorno che riesce a chiudere gli spazi e ripartire sulle fasce; il Milan ha poche idee e Huntelaar e Pato sono poco serviti, mentre Ronaldinho viene a cercarsi la palla a centrocampo.  Clamorosa occasione per il Livorno che al 18' va vicino al gol con Lucarelli che mette fuori di testa dopo il cross da corner. Il Milan sta sbagliando molto in fase difensiva, in particolare Thiago Silva va in difficoltà per il terreno scivoloso. La partita stenta a decollare, il Livorno ha sicuramente più corsa con un ottimo Raimondi sulla destra che fa benissimo sia la fase offensiva che quella difensiva; Ronaldinho e Pato sono fuori dalla manovra milanista, e il diavolo ne risente in fase offensiva. Altra occasione da gol per il Livorno al 34' punizione di Candreva respinta da Storari ottimamente, sugli sviluppi altra palla per Candreva che  impegna nuovamente Storari, per ora migliore in campo nel Milan. Primo squillo del Milan, palla in verticale per Pato che salta il difensore e da posizione defilata calcia in porta, De Lucia devia in corner.  Ancora Candreva che al 41' su punizione mette in difficoltà Storari, ottimo l'impatto sulla gara da parte di Candreva. Primo tempo brutto per il Milan, poca manovra e poche idee. Il Livorno invece sta giocando un buon calcio, chiudendo ottimamente in difesa, e con ottimi fraseggi.

    Riparte il secondo tempo, nessun cambio per entrambe le sqaudre. Primo spunto della ripresa per Pato, che va via in fascia, ma viene fermato fallosamente, sulla punizione battuta da Ronaldinho parata tranquilla per De Lucia. Prima opportunità per il Livorno al 50', palla perfetta di Candreva per Lucarelli cross verso Moro che calcia in porta, palla deviata in corner. Leonardo cerca di cambiare rotta alla partita, al 10' fuori Huntelaar e Ronaldinho per Inzaghi e Pirlo.  Il Milan con Pirlo sta mettendo in campo maggiori idee, al 59' buon uno due tra Pirlo e Ambrosini messo giù al limite dell'area, punizione di Pirlo che finisce sulla traversa.  Il Livorno è sceso di ritmo, Russo se ne accorge e fa uscire un buon Mozart per Filippini. Occasionissima per il Milan che al 66' recupera palla con Pato a centrocampo, corsa del brasiliano che al limite dell'area serve in profondita Inzaghi che calcia in porta, un ottimo De Lucia devia in corner. Il Milan sembra rivigorito e al 25' ci riprova con Flamini che calcia in porta, palla fuori alla destra di De Lucia. Partita bruttina da vedere, si gioca molto a centrocampo, poca lucidità per entrambe le squadre, Leonardo prova l'ultima carta mandando Abate in campo al posto di Flamini. Ottimo impatto di Abate sulla partita, al 35' cross dalla trequarti per Pato che cerca una mezza rovesciata, palla alta. Primo caso da moviola, al 81' scontro tra Thiago Silva e Tavano, il giocatore livornese va a terra.  Inzaghi non ci sta a pareggiare e al 89' ci prova, spalle alla porta si gira e calcia leggermente a lato di sinistro. La partita finisce a reti inviolate, merito di un buon Livorno o demerito di un Milan sotto tono.

    Un buon Livorno ferma sul pari un Milan dalle due facce, primo tempo da dimenticare come la prestazione di Huntelaar e Ronaldinho, mentre nel secondo tempo l'ingresso di Inzaghi e Pirlo hanno dato vivacità e pericolosità alla manovra. Nel Livorno da sottolineare l'ottima prestazione di Candreva e Mozart, mente deludente Tavano. Nel Milan buona la prestazione di Flamini e un ottimo Storari ha fermato il risultato sul pareggio. Un Milan così non può andare lontano, Leonardo e i suoi devono fare di più, merito al Livorno che ai punti sicuramente meritava qualcosa di più.

    August 31

    2^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2009/10

     MILA       0

     INTER        4

     

       Nulla o molto da fare, l'inter dilaga..

    La grande sfida. Ronaldinho contro Samuel Eto'o. Ma anche Pato e Milito. Thiago Silva, Thiago Motta e Lucio. Basta e avanza per confezionare un derby su misura per un palcoscenico come San Siro. Sfida dal pronostico impossibile.

    BERLUSCONI - Silvio Berlusconi, giunto a San Siro, è tornato sulle sue indicazioni tattiche espresse alcuni giorni fa ("Farei giocare Seedorf da dietro, Ronaldinho seconda punta e Pato prima punta", aveva detto). Il presidente del Consiglio ha detto: "Ho detto quello che avrei fatto io, ma l'allenatore è un altro". Sulla polemica interviene anche Adriano Galliani: "Gli allenatori nel Milan hanno fatto sempre le proprie scelte. Il presidente sa di calcio e dà qualche consiglio poi l'allenatore di turno sceglie. Non mi sembra una situazione diversa da quella che si verifica nelle altre società".

    NOVITA' - Se il Milan conferma la formazione annunciata alla vigilia, due novità nell'Inter. Mourinho schiera dall'inizio Zanetti e Sneijder al posto di Santon e Muntari. Le formazioni: Milan - (4-3-1-2): Storari; Zambrotta, Nesta, Thiago Silva, Jankulovski; Gattuso, Pirlo, Flamini; Ronaldinho; Pato, Borriello. Inter - (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu; Zanetti, Stankovic, Thiago Motta; Sneijder; Milito, Eto'o.
     
    PRIMO TEMPO - Al 6' Sneijder si presenta con un gran tiro, para Storari. Grande ritmo e continui ribaltamenti di fronte. Al 13' Ronaldinho spreca un gran pallone servitogli da Pato. Il Milan sembra giocare meglio, ma al 29' l'Inter passa: Thiago Motta si inserisce benissimo, riceve da Milito e insacca. Al 36' Gattuso stende Eto'o lanciato a rete, rigore trasformato da Milito. Al 39' Gattuso, ammonito in occasione del rigore (ma forse ci stava il rosso per chiara occasione da gol) commette un altro brutto fallo e viene espulso per doppia ammonizione. Al 46' Maicon buca la difesa del Milan, in grave difficoltà, e segna il 3-0.
     
    SECONDO TEMPO - Il Milan si ripresenta con Ambrosini e Seedorf al posto di Flamini e Borriello. Al 17' Samuel segna il 4-0, ma è in fuorigioco: annullato. Poco dopo Huntelaar sostituisce un fischiatissimo Ronaldinho. Al 22' gran gol di Stankovic con un tiro da fuori: 4-0. Finisce così.
     
    August 22

    1^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2009/10

     SIENA      1

     MILAN     2

     

       Milan, buona la prima. Doppietta di Pato!

    Il Milan di Leonardo parte con il piede giusto. All'esordio in campionato i rossoneri vincono 2-1 a Siena al termine di una buona prova. Pato firma una doppietta. Ottime le prestazioni di Ronaldinho e della coppia di centrali Thiago Silva-Nesta. Il Siena ha il merito di non arrendersi fino all'ultimo. Leonardo, all'esordio in gare ufficiali su una panchina, da' fiducia a Borriello: e' lui ad affiancare Pato in attacco. Il Siena risponde con Ghezzal e Maccarone. Il Milan parte bene e tiene in mano il comando delle operazioni a centrocampo. Al 19' Ronaldinho mette Jankulovski tutto solo davanti a Curci, ma il portiere bianconero chiude in uscita impedendo la conclusione all'esterno ceco. Al 21' ancora Ronaldinho: punizione dal vertice sinistro dell'area e palla in rete.

    Tagliavento annulla per fuorigioco di Pato, che con il suo movimento ostacola Curci. Il gol del Milan, pero', e' nell'aria, e arriva al 29': Ronaldinho (ancora lui) serve un assist perfetto a Pato: il numero 7 scatta sul filo del fuorigioco e batte Curci con un destro in diagonale. Immediata la replica dei toscani: al 33' Jarolim lascia partire un sinistro a incrociare nel cuore dell'area di rigore, Storari si distende e respinge, sulla palla si catapulta Ghezzal che insacca a porta vuota. Al 37' ci prova Del Grosso, ma il suo destro termina a lato. E' l'ultima emozione dei primi 45 minuti. Parte benissimo il Milan a inizio ripresa. Ronaldinho si conferma ispiratissimo e illumina per Flamini: il francese tocca per Pato che non ha nessuna difficolta' a segnare a porta vuota il gol del 2-1. Per il brasiliano e' doppietta. Davvero splendida l'azione della squadra di Leonardo. La risposta del Siena arriva al 57':

    Vergassola fa il Ronaldinho e pesca Maccarone con un passaggio no look, ma il diagonale dell'attaccante bianconero termina a lato della porta difesa da Storari. Primi cambi: Giampaolo toglie Codrea e manda in campo Ekdal, Leonardo risponde inserendo Ambrosini al posto di Gattuso. Il Siena cresce e guadagna metri, per nulla demoralizzato dal nuovo svantaggio. Jarolim ci prova col destro al 63': palla a fondo campo. Il Milan si affida a Ronaldinho, in serata di grazia: su una sponda di testa di Borriello, il brasiliano si produce in una spettacolare rovesciata, Curci mette in angolo.

    Al 76' Ronaldinho ci prova su punizione dai 25 metri: la palla, deviata dalla barriera, termina non di molto a lato alla destra di Curci. Al 77' ottimo riflesso di Storari, che smanaccia un colpo di testa di Ficagna su corner dalla sinistra. La partita si mantiene vivace nonostante il caldo. Maccarone non si arrende e mette in continua apprensione la difesa milanista. All'82' Big Mac se ne va sulla sinistra e mette in mezzo, Storari e' attento e blocca a terra in uscita. All'87' nuova magia di Ronaldinho che innesca Pato: Brandao liscia, ma l'attaccante del Milan calcia sull'esterno della rete tutto solo davanti a Curci. E' in pratica l'ultima emozione. Tagliavento fischia la fine e il Milan porta a casa i suoi primi tre punti.

    July 31

    STAGIONE 2009/10

     
     STAGIONE 2009/10 
     
     
    LEONARDO Leonardo è stato uno dei giocatori più amati dai tifosi rossoneri per la sua simpatia e intelligenza, sia in campo, sia fuori. Giramondo del pallone, nelle cinque stagioni in cui milita nel campionato italiano con la maglia del Milan mette in mostra tutte le sue grandi qualità tecniche e agonistiche. In Brasile, con la cui Nazionale si laurea Campione del Mondo nel 1994, gioca come terzino sinistro. Nel Milan riveste dapprima il ruolo di centrocampista e poi praticamente di punta nello schieramento di Zaccheroni. Proprio con Zaccheroni in panchina, nella stagione 1998/99, Leonardo vince lo Scudetto dopo un'entusiasmalte rincorsa all'ultimo punto con la Lazio; rimonta, questa, resa possibile anche grazie ai gol e alle splendide giocate di sinistro del brasiliano. Terminata la carriera da calciatore in Giappone, Leonardo è tornato in Via Turati per occupare ruoli dirigenziali e sostenere l'attività di Fondazione Milan.
     
    Leonardo si lascia andare: "Quello che mi lega al Milan è l'affetto, ci vuole una base solida, altrimenti non avrei accettato questa avventura. È una situazione speciale, che non avrei mai immaginato. Forse ho segnato di ridiventare calciatore, ma non allenatore. Mi trovo qui da 12 anni: ripartire dopo Carlo è una cosa profonda, perché fra di noi c'era complicità. E' stato lui che mi ha stimolato e convinto ad accettare la proposta di Galliani".
     
     
    TIAGO SILVA Cresciuto nelle giovanili del Fluminense, al momento di passare in prima squadra Thiago Silva non è stato messo sotto contratto dal club brasiliano. Gli è stato comunque offerto un contratto da professionista dall'RS Futebol, con cui ha disputato la terza divisione del Campionato Gaúcho e, dopo poco, è stato acquistato dalla Juventude, con la quale ha debuttato nel Brasileirão nel 2004. Le sue prestazioni nel nuovo ruolo di difensore centrale lo hanno fatto notare da alcuni club europei, in particolare il Porto, che nel 2004, dopo un periodo di prova, lo ha acquistato per 2,5 milioni di euro. A causa di un infortunio e alcuni problemi respiratori non è stato aggregato alla prima squadra e nel gennaio del 2005 è stato ceduto in prestito alla Dinamo Mosca. A Mosca gli è stata diagnosticata una polmonite, che lo ha costretto a stare a lungo fermo. Nel 2006 è ritornato in Brasile per provare a ricominciare la carriera con il club che lo ha cresciuto nelle giovanili, il Fluminense. Nel 2007 con il Fluminense ha vinto la Coppa del Brasile e a livello personale la Bola de Prata, premio riservato agli 11 migliori giocatori del campionato brasiliano. Nel 2008 è arrivato sino alla finale della Coppa Libertadores persa dopo ai rigori contro l'LDU Quito.
      
    Nel dicembre 2008, dopo alcuni contatti con diverse squadre europee come Inter, Chelsea, Manchester City e Villarreal, con quest'ultima che già aveva trovato un'intesa con il Fluminense, si è accordato con il Milan, che lo ha pagato 10 milioni di euro e con cui ha firmato un quadriennale da 2,5 milioni di euro. La società rossonera non ha potuto tesserarlo a partire da gennaio 2009 a causa della mancanza di posti per gli extracomunitari, ma ha deciso comunque di farlo allenare a Milanello con i nuovi compagni, a cui si è aggregato a partire dal 14 gennaio 2009. Ha esordito con la maglia rossonera il 21 gennaio 2009 nell'amichevole giocata in Germania contro l'Hannover 96.
     
    ONYEWOGUCHTrascorsi due anni nella squadra di calcio del college della Clemson University, Onyewu è arrivato in Europa nel 2002, a soli vent'anni, acquistato dal Metz. Nella squadra francese ha trovato però poco spazio, disputando solo 5 partite, 3 nella Ligue 2 e 2 nella Coppa di Lega francese. Nella stagione successiva è stato ceduto in prestito al La Louvière, con cui ha esordito nel campionato belga il 13 settembre 2003 contro il Germinal Beerschot. Con il La Louvière ha esordito anche nelle competizioni UEFA il 24 settembre 2003 contro il Benfica, in una partita valida per la Coppa UEFA 2003-2004. Nel 2004 il Metz lo ha nuovamente ceduto in prestito nel campionato belga, questa volta allo Standard Liegi, che, convinto dalle sue prestazioni, lo ha successivamente riscattato nel mese di ottobre. Al termine della prima stagione a Liegi è stato inserito nella formazione ideale del campionato belga ed eletto miglior straniero del 2005. Nel 2006 ha esordito in Champions League a Bucarest contro la Steaua nella gara di ritorno del terzo turno preliminare. Nel 2007 ha vissuto una breve esperienza in prestito nella Premier League, al Newcastle, dove ha collezionato 11 presenze.
     

    Non riscattato dal Newcastle, a fine stagione è tornato allo Standard Liegi, con cui ha vinto due campionati consecutivi, nelle stagioni 2007-2008 e 2008-2009, e una Supercoppa del Belgio, conquistata contro l'Anderlecht grazie a una sua doppietta. Nelle cinque stagioni trascorse allo Standard Liegi ha giocato oltre 170 partite, quasi tutte da titolare, segnato 16 reti. Il 7 luglio 2009 è stato acquisito a parametro zero dal Milan, con cui ha firmato un contratto per tre stagioni. Ha esordito in maglia rossonera il 22 luglio 2009 nell'amichevole contro il Club América, persa 2-1. 

    June 02

    GRAZIE KAKA'

     

    GRAZIE KAKA'

    Nome: Ricardo Izecson dos Santos Leite
    Soprannome: Kaká
    Padre: Bosco Izecson Pereira Leite - ingegnere civile
    Madre: Simone Cristina dos Santos Leite - insegnante
    Fratello: Rodrigo Izecson dos Santos Leite - calciatore
    Fidanzata: Caroline Celico
    Ragazza ideale: di Dio, deve essere scelta da Dio
    Particolari interessi: tennis, vedere film e videogames
    Nel tempo libero: famiglia, amici, chiesa, stare con mio fratello
    Musica preferita: gospel
    Gruppo preferito: Renascer Praise
    Cantante: Aline Barros

    Attrice: Regina Duarte
    Film: "A espera de um milagre"
    Libro: la Bibbia
    Colore: bianco
    Bibita: acqua
    Esempio da seguire: Gesù
    Piatto preferito: picanha all'aglio e olio di sua madre e Churrasco (barbecue)
    Profumo: Calvin Klein e Hugo Boss
    Un bell'uomo: io
    Religione: Evangelica
    Chiesa: Renascer em Cristo
    Saudade: della famiglia
    Un giorno speciale: finale Rio-SP (esordio nel São Paulo FC)
    Ispirazione: preghiera
    Migliore allenatore: ho imparato da tutti, anche se Gesù e il miglior allenatore
    Non ti piace assolutamente: la droga
    Verso della Bibbia indimenticabile: "Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica"

     

    Kaká è nato a Brasilia il 22 aprile 1982, ma già da piccolo si è trasferito a San Paolo, nel quartiere residenziale di Morumbi. La storia di Kaká non è la solita favola del ragazzino che mangia riso e fagioli con qualche dramma familiare alle spalle. Il contrario. La famiglia appartiene alla media borghesia. Il padre di Kaká è un ingegnere civile, il signor Bosco Izecson Pereira Leite, mentre la mamma Simone Cristina dos Santos Leite è una professoressa. Non hanno avuto problemi nel mettere insieme il pranzo con la cena, anzi da ragazzo Kaká si poteva permettere anche qualche maglietta firmata ed alcuni videogame all'avanguardia. E siccome nelle giovanili del San Paolo con lui c'erano tanti ragazzi poveri, spesso dopo l'allenamento tutta la garotada (espressione brasiliana che indica un gruppo di adolescenti festosamente rumorosi) andava a casa Leite a fare merenda: 1400 metri a piedi per sgranocchiare le ciambelle di mamma Simone Cristina. Forse proprio per queste origini borghesi, in Brasile non hanno mai avuto certezze sul suo futuro.Di buon carattere e famiglia solidissima, crede alle tradizione ed è religiosissimo. Kaká è sicuro di essere stato graziato da Dio quando nell'ottobre del 2000 ebbe un incidente che avrebbe potuto lasciarlo paralizzato. Kaká batte infatti la testa sul fondo di una piscina e si ruppe una vertebra del collo. Da allora, ogni volta che segna una rete, mentre la gente lo acclama e i compagni gli si buttano addosso, si ricorda di quel momento e alza gli occhi al cielo.

     

     

     

    Nel gennaio del 2001 la squadra juniores del San Paolo fu protagonista della Coppa San Paolo di calcio giovanile, l'equivalente del Torneo di Viareggio. Ma Kaká era in panchina, non giocava mai. Il 7 marzo dello stesso anno, la prima squadra del San Paolo giocava contro il Botafogo la finale della Copa Rio-Sao Pãulo, torneo che non aveva mai vinto. Al 14' del secondo tempo l'allenatore Oswaldo Alvarez lo mise in campo al posto di Fabiano scatenando la reazione scandalizzata dei commentatori radiotelevisivi: "Incredibile! Alvarez està louco, Alvarez è pazzo, ha buttato in campo una riserva delle giovanili". Quel giorno Kaká segnò 2 gol in poco più di 2 minuti, regalando il trofeo alla sua squadra. E Oswaldo ricorda quel giorno con il sorriso sulle labbra: "La gente non sapeva che Kaká arrivava da una lunga convalescenza. Nel 2000 si era rotto la sesta vertebra sbagliando un tuffo in piscina in un parco acquatico. Ma io sapevo che era fortissimo". Quei 2 gol non bastarono per convincere tutti. Non ci credevano tanto, se è vero che nei quarti di finale del campionato brasiliano del 2001 contro l'Atletico Paranaense, dopo essere stato inseguito per tutto il campo dal randellatore Cocito, costrinse il suo allenatore a sostituirlo al 39' del primo tempo. Kaká uscì piangendo a dirotto e la critica lo stroncò: "E' bello da vedere, ma non può giocare partite importanti". Quelle lacrime disperate lo resero ancora più simpatico alle ragazzine, che in Brasile in questi anni hanno fondato numerosissimi fan club dedicati a lui. Troppo bello per essere vero dicevano. L'unico che ha sempre creduto in lui è Carlos Alberto Parreira. Lo affrontò la prima volta e gli fece i complimenti, lo affronto la seconda volta e disse : "Quel Kaká diventerà un fenomeno" ...

     

    CURIOSITA'

    I compagni di squadra lo chiamano "Ricky". Ronaldo lo chiama "Kakito" per sottolineare il fatto che ai mondiali del 2002 era una specie di mascotte della squadra. Per le riviste brasiliane di informazione è "O queridinho da galera", che vuol dire "Il più amato della compagnia". Le ragazzine gli hanno affibiato migliaia di altri soprannomi vezzeggiativi: il più comune è "anjinho", cioè angioletto. Ma per noi è il "bambino d'oro" ..

    Ha un braccialetto di metallo con la scritta "Jesus" e un nastrino di stoffa con le lettere "OQJF" ("O que Jesus faria?", cioè "Cosa farebbe Gesù al mio posto?"). Ha fatto personalizzare le sue scarpe da calcio dall'Adidas con la frase "Dio è fedele". Sulla porta della sua stanza a San Paolo c'era scritto "Un bambino felice ha Gesù nel cuore". E la sua segreteria telefonica dice: "Sono Kaká. Al momento non posso rispondere. Grazie. Dio ti benedica. Ciao".

    Gioca con le lenti a contatto per una leggera miopia e di notte deve usare l'apparecchio per i denti. Usa shampoo alla camomilla per schiarire i capelli. Non frequenta molto le discoteche e non è un maniaco del Carnevale, a differenza di molti suoi connazionali. E diventa rosso quando una giovane fan gli porta un regalo.

     
    Esordio nel Milan:
    01.09.2003

    Vittorie:
    1 Champions League 2006/2007
    1 Mondiale per Club 2007
    1 Campionato Italiano 2003/2004
    2 Supercoppe Europee 2003, 2007
    1 Supercoppa Italiana 2004
     
     

    Kaká è ufficialmente un nuovo Pallone d'Oro. Il premio è stato consegnato al brasiliano del Milan nella cerimonia di Parigi, che ha sancito l'incoronazione del fantasista rossonero, sesto giocatore della società meneghina a ricevere questa onorificenza dopo Rivera, Gullit, Van Basten, Weah, Shevchenko. "E' stato un anno eccezionale - commenta il verdeoro - e questa giornata lo corona degnamente. Grazie al Milan". L'emozione è di quelle capaci di togliere il respiro, di far incurvare le sopracciglia e inumidire il viso anche a chi sembra il ritratto della serenità. Ricky, come lo chiamano a Milanello e non solo, è arrivato a Parigi con la certezza di aver vinto il premio più bello, ma il palco l'ha commosso, l'ha catapultato in una realtà che devi assaggiare per capirne il sapore. Vestito griffato, sorriso d'ordinanza, ma la sensazione di essere entrato a far parte di una storia gloriosa, pallonara e rossonera. Infatti, a parte la compagnia dei vari fenomeni che hanno baciato la sfera dorata in questi 51 anni, Kaká emula cinque campionissimi milanisti, capaci di mettere insieme sette trofei. Rivera, Gullit, Van Basten (che fece tripletta) , Weah e Shevchenko.

    Kaká sentirà nostalgia del 2007, anno in cui ha messo il mondo ai suoi piedi. Soprattuto con la maglia del Milan, il brasiliano ha conquistato titoli e premi, consolidando la sua posizione di idolo nel calcio mondiale. Anche fuori dal campo Kaká ha segnato i suoi gol. Il più bello è stato l'annuncio che sarà padre per la prima volta. Ma è in campo che Kaká ha mostrato il suo talento e ha incantato gli amanti del calcio. Ha aiutato il Milan a vendicarsi tanto nella Champions League quanto nel Mondiale per Club. Nella competizione europea è stato il leader della squadra nella campagna che ha avuto il culmine con la vittoria per 2 a 1 sul Liverpool, come rivincita del 2005. E in Giappone ha condotto la squadra nella goleada sul Boca Juniors ( 4 a 2), facendo dimenticare alla sua tifoseria della traumatica sconfitta contro gli argentini nel 2003, ai rigori, dopo il pareggio per 1 a 1 al 90esimo. Ma i gol e le belle azioni non hanno portato solo titoli. Il brasiliano ha conquistato nel 2007 niente meno che sette premi individuali. La lista comincia ancora nel primo semestre, con l'eccellente  impegno nella Champions League, competizione che fu prioritaria per il Milan (la squadra fu punita dalla Federazione Italiana e aveva iniziato il campionato con otto punti in meno di quelli della maggioranza degli avversari). Nella maggiore competizione d'Europa, Kaká ha conquistato il premio di Miglior Attacante e Miglior Giocatore. Ha anche terminato come capocannoniere con dieci gol. Nella finale è stato uno dei distacchi, nonostante non aver fatto tremare la rete. Dai suoi piedi sono uscite le giocate principali, compreso l'assist per uno dei due gol di Inzaghi. Lo show del brasiliano è continuato nel secondo semestre, nonostante la campagna irregolare del Milan nel Campionato Italiano. La squadra dell'allenatore Carlo Ancelotti era in vista del Mondiale per Club e si è preparata per quello. E' arrivata con due settimane di anticipo in Giappone, si è allenata duramente e ha preso la competizione molto seriamente. Anche così ha trovato delle difficoltà per superare i suoi avversari. Nel frattempo, c'era un Kaká ispirato. E il brasiliano infatti è quello che ha deciso. Con la sua oggettività ha condotto il Milan nella semifinale contro l'Urawa Reds e nella finale contro il Boca Juniors. Ha fatto gol, ma ha brillato soprattutto servendo i compagni. E' stato eletto il miglior giocatore della finale, e dopo il migliore della competizione. L'eccellente e decisivo impegno in Giappone è stata la ciliegina sulla torta. Il giorno dopo Kaká è stato eletto il Migliore del mondo dalla Fifa. E bisogna ricordare che il brasiliano aveva già ricevuto il Pallone d'Oro dalla rivista France Football e il premio della Federazione Internazionale dei Calciatori Professionisti (FIFPro).

     

     

     

      I PREMI DI KAKA NEL 2007
    Miglior Attaccante della Champions League 2007
    Miglior Giocatore della Champions League 2007
    Pallone d'Oro 2007
    Miglior Giocatore del Mondiale per Club della FIFA 2007
    Miglior Giocatore della final del Mondiale per Club FIFA 2007
    Fifa World Player 2007
    Miglior Giocatore del Mondo per la Federazione Internazionale di Calciatori Professionisti (FIFPro)
    Miglior Straniero Oscar del Calcio AIC 2007
    Miglior Giocatore Oscar del Calcio AIC 2007

    June 01

    PAOLO MALDINI

     
    PAOLO MALDINI 
     
    GRAZIE UNICO GRANDE CAPITANO!
     
    Giuanluigi Buffon: al mio debutto nel parma, io non ero molto a mio agio, ma mi ricordo ancora, che lui mi fece un sorriso quasi fraterno e mi disse: in bocca al lupo, mi raccomando. E lì si capisce lo spessore della persona.
     
    Roberto Donadoni: quando uno più vecchio riesce ad apprendere qualcosa da uno più giovane, questa è la dimostrazione che il giovane è già un grande.
     
    Kakà: la cosa che mi piace di più è che ogni volta che qualcuno segna lui va ad abbracciare il compagno da qualsiasi parte del campo si trovi.
     
    Salvatore Bagni: tu lo vedevi giovane ma già grande e con personalità, non ti faceva toccare la palla, è elegante, calmo e non ti da mai la soddisfazione anche se innervosito dall'avversario.

     

    Paolo Maldini ha legato la sua intera carriera al Milan, squadra della sua città che l'ha visto crescere e maturare come uomo e come professionista. Nella squadra rossonera milita dal suo provino del 1978 e ha ricoperto principalmente il ruolo di terzino sinistro o di difensore centrale. È stato utilizzato anche da terzino destro, a dimostrazione della sua grande duttilità tattica.

    Ha debuttato in Serie A con Nils Liedholm il 20 gennaio 1985, ancora sedicenne, in un match contro l'Udinese (1-1) subentrando a Sergio Battistini. Già la stagione successiva, a soli 17 anni, diventò titolare nella formazione rossonera, con la maglia numero 3 di terzino sinistro. Segna il primo dei suoi 29 gol in Serie A il 4 gennaio 1987 in Como-Milan (0-1). In Europa, invece, il battesimo del gol arriva il 21 ottobre 1992 in Slovan Bratislava-Milan (0-1). Dalla stagione 1997-1998 è il capitano del Milan, avendo ereditato la fascia da Franco Baresi al termine della sua carriera. Lo stesso passaggio di testimone era già avvenuto nel 1994 nella Nazionale italiana, quando Baresi aveva lasciato al terzino la fascia di capitano dopo il mondiale statunitense. Alla 28ª giornata del campionato 2002-2003, nel derby Inter-Milan, Maldini viene sostituito per una frattura al setto nasale dopo la gomitata involontaria da parte di Christian Vieri. Nelle partite successive al derby, Maldini indosserà per circa un mese una maschera facciale protettiva.

    Il 28 maggio 2003, all'Old Trafford di Manchester, ha sollevato la UEFA Champions League a 40 anni esatti di distanza dal giorno in cui proprio suo padre Cesare si laureò campione d'Europa, anch'egli come capitano del Milan e anch'egli in Inghilterra (a Londra). Quel trofeo è stato inoltre il primo trofeo materialmente sollevato da Paolo Maldini in qualità di capitano. Nella stagione 2005-2006 ha segnato anche una doppietta contro la Reggina in campionato; la prima e unica nella sua lunghissima carriera.

    Il 16 dicembre 2007, aggiudicandosi la Coppa del Mondo per club dopo che il Milan ha battuto in finale il Boca Juniors, ha conquistato il 26° trofeo della sua carriera, il 13° in ambito internazionale. È stato inoltre il primo capitano di una formazione del vecchio continente ad alzare questo trofeo. Il 16 febbraio 2008, nella gara contro il Parma al Tardini, entrando in campo a partita iniziata al posto di Jankulovski ha raggiunto così il traguardo delle 1.000 partite da professionista. di cui 861 con il Milan, 12 con l'Under-21, 1 con l'Olimpica e 126 con la Nazionale maggiore. In campo europeo solo Peter Shilton, portiere inglese, ha totalizzato più presenze, 1.390 tra il 1966 e il 1997. Ha giocato la sua ultima partita in Champions League il 4 marzo 2008 a San Siro contro l'Arsenal nella sconfitta interna per 2 a 0 che ha sancito l'eliminazione del Milan dalla Champions League 2007-2008 agli ottavi di finale.

    Dopo alcune voci che avevano ventilato un suo possibile ritiro dopo la Coppa del Mondo per club 2007 Maldini aveva annunciato che avrebbe appeso le scarpe al chiodo alla fine della stagione 2007-2008, ma dopo l'eliminazione in Champions League contro l'Arsenal Maldini stesso non aveva escluso la possibilità di rimanere in rossonero anche per la stagione seguente e il 6 giugno 2008 ha prolungato ancora il suo contratto di un altro anno fino al 30 giugno 2009.

     
                                   

     Quando lascerà il calcio, il Milan ha deciso di ritirare la maglia numero 3, per anni indossata da Maldini, come già accaduto solo per la maglia numero 6 di Franco Baresi. Le uniche persone a cui potrebbe essere assegnata tale maglia sono i suoi figli Christian, che nel settembre 2005 è stato tesserato per le giovanili del Milan, e Daniel, avuti con la moglie Adriana Fossa, nel caso in cui arrivino a giocare in Serie A con i rossoneri.

    Maldini ha collezionato 647 presenze in Serie A, record assoluto, con 29 gol realizzati. La storica soglia delle 600 partite è stata conseguita in occasione di Catania-Milan del 13 maggio 2007 (1-1), che, contando anche lo spareggio per l'accesso alla Coppa UEFA del 1987-1988 giocato contro la Sampdoria a Torino, è la sua 601ª presenza con la maglia del Milan in gare di campionato e relativi spareggi. Il 16 maggio 2009 ha disputato la 900ª partita ufficiale in maglia rossonera, scendendo in campo contro l'Udinese al Friuli, lo stesso stadio dove aveva esordito in Serie A e festeggiato i 20 anni da calciatore professionista.
     
    Dopo alcune voci che avevano ventilato un suo possibile ritiro dopo la Coppa del Mondo per club 2007 Maldini aveva annunciato che avrebbe appeso le scarpe al chiodo alla fine della stagione 2007-2008, ma dopo l'eliminazione in Champions League contro l'Arsenal Maldini stesso non aveva escluso la possibilità di rimanere in rossonero anche per la stagione seguente e il 6 giugno 2008 ha prolungato ancora il suo contratto di un altro anno fino al 30 giugno 2009. Quando lascerà il calcio, il Milan ha deciso di ritirare la maglia numero 3, per anni indossata da Maldini, come già accaduto solo per la maglia numero 6 di Franco Baresi. Le uniche persone a cui potrebbe essere assegnata tale maglia sono i suoi figli Christian, che nel settembre 2005 è stato tesserato per le giovanili del Milan, e Daniel, avuti con la moglie Adriana Fossa, nel caso in cui arrivino a giocare in Serie A con i rossoneri.
     
    Maldini ha collezionato 647 presenze in Serie A, record assoluto, con 29 gol realizzati. La storica soglia delle 600 partite è stata conseguita in occasione di Catania-Milan del 13 maggio 2007 (1-1), che, contando anche lo spareggio per l'accesso alla Coppa UEFA del 1987-1988 giocato contro la Sampdoria a Torino, è la sua 601ª presenza con la maglia del Milan in gare di campionato e relativi spareggi. Il 16 maggio 2009 ha disputato la 900ª partita ufficiale in maglia rossonera, scendendo in campo contro l'Udinese al Friuli, lo stesso stadio dove aveva esordito in Serie A e festeggiato i 20 anni da calciatore professionista.
     

    Il 24 maggio 2009, Maldini ha giocato per l'ultima volta a San Siro nella sconfitta subita dalla sua squadra per 3-2 contro la Roma. La cerimonia d'addio si è svolta con la consegna di album di figurine e sciarpe commemorative. Inoltre la squadra rossonera ha indossato per l'occasione la nuova divisa 2009-2010. Durante il giro di campo finale il difensore è stato contestato da pochi tifosi della Curva Sud che hanno intonato cori a favore di Franco Baresi ed hanno esposto striscioni sempre favorevoli al ex difensore, ritenuto l'unico grande capitano dell'era Berlusconi e critici contro Paolo, in relazione ad alcune considerazioni del capitano milanista sul tifo organizzato, rovinando così in parte il suo addio allo stadio milanese. Secondo Carlo Ancelotti però la contestazione è stata solo una goccia d'acqua in un oceano pieno d'affetto.

    Detiene anche altri record: primato assoluto di stagioni in Serie A con la stessa squadra, con 25 campionati consecutivi al Milan, di cui è il primatista di presenze con 902 partite ufficiali disputate; marcatore più veloce in una finale di Champions League (52'' contro il Liverpool nel 2005). Insieme a Francisco Gento, è l'unico calciatore ad aver disputato 8 finali della Coppa dei Campioni/Champions League vincendone 5 (contro le 6 di Gento). Dalla sua prima all'ultima Coppa dei Campioni/Champions League vinta, sono passati ben 18 anni, record assoluto della competizione. Grazie alla lunga militanza nel Milan, ha totalizzato il record di stracittadine milanesi giocate, essendo sceso in campo in ben 56 derby. Per anzianità in campo, è il secondo giocatore del Milan nella storia, essendo sceso in campo in occasione di Fiorentina-Milan 0-2 del 31 maggio 2009 a 40 anni, 11 mesi e 5 giorni; solo Alessandro Costacurta (41 anni e 26 giorni) ha disputato una partita ufficiale con un'età maggiore della sua. Inoltre, segnando il gol del definitivo 1-2 nella partita Milan-Atalanta del 30 marzo 2008, è diventato il quarto giocatore più vecchio in assoluto a segnare un gol in Serie A. Meglio di lui hanno fatto solo Pietro Vierchowod, Silvio Piola e Alessandro Costacurta.

    La Nazionale

    Nel 1986 è stato chiamato dal padre Cesare in Under-21 con la quale ha giocato per due anni, prima della chiamata in Nazionale maggiore. Con la Nazionale ha debuttato a 19 anni, il 31 marzo 1988 a Spalato in Jugoslavia-Italia (1-1) e ha segnato il primo dei suoi 7 gol il 20 gennaio 1993 a Firenze contro il Messico (2-0).
     
    Con gli Azzurri ha disputato gli Europei 1988 (eliminazione nelle semifinali da parte dell'URSS, 4 presenze su 4 partite disputate), i Mondiali 1990 (3° posto, 7 presenze su 7 partite disputate), i Mondiali 1994 (2° posto, sconfitta in finale con il Brasile dopo i rigori, 7 presenze su 7 partite disputate) gli Europei 1996 (eliminazione al primo turno, 3 presenze su 3 partite disputate), i Mondiali 1998 (eliminazione ai quarti da parte della Francia dopo i rigori, 5 presenze su 5 partite disputate), gli Europei 2000 (2° posto, sconfitta in finale con la Francia dopo i supplementari, 6 presenze su 6 partite disputate) e i Mondiali 2002 (eliminazione agli ottavi da parte della Corea del Sud dopo i supplementari, 4 presenze su 4 partite disputate).
     
    Nei campionati del mondo ha collezionato 23 presenze (seconda prestazione di sempre dopo le 25 partite di Lothar Matthäus), in queste ha stabilito il record assoluto per i minuti giocati: 2.216 (Matthäus ha giocato più partite ma in alcune di queste è stato sostituito o è subentrato ad un compagno, totalizzando un numero inferiore di minuti in campo). Si è ritirato dall'attività con la Nazionale a 34 anni, dopo il Mondiale del 2002. Con la maglia azzurra ha disputato 126 partite (record assoluto), realizzando 7 gol. Detiene inoltre il record per il numero di gare con la fascia da capitano: 74.
     
    May 31

    38^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

     
    0  FIORENTINA - MILAN  logo-acm-milan sfnero
     

    ..Il saluto più bello, il milan vince nel giorno degli addii.. 

    All'Artemio Franchi il Milan gioca una partita di carattere e fa prevalere la propria personalità superando la Fiorentina per 2-0, nella gara - spareggio per l'accesso diretto alla fase iniziale della Champions. Prandelli deve fare a meno dei due squalificati F.Melo e Dainelli che hanno chiuso in anticipo la stagione, Zauri gioca al fianco di Gamberini nella difesa a 4, Donadel riprende il posto di mediano dinanzi alla difesa. Ancelotti, forse, all'ultima gara da tecnico dei rossoneri, ritrova i due grandi assenti della stagione; Gattuso e Nesta che vanno entrambi in panchina. Beckham dall'inizio, Flamini sostituisce lo squalificato Ambrosini, in avanti ancora fiducia ad Inzaghi preferito a Pato, match-winner dell'andata.
     
    E' la gara che sancisce l'addio al calcio di Paolo Maldini, icona di questo sport e simbolo di questa squadra, il capitano lascia la maglia rossonera, unica indossata durante tutta la sua carriera dopo 647 presenze collezionate in serie A e 26 titoli conquistati con il Milan. Fiorentina che si gioca una parte della prossima stagione, la squadra di Prandeli parte subito col piglio giusto e cerca di attaccare gli spazi sugli esterni.
     
    E' il Milan però che crea le prime vere occasioni, con protagonista sempre Jankulovski, che prima va alla conclusione dopo una galoppata sulla fascia e poi raccoglie un pallone vagante fuori dall'area e calcia di prima, in entrambe l'esito è negativo però. Partita che col passare dei minuti sale di ritmo, il Milan è bravo a ripartire, approfittando degli errori nei disimpegni dei viola. Fiorentina che va vicino al gol al 22' dopo che Gilardino stacca su un cross in corsa di Jovetic mettendo fuori di poco il pallone. Milan che risponde subito al 24' con una staffilata dai 20 metri di Flamini che va a stamparsi sullo spigolo esterno dell'incrocio.
    Zambrotta spaventa Frey al 27', il terzino azzurro controlla in area un cross , si gira in un "amen" e calcia al volo di sinistro, il portiere respinge sull'esterno.
     
    Partita che stenta a decollare, si gioca molto a centrocampo, con le due squadre che non riescono ad adattarsi al terreno di gioco, molto scivoloso.
    Rischia il Milan al 42', Vargas scatta sulla fascia e fa partire un cross sul quale Gilardino non ci arriva a causa di una presunta spinta di Favalli,
    Rizzoli però indica ai giocatori di rialzarsi e continuare. Montolivo insiste nel calciare da fuori senza trovare mai il modo di impensierire Dida. Termina dopo 2' di recupero il primo tempo, Fiorentina più propositiva, Milan che cerca di controllare il gioco dovendo far il conto anche sulla giornataccia fino ad ora incappata dalle sue stelle.
     
    Partita che riprende e Firenze che per poco non urla di gioia, Gilardino raccoglie un pallone in area, calcia in controtempo d'esterno, pallone  fuori di un niente. La Fiorentina ,che in casa non perde da 5 gare, trema al 52' su un tiro-cross di Kaka che per poco non trova la porta. Franchi gelato al 55', Beckham crossa dal fondo, Gamberini chiude su Inzaghi, sfera che però rimpalla  sui piedi di Kaka che da due passi non dà scampo a Frey e fa 1-0. Milan che ha una tranquillità impressionante, lo si evince dall'abitudine che hanno gli uomini di Ancelotti nell'affrontare queste partite di cosi alta importanza. Spreca il Milan al 62' dopo che Kaka era scattato in contropiede, Inzaghi servito in area dal brasiliano vince una serie di rimpalli e poi arrivato dinanzi a Frey calcia alto. Il Milan cerca di "congelare" la sfera per non incorrere nel rischio di essere schiacciato nella propria area di rigore.
     
    Fiorentina che si spinge troppo in avanti e paga il rischio del contropiede che fulmineo la colpisce al 76' grazie a Pato, che servito da Kaka batte Frey con un tocco sotto. Felicità per i tifosi rossoneri al 77', termina forse uno dei calvari pù lunghi della storia del calcio, dopo essere stato fuori tutta la stagione Nesta ritrova il campo da gioco. Finale di gara ormai dedicato alle passerelle di chi si appresta ad uscire, al 81' è il turno di Beckham che saluta forse temporaneamente i compagni di gioco per trasferirsi nella Major League. Finale che sa poco di calcio e molto di festa, con la Viola che comunque viene inneggiata dai propri tifosi che ringraziano la società per i risultati ottenuti quest'anno.

    Emozionante il finale con l'arbitro che concede la passerella sul campo a paolo Maldini, campione straordinario e uomo incredibile. Milan che sbaglia poche volte gare di questo tipo, come si parlava in settimana a Milanello,rossoneri che evitano l'incubo dei preliminari premiando nel miglior modo il suo capitano, dall'altro lato la Viola chiude un stagione straordinaria sancita ancora una volta dalla conferma della partecipazione per la prossima stagione nell' Europa che conta.