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MILAN'S WORLD

News e foto - le emozioni - la storia - video - le vostre opinioni e molto altro sul Pianeta Milan

La prima sede viene stabilita presso la Fiaschetteria Toscana di Via Berchet a Milano, nel 1899. Da quel momento ha inizio la gloriosa storia del Milan, che ha scritto memorabili pagine di storia calcistica diventando uno dei club più forti e famosi nel mondo.

Il passato rossonero è ormai leggenda, come sono leggendari gli uomini che hanno contribuito a scriverlo: presidenti, allenatori e calciatori. Nomi di importanti personalità sportive si sono imposti nel corso della storia milansta, dall’inglese Alfred Edwards, che due anni dopo la fondazione ha conquistato il primo “scudetto” rossonero a Silvio Berlusconi, il presidente che ha vinto di più. Vittorie di immenso prestigio, ottenute in ogni parte del mondo testimoniano la forza e l’organizzazione di un gruppo senza eguali.

Una grande società si riconosce dalle strategie attuate e dalla scelta degli uomini-guida, tra i quali giocano un ruolo determinante gli allenatori; la storia dei successi del Milan è legata anche alle sue panchine. Qui si sono seduti i più grandi tecnici del calcio italiano, come Gipo Viani, Nereo Rocco e Nils Liedholm, i maestri degli anni Sessanta, dai quali Arrigo Sacchi e Fabio Capello hanno raccolto l’eredità, basando la propria filosofia tattica e strategica su un calcio moderno, brillante e spettacolare.

Negli anni della gestione Berlusconi, Sacchi e Capello hanno vinto e trionfato, regalando stupende emozioni. Con Sacchi, il Milan ha vinto in quattro stagioni uno scudetto, due Coppe dei Campioni, due Supercoppe Europee e due Coppe ntercontinentali consecutive; con Capello, quattro scudetti, una Supercoppa Europea e una Coppa dei Campioni, in cinque stagioni. Negli anni più recenti, dopo lo scudetto conquistato alla sua prima stagione in rossonero da Alberto Zaccheroni e la breve parentesi del tecnico turco Fatih Terim, la guida della squadra è passata a Carlo Ancelotti: il gradito ritorno di uno degli “invincibili” nella grande famiglia rossonera.

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simo.cuorerossonero@live.it

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                      Milano siamo noi solo noi! Forza Milan!
 
 
                                http://pelledino.spaces.live.com
 
2 days ago
Angiwrote:

June 29
meraviglia delle meraviglie, certo che accetto l'amicizia, ci mancherebbe.
appunto: che MILAN SARà IL PROSSIMO????? la perdita di Kakà si farà sentire eccome, ma quello che mi lascia perplessa e con le dita incrociate la paura che anche qualcun altro se ne vada anche se dicono di no.  Pato per esempio visto la grande offerta che avanza----e chi crede più alle promesse????
BENE PAUSA DI RIFLESSIONE E STAREMO A VEDERE.  Ciaooooo un abbraccio rossonero
June 29
Forza milan sempre e cmq anche e mi viene da piangere per kakà...In lacrime perchè? perchè sei andato via???? non è giusto non è cosi che doveva andare....Triste
June 10
 
 
  Per Sempre Forza Milan!
 
AC Milan (Franco Baresi 1989).jpg
 
 
 
 
May 7

A.C. Milan

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Calcio news

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June 02

GRAZIE KAKA'

 

GRAZIE KAKA'

Nome: Ricardo Izecson dos Santos Leite
Soprannome: Kaká
Padre: Bosco Izecson Pereira Leite - ingegnere civile
Madre: Simone Cristina dos Santos Leite - insegnante
Fratello: Rodrigo Izecson dos Santos Leite - calciatore
Fidanzata: Caroline Celico
Ragazza ideale: di Dio, deve essere scelta da Dio
Particolari interessi: tennis, vedere film e videogames
Nel tempo libero: famiglia, amici, chiesa, stare con mio fratello
Musica preferita: gospel
Gruppo preferito: Renascer Praise
Cantante: Aline Barros

Attrice: Regina Duarte
Film: "A espera de um milagre"
Libro: la Bibbia
Colore: bianco
Bibita: acqua
Esempio da seguire: Gesù
Piatto preferito: picanha all'aglio e olio di sua madre e Churrasco (barbecue)
Profumo: Calvin Klein e Hugo Boss
Un bell'uomo: io
Religione: Evangelica
Chiesa: Renascer em Cristo
Saudade: della famiglia
Un giorno speciale: finale Rio-SP (esordio nel São Paulo FC)
Ispirazione: preghiera
Migliore allenatore: ho imparato da tutti, anche se Gesù e il miglior allenatore
Non ti piace assolutamente: la droga
Verso della Bibbia indimenticabile: "Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica"

 

Kaká è nato a Brasilia il 22 aprile 1982, ma già da piccolo si è trasferito a San Paolo, nel quartiere residenziale di Morumbi. La storia di Kaká non è la solita favola del ragazzino che mangia riso e fagioli con qualche dramma familiare alle spalle. Il contrario. La famiglia appartiene alla media borghesia. Il padre di Kaká è un ingegnere civile, il signor Bosco Izecson Pereira Leite, mentre la mamma Simone Cristina dos Santos Leite è una professoressa. Non hanno avuto problemi nel mettere insieme il pranzo con la cena, anzi da ragazzo Kaká si poteva permettere anche qualche maglietta firmata ed alcuni videogame all'avanguardia. E siccome nelle giovanili del San Paolo con lui c'erano tanti ragazzi poveri, spesso dopo l'allenamento tutta la garotada (espressione brasiliana che indica un gruppo di adolescenti festosamente rumorosi) andava a casa Leite a fare merenda: 1400 metri a piedi per sgranocchiare le ciambelle di mamma Simone Cristina. Forse proprio per queste origini borghesi, in Brasile non hanno mai avuto certezze sul suo futuro.Di buon carattere e famiglia solidissima, crede alle tradizione ed è religiosissimo. Kaká è sicuro di essere stato graziato da Dio quando nell'ottobre del 2000 ebbe un incidente che avrebbe potuto lasciarlo paralizzato. Kaká batte infatti la testa sul fondo di una piscina e si ruppe una vertebra del collo. Da allora, ogni volta che segna una rete, mentre la gente lo acclama e i compagni gli si buttano addosso, si ricorda di quel momento e alza gli occhi al cielo.

 

 

 

Nel gennaio del 2001 la squadra juniores del San Paolo fu protagonista della Coppa San Paolo di calcio giovanile, l'equivalente del Torneo di Viareggio. Ma Kaká era in panchina, non giocava mai. Il 7 marzo dello stesso anno, la prima squadra del San Paolo giocava contro il Botafogo la finale della Copa Rio-Sao Pãulo, torneo che non aveva mai vinto. Al 14' del secondo tempo l'allenatore Oswaldo Alvarez lo mise in campo al posto di Fabiano scatenando la reazione scandalizzata dei commentatori radiotelevisivi: "Incredibile! Alvarez està louco, Alvarez è pazzo, ha buttato in campo una riserva delle giovanili". Quel giorno Kaká segnò 2 gol in poco più di 2 minuti, regalando il trofeo alla sua squadra. E Oswaldo ricorda quel giorno con il sorriso sulle labbra: "La gente non sapeva che Kaká arrivava da una lunga convalescenza. Nel 2000 si era rotto la sesta vertebra sbagliando un tuffo in piscina in un parco acquatico. Ma io sapevo che era fortissimo". Quei 2 gol non bastarono per convincere tutti. Non ci credevano tanto, se è vero che nei quarti di finale del campionato brasiliano del 2001 contro l'Atletico Paranaense, dopo essere stato inseguito per tutto il campo dal randellatore Cocito, costrinse il suo allenatore a sostituirlo al 39' del primo tempo. Kaká uscì piangendo a dirotto e la critica lo stroncò: "E' bello da vedere, ma non può giocare partite importanti". Quelle lacrime disperate lo resero ancora più simpatico alle ragazzine, che in Brasile in questi anni hanno fondato numerosissimi fan club dedicati a lui. Troppo bello per essere vero dicevano. L'unico che ha sempre creduto in lui è Carlos Alberto Parreira. Lo affrontò la prima volta e gli fece i complimenti, lo affronto la seconda volta e disse : "Quel Kaká diventerà un fenomeno" ...

 

CURIOSITA'

I compagni di squadra lo chiamano "Ricky". Ronaldo lo chiama "Kakito" per sottolineare il fatto che ai mondiali del 2002 era una specie di mascotte della squadra. Per le riviste brasiliane di informazione è "O queridinho da galera", che vuol dire "Il più amato della compagnia". Le ragazzine gli hanno affibiato migliaia di altri soprannomi vezzeggiativi: il più comune è "anjinho", cioè angioletto. Ma per noi è il "bambino d'oro" ..

Ha un braccialetto di metallo con la scritta "Jesus" e un nastrino di stoffa con le lettere "OQJF" ("O que Jesus faria?", cioè "Cosa farebbe Gesù al mio posto?"). Ha fatto personalizzare le sue scarpe da calcio dall'Adidas con la frase "Dio è fedele". Sulla porta della sua stanza a San Paolo c'era scritto "Un bambino felice ha Gesù nel cuore". E la sua segreteria telefonica dice: "Sono Kaká. Al momento non posso rispondere. Grazie. Dio ti benedica. Ciao".

Gioca con le lenti a contatto per una leggera miopia e di notte deve usare l'apparecchio per i denti. Usa shampoo alla camomilla per schiarire i capelli. Non frequenta molto le discoteche e non è un maniaco del Carnevale, a differenza di molti suoi connazionali. E diventa rosso quando una giovane fan gli porta un regalo.

 
Esordio nel Milan:
01.09.2003

Vittorie:
1 Champions League 2006/2007
1 Mondiale per Club 2007
1 Campionato Italiano 2003/2004
2 Supercoppe Europee 2003, 2007
1 Supercoppa Italiana 2004
 
 

Kaká è ufficialmente un nuovo Pallone d'Oro. Il premio è stato consegnato al brasiliano del Milan nella cerimonia di Parigi, che ha sancito l'incoronazione del fantasista rossonero, sesto giocatore della società meneghina a ricevere questa onorificenza dopo Rivera, Gullit, Van Basten, Weah, Shevchenko. "E' stato un anno eccezionale - commenta il verdeoro - e questa giornata lo corona degnamente. Grazie al Milan". L'emozione è di quelle capaci di togliere il respiro, di far incurvare le sopracciglia e inumidire il viso anche a chi sembra il ritratto della serenità. Ricky, come lo chiamano a Milanello e non solo, è arrivato a Parigi con la certezza di aver vinto il premio più bello, ma il palco l'ha commosso, l'ha catapultato in una realtà che devi assaggiare per capirne il sapore. Vestito griffato, sorriso d'ordinanza, ma la sensazione di essere entrato a far parte di una storia gloriosa, pallonara e rossonera. Infatti, a parte la compagnia dei vari fenomeni che hanno baciato la sfera dorata in questi 51 anni, Kaká emula cinque campionissimi milanisti, capaci di mettere insieme sette trofei. Rivera, Gullit, Van Basten (che fece tripletta) , Weah e Shevchenko.

Kaká sentirà nostalgia del 2007, anno in cui ha messo il mondo ai suoi piedi. Soprattuto con la maglia del Milan, il brasiliano ha conquistato titoli e premi, consolidando la sua posizione di idolo nel calcio mondiale. Anche fuori dal campo Kaká ha segnato i suoi gol. Il più bello è stato l'annuncio che sarà padre per la prima volta. Ma è in campo che Kaká ha mostrato il suo talento e ha incantato gli amanti del calcio. Ha aiutato il Milan a vendicarsi tanto nella Champions League quanto nel Mondiale per Club. Nella competizione europea è stato il leader della squadra nella campagna che ha avuto il culmine con la vittoria per 2 a 1 sul Liverpool, come rivincita del 2005. E in Giappone ha condotto la squadra nella goleada sul Boca Juniors ( 4 a 2), facendo dimenticare alla sua tifoseria della traumatica sconfitta contro gli argentini nel 2003, ai rigori, dopo il pareggio per 1 a 1 al 90esimo. Ma i gol e le belle azioni non hanno portato solo titoli. Il brasiliano ha conquistato nel 2007 niente meno che sette premi individuali. La lista comincia ancora nel primo semestre, con l'eccellente  impegno nella Champions League, competizione che fu prioritaria per il Milan (la squadra fu punita dalla Federazione Italiana e aveva iniziato il campionato con otto punti in meno di quelli della maggioranza degli avversari). Nella maggiore competizione d'Europa, Kaká ha conquistato il premio di Miglior Attacante e Miglior Giocatore. Ha anche terminato come capocannoniere con dieci gol. Nella finale è stato uno dei distacchi, nonostante non aver fatto tremare la rete. Dai suoi piedi sono uscite le giocate principali, compreso l'assist per uno dei due gol di Inzaghi. Lo show del brasiliano è continuato nel secondo semestre, nonostante la campagna irregolare del Milan nel Campionato Italiano. La squadra dell'allenatore Carlo Ancelotti era in vista del Mondiale per Club e si è preparata per quello. E' arrivata con due settimane di anticipo in Giappone, si è allenata duramente e ha preso la competizione molto seriamente. Anche così ha trovato delle difficoltà per superare i suoi avversari. Nel frattempo, c'era un Kaká ispirato. E il brasiliano infatti è quello che ha deciso. Con la sua oggettività ha condotto il Milan nella semifinale contro l'Urawa Reds e nella finale contro il Boca Juniors. Ha fatto gol, ma ha brillato soprattutto servendo i compagni. E' stato eletto il miglior giocatore della finale, e dopo il migliore della competizione. L'eccellente e decisivo impegno in Giappone è stata la ciliegina sulla torta. Il giorno dopo Kaká è stato eletto il Migliore del mondo dalla Fifa. E bisogna ricordare che il brasiliano aveva già ricevuto il Pallone d'Oro dalla rivista France Football e il premio della Federazione Internazionale dei Calciatori Professionisti (FIFPro).

 

 

 

  I PREMI DI KAKA NEL 2007
Miglior Attaccante della Champions League 2007
Miglior Giocatore della Champions League 2007
Pallone d'Oro 2007
Miglior Giocatore del Mondiale per Club della FIFA 2007
Miglior Giocatore della final del Mondiale per Club FIFA 2007
Fifa World Player 2007
Miglior Giocatore del Mondo per la Federazione Internazionale di Calciatori Professionisti (FIFPro)
Miglior Straniero Oscar del Calcio AIC 2007
Miglior Giocatore Oscar del Calcio AIC 2007

June 01

PAOLO MALDINI

 
PAOLO MALDINI 
 
GRAZIE UNICO GRANDE CAPITANO!
 
Giuanluigi Buffon: al mio debutto nel parma, io non ero molto a mio agio, ma mi ricordo ancora, che lui mi fece un sorriso quasi fraterno e mi disse: in bocca al lupo, mi raccomando. E lì si capisce lo spessore della persona.
 
Roberto Donadoni: quando uno più vecchio riesce ad apprendere qualcosa da uno più giovane, questa è la dimostrazione che il giovane è già un grande.
 
Kakà: la cosa che mi piace di più è che ogni volta che qualcuno segna lui va ad abbracciare il compagno da qualsiasi parte del campo si trovi.
 
Salvatore Bagni: tu lo vedevi giovane ma già grande e con personalità, non ti faceva toccare la palla, è elegante, calmo e non ti da mai la soddisfazione anche se innervosito dall'avversario.

 

Paolo Maldini ha legato la sua intera carriera al Milan, squadra della sua città che l'ha visto crescere e maturare come uomo e come professionista. Nella squadra rossonera milita dal suo provino del 1978 e ha ricoperto principalmente il ruolo di terzino sinistro o di difensore centrale. È stato utilizzato anche da terzino destro, a dimostrazione della sua grande duttilità tattica.

Ha debuttato in Serie A con Nils Liedholm il 20 gennaio 1985, ancora sedicenne, in un match contro l'Udinese (1-1) subentrando a Sergio Battistini. Già la stagione successiva, a soli 17 anni, diventò titolare nella formazione rossonera, con la maglia numero 3 di terzino sinistro. Segna il primo dei suoi 29 gol in Serie A il 4 gennaio 1987 in Como-Milan (0-1). In Europa, invece, il battesimo del gol arriva il 21 ottobre 1992 in Slovan Bratislava-Milan (0-1). Dalla stagione 1997-1998 è il capitano del Milan, avendo ereditato la fascia da Franco Baresi al termine della sua carriera. Lo stesso passaggio di testimone era già avvenuto nel 1994 nella Nazionale italiana, quando Baresi aveva lasciato al terzino la fascia di capitano dopo il mondiale statunitense. Alla 28ª giornata del campionato 2002-2003, nel derby Inter-Milan, Maldini viene sostituito per una frattura al setto nasale dopo la gomitata involontaria da parte di Christian Vieri. Nelle partite successive al derby, Maldini indosserà per circa un mese una maschera facciale protettiva.

Il 28 maggio 2003, all'Old Trafford di Manchester, ha sollevato la UEFA Champions League a 40 anni esatti di distanza dal giorno in cui proprio suo padre Cesare si laureò campione d'Europa, anch'egli come capitano del Milan e anch'egli in Inghilterra (a Londra). Quel trofeo è stato inoltre il primo trofeo materialmente sollevato da Paolo Maldini in qualità di capitano. Nella stagione 2005-2006 ha segnato anche una doppietta contro la Reggina in campionato; la prima e unica nella sua lunghissima carriera.

Il 16 dicembre 2007, aggiudicandosi la Coppa del Mondo per club dopo che il Milan ha battuto in finale il Boca Juniors, ha conquistato il 26° trofeo della sua carriera, il 13° in ambito internazionale. È stato inoltre il primo capitano di una formazione del vecchio continente ad alzare questo trofeo. Il 16 febbraio 2008, nella gara contro il Parma al Tardini, entrando in campo a partita iniziata al posto di Jankulovski ha raggiunto così il traguardo delle 1.000 partite da professionista. di cui 861 con il Milan, 12 con l'Under-21, 1 con l'Olimpica e 126 con la Nazionale maggiore. In campo europeo solo Peter Shilton, portiere inglese, ha totalizzato più presenze, 1.390 tra il 1966 e il 1997. Ha giocato la sua ultima partita in Champions League il 4 marzo 2008 a San Siro contro l'Arsenal nella sconfitta interna per 2 a 0 che ha sancito l'eliminazione del Milan dalla Champions League 2007-2008 agli ottavi di finale.

Dopo alcune voci che avevano ventilato un suo possibile ritiro dopo la Coppa del Mondo per club 2007 Maldini aveva annunciato che avrebbe appeso le scarpe al chiodo alla fine della stagione 2007-2008, ma dopo l'eliminazione in Champions League contro l'Arsenal Maldini stesso non aveva escluso la possibilità di rimanere in rossonero anche per la stagione seguente e il 6 giugno 2008 ha prolungato ancora il suo contratto di un altro anno fino al 30 giugno 2009.

 
                               

 Quando lascerà il calcio, il Milan ha deciso di ritirare la maglia numero 3, per anni indossata da Maldini, come già accaduto solo per la maglia numero 6 di Franco Baresi. Le uniche persone a cui potrebbe essere assegnata tale maglia sono i suoi figli Christian, che nel settembre 2005 è stato tesserato per le giovanili del Milan, e Daniel, avuti con la moglie Adriana Fossa, nel caso in cui arrivino a giocare in Serie A con i rossoneri.

Maldini ha collezionato 647 presenze in Serie A, record assoluto, con 29 gol realizzati. La storica soglia delle 600 partite è stata conseguita in occasione di Catania-Milan del 13 maggio 2007 (1-1), che, contando anche lo spareggio per l'accesso alla Coppa UEFA del 1987-1988 giocato contro la Sampdoria a Torino, è la sua 601ª presenza con la maglia del Milan in gare di campionato e relativi spareggi. Il 16 maggio 2009 ha disputato la 900ª partita ufficiale in maglia rossonera, scendendo in campo contro l'Udinese al Friuli, lo stesso stadio dove aveva esordito in Serie A e festeggiato i 20 anni da calciatore professionista.
 
Dopo alcune voci che avevano ventilato un suo possibile ritiro dopo la Coppa del Mondo per club 2007 Maldini aveva annunciato che avrebbe appeso le scarpe al chiodo alla fine della stagione 2007-2008, ma dopo l'eliminazione in Champions League contro l'Arsenal Maldini stesso non aveva escluso la possibilità di rimanere in rossonero anche per la stagione seguente e il 6 giugno 2008 ha prolungato ancora il suo contratto di un altro anno fino al 30 giugno 2009. Quando lascerà il calcio, il Milan ha deciso di ritirare la maglia numero 3, per anni indossata da Maldini, come già accaduto solo per la maglia numero 6 di Franco Baresi. Le uniche persone a cui potrebbe essere assegnata tale maglia sono i suoi figli Christian, che nel settembre 2005 è stato tesserato per le giovanili del Milan, e Daniel, avuti con la moglie Adriana Fossa, nel caso in cui arrivino a giocare in Serie A con i rossoneri.
 
Maldini ha collezionato 647 presenze in Serie A, record assoluto, con 29 gol realizzati. La storica soglia delle 600 partite è stata conseguita in occasione di Catania-Milan del 13 maggio 2007 (1-1), che, contando anche lo spareggio per l'accesso alla Coppa UEFA del 1987-1988 giocato contro la Sampdoria a Torino, è la sua 601ª presenza con la maglia del Milan in gare di campionato e relativi spareggi. Il 16 maggio 2009 ha disputato la 900ª partita ufficiale in maglia rossonera, scendendo in campo contro l'Udinese al Friuli, lo stesso stadio dove aveva esordito in Serie A e festeggiato i 20 anni da calciatore professionista.
 

Il 24 maggio 2009, Maldini ha giocato per l'ultima volta a San Siro nella sconfitta subita dalla sua squadra per 3-2 contro la Roma. La cerimonia d'addio si è svolta con la consegna di album di figurine e sciarpe commemorative. Inoltre la squadra rossonera ha indossato per l'occasione la nuova divisa 2009-2010. Durante il giro di campo finale il difensore è stato contestato da pochi tifosi della Curva Sud che hanno intonato cori a favore di Franco Baresi ed hanno esposto striscioni sempre favorevoli al ex difensore, ritenuto l'unico grande capitano dell'era Berlusconi e critici contro Paolo, in relazione ad alcune considerazioni del capitano milanista sul tifo organizzato, rovinando così in parte il suo addio allo stadio milanese. Secondo Carlo Ancelotti però la contestazione è stata solo una goccia d'acqua in un oceano pieno d'affetto.

Detiene anche altri record: primato assoluto di stagioni in Serie A con la stessa squadra, con 25 campionati consecutivi al Milan, di cui è il primatista di presenze con 902 partite ufficiali disputate; marcatore più veloce in una finale di Champions League (52'' contro il Liverpool nel 2005). Insieme a Francisco Gento, è l'unico calciatore ad aver disputato 8 finali della Coppa dei Campioni/Champions League vincendone 5 (contro le 6 di Gento). Dalla sua prima all'ultima Coppa dei Campioni/Champions League vinta, sono passati ben 18 anni, record assoluto della competizione. Grazie alla lunga militanza nel Milan, ha totalizzato il record di stracittadine milanesi giocate, essendo sceso in campo in ben 56 derby. Per anzianità in campo, è il secondo giocatore del Milan nella storia, essendo sceso in campo in occasione di Fiorentina-Milan 0-2 del 31 maggio 2009 a 40 anni, 11 mesi e 5 giorni; solo Alessandro Costacurta (41 anni e 26 giorni) ha disputato una partita ufficiale con un'età maggiore della sua. Inoltre, segnando il gol del definitivo 1-2 nella partita Milan-Atalanta del 30 marzo 2008, è diventato il quarto giocatore più vecchio in assoluto a segnare un gol in Serie A. Meglio di lui hanno fatto solo Pietro Vierchowod, Silvio Piola e Alessandro Costacurta.

La Nazionale

Nel 1986 è stato chiamato dal padre Cesare in Under-21 con la quale ha giocato per due anni, prima della chiamata in Nazionale maggiore. Con la Nazionale ha debuttato a 19 anni, il 31 marzo 1988 a Spalato in Jugoslavia-Italia (1-1) e ha segnato il primo dei suoi 7 gol il 20 gennaio 1993 a Firenze contro il Messico (2-0).
 
Con gli Azzurri ha disputato gli Europei 1988 (eliminazione nelle semifinali da parte dell'URSS, 4 presenze su 4 partite disputate), i Mondiali 1990 (3° posto, 7 presenze su 7 partite disputate), i Mondiali 1994 (2° posto, sconfitta in finale con il Brasile dopo i rigori, 7 presenze su 7 partite disputate) gli Europei 1996 (eliminazione al primo turno, 3 presenze su 3 partite disputate), i Mondiali 1998 (eliminazione ai quarti da parte della Francia dopo i rigori, 5 presenze su 5 partite disputate), gli Europei 2000 (2° posto, sconfitta in finale con la Francia dopo i supplementari, 6 presenze su 6 partite disputate) e i Mondiali 2002 (eliminazione agli ottavi da parte della Corea del Sud dopo i supplementari, 4 presenze su 4 partite disputate).
 
Nei campionati del mondo ha collezionato 23 presenze (seconda prestazione di sempre dopo le 25 partite di Lothar Matthäus), in queste ha stabilito il record assoluto per i minuti giocati: 2.216 (Matthäus ha giocato più partite ma in alcune di queste è stato sostituito o è subentrato ad un compagno, totalizzando un numero inferiore di minuti in campo). Si è ritirato dall'attività con la Nazionale a 34 anni, dopo il Mondiale del 2002. Con la maglia azzurra ha disputato 126 partite (record assoluto), realizzando 7 gol. Detiene inoltre il record per il numero di gare con la fascia da capitano: 74.
 
May 31

38^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

 
0  FIORENTINA - MILAN  logo-acm-milan sfnero
 

..Il saluto più bello, il milan vince nel giorno degli addii.. 

All'Artemio Franchi il Milan gioca una partita di carattere e fa prevalere la propria personalità superando la Fiorentina per 2-0, nella gara - spareggio per l'accesso diretto alla fase iniziale della Champions. Prandelli deve fare a meno dei due squalificati F.Melo e Dainelli che hanno chiuso in anticipo la stagione, Zauri gioca al fianco di Gamberini nella difesa a 4, Donadel riprende il posto di mediano dinanzi alla difesa. Ancelotti, forse, all'ultima gara da tecnico dei rossoneri, ritrova i due grandi assenti della stagione; Gattuso e Nesta che vanno entrambi in panchina. Beckham dall'inizio, Flamini sostituisce lo squalificato Ambrosini, in avanti ancora fiducia ad Inzaghi preferito a Pato, match-winner dell'andata.
 
E' la gara che sancisce l'addio al calcio di Paolo Maldini, icona di questo sport e simbolo di questa squadra, il capitano lascia la maglia rossonera, unica indossata durante tutta la sua carriera dopo 647 presenze collezionate in serie A e 26 titoli conquistati con il Milan. Fiorentina che si gioca una parte della prossima stagione, la squadra di Prandeli parte subito col piglio giusto e cerca di attaccare gli spazi sugli esterni.
 
E' il Milan però che crea le prime vere occasioni, con protagonista sempre Jankulovski, che prima va alla conclusione dopo una galoppata sulla fascia e poi raccoglie un pallone vagante fuori dall'area e calcia di prima, in entrambe l'esito è negativo però. Partita che col passare dei minuti sale di ritmo, il Milan è bravo a ripartire, approfittando degli errori nei disimpegni dei viola. Fiorentina che va vicino al gol al 22' dopo che Gilardino stacca su un cross in corsa di Jovetic mettendo fuori di poco il pallone. Milan che risponde subito al 24' con una staffilata dai 20 metri di Flamini che va a stamparsi sullo spigolo esterno dell'incrocio.
Zambrotta spaventa Frey al 27', il terzino azzurro controlla in area un cross , si gira in un "amen" e calcia al volo di sinistro, il portiere respinge sull'esterno.
 
Partita che stenta a decollare, si gioca molto a centrocampo, con le due squadre che non riescono ad adattarsi al terreno di gioco, molto scivoloso.
Rischia il Milan al 42', Vargas scatta sulla fascia e fa partire un cross sul quale Gilardino non ci arriva a causa di una presunta spinta di Favalli,
Rizzoli però indica ai giocatori di rialzarsi e continuare. Montolivo insiste nel calciare da fuori senza trovare mai il modo di impensierire Dida. Termina dopo 2' di recupero il primo tempo, Fiorentina più propositiva, Milan che cerca di controllare il gioco dovendo far il conto anche sulla giornataccia fino ad ora incappata dalle sue stelle.
 
Partita che riprende e Firenze che per poco non urla di gioia, Gilardino raccoglie un pallone in area, calcia in controtempo d'esterno, pallone  fuori di un niente. La Fiorentina ,che in casa non perde da 5 gare, trema al 52' su un tiro-cross di Kaka che per poco non trova la porta. Franchi gelato al 55', Beckham crossa dal fondo, Gamberini chiude su Inzaghi, sfera che però rimpalla  sui piedi di Kaka che da due passi non dà scampo a Frey e fa 1-0. Milan che ha una tranquillità impressionante, lo si evince dall'abitudine che hanno gli uomini di Ancelotti nell'affrontare queste partite di cosi alta importanza. Spreca il Milan al 62' dopo che Kaka era scattato in contropiede, Inzaghi servito in area dal brasiliano vince una serie di rimpalli e poi arrivato dinanzi a Frey calcia alto. Il Milan cerca di "congelare" la sfera per non incorrere nel rischio di essere schiacciato nella propria area di rigore.
 
Fiorentina che si spinge troppo in avanti e paga il rischio del contropiede che fulmineo la colpisce al 76' grazie a Pato, che servito da Kaka batte Frey con un tocco sotto. Felicità per i tifosi rossoneri al 77', termina forse uno dei calvari pù lunghi della storia del calcio, dopo essere stato fuori tutta la stagione Nesta ritrova il campo da gioco. Finale di gara ormai dedicato alle passerelle di chi si appresta ad uscire, al 81' è il turno di Beckham che saluta forse temporaneamente i compagni di gioco per trasferirsi nella Major League. Finale che sa poco di calcio e molto di festa, con la Viola che comunque viene inneggiata dai propri tifosi che ringraziano la società per i risultati ottenuti quest'anno.

Emozionante il finale con l'arbitro che concede la passerella sul campo a paolo Maldini, campione straordinario e uomo incredibile. Milan che sbaglia poche volte gare di questo tipo, come si parlava in settimana a Milanello,rossoneri che evitano l'incubo dei preliminari premiando nel miglior modo il suo capitano, dall'altro lato la Viola chiude un stagione straordinaria sancita ancora una volta dalla conferma della partecipazione per la prossima stagione nell' Europa che conta.
 
May 24

37^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

 
logo-acm-milan sfnero 2   MILAN - ROMA   
 

..nonostante tutto il milan ha vinto comunque, grazie capitano!..

 

Il Milan gioca un brutto primo tempo, migliora nella ripresa ma non basta per non uscire sconfitto contro una Roma capace di rispondere ad ogni gol dei rossoneri. Per i padroni di casa seconda battuta di arresto consecutiva ed una qualificazione Champions che si complica di molto. I giallorossi invece conquistano tre punti fondamentali per raggiungere l’Europa e dimostrano che in questa stagione avrebbero potuto fare di meglio. Alla fine passerella per un Maldini certamente non molto felice.

In campo –  Ancelotti ripropone Flamini terzino destro con Jankulovski a sinistra. Coppia centrale Maldini, Favalli. In mezzo al campo c’è Beckham. Panchina per Seedorf. Giocano Kakà, Pato ed Inzaghi. Nella Roma in porta c’è Artur. De Rossi è squalificato, a centrocampo giocano Cassetti, Brighi, Taddei e Pizarro. Davanti Vucinic e Totti.

Si gioca – Subito un’occasione per Taddei ed una bella parata di Dida. Nettamente migliore l’avvio di partita della Roma rispetto ad un Milan un po’ distratto e lento. Il caldo è nemico delle due squadre ma soprattutto dei padroni di casa che sembrano soffrirlo molto. La Roma ci prova con Totti e con gli inserimenti di Brighi e Taddei. Non arriva il gol ma i giallorossi sono piuttosto pericolosi. Bisogna aspettare 29 minuti per vedere la prima occasione per il Milan. Buona giocata di Pato e palla che finisce fuori di un soffio.  Passano pochi minuti, si arriva al 36’ e la Roma passa in vantaggio. Grandissima punizione di Riise dai venti metri. Cerca di rispondere ancora Pato poi occasione per Vucinic. Il Milan prova a premere con maggiore intensità. L’atteggiamento positivo dei rossoneri continua anche nella ripresa con Seedorf al posto di Beckham. La Roma è un po’ chiusa ed il Milan cerca gli spazi giusti. Zambrotta e Ronaldinho sono le carte che Ancelotti si gioca per riuscirvi. Opportunità per Pirlo e Seedorf ma i due non riescono a sfruttarle nel modo giusto. Al 68’ grande tiro di Kakà e super Artur, poi Ambrosini e ancora bell’intervento del portiere giallorosso. E’ un altro Milan rispetto al primo tempo ed al 70’ arrivano i frutti. Gol di Ambrosini e pareggio rossonero. Al 76’ entra però Menez, è fresco, prima spaventa Dida e poi all’80’ lo batte. Roma nuovamente in vantaggio. Due minuti e doppietta per Ambrosini. Due a due. Poi all’85’ punizione di Totti e terzo gol della Roma. Nel finale espulso Ambrosini. Non succede altro e la festa di Maldini si trasforma in quella di Totti e compagni.

La chiave – Il caldo ferma un po’ le squadre nel primo tempo. Nella ripresa arriva l’ombra e tutto cambia. Un po’ di frescura regala nuove energie alle squadre e arriva del buon calcio. Alla fine vince la Roma ma poteva uscire qualsiasi risultato.

La chicca – Nell’ultima di Maldini, e forse anche di Ancelotti, ecco la prima a San Siro della nuova maglia del Milan. Colletto bianco che spicca e due domande… oltre a Maldini quanti giocatori rossoneri non la indosseranno l’anno prossimo ? Spalletti la vedrà tutte le settimane ? Come nella Settimana Enigmistica….La soluzione nel prossimo numero.

Top&Flop – Kakà gioca una buona ripresa e raggiunge la sufficienza. Maldini gioca una discreta partita e si fa vedere anche in avanti. Ambrosini segna due gol importantissimi. I laterali di difesa chiudono poco ed attaccano ancora
meno. Riise segna una magnifica punizione. Brighi quando si inserisce è sempre molto pericoloso e Menez entra e gioca molto bene. Vucinic non riesce a dare invece man forte ad un positivo Totti.

 

May 10

35^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09

 

logo-acm-milan sfnero 1   MILAN - JUVENTUS   
 

..a Seedorf risponde Iaquinta il big match in equilibrio..

 

Milan e Juve pareggiano per 1-1 nel posticipo della 35.a giornata: tra i due litiganti... fa festa solo l'Inter. Qualche novità nella formazione iniziale del Milan: Kalac sostituisce Dida tra i pali, Flamini fa ancora una volta il terzino destro con Zambrotta spostato a sinistra e Jankulovski in panchina. Nella Juventus Ranieri sceglie Marchionni per sostituire lo squalificato Nedved e si affida in avanti al tandem Amauri-Iaquinta. Si parte con un paio di scontri duri a centrocampo; De Ceglie atterra Beckham, due minuti dopo l’inglese si “vendica” su Marchionni e si becca il cartellino giallo. Il ritmo nei primi minuti è buono, ma i portieri non vengono mai chiamati in causa. La prima azione pericolosa la crea al 12’ Iaquinta, su cross di Marchionni, che fa la sponda per Camoranesi la cui conclusione da buona posizione termina alta. Il Milan non rimane a guardare e crea qualche fastidio ai difensori bianconeri con un paio di incursioni dalla sinistra di Kakà.

Al 17’ occasionissima per Marchionni, liberato bene sulla sinistra da Amauri, su cui interviene in scivolata Flamini che rimedia in extremis. Quattro minuti dopo la palla buona è per Inzaghi che vince il duello con Chiellini e calcia alto di sinistro dal limite dell’area. Si va dall’altra parte con una sponda di Amauri per Iaquinta, sinistro al volo un po’ sporco e Kalac allunga le braccia per bloccare la sfera. Il ping pong di azioni pericolose prosegue attorno alla mezz’ora con un destro a rientrare di Kakà che Buffon neutralizza in due tempi. Al 36’ Poulsen scende centralmente, arriva al limite dell’area rossonera e con il sinistro manda a lato di pochissimo.  

 
Quattro minuti dopo Inzaghi rischia di far esplodere San Siro con un tiro al volo di sinistro su assist di Pirlo; bello il gesto, ma l’attaccante, da posizione defilata, colpisce male. Si va al riposo sullo zero a zero. Al rientro in campo la partita diventa più vivace: Iaquinta ci prova dopo quaranta secondi, ma calcia alto, poi Inzaghi viene pescato libero in mezzo all’area da Beckham e di testa spreca il perfetto calcio d’angolo dell’inglese. Al 49’ è di nuovo il turno di Iaquinta: diagonale con il destro respinto goffamente da Kalac, poi Amauri da due passi non riesce a ribadire in rete.
 
Si prosegue con un lancio d’esterno di Zanetti, ancora per Iaquinta, Kalac questa volta fa la cosa giusta e anticipa con i piedi l’attaccante bianconero. Al 57’ il Milan passa in vantaggio con un contropiede concluso da Seedorf: Zambrotta lancia Inzaghi, partito in posizione regolare dalla propria metà campo, che si invola sulla sinistra, arriva sul fondo e serve la palla indietro per Ambrosini che colpisce sporco verso il secondo palo dove interviene il centrocampista olandese per il tap-in vincente.
 
La risposta della Juventus non si fa attendere e tre minuti dopo arriva il pareggio con Iaquinta: Camoranesi dalla trequarti serve un pallone morbido in mezzo all’area, il più lesto a intervenire è l’attaccante bianconero che in tuffo anticipa Flamini e beffa un poco reattivo Kalac. Ancelotti allora manda in campo Pato per Beckham, con Seedorf che si sposta a destra e Kakà va a fare il trequartista. Al 72’ cambia anche Ranieri che è costretto a sostituire l’infortunato De Ceglie con Zebina. Un minuto dopo Kakà vince un rimpallo al limite dell’area e calcia di sinistro, palla deviata in angolo. Nell’azione seguente Pato va via sulla sinistra, mette in mezzo e Inzaghi gira al volo di sinistro, Buffon può solo guardare la sfera terminare alta di poco. E’ l’ultima azione di SuperPippo che, imbronciato, lascia il posto a Ronaldinho, mentre nella Juve Del Piero timbra la presenza numero 600 in bianconero sostituendo Amauri. A dieci dalla fine Camoranesi decide di concludere un contropiede con un insensato pallonetto a Kalac dal limite dell’area al posto di servire Del Piero libero sulla sua destra. L’85’ è un minuto difficile per Orsato che decide di non intervenire su un contatto in area tra Pato e Legrottaglie e, pochi istanti dopo, punisce con il secondo giallo Favalli per un fallo da dietro su Del Piero. Con il Milan in inferiorità numerica le squadre si spaccano in due e fioccano le azioni pericolose: prima un tiro di Pato viene respinto, poi Zebina spreca un contropiede, si continua con un colpo di testa sotto misura tentato da Ronaldinho e si conclude con un destro violento ma centrale di Legrottaglie. Al fischio finale è 1-1: Inter ancora a +7.